A DUE A DUE LE DONNE SE NE VANNO di Donatella Mei

A due a due le donne se ne vanno.
Vanno in vacanza, al mare,
alcune cercano l’amore altre
(più furbe o forse solo amare)
il turismo sessuale.
Cambiano scarpe e salgono
sui tram o sulla vita oppure scendono
giù, dentro le metro, dentro
le orecchie dei libri che leggono
dentro le pieghe strette
di qualche relazione.
A due a due le donne se ne vanno
ai loro posti di lavoro, al cinema,
a massaggiare o farsi massaggiare.
Due volte a settimana perlomeno
fanno la spesa o fanno l’amore
mangiano carne o pesce
il pane è comunque integrale.
A due a due, due volte a settimana
vengono fatte fuori dagli amanti
I fidanzati, i mariti incazzati.
A martellate, a pugni, ad accettate
Amate a volte, non spesso, quasi mai.
A due a due i cuori delle donne
cedono e prima o poi lo capiranno
e lo diranno al telegiornale:
“è sport estremo l’agonismo nell’amore”.
A due a due, numeri pari
Moltiplicazioni precoci
Eiaculazioni feroci. Umori vari.
Se ne vanno, se ne vanno le donne
ad ogni età, sottobraccio.
Donatella Mei, attrice, vive e lavora a Roma.Si occupa di cabaret poetico e poesia performativa. Agli inizi della carriera partecipa allo spettacolo “L’apocalisse” di Leo De Berardinis. Nel 2000 fonda il gruppo di poesia giocosa “I Poeti Transgeniali“ e nel 2002 “Le Passere Solitarie” recitando nei maggiori teatri italiani. Ha inoltre partecipato a rassegne e festival di poesia, a varie trasmissioni radiofoniche e televisive. E’ presente in numerose antologie tra cui “Pink Ink” (Editrice Zona) e “20 anni di Haiku” (Edizioni Empiria). Vincitrice del premio Haiku 2004 dell’Istituto di Cultura Giapponese e Premio Capoliveri Haiku nel 2007.






Non dovrebbe essere un uomo il primo a commentare, ma tant’è (gli uomini son più mattinieri?
. I primi versi di questa poesia, almeno fino alle pieghe strette di qualche relazione, potrebbero anche avere per protagonisti – a due a due – gli uomini, magari i singles. Ma dopo, pur con intermittenze prosastiche, si passa dall’ironia alla tragedia, alla cronaca nero-sociale. Un’autrice che non conoscevo, addolcita – leggo nel curriculum – da buone dosi di cabaret…
Grazie a Francesco e Donatella
Antonio
tempo fa ho avuto modo di vedere la donatelli mei in tv, un frammento di spettacolo, e ricordo che mi colpì molto la carica di passionalità ironica che trova conferma in questa “se ne vanno” e trovo spunti di riflessione accorta sul “senire Donna” emisimmetrico al “sentire Uomo”, e se molti, troppi uomini restano mediocri esseri umani, bisogna ammettere che anche troppe donne restano mediocri stupidelle ben evidenziate dalla mei: e a proposito del “turismo sessuale”, a parte quello maschile di cui è pieno il giornalismo, ricordo un articolo di una bravissima giornalista sulla Repubblica a proposito di donne ciniche e crudeli che andavano (non mi ricordo dove) a carpire verginità di ragazzini anche mediante uso di viagra, e ne rimasi amareggiatissimo! Personalmente preferisco le Donne vere come Voi di “viadellebelledonne” perchè la bellezza femminile non sta nella taglia del reggiseno ma nella testa intelligente resa da occhi luccicanti di creatività ironica, e che sanno accompagnarsi ad Uomini che le amano nel profondo dell’essere, con creatività reciproca.
Un grazie alla mei e al de girolamo per questo post terribilmente attuale.
roberto
Più mattinieri, Antonio, ma forse anche più consapevoli che che la condizione femminile, con tutte le sue implicazioni culturali, sociali, civili…le sue quotidiane tragedie ed orrori della cronaca nera, una vera e propria “mattanza” in questi ultimi tempi, è una vergogna di cui non possiamo più essere inerti, turbati spettatori, ma di cui dobbiamo, in qualche modo, farci carico, anche noi, in prima persona. Io proporrei una prima manifestazione di uomini, contro “gli uomini” che usano violenza sulle donne, ad ogni livello, o anche solo non ne riconoscano l’elemenatare diritto ad una assoluta, concreta, parità in ogni campo…posizione che dovrebbe ormai essere perseguita come reato penale contro la dignità della persona.
Un caro saluto a tutte e a tutti.
francesco
Grazie, Roberto, per il tuo intervento, che non avevo ancora letto mentre scrivevo il mio precedente commento.
La questione, comunque, non penso possa investire del tutto l’argomento dal te enucleato dal testo, che potrebbe portare ad essere pericolosamente frainteso.
Le donne non sono nè migliori nè peggiori degli uomini…ce ne sono di straordinarie e di orribili, ovviamente…proprio come gli uomini, ma forse, loro, devono lottare un pochino di più di noi… per venir fuori dall’abisso di oblio, umiliazione, alienazione, in alcune culture addirittura di demonizzazione, in cui troppo spesso la società degli uomini le confina impunemente.
Un caro saluto.
francesco
La natura ha dato alle donne un tale potere che la legge ha giustamente deciso di dargliene poco.(Samuel Johnson)
Trovo incalzante questo testo, a tratti vertiginoso, ma leggero e di grande respiro poetico e umano (io ci sento scrorrere dentro coraggio, anche in quella chiusa che potrebbe sembrare una resa)
Ho ascoltato personalmente Donatella Mei leggere questa toccante poesia e ne rimasi colpita perchè con pochi tratti e con l’ironia che la contraddistingue riesce a cogliere la realtà femminile, e non solo quella di cui sentiamo, purtroppo, e ultimamente con maggiore frequenza nelle cronache, ma anche quella più quotidiana perchè penso che ogni donna sappia cosa voglia dire avere alle spalle i fidanzati o i mariti incazzati pur senza arrivare alle estreme conseguenze. Sono d’accordo con Maria Pina riguardo al coraggio anche se non sento una resa nei versi finali perchè mi sembra che quel se ne vanno non sia un andarsene vero e proprio, ma forse un tornare a se stesse.
Un ultimo appunto è che questa poesia mi ha ricordato “Vanno a due a due i poeti” di Francesco De Gregori e anche una bella poesia di Paul Eluard :
Non verremo alla mèta ad uno ad uno
Ma a due a due. Se ci conosceremo
A due a due, noi ci conosceremo
Tutti, noi ci ameremo tutti e i figli
Un giorno rideranno
Della leggenda nera dove un uomo
Lacrima in solitudine.
Un abbraccio a Donatella e a Francesco, Lucianna
Eccomi qua, eh si, siete mattinieri, almeno più di me. E’ la prima volta che mi capita di comunicare su un blog dunque…
Innanzi tutto grazie a Francesco, anche per aver risposto così prontamente e misuratamente, e soprattutto per aver pubblicato questa poesiola alla quale tengo molto proprio per l’argomento.
A proposito del turismo sessuale c’è un film molto interessante titolato credo “Verso Sud” e non dipinge affatto le donne come ciniche o stupide, al contrario direi disperate o disperatamente romantiche, e dopo una certa età sappiamo bene quanto raramente vengano considerate appetibili!!! L’altra cosa è che non conoscevo nè la canzone nè la poesia che cita la Argentinno, e che a due a due per me si riferiva al numero paurosamente settimanale degli omicidi di donne. La chiusa si, non è un andare via ma un riavvicinamento delle donne alle donne, insieme, sottobraccio, verso un’ utopica (?) fiducia in noi stesse. Ringrazio tutti donatella
cara donatella, forse dovresti imparare a non vivere l’amore come agonismo, guerra o separatezza. il nemico è comune, dobbiamo stare dalla stessa parte.
Grazie a te, Donatella, di essere intervenuta, nonostante la laringite e l’imminenza delle “Mele Grane”…
La tua “poesiola”…è per me una poesia molto bella e toccante. La “vostra” fiducia… non può e non deve essere mai utopica (!).
C’è un detto irlandese, citato anche in una ballata tradizionale, che dice: “Il nostro giorno verrà…” Uno dei miei preferiti, insieme a: “Nessuno è libero, finché non sono liberi tutti!”
Non credo, comunque, che la Argetino volesse, in qualche modo, attribuire al tuo testo un qualche debito verso De Gregori o Eluard, solo accostarlo, per quella analogia della frase “a due a due”, ad altre immagini e parole amate cui l’hanno riportata, come spesso fa la poesia, nelle concatenazioni della memoria.
Un bacio.
francesco
“Dege”, ovviamente, non sono io, in un refuso di iniziali del cognome, e lo (o la) inviterei, per qualsiasi gradito intervento futuro, a firmarsi in modo più riconoscibile…
Grazie.
francesco
DONA 6 SEMPRE PIU´GRANDE!!!!Suggerisco pero´che piu´ al turismo sessuale bisognerebbe indirizzare le donne al turismo MENTALE visto che la dimensione sesso e´vicina alla dipendenza, despressione e spastica demenzione mentre la mente dipinge le onde e si lascia cullare!!!Ps. Quando andiamo in Sicilia!tua RE
A chiunque sia dege, parola che sembra ahimè il prefisso a una moltitudine di strani vocaboli, vorrei dire che l’amore è sempre anche lotta, (non guerra) e che io personalmente ho smesso da anni di essere agonista, nel senso che non insisto più nel voler essere amata nè nell’amare a oltranza, finalmente, e che non c’era nulla di personale, guai! Ma tant’è… grazie a via delle belle donne!
Scusa, “dege”, immagino che Donatella sappia a chi corrisponde questa “sigla”…non volevo certo ingiustamente accostarti ai commentatori anonimi, che sono ben altra cosa…era solo una richiesta di chiarezza per chi legge e non ti conosce…
Invece io, al # n.8, avrei dovuto scrivere “cui l’ha riportata” e non “… l’hanno…” perché era riferito al “testo”.
Grazie anche a Renée. E un saluto
francesco
Caro Francesco no, non so a chi appartenga DEGE, sicuramente qualcuno che non mi conosce… o mi conosce ? Ma questo era Battisti! Grazie Renè, un bacio a tutti d
Io credo che le donne ’sanno’ essere solidali fra di loro, contando sulle sole proprie forze, all’occorrenza.
)
Una donna è ..battagliera, due insieme ..ohi, ohi
…la mia è partita un’ora fa con tre amiche ..due+due quindi, per una missione ..sentimentale. Chissà che succederà…
Questa poesia è belissima. E’ potente e leggera, è come la sua autrice. E’ una vertigine ma è naturale.
Donatella è bravissima a rendere la qualità, la stoffa della vita che tutti noi viviamo, dandole uno smalto nuovo, che ce la porge in una luce nuova.
Donatella scrive bene, e leggerla è dissetarsi di acqua minerale, piacevolissimo.
Non vedo l’ora di leggerla ancora e ancora!
Jacopo
Complimentissimi a Donatella Mei, che a due a due fa andare le donne a cercare amore e sesso, come è vero o come spesso accade, in qualche parte delle Antille o più semplicemente nel corso delle ritualità circadiane e compulsive, a volte semoventi in un incedere quotidiano non meno marginale, che sa di cruda realtà, di solitudini vissute nel proprio piccolo mondo, a volte storie fatte di esigua autostima, che si manifestano ad esempio, nelle patologie psicologiche sfogate nei nuovi luoghi alla moda deputati al culto della bellezza femminile, come i beautycenter… immagino, oppure traslate per noia o per consuetudine nelle convivenze difficili, che diventano poi ostilità, altre volte terribile violenza perpetrata all’interno delle stesse mura domestiche… donne-“regine” (non api… si badi bene! Che sono a mio avviso, di tal’altra schiatta!), che si sono trovate, loro malgrado, bruciate nel proprio “focolare”, in quel luogo che doveva essere il centro della loro attenzione, della loro sicurezza, invece trasformato all’improvviso nella pira accesa dal boia-marito-fidanzato-fratello-padre, edotto per sublimazione e sobillato dalla sottocultura del più becero maschilismo … intendo sollecitato da altri nuovi inquisitori forti dello status quo sensazionalistico della cronaca nera e di un certo giornalismo di scarsa professionalità, ma tendente a tanto splatter sanguinario meramente idoneo a condire così bene la diffusione, l’amplificazione massmediale della “notizia”.
… insomma racchiusi in queste righe ci sono importanti spunti di riflessione quanto mai attuali, uno degli snodi principali sulla condizione di alcune donne, che l’autrice ha saputo abilmente dispiegare, avvalendosi di quelle note ironiche che la contraddistinguono.
Auguri per la “missione” sentimentale…Rina, anche se, a quanto ho capito, tu non vi partecipi direttamente. ( Se vuoi, facci sapere, poi…)
Jacopo e Stefano (alias Meteosès)…mammamia se siete in forma! L’uno nella concisione, ricca di efficaci metafore, l’altro in un fuoco d’artificio di riferimenti disparati, eppure, secondo me, pertinentissimi…che mi ricordano, non proprio vagamente, la sua scrittura creativa poetica.
]
[ Tenetevi pronti...a presto...
Un caro saluto.
francesco
In attesa di Donatella, un po’ acciaccata…mi sono permesso di fare le sue veci.
Poi lei dirà…da par suo…
francesco
Grazie grazie Jacopo e Meteoses, che aggiungere? Avete saputo parlare di me e della mia poesiola molto meglio di quanto avrei potuto farlo io. Oggi in particolare una bella faringotracheite mi ha tolto la voce, quindi mi fa ancora più piacere sentirvi così vicini e ricettivi, e appunto in forma, come dice Francesco. Un bacio rauco a tutti, d
gira una brutta inflenza che si porta via la voce delle donne a due a due. ciao antonella
Ciao Antonella, spero proprio di no, oddio, ne avrò bisogno domani… ! Un saluto d
Il viaggio di una giornata particolare nel complesso ed affascinante mondo femminile,tra le pieghe dei suoi segreti,la familiarità, l’intimità del corpo,amato da una parte e violato dall’altra.
Una forte emozione che mi appartiene
Grazie donatella per questi versi vicini,vicini.
margherita rimi
un piacere ritrovarti e leggerti ( appena appena sentirti nel video di genova).Ti trovo “cresciuta”, eggià.La distanza fa di questi scherzi.
Hanno detto tutto ed anche un po’ di più gli altri. Accidenti, dovrei commentare la “poesiola” ma non ne sono capace, davanti a contanta espressione altrui mi taccio ( e faccio bene). Dico solo che m’è piaciuta: poco ma basta, no?
Un sorriso
Roberto
E’ commovente, leggera e profondissima. “Se ne vanno sottobraccio”, trovo molto bello che finisca così, mi tocca il cuore perchè è un’immagine che ha scandito da sempre la vita di noi donne. A due a due sottobraccio nelle battaglie, nei grandi dolori, nelle difficoltà, davanti ai colpi da parare, nella condivisione di momenti meravigliosi. Solidarietà femminile. Io l’ho trovata sempre. Ho avuto sempre un’amica sottobraccio con cui andare avanti.
Grazie Donatella.
Con stima e amicizia
Maria Cristina
A rileggere, ora, con più calma e “organica” attenzione il susseguirsi degli interventi, vorrei sottolineare la bellissima citazione di Maria Pina,
da Samuel Johnson, nel suo splendido commento, altrettanto lungimirante e prezioso.
Grazie, seppur in ritardo, carissima.
francesco
E grazie anche a tutti gli altri, Antonella, Margherita, Roberto, Maria Cristina, anche da parte mia, sperando che, anche oggi, Donatella possa connettersi direttamente, per le sue attese reliche d’autore.
Un caro saluto a tutti.
francesco
… “repliche”, ovviamente.
O, magari, “dediche”…
francesco
Bella, grande Donatella come al solito
Forti dubbi sul fatto che le donne vadano a due a due a fare del turismo sessuale, per il resto un testo con grandi impennate d’originalita’.
ciao ciao
daniela
la prima associazione mentale che mi è nata leggendo questa poesia è stato il film Thelma e Louise. A due a due le donne se ne vanno e, forse, anche ad una a una, perchè quel coraggio che prima era prerogativa di poche, oggi sembra essere una carica comune a molte. La poesia di Donatella Mei (un’altra conterranea ?
) è davvero cantante, piacevolissima, le manca una musica di chitarra.
Carissime e carissimi, se continuate così riuscirete a vincere anche questa tracheite che mi immobilizza e stordisce! Ma quanto è bello camminare su via delle belle donne! Se sapessi farlo vi invierei una mia foto in via di S. Passera a Roma, (il mio nome d’arte è La Passera Solitaria) tanto per aggiungere strade a strade… Mi perdoneranno spero gli uomini che così prontamente e gentilmente mi hanno commentato (e così bene) e sorpreso, (non me li aspettavo così tanti) se dico che la mia attesa era il responso delle donne ! Grazie Margherita Rimi per aver colto la vicinanza, cosa alla quale tenevo in modo particolare, grazie Roberto (chissà quale roberto sei? mi piacerebbe saperlo) per la crescita, grazie MariaCristina e su questo vorrei dirti una cosa buffa: tutti gli anelli che posseggo, sono regali di donne, strano no? Grazie Daniela e si, sul turismo sessuale vanno da sole, ma non solo, credo di aver già parlato del film Verso Sud con Charlotte Rampling, ecco, volevo romanticizzare e non estremizzare questo aspetto, che pure esiste, forse ho sbagliato a chiamarlo turismo sessuale, io intendevo comunque sentimentale, continuo
Grazie ancora a Francesco, ad Arianna e a Blumy, le donne, oltre alla potenza hanno una cosa che si chiama intuito talmente sviluppato!!! Sai che da ragazzina (e non nascondo che adesso ho addirittura i brividi a pensarci) volevo scrivere canzoni? Grazie a questa strada, che al momento sto percorrendo attaccata all’aerosol, vi arriva l’odore? Un bacio a tutti e tutte d
Anch’io ho ascoltato Donatella “parlare” con questa sua poesia. Con umori vari. Sottobraccio.
Svelando, anche col sorriso, l’aiuto solidale e verità tremende, e questi versi amari che fanno emergere stimoli (tanti e diversi) di discussione, sono stimoli su diversi piani: sono convinta che le donne siano più mattiniere degli uomini (latte che manca, bimbi da preparare, colazioni da fare) ma forse non hanno potuto scrivere prima, e comunque vado oltre. Non credo anche, che siano molte le donne che girano per turismo sessuale ma soprattutto sono una categoria con la quale non ho molte affinità. So che una donna dopo una certa età non è più desiderabile, la nostra cultura è fatta di molti pregiudizi ed errori.
Questa è una poesia di movimento (bus,metro,scarpe..), con e senza la consapevolezza di un corpo vivo, e spesso violato, e a due a due a raccontarsi la vita vera, quella fatta di piccoli puntini, uno dietro all’altro.
E la natura delle donne è essenzialmente duplice: soffrire ma avere anche l’anelìto alla vita, struggersi ma poi di colpo, anche, cancellare quell’amore in cui si era creduto; dentro noi stesse sentiamo, parliamo e proviamo a vivere. Grazie Donatella, grazie del tuo sforzo per riportarci all’ironia che spesso le donne hanno perduto o meglio ancora mai avuto.
Sarà che l’ironia è l’unica arma che ho avuto in dotazione alla nascita ma senza di questa, almeno io, sarei morta cento volte, dunque per me è una vera tragedia la sua perdita o peggio ancora l’assenza! Quando si è piccoli e magri (ma non lo sono più, magra) è difficile trovare un modo per diferndersi, in tutti i sensi. Io non ho mai avuto il dono di prendermi troppo sul serio, qualche volta ho preso sul serio qualcun altro e me ne sono sempre pentita … Purtroppo però la violenza degli uomini sulle donne è una realtà e anche piuttosto drammatica. Nei progetti avevo quello di registrare poeticamente ogni fatto di cronaca sull’argomento, poi sono diventati troppi e io troppo furibonda per trovare l’ironia necessaria. Grazie a te Gabriella, un saluto e un bacio d
sottoscrivo pienamente quanto avete detto tutte e in particolare Blumy e molto molto importante è l’accenno sull’ironia-forse la maggiore qualità intellettuale-e non solo- in dotazione agli umani,in genere. Non è facilissimo trovarlo in una donna,la donna ironica non è mai stata molto gradita a un certo genere di “macho”. Ironia e autoironia: preziosissime compagne per sopravvivere.
lucetta
Donatella è chiaro che scherzavo
ciao antonella
Daniela chi t’ha detto che le donne non fanno turismo sessuale? magari non propriamente quello ma so per certo di una attrice americana di una certa età che in camera d’albergo ad attenderla ha richiesto che ci fosse un giovanotto di colore, per giacere con lei naturalmente
A proposito di violenza degli uomini sulle donne: quella psicologica è la più feroce, e comporta delusione perché significa essere violentati nell’animo. E siccome credo poco a quel ‘per aspera ad astra’ non posso fare a meno di sentirmi quasi impotente nel notare il ripetersi, ad intermittenza..continua, di episodi di uno squallore tale che spiazza. …Eppur siamo Donne .. e la donna, anche se da sola, e non necessariamente a due a due, in parecchi frangenti dimostra di avere più..carattere dell’uomo, che, Donatella, non è proporzionale alla massa corporea.
Non ti avevo mai letto, ti ringrazio per lo spunto poetico e ringrazio Francesco (a cui rispondo tra le righe di questo commento) per l’opportunità qui dataci.
Ciao Lucetta e Antonella, in effetti una donna particolarmente spiritosa, o buffa, o autoironica (almeno in Italia) la trovano più attraente i gay che gli uomini etero, ma paghiamo volentieri il prezzo no? In fondo, qualche uomo l’ho avuto anch’io, nonostante la comicità. E a proposito di turismo sessuale, o sentimentale che dir si voglia, una mia amica vive felicemente da anni qui a Roma con un capoverdiano molto più giovane di lei, ed è comunque un amore, no? E nei casi in cui non lo è… beate loro, riescono in ciò che io non riesco ancora. Un saluto a tutte e tutti d
è amore? e che no so io? affari loro
io parlavo di prostituzione non di convivenza più o meno amorevole. un salutone a.
Che bello quando le donne parlano tra di loro, senza che la presenza degli uomini finisca con il condizionarne la spontaneità, la schiettezza, ed una complice, salutare ironia senza remore… Noi uomini, da soli, invece, diventiamo quasi sempre noiosi o grevi… Cercando di congedarmi con un po’ di leggerezza, la “qualità” più difficile per chi sia stato abituato fin da piccolo a quella tipica, rozza, “supponenza” maschile… quasi “imposta” dai poveri padri per poter sopravvivere, ed affermarsi, secondo loro, mi ritiro, ora, in punta di piedi…lasciandovi questo mio ultimo, affettuosissimo saluto.
Grazie a tutte…di aiutarci, anche da qui, a rinnegare quei nostri padri così “deboli” nelle loro stantie convinzioni “virili”, così vili, dietro la loro dura scorza di maschi “forti” …e tutto quello che, nelle nostre famiglie, troppo spesso, rappresentavano.
Buona serata, belle donne.
francesco
Cara Rina Accardo, credo purtroppo di aver sperimentato molto spesso la violenza psicologica degli uomini! Di solito con me sono competitivi, invidiosi, odiosi e quant’altro. Per fortuna qualche volta qualcuno è autenticamente generoso e gentile ,vedi Francesco De Girolamo nel suo ultimo scritto! In riferimento alla prostituzione invece chi di noi, almeno una volta, non ha desiderato un bell’uomo scuro in attesa nel letto o stanza d’albergo che fosse? Devo confessarti Antonella, che di tanto in tanto non mi dispiacerebbe… ma ahimè tra il dire e il fare… e poi sappiamo tutti che CHI GIACE ACCONSENTE! Grazie a Francesco per la punta dei suoi piedi (che peraltro visto le mani immagino piuttosto belli) e a voi tutte. Buona notte d
mi viene spontaneo dopo tutta questa lettura, difendere anche un po’ del “genere umano”…:
Ho sempre invidiato
quelli che sanno sputare lontano
senza sbavare sul labbro inferiore
quelli che sanno ruttare sonoro
dopo un pasto soddisfacente
con lo stecchino tra i denti
quelli che sanno parlare forte e chiaro
e con voce tonante si fanno ascoltare
anche se non hanno nulla da dire
quelli che non pensano mai
per i quali tutto è semplice
diviso nel bene o nel male
o in quello che vogliono loro
quelli che non hanno ripensamenti
che non conoscono il dubbio
quelli che sanno prevaricare
quelli che sanno dormire
beati la notte comunque
Ho sempre invidiato i furbi
quelli che si sanno districare
quelli che hanno muscoli potenti
e li sanno usare
quelli che sanno farsi rispettare
quelli che sanno capire le donne
quelli che non le capiscono mai
ma non gliene importa niente
quelli che sanno fingere
quelli che tutto comprendono
così umani così umani…..
quelli che sanno barare
così bene che sembrano veri
quelli che si sanno mentire
quelli che si sanno perdonare
quelli che conoscono le regole
e ci si sanno sempre adeguare
quelli che le regole se le fanno
Ho sempre invidiato tutti costoro
che hanno il mondo
perchè il mondo è solo loro
E per noi che nulla abbiamo
che non sappiamo neanche sputare lontano
in silenzio
piano piano
ce ne andiamo
ce ne andiamo…
grazie a De Girolamo per avermi ‘presentato’ Donatella Mei. Gliene sono veramente grata.
. la verità è così: nuda ed ironica, colorata e in bianconero. passi e silenzi rumorosi in questi versi. un affaccendarsi che è vita. in tutte le sue pieghe, i suoi misfatti, la sua smagliante crudeltà. che poi alla fine si gioca tutto sulla parola amore. nei suoi mille sensi. le donne si lasciano dietro la loro scia. nessun uomo le dimentica.
questa è una poesia che ho riletto molte volte per poter passeggiare con lei ‘a due a due’, insomma per fare questo ’saliscendi’ insieme per non trovarmi da sola, alla fine, col fiatone
e che le donne vadano a due a due.. beh, è una verità. cominciano dalla toilette dei ristoranti . non ci vanno mai da sole. forse perché una copre il rumore dell’altra.
trova questa poesia magnifica, semplicemente.
margherita
la bellezza femminile sta nella testa intelligente resa da occhi luccicanti di creatività ironica
“che sanno accompagnarsi ad Uomini che le amano nel profondo dell’essere”.
Ho condiviso questo concetto di Roberto (al #2) dalla prima lettura. Credo che sia la cosa più bella che sia stata detta tra questi commenti.
Una buona giornata a tutti!
Poesia di solitudine, mi pare, appena diluita dall’ultima parola dell’ultimo rigo.
E forse il ’sottobraccio, potrebbe essere persino un invito alle donne a inventarsi i gesti e le parole della solidarietà e della condivisione che purtroppo ancora non abbiamo imparato a pronunciare con voce sola. Antiretorica per scelta la poesia di Donatella scava nelle viscere come un graffio, qui più che mai.
Cara Margherita, che aggiungere? Hai detto delle cose talmente belle che potrei solo aggiungere un invito a un tè giapponese, se ti capita di venire a Roma. E’ proprio così, le donne cominciano da piccole ad andare al bagno in compagnia e finiscono da vecchie, quando sottobraccio (difficile distinguere chi sostiene chi) si aiutano a traversare la strada o si infilano, d’estate, in qualche gelateria. Io le ho sempre amate queste ultime e forse mi riferivo a loro negli utlimi versi. Comunque grazie a te. Ciao Rina, anche a me sono piaciute molto le parole di Roberto, le trovo straordinarie, ma io non sono mai stata in grado di farmi amare nel profondo dell’anima da un uomo, o forse non me ne sono mai accorta? Grazie anche a te e a Fortuna della Porta, che conoscendomi peraltro, ma più in veste giocosa, ha messo il giusto accento sul graffio. Miaoooo! Roberto, grazie del tuo apporto poetico, in una estrema sintesi rimpiangi di non esser nato da due ben nutriti e rosati suini! Beh a volte anche io vorrei mangiarmi qualche grossa ghianda in pace, (vedi l’Era Glaciale 1 e 2) ma “diamonds are the girls’ best friends” , e forse anche degli uomini, tant’è che di questa fame poi ci scriviamo una poesia. d
Che bel dono questo testo, e che interessante dev’essere sentirlo recitare(avere collaborato con Leo de Berardinis poi, è un bell’ingresso, oltre al resto di poi), dunque: tutto è stato detto,no!
Andare in coppia, perché si hanno destini separati, in opposition( Sliding doors, La doppia vita di Veronica e il bellissimo Thelma e Luoise!),andarci perché non ci si separa più, sono FATTI e non idee, che sono costati la vita, alle donne , ma che ne hanno riacquistato LA PROPRIA VITA in una simmetria utopica di destino che forse, dico forse, un giorno ricongiungerà le vite di generazioni così diverse.
Questo sapevo quando volevo ad ogni costo “salvare” mia madre, le nostre madri(qualcuna esagerò, si infilò negli stessi tunnel),ma oggi può essere portato ad alta voce.
Grazie anche agli amici che sostengono con la parola, di ascolto e contributo, questa lotta e questo cammino, che è per tutto (l’ INTERO ) genere umano.
Dio ci scampi dal diluvio di cronaca nera e annerente le coscienze placate poi dallo show mediale, perché senza riflessione, né seguito.
Maria Pia Q.
Grazie Mariapia delle bellissime parole particolarmente gradite, mi sento lusingata anche solo dal fatto che tu mi abbia letto e comunicato il tuo pensiero. A proposito di film sul doppio mi è venuto in mente anche La Donna che visse due volte, a proposito di a due a due! Mi piace molto la tua firma (in particolare la Q.), perchè mi ha ricordato un libro bellissimo dei Luther Blisset (gruppo bolognese) titolato appunto Q. Un caro saluto d
leggendo questa poesia, non posso fare a meno di ascoltarla dalla sapiente voce di donatella.. ma la recitazione lascia il posto comunque alla poesia..bellissima
Cara Donatella, niente sapevo del gruppo bolognese(eppure che sono emiliana parmigiana!).
Il Q. di cui parli(Che bello, dove potrei reperirlo, e di cosa parlava?)
Sono io a dirti grazie di questa fioritura sul destino, siamo così abituate a concettualizzazioni astratte o enfasi del corpo senza redenzione, quasi ristabilire antiche dicotomie, o essere accettate come pura metonimia senza più trascendenza, simbolico, ma ci inoltriamo in folosofie.
E qui mi va di gustare la poesia. Ti abbraccio,
sperando un giorno incontrarti.
post scriptum, Roma non mi invita mai, ma anche altre città(altro che villaggio globale: dalla rete molte più indicazioni..e da questa via, non se ne parli!)
Maria Pia Q.
Grazie Andrea per la tua stima! Sai bene quanto è ricambiata e quindi mi fa davvero piacere ! Grazie Maria Pia Q., il libro di cui ti parlavo tratta dell’avvento del protestantesimo in germania, ma è il modo in cui è scritto che è formidabile! Credo che sia l’evento letterario italiano più importante degli ultimi 30 anni, beh secondo me naturalmente. E a proposito di inviti, io e Francesco De Girolamo organizziamo spesso rassegne poetiche, di letture dal vivo, è azzardare troppo proporti di partecipare, se ti va, magari in primavera? Ti capita di venire a Roma? Sarebbe bello averti una volta tra noi! Puoi pensarci? Intanto un caro saluto a tutti, e …viva le belle donne ! d
Proprio bello leggere tutti questi commenti! Sembra un racconto a sé che dice tanto sulle donne e un pò su tutti: Ho trovato ironia, problemi, chi ricorda il latte da comprare, chi ricorda dell’amica che ti aspetta fuori dal bagno e di chi ferisce, di chi ci disistima o ci vuole solo come CHI GIACE ACCONSENTE. C’è tutto, sacro e profano, alto leggero basso sentito, e circola una bell’aria di intesa…
alla prossima
Grazie Jacopo, è vero, c’è proprio tutto… effettivamente non mi aspettavo tanto da dire su quella poesia che come sai, mi ha torturato coi dubbi. Magari succedesse sempre che una poesia dia l’avvio a uno srotolarsi di comunicazioni e pensieri. Sarebbe davvero un altro mondo… ma a volte succede o lo facciamo succedere. Un bacio grande d
ecco dove ti avevo già sentita, letta.