Ferma in colonna nel traffico mattutino, inseguo rassegnata i miei pensieri, di-sperata per l’incertezza che mi circonda.
Palermo, affascinante città, mi è del tutto sconosciuta e così mi è sconosciuto il tempo necessario per raggiungere il Palazzo di Giustizia.
Il processo è fissato per le nove e mancano ormai pochi minuti.
Nella concitazione del momento la mia attenzione è attirata dalla sua auto af-fiancata alla mia. Lui non denota impazienza, con gli occhi fissa un punto inde-finito avanti a sé. Lentamente si gira e per un attimo il suo sguardo oltrepassa il vetro fermandosi su di me. Mi sembra di scorgere l’accenno ad un sorriso e un leggero brivido mi corre lungo la schiena.
Mi raddrizzo sullo schienale e cerco con disinvoltura di darmi un tono.
E’ un bell’uomo e anche la sua auto è un modello che mi piace, sportiva ed ele-gante.
Ancora fermi! Manifesto evidenti i segni della mia agitazione cercando non so cosa nella borsa e spero nello squillo del cellulare che invece tace incupendo ancor di più il mio umore.
La fastidiosa voce del navigatore gracchia quasi volesse rassicurarmi con le sue scarne indicazioni: 300 metri a destra, 150 a sinistra e siete arrivati.
Già, ma quanto tempo occorrerà ancora per percorrere questo tragitto? Non so dove sono, le strade mi sembrano talmente caotiche da essere immobili.
Sono quasi dieci minuti che non si avanza di un passo e il concerto, cui gli au-tomobilisti inferociti hanno dato inizio, è la fastidiosa colonna sonora che ac-compagna questo film del quotidiano sconforto.
Accidenti mi ha guardato ancora, l’ho visto di sottecchi. Stamattina ho fatto conquiste! Quanti anni avrà?
Dio, ho sempre sognato un incontro così emozionante.
Mi piace il suo abbigliamento, non indossa la giacca e ha le maniche della cami-cia azzurra rimboccate. I capelli sono ricci e ben curati, gli occhi scuri e profon-di per nulla disturbati dalle lenti sorrette da una leggera montatura al titanio.
Sembra un po’ troppo giovane per me ma cosa importa, è lui che mi sta guar-dando.
Finalmente ci muoviamo. Adesso mi spiego il perché del traffico bloccato, die-tro il pullman c’è un motorino a terra. Supero l’incidente sperando che nessuno si sia fatto male.
Eccomi arrivata, per fortuna il ritardo è stato contenuto. Accidenti anche al par-cheggio che non si trova, mi sta facendo perdere tempo prezioso. Spero nella comprensione del Tribunale.
Affanno salendo in fretta le scale dopo aver chiesto informazioni volanti a quel-lo che mi è sembrato essere un usciere e, mentre entro in aula, inciampo facen-do sbattere la porta che con un cupo rimbombo annuncia ufficialmente il mio arrivo.
Sento un leggero rossore colorirmi le guance e mentre freneticamente cerco di raccogliere il contenuto del mio fascicolo sparso sul pavimento alzo gli occhi a cercare il giudice abbozzando un sorriso di scusa che subito si spegne.
Lui è lì… e mi sta guardando ma… non come aveva fatto prima attraverso il fi-nestrino dell’auto.






labirintica e scritta molto bene, poi per me che ho un debole verso palermo..e a fronte del palazzo di giustizia di palermo una casa ove abitava una famiglia che poi si è imparentata con la mia, belle persone!
intrigante. quasi quasi faccio un salto a Palermo, così colgo due piccioni con una fava (Palermo e il bello in camicia azzurra …
)
ahah mi hai fatto ridere con ” Mi raddrizzo sullo schienale e cerco con disinvoltura di darmi un tono.” Scorre bene , perché non lo continui? Ciao! Sandra
eh Sandra perchè se lo continuassi potrei solo far brutta figura peggio di quella ipoteticamente già fatta nel racconto.
sai quanti giudici locali dopo averlo letto mi hanno chiesto se mi fossi ispirata ad uno di loro! sono proprio vanitosi gli uomini.
quanto ai due piccioni cara Blumy io ci vado spesso a Palermo ma non ne ho preso neppure uno. per fortuna c’è la fantasia che aiuta.
Se me l’avessi chiesto ti avrei dato volentieri un passaggio ..senza gracchianti suggeritori. Però, poi non avresti avuto l’incontro magico..
ma dì la verita, si è fermato tutto a soli sguardi ammalianti?!
Scritto bene questo racconto ..mi sembrava di essere lì con te!