La montagna di Silvia Molesini

2007 Novembre 15
by Molesini

Stacca silenzio breve
la sciamura delle mosche,
nel dopo della pioggia io arrivo.

Con un molo di meraviglia
da scatenato abbrivio:
io arrivo, ti cammino e
scopro che, te
luce/ombra/ombre/affondo
patinata discesa sul prato
e sale-sale fresco rotondo scabro
scivolante e fatale
la teoria delle frane
luce/luce/mezza-a-scondo
dove scende poi sale
mista musica del mondo
una
montagna.

Reale.

Un mobile procurato
e ricercato sul vento di te che
spazzi nuvole cimbre e cirri
bomboloni cumuli spetardati

un rumore funambolo
il suo nitore ad angolo

nel blu del pomeriggio

guardai…

Non tanto il valico o
la scissura di valle e
non tanto la gola
che lancia a fiume gli uccelli più sensazionali
-quelli di piuma colorata e ardente
e i grossi neri, beccuti, spirituali-

, non tanto il giogo, il rostro, la trincea
e non l’ossario
il suo senso sparato a calco,
la morte che viene, oramai…

non tanto la lepre, la marmotta, il cerbiatto
o il fiore giallo, quello
violetto, un bianco, di loro,
la genzianella,
non quella d’oro, il lavoro
del paracarro, dell’escavatore
vicino al rifugio del CAI.

Guardai, un sapore nuovo.
E il senso dello stare in piedi.
Tutta intera, prima di sera
nella montagna pulita
la vita piccola ora un gigante
nelle mie gambe

fragrante o leggera.

9 Responses leave one →
  1. 2007 Novembre 16

    semplice e bellissimo sentire le sensazioni…

  2. 2007 Novembre 16
    Antonio Fiori permalink

    Poesai divisa utilmente a metà da quel concretissimo ‘Reale’, che prima ci dice due sguardi sulla montagna, il primo che pare estatico (’con un molo di meraviglia’), il secondo ragionante, che conduce al ’senso dello stare in piedi’ attraverso un succedersi di immagini e progressivi scarti. Musicalità prodotta con poche rime e assonanze e molti nomi d’animali e di cose, perfino col ‘rifugio del CAI’.
    Sempre un piacere e una sorpresa leggere Silvia Molesini
    Antonio

  3. 2007 Novembre 16
    Antonio Fiori permalink

    errata corrige

    ‘che ci dice due sguardi’

    (senza quel ‘prima’)
    A.

  4. 2007 Novembre 16

    Un ringraziamento, Roberto e Antonio.
    L’immagine sparita che ritroveremo sottende questa sorta di “climax” sensoriale. Ma non solo.

  5. 2007 Novembre 16

    bella la corsa iniziale, giù a precipizio per i prati, quando l’aria di montagna dopo la pioggia è più frizzante esaltante, scritto proprio a modo tuo – t’invidio per come sai svincolarti da ogni banalità, ogni già detto, in libertà assoluta – e così può essere la montagna: libertà! e realtà, anche
    bellissimo il finale.

    Guardai, un sapore nuovo.
    E il senso dello stare in piedi.
    Tutta intera, prima di sera
    nella montagna pulita
    la vita piccola ora un gigante
    nelle mie gambe

    fragrante o leggera.

    tutto da sentire, da sottoscrivere, da assaporare, tutto fragrante e leggero:-))
    in senso metafisico anche , però, la montagna è realtà ma anche metafora
    marina

  6. 2007 Novembre 17
    carlabariffi permalink

    mi piace molto:
    -con un molo di meraviglia-

    rendi bene il sapore di questa
    tua montagna.
    ciao

  7. 2007 Novembre 17

    Guardai, un sapore nuovo.
    E il senso dello stare in piedi.
    Tutta intera, prima di sera
    nella montagna pulita
    la vita piccola ora un gigante
    nelle mie gambe

    fragrante o leggera.

    anch’io riporto gli ultimi versi, a compimento di un viaggio dello sguardo e dell’anima e di una sorta di ‘conquista’ dell’altro da sè: la natura, la vita …

  8. 2007 Novembre 17
    antonella permalink

    Una grandissima montagna descritta in suoni e colori e animali e odori, in fatica, in movimento, in sapore e vento. La scrittura di Silvia è interessante. antonella

  9. 2007 Novembre 18
    draimondi permalink

    Per me, almeno, e’ opera davvero difficilissima descrive un paesaggio, la natura. Facile cedere nello scontanto, nel sentimentale, nella descrizione piu’ banale.
    Qui, invece, mi sembra si raggiunga uno straordinario senso di simbiosi fra l’uomo (in questo caso la donna :-) ) e la natura. L’io e il mondo si amalgamano nello stesso respiro, perfettamente. La descrizione e’ drammatica, piena, personalissima, con un finale davvero notevole. Ecco. E’ una poesia notevole.
    daniela

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