Antonella Pizzo legge Dalla parte del torto di Elisabetta Bucciarelli

2007 Novembre 14
by antonellapizzo

 

 

Dalla parte del Torto di Elisabetta Bucciarelli, Mursia, 2007

Quando chiudo il libro, un tomo di quasi 500 pagine, l’impressione che mi rimane è quella che l’assassino seriale avrebbe potuto essere chiunque. Capisco così il perché del titolo del libro “Dalla parte del torto” e il significato della frase che è stata estrapolata dal libro e inserita sul retro della copertina: “Nessuno può chiamarsi fuori, dal momento che tutti, prima o poi, si sono trovati, almeno per una volta, dalla parte del torto” quasi una sorta di chi non ha peccato scagli la prima pietra. Nella Milano descritta da Elisabetta Bucciarelli, nella Milano che fa da sfondo, sottofondo, nella Milano in cui vivono e si muovono i personaggi del romanzo griffati e modaioli tutti possono essere dalla parte del torto, tutti sono dalla parte del torto, nessuno può scagliare la prima pietra. Una umanità  malata vive in una città che vorrebbe sbocciare, una primavera che fa germogliare fiori, fra alberi che crescono rigogliosi nei parchi, polmoni verdi, laghetti nelle cui rive giocano innocenti bambini, passeggiano padroni e cani, o nei terrazzi fioriti dove sbocciano fiori che non riescono a  farlo in altri luoghi, in questa città appaiono  immagini di topi impiccati, di mosche infilzate, di piccioni uccisi e decapitati. Molte sono le specie arboree citate nel libro così ti viene da pensare che  Milano in fondo è bella se viene descritta da una milanese non come una città uggiosa e piena di smog ma odorosa e bella come una primavera di Botticelli. A Milano la natura viene violentata, viene utilizzata per mettere su uno spettacolo di oscenità, viene trasfigurata e usata come simbolo del male, viene dissacrata, profanata. Nessuno è capace di amare in modo sano e normale, i sentimenti non si conoscono o non si riescono a codificare, si pratica un sesso estremo che diventa normalità. Appare una nonna che ama il nipotino rimasto orfano della madre, ed è un cammeo meraviglioso nella storia, uno spiraglio che quasi impressiona, sembra una figura anacronistica ma è l’unica figura vera, capace di sentimenti  quale l’amore, l’affetto, l’altruismo. Normale invece è l’uso di frustini, materiali in lattice, maschere, normale la presenza di dominatori e schiavi, di mistress, di top, normali i rapporti che si instaurano fra coniugi e amanti che recitano le parti che si sono assegnate, normale che il sesso sia estremo e malato, che, pur mantenendo la verginità, viene praticato come fosse un lavoro da una ragazzina dall’apparenza semplice che l’ispettore Vergani Maria Dolores, detta Doris, ha visto crescere. Sono molti i delitti di cui l’ispettore Vergani deve occuparsi (anche lei con i suoi problemini relazionali, di chiusura, di paura, di lasciarsi coinvolgere dal male che la circonda) deve assicurare l’assassino alla giustizia, il suo è un compito ingrato dato che tutti possono esserlo. Coadiuvata da quattro eccentrici aiutanti (un pittore, un musicista, una copy writer e un fotografo di moda, eccentrici perché dalla parte della ragione, capaci di amare, di gioire per una gravidanza, di provare sentimenti di amicizia) alla fine riesce a sbrogliare la matassa. E’ un giallo, ma potrebbe essere anche un’analisi sociologica di una società degradata, l’analisi di una sorta di nuova Sodoma e Gomorra. La Bucciarelli ci racconta tutto questo con uno spirito distaccato e ironico, sarcastico, come a voler prendere le distanze da tutto ciò, sembra voglia dire io non c’entro (così come tenta di fare l’ispettore Vergani) La Bucciarelli a volte consiglia di non fidarsi di chi…. aggiunge qui e là delle battute personali, giochi di parole, citazioni tratte da testi di cantautori, e anch’io ora voglio parafrasare un testo famoso e dico che se dal letame nascono i fiori, dai fiori può nascere il letame, da una città ricca e rigogliosa di primavera può nascere una certa cerchia di persone che facilmente si possono trovare  dalla parte del torto. »

12 Responses leave one →
  1. 2007 Novembre 14
    alessandrapigliaru permalink

    Ho ordinato il libro proprio ieri e leggendo la tua bella recensione sono ancora più curiosa.
    Un abbraccio a te e un grande in bocca al lupo ad Elisabetta :)
    Alessandra

  2. 2007 Novembre 14

    Mi attira molto davvero e passerò domani in libreria, complimenti a Elisabetta e brava Antonella per il tuo commento:-))
    marina

  3. 2007 Novembre 14

    aò, ci hai fatto venir voglia ci hai fatto :)
    oggi qui alla libreria di cinecittà non ce l’avevano (”non ce l’abbiano più”, per la verità è stata la risposta della commessa).

    provo da melbook nel fine settimana.

    brava antonellina, puntuale.

  4. 2007 Novembre 14
    margherita rimi permalink

    Un quadro chiaro e sintetico del romanzo, che mi hai fatto apprezzare con la tua recensione,convincente ed articolata.
    Oltre che averlo votato,viene voglia di comprarlo
    margherita rimi

  5. 2007 Novembre 14
    sandrapalombo permalink

    Da come lo presenti penso di aver fatto bene a ordinarlo. Spero arrivi presto perché sono curiosa di leggerlo. Sandra

  6. 2007 Novembre 14

    Ho già letto un libro di Elisabetta,
    aspetto qualche giorno e compro il presente,
    e auguro a Buccia
    un bel successo,
    che si merita

  7. 2007 Novembre 14

    Sono veramente commossa per le poetiche parole di Antonella, inaspettate, forti e nello stesso tempo dolci per me. Oggi sono caduta con il motorino. Ho infilato le ruote nelle rotaie del tram per schivare un autobus che non si è nemmeno fermato. Ero a terra e ho visto di sbieco la grande statua di San Francesco d’Assisi. Caduta ai suoi piedi, c’ero io. Poi due uomini mi hanno aiutata ad alzarmi e mi hanno prestato soccorso. Sono caduta anche di fronte a una Farmacia, mi hanno medicato e svegliato dallo svenimento. Mi hanno messa seduta. Accudita. Mi sono spaventata. Ho pianto. Poi sono risalita sul motorino, solo qualche graffio lui, solo qualche graffio, alla fine, io. “Ti è andata bene, quasi incredibile!” mi ha detto un tizio che ha visto tutto. “Dietro di te, appiccicato, c’era un altro autobus e ti ha schivata con l’agilità di una moto” ha detto un altro. Insomma, sono tornata a casa e la cosa bella, Antonella sa cosa voglio dire, è che mi sono rimessa a scrivere e sono uscite di nuovo le parole. Per me è un bel giorno oggi e questo post con i vostri commenti lo sottolinea ancora di più. Spero di scrivere libri migliori in futuro. Spero di scrivere insomma, sempre. Grazie di cuore
    Elisabetta

  8. 2007 Novembre 14
    carlabariffi permalink

    dalle belle parole di Antonella e dai commenti, la mia curiosità verso questa lettura si allarga…
    ma la cosa importante ora
    è che Elisabetta stia bene.
    un abbraccio
    carla

  9. 2007 Novembre 15

    Un post puntuale e preciso e la scrittura generosa di Antonella che ‘coltiva’ le parole di Elisabetta per raccogliere i frutti d’un interesse autentico. Brava Antonella e brava Elisabetta alla quale rinnovo -anche qui- i miei auguri per il premio: chissà che non si riesca a festeggiare un buon posizionamento.

    Poi. Il tuo racconto, Elisabetta, così delicato -nonostante il momentaccio- mi ha fatto sorridere di tenerezza e al tempo stesso mi ha messo addosso qualche brivido per via di quell’autous che ti ha schivata per miracolo.

    Ecco. Le altre parole sono:

    un abbraccio :)

    Rr

  10. 2007 Novembre 15

    milano, città altre, restano così e incuriosisce leggere ritratti di persone e situazioni in città metropolitane stimolando sempre voglie di conoscenze: ottima la recensione di antonella pizzo sul testo della elena bucciarelli. Per quest’ultima leggi ciò che ti scrivo sul profilo.
    roberto

  11. 2007 Novembre 15

    Molto bella e precisa questa tua recensione, Antonella. Credo sia un ottimo libro. Appena possibile lo leggerò.

    Elisabetta, spero che oggi tu stia bene. Un abbraccio.

  12. 2007 Novembre 15
    draimondi permalink

    Bravissima Elisabetta e complimenti per la selezione: terro’ le dita incrociate per te! Mi sembra un libro giallo che va al di la’ del genere, ma abbraccia un mondo e problematiche molto piu’ ampie del ‘noir’.
    Brava anche ad Antonella. Vale quello detto sopra per Gino: una recensione che indubbiamente invoglia a comprare.
    Daniela

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