Poco devoti per vedere -Paul Klee

2007 Ottobre 26
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by violaamarelli

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Nell’aldiqua sono inafferrabile.
Abito bene con i morti
come con i non nati. Sono
più vicino al cuore della creazione.
Eppure non abbastanza.

Sono calore o gelo? Al di là
di ogni fervore questo è inspiegabile.
Alla distanza sono il più devoto.
Nell’aldiqua talvolta sadicamente felice.
Sono solo sfumature di quella cosa.
Sono poco devoti per vedere,
si irritano appena, preti e farisei.

Paul Klee , 1926

trad. di Ursula Bavaj e Giorgio Manacorda

22 Responses leave one →
  1. 2007 Ottobre 26
    carlabariffi permalink

    scrittura che induce riflessioni profonde.
    grazie

  2. 2007 Ottobre 26
    alessandrapigliaru permalink

    Ecco Paul Klee è uno di quegli esempi fortunatissimi di intersezione tra arte e filosofia e ringrazio Viola per aver postato queste parole splendide. Ci ricordano infatti di come Klee intendesse l’arte: un’indagine profonda e meticolosa sul mondo e sul visibile che si manifesta.
    Per anni ho avuto nella mia scrivania virtuale, il quadro di Klee Strada principale e strade secondarie…
    Un abbraccio :)
    Alessandra

  3. 2007 Ottobre 26
    Antonio Fiori permalink

    Non conoscevo Klee letterato. Sferzante. Noto toni brechtiani ante litteram.
    Ciao Viola, grazie
    Antonio

  4. 2007 Ottobre 26

    neanche io sapevo che
    l’ “oro” di Klee …
    avesse anche parola.

    Grazie Viola

  5. 2007 Ottobre 26

    c’è un’infinità di artisti della’arte figurativa che è (o fu) anche poeta. Non sapevo di Klee. Ed è una gran bella scoperta.

  6. 2007 Ottobre 26

    tutto ciò che alimenta e chiarisce il senso del “vedere” e della visione interiore mi affascina profondamente. La visione artistica non è poi così differente da una forma di mistica religiosa, gli artisti (in generale) sono gli unici che hanno provato a sottrarre alle religioni l’esperienza della visione interiore.

  7. 2007 Ottobre 26
    violaamarelli permalink

    Paul Klee era figlio di un professore di musica al conservatorio e in età giovanile fu a lungo incerto tra musica, poesia e pittura scegliendo alla ine quest’ultima. Il suo influsso fu notevolissimo tuttavia in ogni ambito culturale , tanto che il suo “Angelus Novus” divenne icona di Walter Benjamin. Non abbandonò mai la poesia e le sue “Poesie” sono state pubblicate nel 2000 da “Absconda” a cura di Giorgio Manacorda. da cui cito: “Come nella pittura, anche nella poesia Klee tende a penetrare i meccanismi originari della genesi cosmica..in una rcerca grandiosa e per definizione infinita” , Viola

  8. 2007 Ottobre 26
    violaamarelli permalink

    cara Carla, hai perfettamente ragione: come in ogni vero artista l’opera di Klee ha questa capacità di vibrare echi profondi che risuonno costanti, direi il dono di chi è un “classico”, grazie carissima, Viola

  9. 2007 Ottobre 26
    violaamarelli permalink

    va senza dire, Ale cara, che le riflessioni anche teoriche di Klee – tra l’altro professore alla Bauhaus sino all’avvento del nazismo – schiudono molte prospettive e, e i è già detto di Benjamin, specie a chi come te e Bianca iete interessti al visuale visto che la sua affermazione teorica più celebre è che “l’arte non riproduce il visibile, ma rende visibile » e questo testo mi semra riprendere i concetto…felice che anche tu lo apprezzi, un abbraccio forte, Viola

  10. 2007 Ottobre 26
    violaamarelli permalink

    neanch’io Antonio,l’ho scoperto quando è uscito il libro..e sì, il verso su “preti e farisei” rinvia a Weimar e Brecht, anche se c’è una componente mistica che il drammaturgo berlinese forse non avev, un carissimo saluto, Viola

  11. 2007 Ottobre 26
    violaamarelli permalink

    carisime Francesca e Blumy, sono lieta di condividere questa scoperta con voi, il bello dei blog è questo, lmeno per me..conoscere cose che prima non sapevo, o avere spunti di approfondimenti e non apete quanti me ne avete forniti voi due con i vostri testi e i vostri ost, di questo vi ringrazio, un abbraccio collettivo..Viola

  12. 2007 Ottobre 26
    violaamarelli permalink

    cara Bianca, hai giustamente centrato l’aspetto “mistico” della poesia (ma direi anche di tutta la produzione artistica di Klee). Il suo tentativo di giungere al centro, all’aldilà/aldiqua della creazione, tramite le forme elementari, i segni minimali…un famoso critico d’arte ha una volta annotato che “Piacsso vede il quadro come un muro, Klee come una pagina”. e, aggiungerei, come una pagina sempre aperta. Sulla sua lapide è inciso “Non appartengo solo a questa vita. Vivo bene con la morte, come con coloro che non sono mai nati. Più vicini di altri al cuore della Creazione”, parole che riprendono, in parte, proprio i versi di questa poesia, un forte abbraccio, Viola

  13. 2007 Ottobre 26

    La trovo una “scoperta” che può lasciare segni , è un testo che apprezzo tantissimo.
    Un saluto a Viola, e grazie per questo post

  14. 2007 Ottobre 27

    Grande artista, tutto. Grazie Viola per porgercelo. Ogni suo quadro ha un titolo che lo apre e, spesso, lo scavalca.
    Io ne ricordo in particolare uno, che poi ho ripreso in qualche scritto. E’ ” Monumento al limite del paese fertile”.

  15. 2007 Ottobre 27
    violaamarelli permalink

    grazie a voi, Dominica e Silvia, per la vostra lettura che tramanda arricchendola la ricerca di Klee, processo fecondo e reciproco, un saluto carissimo, Viola

  16. 2007 Ottobre 27
    sandrapalombo permalink

    Non sapevo scrivesse , dovrò leggerlo, anche perché fa parte della storia dell’Elba dove venne e dipinse proprio nel 1926. Grazie Viola per la segnalazione. Un abbraccio Sandra

  17. 2007 Ottobre 28

    avevo letto questa poesia che mi aveva molto suggestionato appena l’hai postata, ma ho atteso precisazioni e commenti per capire meglio; rileggendola in una visuale d’insieme l’apprezzo anche di più…ricordo altri artisti (Kandinskij ad esempio),che hanno esplorato diversi mezzi per una visione globale, a volte mistica, del mondo, sono i più interessanti
    marina

  18. 2007 Ottobre 28
    violaamarelli permalink

    carissima marina, il tuo intervento mi rallegra soprattutto perchè sei la…”critica d’arte”..del blog!!! e giustamente infatti richiami Kandinsky che come Klee partecipava a Der Blaue Reiter (oddio m’auguro si scriva così..!!); era un’epoca storica molto particolare, tra le due guerre mondiali, fantasmi passati e incubi all’orizzonte ma la creatività reggeva; profitto per dirti che ho in programma una piccola sorpresa per te, se riesco a rintracciare un testo tra le mie cartacce, un saluto affettuoso, Viola

  19. 2007 Ottobre 29

    paul klee resta sempre tra i miei Maestri formativi: con lui ho rapporti infiniti su tutta l’opera e lo ritengo tra le coscienze umane più intense del ‘900 e pensare che fece parte degli “artisti degenerati” secondi i nazifascisti…

  20. 2007 Ottobre 29
    violaamarelli permalink

    caro Roberto, so che lo apprezzi e se posso dirti sprazzi di Klee li ritrovo anche in qualche tuo “foglio colorato”…, un carissimo saluto, Viola

  21. 2007 Ottobre 29
    violaamarelli permalink

    carissima Sandra, la tua passione storica mi piace molto e sarebbe molto interessante approfondire questi legami tra gli artisti stranieri e le nostre isole – inclusa Capri – che ha caratterizzato, al di là del grand tour, il nostro ‘900; m’auguro per l’Elba e Klee di poter contare su di te, un saluto affettuoso, Viola

  22. 2007 Ottobre 29
    sandrapalombo permalink

    Cara Viola, vedrò di trovare qualcosa che possa interessarti. Un caro saluto Sandra

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