Vorrei essere vecchia – Tre voci per una poesia

2008 Gennaio 6
by morenafanti

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Dimensione oltre – Roberto Matarazzo 

Vorrei essere vecchia
senza lampi negli occhi
senza sogni nei capelli
il passo stanco
di chi non attende più
e il viso
incolore
nel buio della sera
i gatti nel cortile
e pantofole rotte
ai piedi
tu nei ricordi
e il cuore
come un grumo
nel petto vuoto.

Vorrei essere vecchia
e non attendere più.

di Morena Fanti
(3 novembre 2005)

 

Vulissi essiri vecchia

senza lampi nna l’occhi
senza sonni nna li capiddi
lu passu stancu
di cui nun aspetta chiù
e la facci
giarna
nna lu scuru di la sira
li jatti nna lu curtigghiu
e pianelli sfunnati
a li pedi
tu nna li ricordi
e lu cori
quagghiatu
nna lu pettu vacanti.

Vulissi essiri vecchia
e nun aspittari chiù.

versione in dialetto siciliano
di Marco Scalabrino (2 gennaio 2008)

Grazie a Marco Scalabrino per la sua bella e musicale traduzione in dialetto siciliano e grazie a Roberto Matarazzo che ha sempre colori e pennellate di grande forza.

27 Responses leave one →
  1. 2008 Gennaio 6
    Antonio Fiori permalink

    Una poesia terapeutica, che tenta una serenità difficile. Traducibile perchè dolorosamente autenica, lucciccante di universalità.
    Complimenti a Morena e Marco.
    Antonio

  2. 2008 Gennaio 6
    Josè Grilli permalink

    Versi carichi di di inquietudine e al tempo stesso
    d’amore per ciò che è stato e non è più.
    Come sempre i colori di Roberto si fondono
    nei versi di qualsiasi poeta.
    Molto bello il tutto.

  3. 2008 Gennaio 6
    Antonio Fiori permalink

    Per Roberto, davvero un discorso tutto speciale. Come dice Josè – e abitualmente tanti commenti – egli ha la capacità di fondersi nella poesia che rappresenta, di trarne il rumore e il colore di fondo. Credo che anche ‘Dimensione oltre’ succeda alla lettura delal poesia per diventare un dono prezioso all’autrice e un gradito elemento d’integrazione del testo, utile anche al lettore e all’interprete.
    Antonio

  4. 2008 Gennaio 6
    donatella righi permalink

    Se i segni in diagonale portano verso l’alto, le colature di colore tornano ad ancorare verso il basso, l’origine del segno stesso.
    Così nella poesia si aspira a un’assenza, a un vuoto consolatorio, a una rarefazione di desiderio, ma ogni oggetto che li definisce è un richiamo alla forza della vita, scoscesa e pungente.
    Tre versioni tutte ugualmente “dense”.

    Donatella

  5. 2008 Gennaio 6
    luciannaargentino permalink

    Bello questo post a tre mani ben armonizzate. I colori di Roberto che colano sembrano il tempo che cola sulla nostra vita. E i versi di Morena mi hanno ricordato le parole di Enzo Biagi in una intervista fattagli poco tempo prima che morisse in cui diceva che ormai non aveva più speranze. Si riferiva evidentemente a speranze personali e mi ha molto colpito. Sono cose a cui quando la vecchiaia è ancora lontana non pensa. e Morena che dice che vorrebbe essere vecchia per non attendere più dice in qualche modo la stessa cosa. Perchè speranze e attese ci proiettano ancora nel tempo, nel fare del tempo mentre la vecchiaia senza speranze, senza attese potrebbe essere finalmente uno stare PURO nel tempo.
    Ho apprezzato molto anche la traduzione di Marco Scalabrino di cui sto leggendo con molto interesse il bel libro che mi ha gentilmente inviato.
    Un grazie e un caro saluto a tutti e tre, Lucianna

  6. 2008 Gennaio 6
    salvo zappulla permalink

    I versi di Morena sono permeati da struggente malinconia, hanno il sapore di un crepuscolo anelato e invocato. Il grido di un cuore dilaniato dal ricordo di quanto si vorrebbe amare per sempre e ci è stato strappato. Morena plasma i suoi stati d’animo e li rende Poesia, flusso sanguigno che regala emozioni, tormenti, travaglio esistenziale.

  7. 2008 Gennaio 6
    salvo zappulla permalink

    versi di Morena sono permeati da struggente malinconia, hanno il sapore di un crepuscolo anelato e invocato. Il grido di un cuore dilaniato dal ricordo di quanto si vorrebbe amare per sempre e ci è stato strappato. Morena plasma i suoi stati d’animo e li rende Poesia, flusso sanguigno che regala emozioni, tormenti, travaglio esistenziale.

  8. 2008 Gennaio 6

    questa sinergia a TRE mi ha ulteriormente convinto circa i miei coinvolgimenti iterativi tra testi poetici (e dintorni) e suggestioni timbriche: sono grato all’Autrice, la gent.le vera signora Morena Fanti per avermi donato la possibilità sinergica e un grazie all’Amico M. Scalabrino per aver consentito questo post “sinergico a tre voci” e a cui va la mia riconoscenza per avermi invogliato a leggere in siciliano e con mia grande difficoltà! ma che lingua speciale..
    roberto

  9. 2008 Gennaio 6
    maria gisella catuogno permalink

    essere vecchi per non avere più desideri e soffrire meno…bella bella, Morena!
    Bravo Roberto, come sempre, per questi colori che arrivano al cuore e bravo Marco, per l’efficaciea del dialetto
    un caro saluto
    Gisella

  10. 2008 Gennaio 6

    una simbiosi totale.
    l’immagine abbraccia i contenuti in totale armonia di colori e forme e la versione dialettalele fa ballare assieme, quasi come quelle musiche di tanto tempo fa, quelle che cantava mia nonna, per dire.
    Complimentissimi a te Morena, che queste attese le condivido tutte, e non lasciano respirare, a volte.
    A te Roberto, per questa tua voglia sempre nuova di colorare le emozioni e di condividerle con tutti noi.
    A te, Marco per la traduzione che arriva con la forza che solo il dialetto, a volte, rende.

  11. 2008 Gennaio 6

    Un bel canto corale…Complimenti! :-)

  12. 2008 Gennaio 6
    patrizia esposito permalink

    poesia di una dolcezza struggente che porta ad una profonda riflessione. Ma è poi vero che i vecchi non hanno speranze? E sperare di diventare vecchi per non aver più speranze non è una contraddizione esplicativa? Credo che chiunque abbia in fondo al cuore un barlume di speranza chè altrimenti la vita non significherebbe nulla. La completezza di questo post è veramente assoluta. Immagini e suoni diversi portato ad un’unica conclusione. Bravi!

  13. 2008 Gennaio 6
    antonellapizzo permalink

    una poesia d’amore. carissima ti abbraccio per questa tua poesia d’amore, e d’attesa, e di desiderio che tutto finisca, che si spenga la luce e si attenuino i dolori che bruciano, d’altro canto si dice che il tempo lenisce e cura e sopisce. bravi tutti, un bel coro. antonella

  14. 2008 Gennaio 6
    viola permalink

    testo dolente ma fermo, molto riuscito e magnificamente accompagnato da Roberto e Marco. Bravi, Viola.

  15. 2008 Gennaio 6

    Un trittico perfetto. La poesia di Morena poi è bellissima.
    Bacio bacio bacio Mapi ;-)

  16. 2008 Gennaio 6

    poesia magistrle. bravi i promoori di questo testo. l’attesa che non conosce tregua è resa in modo ancora più drammatico da questa invocazione alla vecchiaia che venga a stendere il velo dell’oblio. una poesia di amore autenico, indomabile. Mi è piaciuta immensamente, perchè per l’attesa d’amore non c’è in effetti speranza di vecchiaia possibile. A oxford ho conosciuto ben due coppie di amanti che si sono sposati settantenni.

  17. 2008 Gennaio 6
    sandrapalombo permalink

    Quante volte avrei voluto essere vecchia, anche se per altre ragioni. Mi piace questa traduzione dialettale così come è indicato anche il pannello di Roberto. Un trittico di tutto rispetto :-)
    Sandra

  18. 2008 Gennaio 6
    marco scalabrino permalink

    Ringrazio di cuore Morena Fanti per avermi voluto al suo fianco in questa sua bella avventura di cui tutti noi le stiamo rendendo, a vario titolo, merito.
    Un caro saluto alle donne e agli uomini che hanno letto e commentato, Marco Scalabrino.

  19. 2008 Gennaio 6
    Francesco De Girolamo permalink

    Tre elementi espressivi in una sintonia straordinaria, che procurano un’emozione luminosa, felice, la più rara, pur nella sofferta condizione di un paradossale desiderio, di una “stanchezza” esistenziale così estrema da folgorare con immagini splendide, quali “e il cuore / come un grumo / nel petto vuoto.”
    Lancinate… nel suono del “cori /quagghiato” e in quel gocciolare straziato di colori così sordi, viscerali, “aspri”.
    Un commosso grazie a tutti e tre.
    francesco

  20. 2008 Gennaio 7

    ecco un’altra poesia che è nelle mie corde, che ha leggerezza, nonostante il piccolo velo di malinconia. mi piacciono tanto quelle immagini di tutti i giorni accostate al nostro passare, vicino e assieme alle cose, ai gatti nel cortile, alle pantofole rotte. e bella, come sempre, l’immagine di Roberto e la traduzione in lingua siciliana del bravo Marco Scalabrino. un abbraccio a tutti e tre !

  21. 2008 Gennaio 7
    lucetta permalink

    Una triade sinergica, bravi tutti e tre singolarmente e un bravssimo al trio artistico!
    lucetta

  22. 2008 Gennaio 7

    Grazie a tutti delle belle e attente letture.
    Trovo sia sempre bello quando più autori si confrontano e uniscono le voci. Il web permette anche questo e io ho tratto spesso grande ispirazione da questo ‘parlarsi’ e nutrirsi reciprocamente.
    Di nuovo grazie a Marco Scalabrino e a Roberto Matarazzo: due anime ‘colorate’ e luminose.

  23. 2008 Gennaio 8

    Incantevole questo post a sei mani…
    Complimenti a tutti e tre, e un elogio particolare all’autrice dei versi, davvero stupendi.

    M.

  24. 2008 Gennaio 8
    corojubilatedeo permalink

    trovo particolarmente bello questo passaggio:

    «i gatti nel cortile
    e pantofole rotte
    ai piedi
    tu nei ricordi
    e il cuore
    come un grumo
    nel petto vuoto.»

    Certo è un po “desesperado”, ma ci trova anche una volizione provocataria, cioè che pretende ascolto perché in definitiva il petto non sia vuoto e il cuore non sia un grumo. Un caro saluto!
    Alex R

  25. 2008 Gennaio 10

    mi unisco al coro di apprezzamenti: un bellissimo post, una poesia a più mani che moltiplica il dolore e si protende verso uno sconsolato desiderio di pace
    marina

  26. 2008 Gennaio 16

    Allaccio i tuoi versi , Morena, ai miei ( straordinario il dipinto…) . Capirai il perché…
    “I lividi dell’anima
    hanno il freddo del nero.
    E nera e fredda
    è l’angoscia
    che morde
    risucchia e graffia.
    Il mio cammino è stanco…
    Ti sei portato via
    il colore più caldo.”.

    Come ci rende simili NON il dolore ma L’AMORE…
    Abbraccio.

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