FORBICI di Victoria Surliuga

2007 Novembre 21
by Bianca Madeccia

surliuga.jpg

Forbici, di Victoria Surliuga, ed. LietoColle (con traduzione in inglese)

Forbici è il terzo volume di Victoria Surliuga, docente di italianistica alla Texas Tech University e studiosa dell’opera di Giampiero Neri, poeta a cui sono dedicate tre poesie di questo libro.

Divisa in tre parti, dai titoli “lame”, “aerei” e “morire”, Forbici è una raccolta fortemente tematica, in cui vengono affrontati problemi riguardanti la crescita interiore, la perdita dell’innocenza, i cambiamenti indotti dal tempo e che portano a vedere il mondo con gli occhi dell’ansia e della paura. Tagliarsi la pelle, tagliare i ponti alle spalle, il taglio operato dalla distanza oceanica e dalla morte di persone care, sono i motivi conduttori di un libro anche linguisticamente teso e stilisticamente unico nel panorama della giovane poesia italiana (…)

Forbici è un bel titolo, e io credo che nelle poesie di Victoria Surliuga il loro significato apra al lettore diversi percorsi di senso: quello di tagliare la via predisposta da chi, animato dai cosiddetti “buoni sentimenti”, intende impedire, specie ai figli, una crescita non in linea con le sue aspettative, e quello di sacrificare il corpo, di incidersi le dita come pressante, e perché no?, anche dionisiaca manifestazione della volontà, sebbene l’azione possa rivolgersi in modo suppletivo allo stesso soggetto, al suo dito-würstel sbucciato come un minuscolo San Bartolomeo (…)

Tagli, dicevo, pure nei riguardi dei sentimenti, laddove coprono forme di deprivazione e violenza.
Il libro si sviluppa come un diario di battaglia e competizione: muovere alla guerra per affermare il proprio campo di azione, nell’orgoglio di essersi conquistati addirittura i difetti, e cioè la propria connotazione esistenziale (…)

(dalla postfazione di Silvio Aman)

……………………………………………………………………………………………….

mentre il coltello taglia

la pelle in superficie

tra l’inizio del profilo

il mignolo teso

wurstel a cui sfila

il rivestimento

la forbice è andata

troppo in fondo

un dolente strappo

esce un accenno

di sangue

brucia il taglio

porta la mano alla bocca

succhia piano

appoggia la lingua

si dice la saliva

anestetizzi

poi alza la testa

ci sono altri libri da leggere

per questo articolo

pensa che il lato sinistro

della mano è ancora intatto

………………………………………………………………………………………………………

porte forbici scivolano chiuse

scattano senza sicura

si tiene mentre parte il metrò

quante bare uscirebbero adesso

vede il legno, non le facce

si aprono le porte

le bare prendono il volo

farfalle in fila indiana

in direzione della scala

dall’apertura del metrò

escono sulla strada

una dopo l’altra spariscono

……………………………………………………………………………

pizzica la pelle sotto i chiodi

intrecciati la staccano a morsi

a pancia in su nel letto rovente

tra nuvole di pneumatici bruciati

la molla della scatola spinge forte

ma non c’è niente da fare

le lame usciranno a volo furioso

da tutte le parti portandosi via

ogni pezzo di carne non coperto

dai maglioni di lana pungente

……………………………………………………………………………………

la tecnica consiste nello spingersi

avanti con le gambe dondolanti

una mano rimane attaccata

l’altra va avanti poi si alternano

in sintesi però bisogna fare in fretta

ci inseguono i cani sul pavimento

l’eco della bomba dal lato soffitto

il corridoio verde ha qualche buco laterale

caricato da quadri di donne vestite a lutto

con qualche girasole in mano

se si entra nella scuola così almeno si sente in giro

ci dovrebbero essere un tappeto rosso dalle movenze

di una scala mobile si direbbe un’onda gommosa

della casa degli orrori di un luna park

gli ospiti vorrebbero sapere se basta nascondersi

sotto ai liquori di un bar per sfuggire ai vampiri

forse bisogna informarli che hanno i denti cariati

ma soprattutto della marca da bollo

se uno vuole uscire da una delle cinque porte

…………………………………………………………………………………………………………

la valle cadeva a picco nel buio

mentre si valutava il tempo

in eccesso per sentire il silenzio

tranciare netto le tempie

si poteva rantolare paura

tra affannosi respiri

oppure cercare una cabina telefonica

poi risalire in macchina

e spaccare i vetri dei vicini di casa

…………………………………………………………………………………..

è un concerto di voci

questo suo essere lei

sulle spillette dicono

be youself

no one else wants the job

è orgogliosa dei suoi difetti

se li è conquistati

ecco la virtù dello

sborghesizzarsi

torniamo alle voci

da piccina: essere insicura

adesso: procedere tranquilla

però manca qualcosa

micòl franco isacco

annalisa carla luciana

le acque sono immobili

…………………………………………………………………………………..

Victoria Surliuga (Londra, 1972), torinese, è Assistant Professor di Italianistica alla Texas Tech University, a Lubbock, nel Texas. È autrice di due volumi di poesie, Risposte del silenzio (Farnesiana 1994) e Allergia alla notte (Campanotto 2000), e della plaquette dal titolo abbandono (Edizioni PulcinoElefante 2003).

http://www.victoriasurliuga.com/

http://www.victoriasurliuga.com/blog.html

http://www.lietocolle.it/index.php?module=subjects&func=viewpage&pageid=1607

 

21 Risposte leave one →
  1. 2007 Novembre 21

    Fantastico dono, questo, da Victoria( e da Silvio Aman, che qui ringrazio).
    Ciao carissima (e bella, qui fra le belle),Victoria.
    L’emozione di rileggerti, fa ritornare quelle forbici dei sogni che tagliano, che cuciono, giù dalla madre all’infanzia allo scirvere, mentre l’andare metropolitano del tempo le consacra(necessarie): tanto si potrebbe aggiungere.
    Il corpo femminile che più lo trasfiguri più ritorna: impuro, intraducibile, metonimco a se stesso, ai significati.
    Intradottto perché parlante, magistero della materna e filiale matericità, magistero fra sconfitte opposizioni (finite?)del corpo e dell’anima che nel simbolico delle donne, lasciatemela dire ’sta bella utopia, stanno scompostamente .. insieme.

    Ciao Victoria!

    Maria Pia Quintavalla

  2. 2007 Novembre 21

    Mi scuso per l’interlinea nei testi. Putroppo, nel riproporre le belle poesie di Victoria non sono riuscita a mantenere l’interlinea originaria che in alcuni punti ha spaziature doppie.

  3. 2007 Novembre 21

    intrigante..vado a conoscerla nel sito e nel blog!

  4. 2007 Novembre 21

    Interessanti queste forbici che tagliano i ponti col passato, che feriscono, forbici che hanno tagliato nostro malgrado, manca qualcosa infatti

    micòl franco isacco

    annalisa carla luciana

    sono versi molto crudi, taglienti direi :-) per restare in tema. antonella

  5. 2007 Novembre 21
    violaamarelli permalink

    sarebbe interessante approfondire perchè le forbici, la lama, il recidere ecc. siano onnipresenti nel simbolico poetico della scrittura delle donne. Solo un dato bio-sociologico del dirsi corpo – di femmina – nel segnare ed essere segnato? O come in quesi testi il tagliare è anche un eliminare il passato, potare il superfluo, avviare – netto – un inizio, come il taglio di un nastro? Convincente l’introduzione di Aman e ben modulato il mix di voci nei testi, grazie Bianca di averlo postato, V.

  6. 2007 Novembre 21
    margheritarimi permalink

    “le lame usciranno a volo furioso
    da tutte le parti portandosi via
    ogni pezzo di carne”

    L’azione delle lame e delle forbici, in tutta la loro spietata funzione di recidere, di separare una parte dall’altra,di operare un cambiamento nel distacco, se pure rimangono strappi e ferite, ancora da curare.
    Grazie a Bianca per averci fatto conoscere questa poetessa.

  7. 2007 Novembre 21
    alessandrapigliaru permalink

    Molto interessante questa segnalazione. Non conoscevo la Surliuga e leggo che oltre ad essere bravissima è anche molto giovane. Le forbici sono anche quelle che dopo aver reciso consentono di ricucire in nuovi lembi e direzioni un ordito che non amiamo più, che ci sta stretto o che va ripensato. La pelle come una stoffa sopraffina ma radioattiva viene profanata e violentata dal taglio che solo apparentemente acquieta l’anima…si procede per altre fenditure; certi i tagli non si possono suturare, mai. Altri sono invece necessari e per fortuna più salutari, sono quelli della scelta dell’essenzialità…
    Grazie Bianca per aver postato.

  8. 2007 Novembre 21
    carlabariffi permalink

    Tanta fisicità
    è quasi palpabile
    il rivolo del sangue…

  9. 2007 Novembre 21

    di quanti coltelli sentiamo parlare nella cronaca di ogni giorno, ogni giorno di più…ma questa lama non colpisce un’altra pelle, incide il dito della donna stessa, certamente non a caso…come Sylvia Plath, affascinata dalle proprie ossa e dal proprio sangue, papavero a luglio, come tante anonime casalinghe colpite da incidenti in apparenza casuali…
    marina

  10. 2007 Novembre 21

    In questa scarna nuda voce c’è un vibrato imponente. Tende verso il basso tutto quello che sale (cit. Branduardi/Faletti/Newton).

  11. 2007 Novembre 22

    Vi ringrazio di tutti i commenti e sono felice che le poesie vi siano piaciute. E’ il primo libro veramente “deciso” che scrivo e mi sembra per la prima volta di essere riuscita a dire quello che volevo esattamente come l’ho pensato!! Vi saluto dal Texas e a presto sul blog :-)

  12. 2007 Novembre 22

    Bene, che ti sai piaciuta l’accoglienza era dovuta, cara Victoria;
    mi viene a mente un verso, rispondendo ad Antonella, per contrappasso scherzoso, montaliano, :”Non recidere, forbice, quel volto”
    Qui il tuo emerge tutto, Victoria.

    Maria Pia

  13. 2007 Novembre 22

    Grazie per essere passata cara Victoria, un abbraccio e a presto. :-)
    B.

  14. 2007 Novembre 22

    oggi sarebbe bello poter sforbiciare via la neve!!!! :-) abbracci, Victoria

  15. 2007 Novembre 22

    La neve in Texas fa a pugni con tutti i film che ho visto sugli States. Buona serata. :-)
    Bianca

  16. 2007 Novembre 22

    eh si’ il texas e’ decisamente un’altra america, in tutto….. :) ciao ciao Victoria

  17. 2007 Novembre 23

    Prima o poi anch’io. Sarà che in questo periodo trovo l’Italia veramente ottocentesca, da ogni punto di vista. :-)
    Un abbraccio e a presto.
    B.

  18. 2007 Novembre 23
    sandrapalombo permalink

    Un’altra bella voce, senza dubbio. Molto interessante anche la nota sulle poesie. Bene! Sandra

  19. 2007 Novembre 25

    Sì, Sandra, una bella voce e una persona ‘modesta’. Questa raccolta si sta guadagnando importanti riconoscimenti tra le altre cose per la “modernità del linguaggio”. Victoria quest’anno ha avuto belle soddisfazioni anche per traduzione e saggistica.

  20. 2007 Novembre 25

    Grazie :-) Domani pomeriggio leggero’ i testi a una lettura di “creative writing” nel mio Dipartimento :-D Saluti dal Texas innevato, Victoria

  21. 2007 Dicembre 2

    A presto Victoria, grazie ancora di essere passata e un abbraccio.

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