Le scarpette rosse di Paola Castagna

2007 Novembre 1
by antonellapizzo

 scarperosse.jpg

 …Dedicato al mio fidanzato.
E  Antonella per il paso doble che ha generato.

La voce nella notte, il buio attraversa e vede.
L’airone si alza nel volo solitario, solo uno nella piatta che descrivi del viaggio.
Siamo mancanti nel biasimare lento, attivi nel concreto del giorno che accompagna.
Volatili, nel bosco verde, restanti mutamenti nel respiro ritmato.
Sangue sulla fronte che lascia impronta del sapere, attraversa, nel fermo del vagare.
Rigoglio tra le gambe, scorre tra le cosce il rosso della natura che scateni.
Lasciare questa forma paradossale di scrittura, sentir l’assenza nella poesia mai conosciuta.
Diventa importante la virgola ed il punto che adoperi.
La quiete rimane inalterata come il giorno che senza lecito nasce.
Buttare sempre più in alto nel respiro che fa singhiozzo.
Bisogno di curare senza pretesa di abbandono nella convinzione di vivere.
Le ciabatte sono pronte, la tua anima rimasta tra le lenzuola calde, inalterate, che profumano di salsedine.
Desideri, senza che il tempo stretto possa scalfire dentro.
Quando il piede abbandona la terra, solo il mare è la radice stabile del passo.
Nel volo che crei, sono del mare, del cielo, del verde, nel fuoco che scalda.
Volare nel suono, fra le mura mai spoglie, una musica sagomata dalle note sul pentagramma.
Suoni lo strumento, la carne, componi notturni avvolgenti.
Danzare di mani, come una pioggia leggera, bagnare il corpo.
Sul ventre il piacere che la vita riserva.
Dopo la scoperta di un mare in tempesta senza paura del riflusso.
Oltre l’erezione di anime in movimento.
Grazia degli eventi, sorpassano alla grande i tempi.
Intercorrono tra la magia e il vivere.
Restare nella magia è bello contare i giorni passati o a divenire.
Mi appresto ad esserci nel ri-esserci, onorario meritato.
Passa il giorno lento, sgrano occhi addosso nel rilento della stasi.
Nella pianura padana dove il piatto di rado prende forma.
Difendere questo momento, strappando via il tacito consenso.
Spoglio davanti allo specchio, segrega la magnificenza.
Rivedo la bellezza, sussurro piano… la visione sia conforto.
Nel regno rimandante all’inconscio le pozioni magiche garantiscono l’incanto.
Cammino e parlo: senti, senti?
Sui palmi aperti porto il respiro.
Ambizione di donna che si spoglia alla vita.
Solo un richiamo.
La foresta verso il Vero, animali docili che trovano la tana.
Felce, muschio, odor di verde, l’erba tagliata lascia rimembranze di tempi antichi.
I sistemi di massa restano nelle  anse che rendono la presa.
Senza sforzo la parola si traduce in mille sguardi.
Nella notte il riposo, guardo, guardiamo il dormire.
Rianimata come appena uscita da un incidente limitante.
Tozzo di pane nelle mani di un mendicante.
La notte, nei sogni lascio guarnire ogni lembo.
La conoscenza è tra i sostantivi, tra i verbi adoperati per giungere.
Racconto.
Raggiungo.
Un soffio come sussurro.
Dal corpo migra la bocca, le labbra, come l’airone che accompagna il viaggio.
Migrare dal corpo, leggero dilatare.
Riaffioro creatura da aridi deserti in giardini in fiore.
Unica impronta nel tempo che declina ogni turbolenza.
Bramosia, voluttà, giunga, cercando senza consentire al tempo di sputare addosso.
Prima, prima ancora di…
Abbraccio l’interiore che non è fragile, alzo il corpo tornando sulle gambe.
Nell’ attesa che albeggi, appoggio la colazione sul cuscino, ti sfioro la testa e tu, bello come non mai mi sorridi, prima di aprire gli occhi, mi racconti …
Amore mio che bel sogno ho fatto.
Eravamo in un centro commerciale, in un negozio di scarpe, i tuoi occhi fissati su di un paio di scarpette rosse brillanti, hai detto “Uau”.
Brillavi di una luce tutta tua, le hai indossate, ti stavano un incanto, ti ho regalo le scarpette  e tu eri felice.
Mangi disteso sul fianco, bevi il caffè.
Mi alzo per prenderti una sigaretta, giro intorno al letto.
Mi guardi, non perdi nulla dei miei passi, sei nel silenzio che avvolge.
Sento, l’adorazione del sapere attraversarmi le viscere, come una lama affilata.
La vestaglietta verde, le gambe che portano il passo, osservi i miei piedi…
Due scarpette rosse brillanti…
Mi guardi, aggiungi, abbandonandoti sulla schiena:
Sei il mio sogno, non svegliarmi mai.
Mentre io ti sorrido languida e sazia.

63 Responses leave one →
  1. 2007 Novembre 1

    Molto bella… interessanti i rimandi tra natura e intimo, tra fuori e dentro. Non avrei inserito quel “Uau”… troppo ‘americano’ in una pianura di aironi e fiumi come la nostra :-)

  2. 2007 Novembre 1
    Luca Ariano permalink

    Scarpe rosse eppur bisogna andare mi verrebbe da dire! :-) Sul “uau” concordo con Gian Ruggero, io avrei messo un “vacca boia” o “cramentu” molto più padano e rustico! ;-)
    Scherzi a parte da innamorato e poeta comprendo lo scrivere poesie d’amore, quelle vere, non da cioccolatini e mi emoziona. Mi emozionate cari amici.
    Sono sveglio presto perchè la tosse poco mi fa dormire.

    Un caro saluto

    Luca Ariano

  3. 2007 Novembre 1

    @ Caro Gian Ruggero grazie,
    il tuo dire è sempre molto prezioso nel fare odierno che cresce.
    Eppure sai che quel Uau, è stato il fiato mancante nel vedere tanta grazia rossa.
    ( peccato non si sia riusciti ad inserire la foto delle scarpette rosse )
    ” muoviti che il fiume non aspetta, andiamo?”
    un abbraccio.
    @Luca
    Anche un Diavolo cane non ci stava male ;-)
    Bello sapere che ti emozioniamo, ci sei caro lo sai.
    Il mio fidanzato è uomo che emoziona e che permette una scrittura, se pur, da innamorata, vera.
    Quando vedrai le scarpette rosse sarai ancora più emozionato di noi.
    buona domenica e riguardati.
    :-)

    Grazie

  4. 2007 Novembre 1

    Emozionante leggere parole così intime.
    Ma la poesia non è sempre intima?
    Non è sempre un disvelare l’anima e renderla agli altri?
    E’sempre un regalo di noi che facciamo a chi ci legge e Paola oggi ci ha regalato rosse scarpette e sguardi sul cuore.

  5. 2007 Novembre 1
    alivento permalink

    La poesia, la prosa poetica la penso spesso come un regalo che giunge più gradito a me che null’altro conosco che questo leggere sconosciuto.
    Emozionante racconto di come sia amore, come sappia invadere o esprimersi, raccontarsi in episodi di vita, nel sogni. Sguardi in squarci d’anima e pensare.

  6. 2007 Novembre 1

    @Grazie Morena, l’essere generoso che mi caratterizza mi porta a sentirmi umile e gratificata nel sapere che cogli il dono.
    @ Ciao Alivento
    le tue parole mi sono da sempre, e lo sai, motivo di sapere e conoscenza.
    Sapere di emozionarti è forza in più nello scrivere.
    Grazie.
    ( per chi volesse vedere le scarpette rosse nel mio blog son riuscita a postarle)

    Grazie ancora Antonella.

  7. 2007 Novembre 1

    anch’io prediligo la poesia ‘raccontata’, il verso lungo che non si spezza per andare necessariamente a capo, mentre il respiro è lungo. E qui racconti di te, dialoghi con il tuo amore, metti le scarpette rosse che regalano un pezzo di felicità.

  8. 2007 Novembre 1
    erminiadaeder permalink

    La percezione di una forma, purissima, arieggiante tra due momenti quotidiani, il risveglio e il caffè, bellissimo soffermarsi ad afferrarla.

  9. 2007 Novembre 1
    cara polvere permalink

    Rigoglio tra le gambe, scorre tra le cosce il rosso della natura che scateni

    ma che è sta roba?
    un tena lady no? credevo di leggerlo
    nei versi successivi e invece il “rigoglio”
    purtroppo è continuato

    ma perfavore.
    è uno schifo altro che purissime forme.
    ma si sta prendendo per i fondelli?
    io miindosso il coraggio di leggere in chiave ironica il tutto. ma l’è ben diffisile.
    tre postate
    tre cose che nemmeno s’arieggiano con ambipur
    ma che sta sceneggiata d’improvviso?
    boh. dolcetto mestruato scherzetto appiccicato?
    a chi dice piacere ste robe i miei auguri
    per la sua ghiandola pitutaria.
    anche perchè qui c’è gente che scrive bene
    mica no. sta roba che a mappazza a rimpalla
    è veramente troppa. troppa “percezione” troppi pezzetti di felicità. troppi cicli fertili. troppe erezioni del punto G -iga o Gig (gioccattoli)
    un saluto
    paola

  10. 2007 Novembre 1
    cara polvere permalink

    ah. la Paola sul suo blog ha poesie pure mica male. ho lette.
    qui forse celia e si diverte. contenta lei.
    però a mio avviso il troppo annoia
    e non fa bene.
    p.

  11. 2007 Novembre 1

    Cara Polvere… Polveriera (in questo caso) è andata giù di taglio e di mazza… e non senza torto. In effetti Paola deve fare attenzione ad alcuni passaggi troppo ‘espiliciti’, definiamoli così (e già lo sa, è cosa da me dettale). Il senso della metafora… il far diventare l’immagine altro… il far andare, o, meglio: lo scagliare il ‘consueto’ in un oltre è il primo dovere di un poeta che si rispetti. Per il resto il ‘racconto’ funziona (riprendendo il mio primo commento)… ma ci vuole maggiore attenzione. In effetti Paola, a mio avviso, dovrebbe più spingere sulla prosa (o sulla prosa poetica) che sulla poesia, anche se è pur difficile per chi ha molta poesia in sé rinunciare al ‘canto’, ma a volte necessita, soprattutto nelle fasi di transizione. Meglio fermarsi, lasciare passare un po’ di tempo, spurgarsi del vecchio così da entrare nel nuovo col giusto passo. Nel frattempo ri-leggersi e, a freddo, analizzare dove le possibili cadute o l’eccessiva descrizione. Del resto una delle prerogative dello scrivere poesia usando lingue derivate dal latino è appunto il lusso dell’ Ambiguità (nel contesto di un’intera poesia, di un verso o, addirittura, di una singola parola), cosa che i Sassoni o gli Scandinavi non possono concedersi a seguito del loro lessico fin troppo definito (: a parola segue concetto definito – a concetto segue parola definita. Noi siamo più liberi, in questo più fortunati, quindi non ingabbiamoci.

  12. 2007 Novembre 1

    ho avuto infatti molte titubanze ad inserire la categoria, non sapevo se mettere poesia o prosa l’ideale sarebbe stato prosa poetica, riguardo il testo di Paola, che ringrazio per averlo dedicato anche a me, trovo che sia un po’ troppo esplicito ma poichè era nell’intenzioni dell’autrice raccontare un fatto d’amore di rosso colore… è perdonabile, insomma… l’amour è l’amour :-)

  13. 2007 Novembre 1
    cara polvere permalink

    @ Gian Ruggero
    grazie della risposta sulla traversa che esplicita
    tecnicamente le mie tinte scosse .
    spero d’intenda nulle azioni polemiche in quanto scrissi. nè intenzione di innescare polveriere seppure in quarta.
    mi lucido spesso con aceto l’accetta ma è per dare l’ eutanasia dolce ad un respiro maltrattato e ahimè versificato ormai asfittico. tentarlo in un risorgere di riflessione. ecco. ascolto con l’accetta, ma è un accetta acetata di pace. si lo so da me che faccio schifo dalla presunzione che sono. eh.
    un saluto
    paola

    ripeto. Paola ha belle poesie sul suo blog.
    azz.

  14. 2007 Novembre 1

    Indovinata interpretazione.
    Si poteva chiamare lettera, nel bisogno, che non è poesia, di raccontare.
    Un emozione ha creato uno scritto e l’amore ha portato ad esternarlo nel senso più semplice possibile.
    Ringrazio tutte/i coloro che si sono soffermati.
    Cara Polvere
    non nuova come incontro, non male la critica, da rileggersi e capire, …non male.
    Gian Ruggero
    l’altro giorno ti dissi…mi manca la poesia, una gabbia dalla quale fatico ad uscire.
    Piano, piano, arrivo…

  15. 2007 Novembre 1

    Cara Polvere
    conosco il tuo modo di dire, di essere e di esporti.
    Grazie della visita al blog, e grazie soprattutto delle parole spese qui.
    Apprezzare le critiche positive o meno danno la possibilità di capire, vedere, sentire e riuscire, forse, a scrivere da quell’ Altro che già mi è stato fatto presente.
    Un saluto e buona serata.
    Carine però le scarpette… :-)

  16. 2007 Novembre 1
    cara polvere permalink

    @ Paola
    dato che sono nei paraggi
    onorata di tanta – comprensione –
    che spesso a me difetta non ostante
    la vada predicando e questuando.
    predico bene razzolo male.
    insomma
    ma pian piano si arriva un colpo qui
    uno là.
    il sangue dice la verità o mente ma è sempre
    per farsi ascoltare e vengano pure versi di sangue – da buttare – pure i miei eh pure i miei che ci sto dentro tutta
    se poi csi aprono così queste piazze di confronto e umiltà che per dimidezza si castrano e clausurano-
    il bello è porsi in prima stando in ultima fila.
    si imparano tante lingue dal kamasutra della pluridimensionalità che tutti siamo, basta non schivarne nessuna. almeno per me.
    un saluto.
    paola
    un saluto
    paola

  17. 2007 Novembre 1

    eccole finalmente le scarpe rosse… ‘ffettivamente :-) molto belle. a.

  18. 2007 Novembre 1

    a proposito di scarpe vi lascio questo link
    http://www.la7.it/news/dettaglio_video.asp?id_video=4285&cat=cultura

  19. 2007 Novembre 1

    Antonella grazie, bello, la scarpa, bello.
    E’ una passione strana che ho da sempre. E più sono strane e più mi piacciono.
    buona serata…
    @ Cara polvere
    ti leggo, ti ascolto, il sangue riuscire ed arrivare a scrivere senza citarlo…
    un abbraccio

  20. 2007 Novembre 1

    “Danzare di mani, come una pioggia leggera, bagnare il corpo.
    Sul ventre il piacere che la vita riserva.”
    Poesia? Mah, imbarazzante inoltre credo anche per il protagonista..

  21. 2007 Novembre 1
    Francesco De Girolamo permalink

    Fermo restando che non sono tra chi ha commentato il testo, che non mi sembra eccelso,
    ma neanche proprio “uno schifo” come afferma il giudice d’assalto Cara Polvere… trovo di una volgarità inaccettabile fare gli auguri a chi ha commentato positivamente, o ha gradito, per la sua “ghiandola pituitaria” ( e non “pitutaria”) che è una cosa tremendamente seria…davvero troppo per tirarla così in ballo per un tentativo (fallito, mi pare, per altro ) di imbastire una polemichetta letteraria di quelle che vanno tanto in altri blog, ai quali l’ instancabile polemista forse potrebbe dedicarsi con migliori esiti…
    L’ironia su una disfunzione così grave, che per di più non c’entra niente con le capacità di giudizio critico, investendo ben altri disturbi, mi sembra veramente passare ogni misura tollerabile di
    elementare buon gusto.
    Non ho letto molto altro, a dir la verità, delle ulteriori repliche della disinvolta “stroncatrice”, come sempre carratterizzate da nessi logici piuttosto latitanti…ma forse tra certa critica moderna si userà così…
    Una buona serata a tutti.
    francesco

  22. 2007 Novembre 1

    scusate, ma secondo me in un centro commerciale non si può che dire “uau” ! sottolineo, in un centro commerciale…
    e comunque io cambierei la categoria …”prosa poetica” non c’è? sicuramente altre seguiranno, qualcuna forse c’è già stata
    saluti a tutti
    marina

  23. 2007 Novembre 1
    listexxx permalink

    ottimo e pitutario.

    saluti,

    rs

  24. 2007 Novembre 1
    cara polvere permalink

    gentile Francesco De Girolamo . ho letto.
    torno presto.
    paola

  25. 2007 Novembre 1
    cara polvere permalink

    prima di tornare scrivo solo una cosa.
    [...]

    instancabile polemista ?
    questo è imperdonabile.
    di grazia ove polemizzo?
    e laddove avessi “polemizzato”
    credo di averlo sempre fatto spiegando
    il perchè del mio sentire.
    che poi non condiviso dai più
    me ne frego altamente.
    nulla c’era di offensivo
    o volgare. nulla mai vi è stato
    in rete. cerchi e legga.
    certo tempeste ne son passate
    ma credo di averle superate
    insieme alle controparti con dignità
    e correttezza.
    non fosse altro almeno e lo ripeto
    di averlo sempre fatto
    con nome e cognome.
    ma torno eh.
    pauuuraaaa.
    un saluto
    paola
    questo me lo si deve
    al mio nome e cognome.

  26. 2007 Novembre 1
    Listexxx permalink

    A proposito, il maniaco di turno mancava e ora lo avete in CARNE (soprattutto, visto che di cervello ne ho POCO) e ossa.

    Di solito guardo solo foto e figure.

    Complimenti!

  27. 2007 Novembre 1

    Eccolo qua il Solmi…
    occhio che ti controllo, attento ragazzo, attento!
    stammi bene e tranquillo.

  28. 2007 Novembre 1

    In altro post Francesco mi ha chiesto, mutuando il linguaggio da quello calcistico, se anch’io come lui fossi ala destra o sinistra, ebbene direi senz’altro di si, quando invece paola potrebbe dirsi senz’altro un attaccante di sfondamento.
    Il pezzo qui postato lascia il segno, e, nella parte finale, dove descrive il sogno è, a mio avviso, emozionante e bello.
    Sulla forma non si finisce mai di limare ed il testo perfetto, salvi rari casi sublimi, salvo poeti di consumata arte, salvo un orecchio perfettamente calibrato sul ritmo di quello che quella cosa ha scritto e pensato, non esiste.
    Cioè trovo anch’io che questa prosa poetica funziona e che si potrebbe migliorare, ma, come mi è stato insegnato, spetta all’autore considerare il suo scritto finito, non ad altri.
    Dico inoltre che tendenzialmente cerco di evitare di scandalizzarmi troppo specie quando si racconta l’amore, l’amare e perchè no? l’atto sessuale in un rapporto d’amore. Ma che siamo educande?
    Ammetto peraltro che le cose scritte che mi fanno star male, sentire male, e chiedermi se davvero sia arte non sono queste ma quelle che per raccontare la vita e la sua brutalità, quella vera, deviata, oppressiva, violenta, devastata (non quella figlia di un rapporto d’amore) lasciano intendere in forma migliore cose di gran lunga peggiori: strupri, guerre, violenze.

  29. 2007 Novembre 1

    -Sul ventre il piacere che la vita riserva.-
    ….mi vergogno per lui

    rapporti ..intimi.., se si chiamano tali un motivo ci sarà. Se così non fosse perché non farlo pubblicamente? Dirlo o farlo..che differenza fa? Atti osceni in un caso, e in quell’altro no?!

  30. 2007 Novembre 1
    cara polvere permalink

    @ al Signor Francesco De Girolamo

    Fermo restando che non sono tra chi ha commentato il testo, che non mi sembra eccelso,
    ma neanche proprio “uno schifo” come afferma il giudice d’assalto Cara Polvere…

    “ammappa- lasciamo stare i gudici che non navigano ahimè in buone acque -l’assalto lasciamo ai pirati guerci e leggendari – giusto per stare tra pagine e pagine – piuttosto caro mio signor “non le sembra proprio uno schifo”
    c’abbiamo da fa? dica ordunque. la Castagna e il Manzoni ha compreso la mia levitazione ormonale d’accenti – conoscendomi – come premettono. lei da dove mi conosce? come si pone a me così damblè manco fosse uscito da
    una pubblicità fuoriluogo tra un tempo e l’altro cui alzano sempre il volume apposta- a me pare sia lei fuori luogo appunto.”

    trovo di una volgarità inaccettabile fare gli auguri a chi ha commentato positivamente, o ha gradito, per la sua “ghiandola pituitaria” ( e non “pitutaria”) che è una cosa tremendamente seria…davvero troppo per tirarla così in ballo

    “allora se la deve pure prendere con una storia di Topolino intitolata “Zio Paperone e la ghiandola pituitaria ” nella quale appunto Zio Paperone accusa un difetto della suddetta ghiandola e mi pare che non riesca più a sentire l’aureo odor…”

    per un tentativo (fallito, mi pare, per altro ) di imbastire una polemichetta letteraria di quelle che vanno tanto in altri blog, ai quali l’ instancabile polemista forse potrebbe dedicarsi con migliori esiti…

    “guardi. sa. non vado per blog a stancarmi. lei davvero parla bendato. nè conosce la sottoscritta. io non so delle beghe altrui mentre lei pare così laureato nello scovarle le beghette beghine polemichette e intervenire a morigerare… suvvia. che fa, morigera?”

    L’ironia su una disfunzione così grave, che per di più non c’entra niente con le capacità di giudizio critico, investendo ben altri disturbi, mi sembra veramente passare ogni misura tollerabile di
    elementare buon gusto.

    “ma lei è dottore di famiglia? ma sta scherzando?
    ho offeso la ghiandola pituitaria? guardi. vada a vedersi qualche pubblicità e vedrà che invece di stare qui a fare le pulci a me le cadrebbero le braccia dal tanto travisano queste pubblicità la vita di tuti i giorni e con quella certe sicurezze soprattutto nei giovani. altro che ghiandola pituitaria. ”

    Non ho letto molto altro, a dir la verità, delle ulteriori repliche della disinvolta “stroncatrice”, come sempre carratterizzate da nessi logici piuttosto latitanti…ma forse tra certa critica moderna si userà così…

    “ecco . non ha letto la poesia. non ha letto “le ulteriori repliche catarrizzate – mi piace di più – della disinvolta stroncatrice… e quindi? non ha letto un belin.
    non parla a ragion studiata ma così tanto per nessare i suoi nessi – tanto così per mettere il ditino anche lei a vanvera, come tanti. troppi.”

    Una buona serata a tutti.
    francesco
    anche a lei
    paola lovisolo

  31. 2007 Novembre 1
    cara polvere permalink

    @ Alivento

    “l’atto sessuale in un rapporto d’amore. Ma che siamo educande?”

    eh. ti prego Ali. rileggi ciò che scrissi e quello che scrisse Gian Ruggero.
    le educande qui ci stanno a zonzo, manco all’orizzonte ne vedo.
    non si discuteva sugli intorcinamenti amorosamente sessuali o sull’impatto che questi possano avere alla lettura. si. ti prego di rileggere e di tentare il (mio )centro, almeno.
    poi se vuoi possiamo discutere di tutto-
    un caro saluto
    paola

  32. 2007 Novembre 1
    alivento permalink

    Paola discutiamo del tuo modo d’esprimerti, amica mia, che dici di uno scritto: è uno schifo.
    non sta. punto e basta.
    te lo dico sempre con stima, s’intende
    te lo dico perchè se io lo dico emozionante e tu uno schifo mi pare lampante che siamo su posizioni diverse. Il commento di gian ruggero è più equilibrato e nell’equilibrio colpisce proprio là dove tu forse volevi far centro. Inoltre ho capito quel che tu intendevi ma qualcun altro, mi sembra, ne fa un fatto di pudore.

    Ritornando al testo ha passaggi emozionanti, erotici, ha ingenuità di forme in certi punti più evidenti che però non ne attenuano la forza d’impatto, l’afflato passionale, il cantare esultante e carnale, la tenerezza tangibile, l’indovinata metafora del momento finale.

  33. 2007 Novembre 1
    cara polvere permalink

    cos’è che non sta? stima o non stima.
    c’è gente che offende molto di più sbavando palesemente zucchero artificiale – commentando versi. e dai. ne converrai in parte.
    cosa non sta? la forma? uh. va beh.

    ma se l’autrice non si lamenta personalmente di quello che ho scritto – ha inteso – perchè diavolo c’è il solito stuolo di avventori poeti e scrittori che arrancano a farmi la lezione? mi chiedo.
    ci sto a discutere direttamente sempre di quello che ho scritto con l’autrice/o l’autore del testo che commento, non a tentare vane giustificazioni con altrui che abbondano di ipotesi e tecnicismi a cui appendersi per sfinitezza. vuoi una forma migliore di – fa schifo – ? l’indifferenza.
    avrei potuto stare zitta.
    il testo è piaciuta. a me no- quel verso citato è bastato come basta a farmi girare canale la supposta effervescente ora in auge. brutto. esplicito tanto da non essere nemmeno inumano o tantomeno pornografico. con Gian Ruggero e Paola, di una gentilezza squisita, abbiamo riflettuto.
    ho letto altre cose di Paola. belle. l’ho fatto presente. poesie che niente hanno a che vedere con questa. PER ME- alas.
    con stima pure io.
    paola

  34. 2007 Novembre 2

    Vi auguro un buon giorno, di ricordi, di Memoria.
    Tornerò con più calma, anche se non avete un gran bisogno, a quanto vedo.
    Considero utile e costruttivo lo scambio di opinioni. Sulla forma e sul modo, discutibile a ragione per alcuni, non mi soffermo.
    Se nella poesia non trovo l’Oltre, nelle parole scritte da altri si.
    Cara Polvere già avevo incontrato e gli scambi nati sono sempre stati molto accesi e vivi, apparendo polemica basta considerare il non intenzionale del suo obbiettivo.
    Non trovo offesa nelle parole, cerco altro.
    Vi ringrazio comunque tutte/i.
    Questo scritto ha sicuramente bisogno di lavoro, ma l’impeto è simile all’amore, immediata stesura e invio.
    Crescendo arriverò ad altro, non vi è ombra di dubbio, dal pensare poesia e scrivere poesia vi è un abisso.
    Un abbraccio a presto.

    Ps: qualcuno mi tenga controllato il Solmi in mia assenza, il ragazzo bisogna guardarlo a vista. :-)

  35. 2007 Novembre 2
    Francesco De Girolamo permalink

    Cara Polvere, non sono un medico, ma un salutista convinto… perciò mi permetta un consiglio: non si arrabbi troppo, faccia un bel respiro profondo, una bella passeggiata all’aria aperta; e cerchi di sorridere più che può, magari si faccia anche una bella risata sui suoi ricercati funambolismi verbali (”mi lucido spesso con aceto l’accetta…ascolto con l’accetta…ma è un’accetta acetata di pace”)…
    Mi conforta saperla almeno attenta lettrice di Topolino, periodico che forse può permettersi qualche veniale pressapochismo in più sulla materia in questione.
    Ma, per sua informazione, dato che mi piace a volte parlare a vanvera, ma con la dovuta precisione su argomenti non proprio effimeri,
    la ghiandola pituitaria è quella la cui disfunzione
    causa nanismo e gravi deformità ossee…
    Se le sembra una cosa su cui poter ironizzare, lo faccia allora anche tranquillamente sulla focomelia, sulla tetraparesi spastica, sulla spina bifida e su ogni altra malformazione congenita possa tornare utila alla sua vivacità dialettica…
    magari anche sulla sindrome di Down.
    Buon lavoro.
    francesco

  36. 2007 Novembre 2

    il consiglio di non arrabbiarsi troppo non è male, e questo non solo nei blog ma anche e soprattutto nella vita reale (io lo dico sempre ma a volte m’arrabbio tanto) un caro saluto a tutti antonella

  37. 2007 Novembre 2

    percepisco danza sensuale e desiderio di rosso passionale.. gioco sottile di maschile_femminile?

  38. 2007 Novembre 2
    alivento permalink

    Che schifo può stare o non stare a seconda delle circostanze. Quando io lo dicevo del cibo mio padre mia madre mi rimproveravano aspramente.
    Se elaboro qualcosa, e consulto un’amica sui risultati, e lei mi dice è uno schifo, possibilmente ne ridiamo (o piangiamo) assieme.
    Vedi tu a quale dei due casi o gradazioni intermedie tra questi due casi assimilare il tuo che schifo.

    Ammirevole lo spirito di Paola Castagna, che accetta ogni dibattito. E quel che lei dice: nell’impeto “scritto e spedito”, si comprende ma forse proprio questo ai miei occhi potrebbe essere il fascino del testo.

    Ciao Francesco.

  39. 2007 Novembre 2
    cara polvere permalink

    signor De Francesco.
    lasci stare l’enciclopedia medica e sia più dinamico, più ironico. più leggero magari più di quanto lei suppone io sia stata .
    la ghiandola pituitaria. in quello che scrivo se vado a guardare, ogni singolo organo del corpo umano, dovrebbe farmi causa, se sto sulla falsariga di quello di cui lei mi “accusa”
    il respiro mi sa che deve farlo lei.
    chi le dice che io sia sempre arrabbiata?
    ma che: lei è uno dei soliti che consigliano
    passeggiate e boccate d’aria a destra e a manca e magari dall’altra parte non sanno che chi scrive magari ha l’asma o è paralizzato e non può uscire di casa. stia calmino con i consigli. li dia ai suoi amici di cui certo conoscerà i bisogni, piuttosto che supporre i miei.
    è intervenuto senza nemmeno commentare con uno straccio di argomentazione i testi, parla della ghiandola succitata, insomma a che pro?
    non vedeva l’ora di sottolineare quanto io sia acida e cattiva ma non le è mai capitata l’occasione e adesso si sfoga? ma chi è lei? abbiamo qualcosa in sospeso?
    nemmeno la conosco per sentito dire,
    si figuri. invece noto che lei conosce me.
    ne sono onorata, ovviamente ma continuo a pensare che forse la passeggiata avrebbe dovuta farla le, ieri, prima di scriverei.
    buona passaggiata salutare a lei.
    e a rileggerci in nessuna discussione che lei, lei stesso, vuole si trasformi in bega.
    ma con me casca male.
    grazie
    paola

  40. 2007 Novembre 2
    Francesco De Girolamo permalink

    Sono d’accordo con te, Alivento, questo è lo spirito giusto con cui criticare, anche aspramente, senza scadere nell’insulto e nella provocazione da “reality blog” (di cui ce ne sono già troppi all’opera, con risse di gran successo e gestori-moderatori che forse si sfregano le mani per il numero dei contatti che si impennano ogni volta…) [Ma no...cosa dico?...questa è solo una mia malevola congettura che subito mi rimangio]
    La Castagna è stata esemplare nella sua granitica imperturbabilità.
    Un esempio di serenità, umiltà e intima sicurezza dei propri mezzi, di cui vorrei saper fare tesoro.
    Ma sono un inguaribile levantino…
    Un caro saluto a tutti, all’ala Alivento e al centravanti di sfondamento Paola Lovisolo, con la quale ho sicuramente esagerato; e me ne scuso.
    francesco

  41. 2007 Novembre 2
    Francesco De Girolamo permalink

    Non so in effetti neanch’io chi sia “De Francesco”…
    Ma “De Girolamo” deve senz’altro averlo sentito nominare, in passato, per avere, in un altro spazio, firmandosi Cara Polvere, con il link del suo blog di allora che mi invitava a visitare, commentato dei i miei versi, definendoli “bellissimi”.
    Ma ha tutto il diritto di ricredersi…
    Buone cose.
    De Girolamo.

  42. 2007 Novembre 2
    cara polvere permalink

    nessun problema, grazie per le scuse che faccio anch’io, servissero.
    uffa.
    ma che ne so, io leggo le poesie.
    se mi piacciono scrivo bellissime.
    non sono frequentatrice assidua.
    a volte di passaggio. non ricordo
    sempre i nomi se passo una volta
    sola.
    se ho scritto bellissime allora
    certo lo erano, per me, allora.
    su che mi devo ricredere?
    me le faccia rileggere. rileggerò volentieri.
    mi indichi dove. non sto scherzando.
    ma spesso i versi vanno oltre chi li ha scritti.
    non ho curiosità a conoscere sempre
    l’autore. leggo, dico due tre cose – spesso spiritate ma credo sincere di quell’ istante, raccolgo e porto via.
    ma forse nel frattempo sono cambiata io
    potrebbero anche non piacermi più.
    come la musica che ti innamora
    e poi quando si è soli quella
    musica non si vuole più ascoltare.
    mutazioni: mattatoio meraviglioso dell’anima.
    ma che fa, Francesco, spulcia per prendermi in castagna? ehm.
    con tutto il rispetto alla Paola.

    senta, facciamo così. chiederò scusa a Paola Castagna, laddove abbia io esagerato, fidanzandomi con lei, spodestando Gian Ruggero, poi , mi fidanzo anche con lei signor Francesco per chiederle scusa del nome travisato (traviso ghiandole e nomi e cognomi spesso, ma gli errori sono nuove visioni, teniamolo presente), poi mi fidanzerò anche con tutte le ghiandole pituitarie e non del mondo intero e dell’aldilà intero e chiederò loro scusa.
    di più non so.
    alas.
    paola

  43. 2007 Novembre 2

    Paola-Cara-Polvere se ti fidanzi con la Castagna allora, per proprietà transitiva, ti fidanzi anche con me :-) …interessante! Nel vero il web mi sta regalando tutte ’ste fidanzate che alla fine, poi e magari, mi ritroverò solo e sconsolato come sempre? :-)

    Cmq capisco quel che ha detto Francesco De Gerolamo e, in effetti, con la suddetta ghiandola non si deve scherzare più di tanto… ma reputo che ciò non fosse nelle intenzioni di Paola-Cara-Polvere… reputo che l’abbia buttata lì per fare un po’ di ‘folclore’ e nulla più.

    Un saluto a tutti; dopo aver onorato i miei morti e onorato i vostri, mi recherò oltre Po sulla scia delle scarpette rosse… fermandomi qua e là, per pievi e ville, così, tanto per ‘ballare’ con questa nostra stupenda Italia così miseramente governata da destra e da sinistra (che non se ne può più). Infine riempiamoci col Bello, che mai sazia, e si sia, sempre, poeti, che mai guasta. ;-)

  44. 2007 Novembre 2
    cara polvere permalink

    si ecco. folklore. ben ho comprese cio che intendeva Francesco, ma ho fatto l’esempio di Topolino e potrei fare altri esempi di “ironia”, non a scopo offensivo. personalmente non è che le mie ghiandole vadano alla grande, ma se piangessi, andrebbero peggio.

    poi e sempre, sempre per folklore, motteggio

    “chi nega la funzione della scena è già nella sua masticazione, è già in fondo al gradino a meno di un margine”

    un caro saluto
    a tutti
    paola

  45. 2007 Novembre 2
    Francesco De Girolamo permalink

    Non volevo “prenderla in castagna”, cara Paola, (ma non sarebbe meglio poter dire ormai “prenderti in castagna” ?)…
    E penso anch’io che i versi spesso vadano oltre chi li ha scritti. Su questo siamo assolutamente d’accordo. E’ un bel punto di partenza per un dialogo… Non è grave che tu non ricordi il mio nome… è un nome come un altro…oscuro o noto che possa essere…con la stessa dignità di avere una voce…al pari di qualunque altro nome…con diritto di parola…e di rispetto…come il tuo, quello di Paola Castagna…del nobel 2007 Doris Lessing… del mio portinaio, che scrive poesie in romanesco… di mia madre, che legge ancora i romanzi di Liala….di mia figlia che ama solo le poesie di Rodari, “perchè si capiscono” (e forse ha ragione…)

    La mia poesia che commentasti era su Imperfetta
    Ellisse, nel post del 24 novembre 2006. Il tuo commento è del 25 novembre, il secondo, mi pare… e ci fu anche una tua replica, o due, per meglio spiegare la tua personale “lettura”, che apprezzai molto.

    Mi scuso per il troppo spazio occupato…e per questa poco opportuna, forse, citazione a scopo privato…
    Una stretta di mano a Paola- Cara Polvere. :)
    E un caro saluto a tutti.
    francesco

  46. 2007 Novembre 2
    Francesco De Girolamo permalink

    Grazie, Gian Ruggero, del tuo equanime intervento…
    ma mi chiamo “De Girolamo” e non “De Gerolamo”.
    Ma è poi tanto difficile il mio cognome?!? :-(
    Io, comunque… ho fatto di peggio: ho scritto “perchè” al posto di “perché”… mon dieu!
    Una buona giornata a tutti.
    Vado a riposarmi. :-X
    francesco

  47. 2007 Novembre 2
    cara polvere permalink

    bene. in conclusione. cara Paola. scusandomi per aver invaso lo spazio, le mie intenzioni erano sono assolutamente – buone – in direzione – o per tentativi —> universali – . grazie a te per l’apertura alla discussione, che è sempre un piacere. ripeto e ripeto. non è da castrarsi nessuno. si cercano reazioni. e infatti resto sempre per discuterne. Paola ora non è che te ne vai per prati, intristita? nel senso che io non sono davvero nessuno per poter dire questo e quello. scrivo a naso, forse guardando troppo le stelle, troppo a pelle. sono una nel tutto. ma mi piace incontrare – non faccio differenza tra virtuale e reale – persone come te alle quali tanto di capello è dovuto.

    l’importante è non averti offesa, ma piuttosto spuntarci a vicenda per una discussione poeticamente e umanamente prolifica .
    @ Francesco
    non sono così burbera.
    rileggero certo le poesie e i commenti.
    e nuove impressioni.
    grazie
    un saluto
    stop.
    paola

  48. 2007 Novembre 2

    …non si può mancare per qualche ora che guarda che cagnara…
    siete fantistici, tutti, vi adoro.
    Sistemo un paio di cose, in attesa di infilare le scarpette rosse, e poi stasera con calma vi rispondo.
    Un abbraccio.

  49. 2007 Novembre 2
    sandrapalombo permalink

    Una cascata di emozioni in un testo tra prosa-poesia che tenderei a rendere del tutto prosa poetica per esprimerla al meglio. Bene Paola
    Sandra

  50. 2007 Novembre 2
    antonella permalink

    Caro Francesco scrivi:
    questo è lo spirito giusto con cui criticare, anche aspramente, senza scadere nell’insulto e nella provocazione da “reality blog” (di cui ce ne sono già troppi all’opera, con risse di gran successo e gestori-moderatori che forse si sfregano le mani per il numero dei contatti che si impennano ogni volta…) [Ma no…cosa dico?…questa è solo una mia malevola congettura che subito mi rimangio]

    ti posso assicurare che la tua non è una congettura, ci sono gestori che non solo si sfregano le mani quando nel proprio blog avvengono le risse ma che le risse le provocano apposta commentando di volta in volta con nomi diversi e offendendo gli ignari commentatori, a volte sono loro stessi che fanno botta e risposta per far montare la polemica :-) – riguardo la nostra cara polvere, che stimo, non credo sia una persona che commenta per fomentare la rissa e per il gusto della rissa, ha un suo modo di criticare, giusto o sbagliato, è il suo modo, poi la parolina fuori luogo può scappare a tutti ma il suo amore per la poesia è totale. siamo tutti qui per questo, per questa passione che abbiamo per la scrittura, altrimenti faremmo dell’altro. ciao a tutti antonella

  51. 2007 Novembre 2
    antonella permalink

    ho scritto “perchè” al posto di “perché”…

    vedo che sei un purista. complimenti :-) a.

  52. 2007 Novembre 2
    antonella permalink

    e buona “ballata” al caro gian e alla cara paola :-)

  53. 2007 Novembre 2

    vi dedico un video che ho trovato su youtube. per voi.

  54. 2007 Novembre 2
    Francesco De Girolamo permalink

    Per parte mia, cara Antonella, grazie del bel video…in cui la danza diviene gioco, dispetto e
    “schermaglia”.
    Anch’io stimo Cara Polvere, pur conoscendola poco…altrimenti avrei tirato dritto, come faccio di solito con i provocatori di professione, e con quei buontemponi cui fai riferimento sopra, di cui ho avuto una certa marginale e breve conoscenza, a parte le mie ulteriori “malevole” congetture sui probabili mal di pancia che il cammino quieto ma deciso di questo blog immagino stia causando a molti di loro…

    Più che un purista sono un pignolo maniacale… di quelli che possono perdere il sonno per una virgola fuori posto… o ammalarsi per un aggettivo di troppo…(mi è successo veramente per un refuso sfuggito alle bozze un libro, che interrompeva, con una sillaba “assassina”, una
    mia serie di endecasillabi).
    Ma ora sto meglio…sono in cura…non penso quasi più alla doppia quartina “deturpata”…

    Buon tutto a tutti… viva viadellebelledonne!
    (Ora mi tolgo veramente di mezzo e lascio spazio agli altri, per oggi sono stato davvero troppo a lungo nella Rete)
    Grazie.
    francesco

  55. 2007 Novembre 2
    Francesco De Girolamo permalink

    …alle bozze DI un libro…
    aaaaaaaaaaarg!

  56. 2007 Novembre 2
    Francesco De Girolamo permalink

    Anzi: argh! :-)

  57. 2007 Novembre 2

    Perdonami Francesco: DI GIROLAMO… l’ho scritto all’antica: Gerolamo… ma sai perché? Perché il fratello di mio nonno si chiamava Gerolamo, non Girolamo. In effetti è modo antico. L’ho letto anche oggi sulla sua lapide, Cmq scusami.

  58. 2007 Novembre 2
    carlabariffi permalink

    Alla faccia!
    quello del video è un tango acrobatico!
    un pò come volare!;-)

  59. 2007 Novembre 2
    alivento permalink

    Francesco quando, dopo uno scontro, confronto vivace, ci si chiede scusa reciprocamente e si resta in buoni rapporti, si resta amici, non si è stati inutilmente in rete, nè troppo, nè a sproposito.
    Ed io qui questo ho letto.

  60. 2007 Novembre 2

    Vi leggo, vi ascolto, non so bene da chi cominciare… eccola…
    @ Carla la tua uscita mi fa impazzire, un tango acrobatico, un uomo,una donna, in volo, in stasi, corpi che diventano uno solo… che meraviglia…ma lo sai che per avere un buon partner nel tango non bisogna essere coinvolti emotivitamente? assurdo eppure vero.
    un saluto Carla
    @Grazie Antonella , oramai io e Gian Ruggero ti abbiamo delegato angelo custode del nostro stare.
    un abbraccio
    @Roberto
    grazie delle parole, dell’attenzione, del tuo dire
    ….gioco sottile di maschile_femminile?si,un gioco di ruoli, che quando trova riscontro e unione diventa disarmante e porta a scrivere un qualcosa che risulta anche difficile da collocare.
    @Alivento
    sconcertante la tua considerazione nei miei confronti, sono un essere piccolo che per la prima volta nella vita trova un senso al
    ” tirarsela”
    La parola Schifo mi ha sempre dato fastidio, ricordo nell’insegnamento che cercavo di dare a dei figli non miei, quando dicevo, Schifo non si dice, schifo fa la merda.
    Credo che a distanza di anni loro continuano ad usarla come parola, ricordando magari che Paola diceva così.
    un abbraccio
    @ Caro Francesco
    De Girolamo, De Gerolamo
    grazie per questo tuo voler capire, la caparbia è rispetto di colui che vuole crescere e vedere.
    Non lasciarci/mi , il tuo sapere aiuta me e le Bellissime donne che circolano.
    @ Cara Polvere
    cara, cara, cara Polvere a volte ho la sensazione di conoscerti da sempre, la tua voce che arriva come quella di una sorella che ricerca la risposta, come l’amica che insegue il vero, come l’amante che attende, come la donna che porge la spalla al suo amato.
    Il tuo impeto lo ammiro perchè frutto di un sapere, le scuse non servono, chi siamo persone che vogliono sentirsi dire…
    che bello
    emozionante
    dolce e immediato…?
    ben vengano le note critiche nel positivo, ma l’oppurtunismo non ti abita nel bisogno grande che hai.
    Ecco come ti sento da sempre, un affetto che sembra antico nei tempi dei nostri avi.
    @ Sandra
    grazie le tue parole arrivano nel trovare quella strada che da tanto cerco, scrivere, da sempre, riuscire a portare un ” dono ” che ho ricevuto.
    Mi fai sentire come pollicino che ripercorre in viaggio a ritroso e trova finalmente la strada di casa.
    @ Gian Ruggero Manzoni
    a parte che .., non perdi occasione per buttarti nel mezzo,quello che sarò domani e nel riscontro di questa stima che ricevo … a te il merito di aver reso la Donna che sono.
    Ragazzi mi auguro di non aver smarrito nessuno, ma son distratta da sempre… fatemi sapere .
    Vi abbraccio tutti

  61. 2007 Novembre 3

    Castagna hai finito di fare la diva? 61 commenti con questo mio… non ti sembra di esagerare? Mi vuoi superare? Poi cos’è ’sta storia che esordisci con: “Vi leggo, vi ascolto…” manca: “siete stupendi” e poi ti direi a chi assomigli… non è che cominciamo ad essere troppo vicini al punto che tu stai diventando me ed io te? :-( E’ un bene o è un male? Cosa ne dite ragazze e ragazzi? Possono due ballerini entrare così tanto in simbiosi da sovrapporre le proprie personalità? Non sarò io a calzare le scarpette rosse? Comincio ad avere problemi d’identità… sudo! :-) Cmq, a guardarci bene, il tacco a spillo mi dona… non è che questo blog ‘influenzi’ le tendenze? Ditemi… diteci… ditelo… ho necessità di voi… abbiamo necessità… necessita. E dopo le scarpette due autoreggenti a rete… mi ci vedete? ;-) Non male tutto questo. Poi, Castagna, dove hai preso tutta ’sta diplomazia nel rispondere ai commentatori? Proprio tu, che ti ho conosciuta impulsiva e attaccabrighe e che proprio per questo mi sono detto:”finalmente una mia simile per mettere su famiglia”…? Cosa sta succedendo?… domande che forse non avranno mai una risposta. Ahime! Sono rovinato! :-(

  62. 2007 Novembre 3

    OHHHHHHHHH… lasciarti due minuti sul computer e vai!!!!
    Mi sento alta, alta, grande, grande, oh…mai stata così, anche il pelo sul petto…no, no, aiuto!
    Le mie parole di esordio, il mio incitare e ringraziare tutti, cavolo è proprio alla Manzoni.
    Ma che mi hai messo addosso?
    Vorrà dire che domani mattina al lavoro andrai tu al posto mio ed io finalmente sarò la Manzoni in maniera completa.
    Scusate tutte/ti per queste nostre, ma questa è proprio una storia da delirio …
    Impulsiva si ,ma attaccabrighe mai, dai… e poi proprio da questo scritto, da questi commenti ho capito quanto l’impulsività stia andando sfumando.
    Un bacio mio simpaticone splendido.
    :-)

  63. 2007 Novembre 3

    ehi ragazzi, siete bellissimi, siete fortissimi, è la forza dell’amore! c’era una canzone di finardi che faceva:

    Avevo sedici anni
    ero un timido nei panni
    di un ribelle visto alla televisione
    ma la forza dell’amore
    la conoscevo già

    e se avevo paura
    facevo la faccia dura
    per le strade della mia città
    ma la forza dell’amore
    la sentivo già.

    È la forza dell’amore
    quella che non fa dormire
    finché il sole con l’alba non verrà
    con la forza dell’amore
    sognavamo di suonare
    più che per voglia per necessità

    e le ore ad aspettare
    che i tuoi si decidessero a partire
    per rubare un po’ di felicità
    ma la forza dell’amore
    non si fermerà.

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