Insegnami di Asma Gherib

Insegnami oh luce
annidata in una nicchia,
come posso errare
nelle vie del cielo
e guidare una navetta
fatta di aria e
d’argento.
Insegnami oh tu amore,
come posso trovarti
mentre sei nascosto,
tra un sorriso e
un pianto.
Insegnami oh tu dolore,
come posso svenire,
tra le tue braccia
senza avere il timore
di Mosé e senza
Pavento.
Insegnami oh tu bagliore,
come fecero
ad inginocchiarsi
davanti a te
stregoni fatti di
Vento.
Insegnami oh tu calore,
come posso indossare
la camicia di Giuseppe
e rendere i dolori di guerra
in un fuoco,
spento.
Insegnami oh tu ardore,
come posso tramutare
il rosso dei vulcani
in un verde raggiante e
benedetto.
Insegnami oh tu fervore,
come posso cambiare
il sibilio dei serpenti
in un inno d’amore
contro ogni chiasso
violento.
Insegnami oh tu Signore
ciò che un giorno
insegnasti ad Adamo
prima dei tempi
della ribellione e di
ogni pensiero,
cruento.





E’ un bellissimo inno all’amore e a come riconoscerlo, anche nel dolore e nel pianto…sai che mi ricorda il Cantico delle creature!?
Gisella
La vita come apprendimento, come possibilità di mutamento costante. Il significato profondo della saggezza, che non è tanto lo stare lontani dalle cose per non farsi toccare intimamente, ma, l’immersione totale e la capacità di usare e trasformare al meglio quello ci tocca o potrebbe toccarci in sorte lungo la strada. Le immagini mi sembrano profondamente innestate nella tradizione di preghiera mediorientale, ma, come occidentale italiana, e per libera associazione di idee, vedo dentro questo testo anche due ‘lezioni americane’ di Calvino.
humilemente c’è anche un tono di laude di magnificenza francescana, un affettuoso abbraccio ad Asma (”insegnami quel che insegnasti prima di ogni pensiero” è vicino vicino a un soffio mistico), Viola
sì, ha un che di preghiera che ispira al
canto,
un canto d’amore…
Molto bella davvero. A me ricorda Tagore, un poeta molto amato in gioventù che ultimamente mi è ricapitato tra le mani… Un abbraccio, Lucianna
Una preghiera piena di umiltà, un inchinarsi alla grandezza del creato, un comprenatrarsi in esso, ciò che è bene può trasformarsi in male, vedi il calore, l’ardore, la saggezza sta nel far sì che il bene resti il bene, non si snaturi. molto bella, complimenti. a.
un canto femminile improntato su ricordi anche francescani forse tra i pochi ordini religiosi che stimo, ma un canto che sa di africa e d’amore..
roberto
non ho parole, non so come ringraziarvi se non regalandovi i versi di questa poesia che testimonia, che la lingua dell’amore è universale e che quando il suo raggio colpisce i nostri cuori, cantiamo tutti nella stessa lingua per cui un musulmano può sembrare un francescano o viceversa e una semplice asma gherib può parlare una lingua che ricorda Italo Calvino, Tagore o addirittura San Francesco d’Assisi!!! ‘E molto importante scoprire questo concetto e capirlo fino in fondo.
Grazie ancora a tutti voi. Un abbraccio. Asma
Una bella preghiera nella quale un cuore si apre e si abbandona fiducioso.
Anch’io vi ritrovo la Laude e di questa bella preghiera riporto un passo forte :
Insegnami oh tu calore,
come posso indossare
la camicia di Giuseppe
e rendere i dolori di guerra
in un fuoco,
spento.
Ciao Sandra
.
Vibrano dentro questi versi una religiosità, un’umiltà e uno spirito d’amore “verginale”.
Molto bella, complimenti Asma.
Grazie care amiche,
grazie Rina,
grazie Sandra
e grazie Maria Pina
mi riempite il cuore di gioia e mi date una carica stupenda per scrivere e poetare sempre di più.
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