D: Che rapporto ha con la parola?
R: La parola per il poeta è sempre una metafora, allude sempre a qualcos’altro. Nella lettura ci sono i momenti della lettura, e poi il riferimento non morfologico che fa il critico di riuscire a capire quale verità voleva dire il poeta, che non è mai la verità di tutti i giorni, ma una trasformazione. Tutto sommato credo che il discorso dalla lirica sia molto diverso, c’entra il canto….alle volte entra molto l’inconscio in quello che dice un poeta, no? Delle rivelazioni inconsce che magari….cioè quello che dice Moravia: “scrivo per capire ciò che scrivo”, non è del tutto sbagliato! Perché poi si rivede e capisce quello che voleva dire.Perché nel dialogo tra me e lei, io ho mal di testa, o altri problemi, non significa niente al livello della lirica, sono problemi di ogni giorno. Il tessuto invece della lirica è il reale, il quotidiano della vita che lei fa. Il quotidiano che poi, anche se io tengo la casa in questo modo, vuol dire che è un sottofondo musicale, o di disordine da cui poi avviene la nascita della poesia. Il poeta assembla tutte le sue cose,per poter rinnovare o ricordare quello che deve dire,per farsi una memoria.
D: Che rapporto ha con il silenzio?
R: Ho un gran rapporto! Tenuto conto del baccano che fanno sul Naviglio! Io ho acquisito una specie di sordità, di otite bestiale! Sul Naviglio sento poco! Ho bisogno di silenzio. Soffro anche di questi notevoli mal di testa, dovuti perché se entri in un bar è un frastuono! Quando entri dall’ortolano ha la radio a tutto volume! Non lo so come fanno a vivere queste persone ,in questi modelli di vita così stereofonici.
D: Che rapporto ha con gli oggetti?
R: Vede tutti gli oggetti hanno una sorta di feticismo per noi, credo che il poeta senta….io spesso mi sono sentita…..ho capito una cosa….quando ci sono questi antiquari che hanno i mobili vecchi, io dico che sono impregnati di queste vite passate, spesso delittuose, secondo me portano male! Invece il moderno, il chiaro…..Gli oggetti pieni di polvere, di malintesi, hanno visto storie, magari delitti, riverniciate, penso che portino via un’altra epoca. Io non amo le cose vecchie.
Con la materia ho un buon rapporto. Penso che la materia ci dia anche molto, possa darci un grosso fluido di energia.
D: La parete bianca, completamente bianca, a cosa le fa pensare?
R: Penso al mondo degli ospedali. Asettiche. La calce della disinfezione. A me piacciono le pareti colorate, anche se è un periodo che non dipingo più la casa, ma la parete colorata mi fa allargare anche di più la visuale! Una prospettiva diversa.
D: Ne “La pazza della porta accanto” scrive: “mi è facile imbrogliare il prossimo, il fatto di essere un istrione è anche un dato positivo, perché dietro la maschera dalle mille sembianze c’è uno sconosciuto che non vuole essere riconosciuto”.
R: Questo potrebbe essere il passato, potrebbe essere un io negativo,qualcosa che non vuol saltar fuori, che tutti abbiamo in noi; “l’eterno bau bau” di cui parla anche Saffo, cioè il male!
D: Lei scrive: “la follia va invece allevata in un ambiente adatto”, in che senso?
R: Si, io vorrei dire che l’ambiente dei manicomi è un ambiente adatto per la follia. Non si veniva per niente considerati. Cioè i gesti di una persona e di un’altra no erano presi in considerazione. Veniva dato per scontato che erano matti!…Quando non c’era pericolo di tale gesto…uno poteva vivere come gli pareva… cosa che fuori non può fare!
D: Sempre nella Pazza della Porta Accanto scrive: “mi hanno tolto prima le scarpe poi la testa”.
R: Lei parla dell’elettroshock?
D: Si.
R: Lì è stata è stata una congiura degli inquilini…..perché io l’ho notato, l’hanno fatto con altre persone che avevano delle psicosi! Li facevano ricoverare quando si accorgevano per esempio che c’era un furto, che qualcuno rubava, loro ribadivano che non era assolutamente vero perché chi denunciava il furto era un “pazzo”! Invece era vero. Allora facevano passare per matto per coprire il furto. Quindi “m’han tolto prima le scarpe poi la testa” perché non potessi scappare!
D: In che senso la demenza fa tornare alle origini?
R: Si perché si ritorna un po’ bambini…A parte il fatto che uno ritorna un po’ bambino…ma c’è una perlustrazione della radice di noi, perché tutti cercano di sapere il massimo di sé. Penso proprio che il male venga da lì, nel voler andare a perlustrare cose che non si capiranno mai, come la genesi di un uomo! Sarebbe meglio che uno si prendesse per quello che è.. e lì …..andare! Dice il poeta: “non cercare di capire”! L’uomo si pone troppe domande, spesso sbagliate e quando non riesce a risolvere le proprie domande, va sul suo piano ( nel piano dell’altro) e cerca di risolvere le sue…perché non è capace…. Ecco per esempio la chiave del delitto: quando imprigionato tra le proprie domande e le sue incognite, la elimino perché non capisco più dove sono io…La chiave del delitto è proprio questa: l’ignoranza e l’insoddisfazione della logica del proprio io e anche della sua,perché se io non faccio domande lei non può darmi delle risposte. Questa è la logica del delitto.
D : Che rapporto pone tra vita e poesia?
R : Ma…per me son la stessa cosa. Per me la poesia è vita e la vita è poesia. Meno quando mi fa imbestialire, perché anche la poesia di fa imbestialire! Non è che la poesia ti rende bella e buona! È una bestia da addomesticare! Nasce proprio come materia, poi va sgrossata.
D: Vi sono dei riferimenti nella poesia del novecento, ai quali lei direttamente o indirettamente si richiama?
R: Si i novecentisti. Ma soprattutto Quasimodo, gli autori molto stringati, molto essenziali..Una volta quando eravamo ragazzi noi, il romanzo era di casa. Quando io ero bambina leggevo la Maria Dellì, con tutte queste notacce d’amore, eppure la Dellì ha fatto cassetta, ha venduto molto! Perché l’argomento “amore” alle donne piace molto. Basta propinare alle persone quello che vogliono e subito il libro viene venduto!
D: Dei temi della sua produzione poetica, quale ritiene sia più importante e perché?
R: Il tema della lotta interiore. Il filone speculativo! Mi sento molto filosofo..ma…poi neanche tanto. Sono una persona che cerca! Cerca la verità come un po’ tutti. Non fino a dannarmi l’anima. In me vivono benissimo Dott Faust e l’altro. Mi piace molto anche il demonio, mi incuriosisce la presenza del male. Credo che il male sia la causa del sospiro del bene.
D: Di che cosa parlerà nel suo prossimo libro di poesia?
R: Non so….adesso sto scrivendo….ho finito di scrivere: Io dormo sola, che ho dedicato a Maria Corti, parlando della sua morte, del fatto che ogni uomo quando muore, di fronte alla morte è solo. L’ultimo combattimento dell’uomo è la morte. Purtroppo siamo sempre soli davanti alla morte. Quindi credo, dato che l’uomo ha un terrore di vivere la morte, si circondi di amicizie proprio per non affrontare questo “salto nel buio”, di cui abbiamo paura tutti! Perché se io compro i clisteri..se faccio tante cose..e perché ho paura di morire, abbiamo paura di morire e di perdere questa bella immagine della vita, che abbiamo sempre avuto davanti. Magari ci sarà un aldilà…ma io non penso che ci sia un aldilà.
D: Io penso che lei con la sua poesia sia immortale!
R: La parola immortale non è che mi tolga i dolori quotidiani o i fastidi! Immortali possono essere i versi! Può rimanere una bella opera d’arte, una bella scultura, ma l’uomo, il poeta è uguale a lei! Non è che è molto dissimile! In più ha una …io la chiamerei una condanna, quella della poesia e dell’arte! Perché prima non è capito fino a quando lei non è arrivato…..e difatti mi fa peso il manicomio! Perché finchè lei era un’illustre sconosciuta, poteva morir tranquillamente. Questo è il tragico: lei diventa importante nel momento in cui conta qualcosa, o forse fa guadagnare qualcosa agli altri. Io ho questa impressione! Una vita fatta di pura carità verso noi stessi, non è tenuta in considerazione. A me dà fastidio che uno mi riconosca perché mi ha visto da Costanzo e non perché ho scritto. Costanzo non ha parlato della mia bellezza o della mia salute,ha parlato dei miei libri, forse, questo alla gente è sfuggito. Posso dire che la televisione è un gran trampolino di lancio. Diciamo però che la parola di un potente, vale molto in Italia.
D: Ci sono persone che amano aldilà di tutto…
R: Ma…io non ho un carattere facile. A parte che oramai ho settant’anni, ma sono sempre stata molto ombrosa…ero così da ragazza…mi davano fastidio le lodi, i complimenti..Perché ho sempre avuto una mia grande felicità interna che mi bastava. Io non ho mai chiesto di avere una casa più bella di quella che ho, di avere molti più uomini di quelli che non ho. Con gli uomini io ho un rapporto di grande solidarietà, ma non erotico. Ho dei grandi amici maschi……le donne non mi piacciono! Anche se vedo belle ragazze, la bellezza mi ispira…la bellezza ispira il poeta. Non provo invidia. Ci sono delle persone della mia età , che quando vedono una bella ragazza vanno “fuori di matto”, perché hanno paura che porti via il marito! Questo significa che l’uomo non sa invecchiare bene! La bellezza sia di una donna che di un uomo, mi ha sempre esaltato.
Una volta dissi ad un frate: “guardi che lei è un bell’uomo”- e lui m’ha risposto in modo intelligente: “ ma lei ha buon gusto”! Quando io vedo una persona bella, siccome Dio è bello (magari è bella e perfida), dà l’idea dell’angelicità.






“Il poeta assembla tutte le sue cose”
Bellissima dichiarazione poetica, del silenzio e del mistero della vita, il coraggio di lasciarsi prendere dal dubbio e della inadeguatezza del ragionamento,di stare spesso difronte a quello che non si può comprendere.
Mi dispiace un pò che le donne non “piacciono” ad Alda Merini, a me lei è piaciuta moltissimo.
E poi penso che con noi di VDB cambierà idea, sono certa perché noi non staremo sulla “difensiva” e le faremo toccare la nostra corrente di bellezza.
Grazie ancora a te Giusi è stata davvero un’avventura.
margherita rimi
Certo, essere riconosciuta solo nel momento in cui la tv parla di te, e conosciuta solo per certi aspetti, quelli che la gente vuole sentire, fa un po’… insomma, credo che Alda abbia capito.
Chi scrive desidera che siano conosciute le parole che ha scritto, non il ‘personaggio’ che può rappresentare per qualcuno.
Ombrosa… bellissima parola.
Grazie di nuovo a Giusy. E alla poetessa che si è raccontata così semplicemente per noi.
Ci sono molti spunti e verità in quest’ultima parte di intervista alla Merini. Il rapporto tra bellezza e poesia, di cui nessun poeta può far a meno e in un certo senso la crudeltà della poesia stessa ” la lotta interiore”. Queste parole della Merini, sono così sincere e pregnanti di vita. Vita e poesia o viceversa. La ricerca della verità. Preziosissima intervista. Ancora Grazie Giusy. E grazie alla Signora poesia, alla Signora Merini.
Pingback: Scopriamoli... vivi! - Forum
Cara l’Alda, caro il suo sgangolato e bellissimo sentire e, più contenuto ma sempre affascinante, scrivere. A non dimenticarsi che il manicomio è dappertutto.
Quanta saggezza, quanta bontà, nelle parole di Alda!
Grazie per queste verità di cui fare tesoro.
Un caldo abbraccio
C.
Be’, ora posso anche andare a farmi una doccia. Mi pettino ben bene, mi lavo il dentino, e mi faccio un po’ di bene con queste parole, nel traffico, fino al lavoro.
Grazie infinitamente.
gino
Conosco bene Alda Merini.
Le sue parole sono sempre illuminanti.
Le ritrovo sempre nella mia vita.
Anni fa 1996 ho fatto un lavoro sulla sua poesia mettendo in musica alcune sue poesie: Ballate. Anch’io feci una lunga chiacchierata a casa sua .
Da lì è nato un lavoro discografico dove la poetessa recita alcune sue poesie.
E’ straordinaria credetemi.
Chi volesse conoscere questo lavoro
http://www.vincenzomastropirro.it.
un saluto a tutti e un grande abbraccio a Alda Merini
Grazie a Giusy per questo regalo veramente prezioso che ho seguito con lo stupore di qualcosa che attraverso la spontaneità si offre vivissimo di umano sentire.
Approfitto per salutare Vincenzo e per confermare il suo splendido lavoro che sono felice e orgogliosa di avere
Grazie Vincenzo e bentrovato qui.
e grazie ancora a Giusy per averci portato a casa questa poetessa così familiare .
Si “medita” e si rimediterà, alquanto…
Giusy e la Merini, anche in quest’ultima puntata, non finiscono di interessarci e di stupirci, ma in modo bello, profondo, sostanziale
grazie a tutte e due
marina
questa interbvista resta superba! per giusy: scusa la copio_incollo integralmente per rileggerla con attenzione: merita!
Grazie a tutti…è stato un piacere portare in questo blog la mia esperienza….La voce della Signora Merini- e il suo forte e potente canto di Sirena…..GRAZIE
Sono approdata qui perché sto cercando interviste e saggi su Alda Merini, visto che apprezzo tantissimo la sua poesia religiosa. Ti ringrazio per questa STUPENDA intervista, che ci regala un volto confidenziale di Alda.
Grazie di averla condivisa con noi!