Margherita Gadenz per Lo spazio e il tempo della scrittura n. 23

2007 Ottobre 20
by antonellapizzo

 

   bello che l’estate sia finita
   la sabbia dentro la clessidra
   è senza sdraio

   guardo il mare

   margherita, 20 settembre

22 Risposte leave one →
  1. 2007 Ottobre 20
    draimondi permalink

    ci fai entrare senza fatica dentro un attimo di riflessione e di silenzio – indispensabili momenti per la scrittura.
    bella.

  2. 2007 Ottobre 20
    alivento permalink

    l’ho letta senza il verso finale “guardo il mare”
    e l’effetto era sorprendente, spiazzante
    ora aggiunto l’ultimo verso l’effetto si stempera dando spazio al pensiero all’essere assorti ammorbidendo i tratti della parola

    trovo impressionante il fatto che in poesia ogni parola e preposizione ed articolo e persino virgola diano un verso alla parola la plasmino per comunicare…il mare
    :)

  3. 2007 Ottobre 20
    margheritagadenz permalink

    grazie. il silenzio, sì, che genuflette il tempo.
    margherita
    p.s.
    grazie ad antonella per la bellissima immagine.

  4. 2007 Ottobre 20
    margheritagadenz permalink

    sì, alivento, è sorprendente anche per me. non solo i sostantivi, gli aggettivi danno un senso, ma gli articoli stessi , le congiunzioni, ogni elemento della lingua lavora all’interno e spesso cambia il senso, i sensi di ciò che si vuole esprimere. ma poi, lo sappiamo veramente ciò che vogliamo dire? o capita che i versi percorrano una strada che nemmeno noi sapevamo esistesse? era dentro altre strade, stratificata, ritrovata nello ’scavo’ di sé.
    grazie.
    margherita

  5. 2007 Ottobre 20

    è vero, Magherita, spesso le parole hanno una loro vita autonoma: stanno dentro di noi, ma come ospiti ed escono senza avvisare, in gruppo, oppure da sole e noi stiamo lì a guardarle come guardiamo certi voli di rondini che hanno una forma, un messaggio dentro.

  6. 2007 Ottobre 20
    Antonio Fiori permalink

    Anche la micropoesia è deputato a dire molto.
    Originale l’osservazione della solitudine (‘è senza sdraio’) della sabbia del tempo compiuto.
    Complimenti
    Antonio

  7. 2007 Ottobre 20
    margherita rimi permalink

    è come se il mare si fosse riappropriato della sua condizione naturale, spogliandosi dai suoi orpelli, in uno sguardo

    complimenti
    margherita rimi

  8. 2007 Ottobre 20
    carlabariffi permalink

    in quel guardare
    una stagione prende forma…

  9. 2007 Ottobre 20
    viola permalink

    bella, semplicemente, Viola

  10. 2007 Ottobre 20
    Lucianna Argentino permalink

    La solitudine della sabbia nella clessidra, sabbia che scorre e che segna, come l’inchiostro che scorre sulla pagina e segna parole, imbriglia il tempo, la vita… Un abbraccio, Lucianna

  11. 2007 Ottobre 20
    antonella permalink

    bella sì. antonella

  12. 2007 Ottobre 20

    lo guardo anch’io.

    cino

  13. 2007 Ottobre 21
    sandrapalombo permalink

    Il ritorno alla quiete . Sandra

  14. 2007 Ottobre 21
    margheritagadenz permalink

    vi ringrazio di esservi fermati.
    blumy concordo con te le parole hanno ‘vita propria’, spesso indipendente dalla nostra consapevolezza ma i loro viaggi ci riportano a casa.
    scopro cose di me che non sapevo quando mi rileggo, pensieri dei quali non avevo coscienza, percorsi che non sapevo di aver fatto, luci ed ombre. la parola mi veicola verso una maggior conoscenza di me. così, spesso, basta poco per capovolgere il senso di sé. ma in questo sta la fecondità della scrittura, nella sua apparente contradditorietà, una ricchezza, il caos di ciò che siamo e non siamo, il tutto ed il niente, la stessa essenza del respiro.

    grazie, antonio, a me piace la ‘micropoesia’, spesso così densa, dentro ci si spazia con tutta l’anima. ‘il tempo compiuto’ sì, la solitudine, e il tempo che resta, misurabile a spanne.

    e grazie a margherita . il mare restituito alla sua essenza, il mare che riempie lo sguardo perché non finisce mai appaga il bisogno di togliere il muro che vedo oltre la mia finestra: magnifiche, opprimenti montagne.
    stagioni che finiscono, carla, altre che nascono in un ripetersi perpetuo la stessa sabbia che scorre
    nella stessa clessidra, circoscritto spazio come il tempo che ci è concesso.
    mi piace l’accostamento della sabbia all’inchiostro, lucianna, scorrendo lascia lo stesso segno delle parole. grazie per averlo detto.
    e grazie ad antonella per la bellissima immagine, a cino che guarda il mare ma con quali occhi? e a sandra che ha percepito la quiete, il bisogno di quiete, l’urgenza di quiete e a viola per l’apprezzamento.
    margherita

  15. 2007 Ottobre 21
    margheritagadenz permalink

    correggo: mettiamo un’altra t a contraddittorietà
    mi è rimasta nella tastiera :)
    buona domenica
    margherita

  16. 2007 Ottobre 21

    Bellissima.
    La trovo perfetta. La brevità è una grande arte.

  17. 2007 Ottobre 21
    margheritagadenz permalink

    grazie, morena, un caro saluto a te
    margherita

  18. 2007 Ottobre 21
    erminiadaeder permalink

    Il limpido ed esatto sguardo che piega il tempo a sé. Fulminea, molto bella.

  19. 2007 Ottobre 21

    Versi che si chiudono in un pugno e che si aprono su distese ampie e sconfinate. Bella.

  20. 2007 Ottobre 21

    lo guardo senza occhi, solo con le tue parole
    e mi sembra un buon mare, almeno per oggi.

    cino

  21. 2007 Ottobre 22
    margheritagadenz permalink

    grazie per i vostri commenti, erminia e mapi, danno respiro al mio pensiero.

    e grazie a te, cino, che senza occhi guardi il mare.
    è una grande ricchezza saperlo fare.
    margherita

  22. 2007 Ottobre 22
    alessandrapigliaru permalink

    Versi cara Margherita che aprono orizzonti di senso, ariosità e silenti contemplazioni. Grazie :)
    Un abbraccio, Alessandra

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