Poco devoti per vedere -Paul Klee
2007 Ottobre 26

Nell’aldiqua sono inafferrabile.
Abito bene con i morti
come con i non nati. Sono
più vicino al cuore della creazione.
Eppure non abbastanza.
Sono calore o gelo? Al di là
di ogni fervore questo è inspiegabile.
Alla distanza sono il più devoto.
Nell’aldiqua talvolta sadicamente felice.
Sono solo sfumature di quella cosa.
Sono poco devoti per vedere,
si irritano appena, preti e farisei.
Paul Klee , 1926
trad. di Ursula Bavaj e Giorgio Manacorda





scrittura che induce riflessioni profonde.
grazie
Ecco Paul Klee è uno di quegli esempi fortunatissimi di intersezione tra arte e filosofia e ringrazio Viola per aver postato queste parole splendide. Ci ricordano infatti di come Klee intendesse l’arte: un’indagine profonda e meticolosa sul mondo e sul visibile che si manifesta.
Per anni ho avuto nella mia scrivania virtuale, il quadro di Klee Strada principale e strade secondarie…
Un abbraccio
Alessandra
Non conoscevo Klee letterato. Sferzante. Noto toni brechtiani ante litteram.
Ciao Viola, grazie
Antonio
neanche io sapevo che
l’ “oro” di Klee …
avesse anche parola.
Grazie Viola
c’è un’infinità di artisti della’arte figurativa che è (o fu) anche poeta. Non sapevo di Klee. Ed è una gran bella scoperta.
tutto ciò che alimenta e chiarisce il senso del “vedere” e della visione interiore mi affascina profondamente. La visione artistica non è poi così differente da una forma di mistica religiosa, gli artisti (in generale) sono gli unici che hanno provato a sottrarre alle religioni l’esperienza della visione interiore.
Paul Klee era figlio di un professore di musica al conservatorio e in età giovanile fu a lungo incerto tra musica, poesia e pittura scegliendo alla ine quest’ultima. Il suo influsso fu notevolissimo tuttavia in ogni ambito culturale , tanto che il suo “Angelus Novus” divenne icona di Walter Benjamin. Non abbandonò mai la poesia e le sue “Poesie” sono state pubblicate nel 2000 da “Absconda” a cura di Giorgio Manacorda. da cui cito: “Come nella pittura, anche nella poesia Klee tende a penetrare i meccanismi originari della genesi cosmica..in una rcerca grandiosa e per definizione infinita” , Viola
cara Carla, hai perfettamente ragione: come in ogni vero artista l’opera di Klee ha questa capacità di vibrare echi profondi che risuonno costanti, direi il dono di chi è un “classico”, grazie carissima, Viola
va senza dire, Ale cara, che le riflessioni anche teoriche di Klee – tra l’altro professore alla Bauhaus sino all’avvento del nazismo – schiudono molte prospettive e, e i è già detto di Benjamin, specie a chi come te e Bianca iete interessti al visuale visto che la sua affermazione teorica più celebre è che “l’arte non riproduce il visibile, ma rende visibile » e questo testo mi semra riprendere i concetto…felice che anche tu lo apprezzi, un abbraccio forte, Viola
neanch’io Antonio,l’ho scoperto quando è uscito il libro..e sì, il verso su “preti e farisei” rinvia a Weimar e Brecht, anche se c’è una componente mistica che il drammaturgo berlinese forse non avev, un carissimo saluto, Viola
carisime Francesca e Blumy, sono lieta di condividere questa scoperta con voi, il bello dei blog è questo, lmeno per me..conoscere cose che prima non sapevo, o avere spunti di approfondimenti e non apete quanti me ne avete forniti voi due con i vostri testi e i vostri ost, di questo vi ringrazio, un abbraccio collettivo..Viola
cara Bianca, hai giustamente centrato l’aspetto “mistico” della poesia (ma direi anche di tutta la produzione artistica di Klee). Il suo tentativo di giungere al centro, all’aldilà/aldiqua della creazione, tramite le forme elementari, i segni minimali…un famoso critico d’arte ha una volta annotato che “Piacsso vede il quadro come un muro, Klee come una pagina”. e, aggiungerei, come una pagina sempre aperta. Sulla sua lapide è inciso “Non appartengo solo a questa vita. Vivo bene con la morte, come con coloro che non sono mai nati. Più vicini di altri al cuore della Creazione”, parole che riprendono, in parte, proprio i versi di questa poesia, un forte abbraccio, Viola
La trovo una “scoperta” che può lasciare segni , è un testo che apprezzo tantissimo.
Un saluto a Viola, e grazie per questo post
Grande artista, tutto. Grazie Viola per porgercelo. Ogni suo quadro ha un titolo che lo apre e, spesso, lo scavalca.
Io ne ricordo in particolare uno, che poi ho ripreso in qualche scritto. E’ ” Monumento al limite del paese fertile”.
grazie a voi, Dominica e Silvia, per la vostra lettura che tramanda arricchendola la ricerca di Klee, processo fecondo e reciproco, un saluto carissimo, Viola
Non sapevo scrivesse , dovrò leggerlo, anche perché fa parte della storia dell’Elba dove venne e dipinse proprio nel 1926. Grazie Viola per la segnalazione. Un abbraccio Sandra
avevo letto questa poesia che mi aveva molto suggestionato appena l’hai postata, ma ho atteso precisazioni e commenti per capire meglio; rileggendola in una visuale d’insieme l’apprezzo anche di più…ricordo altri artisti (Kandinskij ad esempio),che hanno esplorato diversi mezzi per una visione globale, a volte mistica, del mondo, sono i più interessanti
marina
carissima marina, il tuo intervento mi rallegra soprattutto perchè sei la…”critica d’arte”..del blog!!! e giustamente infatti richiami Kandinsky che come Klee partecipava a Der Blaue Reiter (oddio m’auguro si scriva così..!!); era un’epoca storica molto particolare, tra le due guerre mondiali, fantasmi passati e incubi all’orizzonte ma la creatività reggeva; profitto per dirti che ho in programma una piccola sorpresa per te, se riesco a rintracciare un testo tra le mie cartacce, un saluto affettuoso, Viola
paul klee resta sempre tra i miei Maestri formativi: con lui ho rapporti infiniti su tutta l’opera e lo ritengo tra le coscienze umane più intense del ‘900 e pensare che fece parte degli “artisti degenerati” secondi i nazifascisti…
caro Roberto, so che lo apprezzi e se posso dirti sprazzi di Klee li ritrovo anche in qualche tuo “foglio colorato”…, un carissimo saluto, Viola
carissima Sandra, la tua passione storica mi piace molto e sarebbe molto interessante approfondire questi legami tra gli artisti stranieri e le nostre isole – inclusa Capri – che ha caratterizzato, al di là del grand tour, il nostro ‘900; m’auguro per l’Elba e Klee di poter contare su di te, un saluto affettuoso, Viola
Cara Viola, vedrò di trovare qualcosa che possa interessarti. Un caro saluto Sandra