“La scrittura miracolosa” di Gabriella Gianfelici (lettura di Maria Pina Ciancio)
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… ecco/ m’inchino/ a questo corpo/ tramutato/ e trafitto (G.G.)
E’ una poesia intima e verticale che ha un grande potere carismatico quella di Gabriella Gianfelici, perché nasce da un’esperienza di scrittura “miracolosa” che si compie in un silenzio innocente ed elementare, che è più dal grido soffocato, corpo di scambio/ merce e baratto/ corpo di morte / silenzio del freddo. Nel libro “L’angolo della vita” (con bellissima postfazione di Francesco De Girolamo) il flusso poetico è impetuoso, quasi febbrile e viene dettato da quel respiro che colloca la parola a metà tra oralità e scrittura e che fa della raccolta una bellissima opera dall’impianto corale, in cui le voci di dentro si incontrano, si scontrano, si riconoscono e si confrontano, quasi a denotare un naufragio che è tutto interiore, fatto di luci e ombre, di inciampi e riprese. C’è tanto coraggio in questa nuova poesia di Gabriella Gianfelici che non teme di “offrirsi al mondo” e di denudare la parola dal suo guscio, di piegarla, dispiegarla e inclinarla all’andatura e al verso del corpo, quasi a rintracciare e tentare un accordo segreto con esso “Anima/ corpo/ trovatemi/ cercatemi”. Una scrittura dinamica e in movimento, che non cede alla speranza, ma che si gioca tutta in quell’attesa segreta celata nel fondo, nella consapevolezza che prima o poi arriverà la tregua che “scuote e vibra”, “il soffio della vita” e “un sorriso di alba che è l’angolo della vita”. Ho trovato questo poemetto, da subito, bello senza riserve, per quel viaggio rischioso, vero e necessario attraverso le pieghe e le sfumature più interiori dell’anima. Una scrittura che lascia una traccia, come una carezza e che si incide e si imprime lungamente nella memoria.
(di seguito versi tratti da “L’angolo della vita)
[…]
Aria muove
un dito
che circonda
questo corpo
che diviene
strada
confine
muro
da saltare
e silenzio
più del grido
soffocato.
Più di noi
tutti
complici e venditori
complici e vittime.
Atterrare
sul prato fiorito
e vibrare ad ogni passo
in ascolto
senza domani
speranza di ora
matura e piena
per un desiderio compiuto.
Lasciami lo spazio dell’aria
lasciami il momento
della notte
quando tutto tace
e quello del giorno
il momento del risveglio
un’aurora dietro le mie
parole nere
almeno un fiore
da fiorire
nel limpido giugno
non ricordo i miei piedi
camminare e seguire
un lontano sentiero
lontano
sentiero
e rotoli
e sei urlo e rotoli
[...]
Ascolta
come il fruscio
risacca di ricordi
trascina.
Una bisaccia
che pesa
come un pensiero amaro.
Ricordi
quando la sabbia saliva
gettata dal vento
oltre il muro
e circondava la vita
che non aveva altre
occasioni
che perdere.
[...]
Gabriella Gianfelici – L’angolo della vita (essere questo silenzio) Prefazione di Fiorenza Marmille – Postfazione di Francesco De Girolami, Pascal Editrice, 2006
Gabriella Gianfelici è nata a Roma. Si occupa di critica letteraria, svolge seminari sulla parola poetica e la scrittura ed è fondatrice dell’Associzione Culturale “Donna e Poesia”. E’ presente in numerose riviste e antologie. Ha pubblicato Scrivo, ti scrivo, 1990; Come le radici dell’albero, 1999; La notte innocente, 2005; L’angolo della vita, 2006. Sue opere sono presenti in numerose riviste, come “Prospektiva”, “Il Chiasso Largo” e antologie come “Poesia d’amore”, pubblicata dagli Oscar Mondadori.
L’8 dicembre verrà presentata alla Fiera di Più/PiùLiberi a Roma.
Il 2-3-4 novembre a Smerillo (AP) terrà un laboratorio di scrittura poetica dal titolo ”Vivo di questa penna”. Per informazioni e/o iscrizioni:
http://www.associazionesmeriglio.it/
cell. 349 8757498 (Gabriella)





è difficile che una scrittura verticale mi piaccia ( diffido, perchè troppo spesso sono mascheramento d’impotenza) ma questa mi prende come un turbine …è una poetessa da conoscere ed approfondire
marina
grazie, Mapi della presentazione di una poetessa davvero molto interessante !
E’ una segnalazione importante, credo anch’io, Mapi, di una poesia che ha il coraggio della ricerca di una spoglia semplicità, mai facile, che punta alla conquista di una vera idetificazione, non parziale, in un processo in cui la lingua, nella parola poetica, si fa parte integrante di un percorso esistenziale, della riappropriazione di un’ offuscata
energia vitale, di una integrità di donna, in quanto “creatura”,
in tutta la sua innocenza e complessità.
Gabriella rappresenta un esempio raro di coerenza tra un vissuto denso di scelte di grande significato “civile”, e una scrittura tesa ad un lavoro raffinato e profondo di espressione letteraria personale, fuori da ogni esangue schematismo teorico.
E grazie per la citazione della mia nota critica, nel libro, che hai così apprezzato e condiviso…
Un caro saluto.
francesco
@Grazie Marina e Blumy per aver letto e apprezzato la “sincerità” di questi versi.
@E grazie a te Francesco. Credo tra l’altro che ci siamo “incrociati” proprio tra le pagine di quest’ultimo libro di Gabriella
che tu hai tanto bene presentato, quando dici che la sua poesia si avvicina al cuore delle cose a piccoli passi, sussurrati quasi, in un’apparente, immedita colloquialità. Mi piace inoltre quella tua chiusa in cui esalti la capacità di Gabriella di donarsi in tutta la sua rinquistata “maestosa nudità” (e mi fermo qui, altrimenti trascrivo tutta la tua meritevole nota di lettura. 
Un abbraccio carissimo anche da me
a rileggerti presto
Mapi
Mi colpisce il lessico, nudo, essenziale, con questi versicoli che si caricano di “un peso specifico” particolare proprio per la loro berevità…
gisella
non tanto amo i versicoli ma quello che ho letto mi convince, inoltre mi fido del giudizio di maria pina e di francesco così cercherò di conoscerla meglio. grazie, antonella
Garbriella,
la tua poesia è nobile e bella, va diritto all’anima, la rende felice.
grazie e complimenti
Josette
Sono molto contenta della presenza di Gabriella Gianfelici in viadellebelledonne, mi permetto solo di dire che L’angolo della vita non è proprio una raccolta, ma un poema dove c’è una voce femminile che parla, una voce che racconta di una ferita, che dice i segni del dolore sull’anima e questo, purtroppo, per ovvie ragioni di spazio, dai testi postati non emerge pienamente. Emerge invece senz’altro la delicatezza, la levità e la profondità con cui Gabriella scrive… Un abbraccio, Lucianna
I versi che ho letto sono di un’eleganza rara. Ma c’è molto di più. Mi pare che quel corpo trafitto si ricomponga e che trasmuti nelle parole di Gabriella. Questo evinco ma andrò a leggere il libro. Bellissima, grazie Mapi, un abbraccio
@Grazie degli interventi a Gisalle, Antonella, Josette.
@Lucianna, il termine raccolta è improprio, l’ho infatti usato solo nella parte finale, comunque ti ringrazio per avermelo segnalato, provvederò quanto prima a modificarlo. Per quanto riguarda la struttura dell’opera, forse dai testi postati e che ho scelto, non si evince con pienezza l’icastro della doppia voce (se non nella parte finale). Scelta personale, ma in qualche modo dettata anche dalla preoccupazione di non riuscire a rendere graficamente il testo (cosa che poi sono riuscita a risolvere e che mi ha consentito, prima della pubblicazione, di aggiungere nella parte finale un passaggio a due voci).
@Ale, abbiamo postato contemporaneamente e non ho fatto in tempo a ringraziarti. L’eleganza che cogli in questi versi è davvero “vera” e “rara”. Sei sempre una lettrice paziente e acutissima tu
Ho conosciuto Gabriella un po’ di anni fa a Roma ed ho letto i suoi libri precedenti ma non questo. All’epoca, perlomeno nei testi precedenti, mi colpì l’impegno civile e l’ incessante dialogo poetico con la natura vissuta e raccontata in una forma quasi di monologo interiore mistico in cui le parole, il corpo, la natura, il vissuto, diventano tuttt’uno.
Buona serata
Bianca
Il linguaggio di Gabriella Gianfelici,unico nel suo genere, scevro d’ogni regola, tocca l’intimo piu’ profondo colpendoti con una sferzata che ti costringe
a meditare. “…….il peso del pensiero amaro …”
Non e’ bellissimo ? Magnifico !!!
per marina che scrive
“è difficile che una scrittura verticale mi piaccia ( diffido, perchè troppo spesso sono mascheramento d’impotenza)”
scusa marina ma cos’è la scrittura verticale? vi è una definizione? è perchè maschererebbe impotenza e non invece piuttosto una manovra speleologica visualmente espressa – bisogna vedere se è scena intenzionale o esigenza di computo di sè)
verticale come mettere in colonna? che ha di differenza da quella orizzontale?
o vi è qualche metafora che non colgo? mi interessa davvero, sapere come la vedi. grazie.-
poi. questi versi valgono a riassumere tutti quelli postati (pochini pochini in verità) almeno per me.
” Ricordi
quando la sabbia saliva
gettata dal vento
oltre il muro
e circondava la vita”
un saluto
paola
Questo poemetto è come un faro che indica una strada e da una direzione, stringe la gola ma poi l’accarezza…
Un esempio di come la poesia può essere “vissuta” per portare alla guarigione, per ricomporre pezzi, ritornare integri.
Parole che nascono nell’anima, ma anche nell’oscurità delle viscere, che si fanno strada per affiorare nella piena luce della coscienza.
Ho scoperto una toccante purezza in tutto ciò. Un amore incondizionato per la vita, nonostante tutto.
Gabriella, sei una grande poeta.
e sei urlo e rotoli
Una bisaccia
che pesa
come un pensiero amaro.
Le scelte formali sono spesso ricerca di senso, e la verticalità in questi testi mi sembra riprodurre una parola “spezzata”, un pensare sillabico che dice la fatica di vivere. Come in questa terzina, anch’essa franta. Condivido che si tratti di un’espressione “autentica”, il che di questi tempi non è poco. Un caro saluto a Mapi e all’autrice, Viola
Ringrazio tutte le persone che finora mi hanno letta e mi hanno risposto, veramente di cuore.
“L’angolo della vita” è il libro che più amo, quello a cui ho dedicato anni di pensieri e riflessioni prima di scriverlo. Lucianna e Francesco mi conoscono da tempo, e anche Bianca: a loro va il mio caro saluto perchè spesso le nostre strade si sono incrociate e si incrociano ancora, per amore della parola.
Per Marina, Antonella e Cara polvere: non so cosa sia la scrittura verticale (Borges affermava che la differenza tra poesia e prosa è solo convenzionale e tipografica…) ma so, nel mio personale caso che ho cercato di scrivere al ritmo del mio respiro e dei miei versi, e come giustamente ha fatto notare Lucianna non si tratta di poesie “sciolte” ma di un poemetto a due voci, con stesura tipografica speculare in quanto una scrittura è l’anima e l’altra è il corpo, alla fine finalmente si ritrovano e si fondono. I versi postati da Mapi, a cui va il mio speciale ringraziamento anche per la sentita e indovinata introduzione, non riescono a significare per intero il verso senso di questo mio lavoro.
Ancora un caro grazie a Blumy, e rispondo a Maria Gisella, Joseph, Sabine, Josette, Molesini e Alessandra confermando la mia ricerca dell’essenzialità in scrittura, cercando la parola nuda, “importante” che “colpendoti come una sferzata” (Joseph) raggiunga la sensazione che desidero trasmettere.
Un abbraccio a tutte e tutti, saluti cari Gabriella
Ciao Gabriella non è secondo me “solo convenzionale e tipografica” tu stessa infatti affermi: nel mio personale caso che ho cercato di scrivere al ritmo del mio respiro. un abbraccio e grazie per essere qui con noi. antonella
@Gabriella
non so cosa sia la scrittura verticale (Borges affermava che la differenza tra poesia e prosa è solo convenzionale e tipografica…)
ecco.
appunto.
grazie per la risposta
paola
cara Viola,
il verso: “una bisaccia
che pesa
come un pensiero amaro”: è proprio la bisaccia pesante, fortemente pesante che allunga lo spazio che lega il verso seguente….a volte ho schiacciato o allargato i versi proprio per determinarne di più il significato,
grazie anche a te dell’attenzione, un caro saluto Gabriella
Un pensiero all’angolo della vita.
L’Angolo della Vita è un silenzio che risuona nelle stesse corde di chi, ovunque, sente quell’identico sapore. E risuona, ancora, su quelle stesse corde delle donne che sanno, e forse anche tra chi non sa o non vuole sapere.
I suoi versi sono vivi e toccano l’anima,
le sue parole sfiorano la pelle lasciandoti scossa da brividi,
intensa, passionale, impetuosa, la poesia di Gabriella è un susseguirsi di emozioni profonde.
Emanuela
per Loretta ed Emanuela:
il sottotitolo de “L’angolo della vita” è “essere questo silenzio” perchè dal silenzio le parole si sono intrise di significati e la piena delle emozioni è impetuosamente rotolata solcando strade che non conoscevo.
Grazie per le vostre parole: riuscire a trasmettere brividi e passioni crea una confidenza, l’ascolto vero delle parole. Buona serata Gabriella
il cuore ti accoglie e si stringe….. ti ascolto
elettra
La poesia di Gabriella ha la virtù di arrivare direttamente nel profondo dell’animo, e in questa società dominata dalla superficialità diventa importante, salvifica
Lasciami…
…
un’ aurora dietro le mie
parole nere
…
lasciami
….
camminare e seguire
un lontano sentiero
…
le parole si liberano da sole, possono essere “verticali” od “orizzontali” , sincopate, saltellanti, felici o stanche… esse sono sempre
ricche di anima, ed incontrano altre anime con una ibertà ed efficacia tali che la nostra mente può solo ammirarle, sazia e poi, ancora affamata.
La nostra mente tace
davanti alle parole ed al loro suono,
perchè sa
di non poterle spiegare
né “piegare”
come non si può piegare l’acqua che sgorga
e non si può spiegare l’aria che si respira
ciao, Gabriella, grazie
Gabriella ha mani tenaci e scrive. Quotidiano l’abisso; assordante il silenzio. Ma certe parole corrono aeree tra le cose ricordate.
Maria Paola
“I versi di Gabriella sono un canto sorgivo. Hanno la freschezza dell’acqua che sgorga da una sorgente alpina e grazie a quella limpidezza lasciano intravedere profondità abissali.
Non vi è nulla di costruito, ma tutto è frutto di un’esperienza vissuta con piena coscienza.
Gabriella sa coniugare dentro di sé l’ansia della meraviglia e la scelta della parola per esprimerla.
Nel suo intimo percorso di consapevolezza traccia una strada fatta d’immagini che a tratti illuminano e a tratti sconcertano il lettore, ma sempre lo interrogano.
Il suo poemetto ricorda il misterioso labirinto disegnato sul pavimento della cattedrale di Chartres. La vita, ogni vita, ci dice Gabriella, ha un suo intreccio di mistero e di senso che va dipanato senza perdersi nei vicoli ciechi dell’autocompassione, ma procedendo con coraggio verso una liberazione dai concetti che creano idoli opprimenti, per immergerci nello stupore che è il solo a poter conoscere e penetrare il senso delle cose aldilà dei nostri limiti umani.”
Come sempre le tue parole sono un balsamo per l’anima, riscaldano il cuore e liberano la mente lasciando la scena ai sogni che volteggiano nella fantasia di ogni bimbo che culliamo dentro di noi per poi far uscire fuori per placare l’alta marea del nostro io.
Grazie per la tua poesia.
Un abbraccio forte forte
Serena
Care amiche, non ho mai usato un blog (per mia incapacità, per poco tempo a disposizione, per poca iniziativa in questo senso. E invece, grazie a Mapi, mi sto accorgendo delle suggestioni diverse che arrivano e che mi fanno riflettere. Per Elettra e Stefania: tento di arrivare all’anima e ascolto molto i rumori intorno, i discorsi delle persone, le mie conversazioni.
A Maria Teresa e Maria Paola: le ringrazio perchè hanno raccolto le mie parole che corrono, a volte senza poterle spiegare (perchè non tutto si può spiegare), ma che cercano respiro.
Ma, come ricorda Moussia Fàntoli la poesia apre porte che altrimenti sarebbero chiuse.
E grazie a Serena perchè a sua volta le sue parole sono un balsamo per la mia anima.
Un saluto carissimo a tutte.
Gabriella
I versi di Gabriella la rispecchiano fedelmente.
Come lei sono appassionati, sensibili, profondi
e manifestano l’amore e l’attenzione che, pur nell’intima sofferenza, ha per la vita in ogni suo
aspetto.
Aurora
grazie ad Aurora che ha percorso con me una strada di ricerca letteraria e che è stata attenta ascoltatrice, oltre che preziosa lettrice. Un saluto affettuoso Gabriella
Intorno alla poesia di Gabriella Gianfelici.
Dostoevskij scriveva: “la bellezza salverà il mondo”.
Chi voglia salvarsi intraprendendo il viaggio sempre misterioso, emozionante , ineluttabile, della poesia, può inoltrarsi per i sentieri tracciati da Gabriella Gianfelici.
Muoversi sul viale dei suoi versi è respirare ossigeno puro , che arriva attraverso un linguaggio limpido, nel quale ogni parola è un cuore che batte, ogni pausa tra una parola e l’altra, un respiro.
Il viaggio della conoscenza di sé attraversa l’autrice , fin nelle parti più segrete , più recondite, e ci attraversa, lasciandoci più di una traccia di lei, indizi, memorie, cedimenti, conquiste.
Lo sguardo che racconta è lucido senza mai essere spietato, critico verso sé , generoso, accogliente, verso l’esterno; la parola è asciutta, diritta, trasparente.
Gabriella scrive , “ scrivo per capire..” e allora chi voglia guardare questo punto di vista del mondo, sfogliando le sue pagine, sentirà quanta forza e desiderio di comprendere, quanto coinvolgimento, quanta tensione, in questo tentativo di svelamento della bellezza e della miseria del nostro esistere.
E questo viaggio nei versi di Gabriella, attraversa ogni cosa della terra, il suo universo tutto, dà voce agli alberi , agli uccelli , alla pietra, ad ogni elemento.
Leggete, e ascolterete, l’anima del mondo.
Paola d’Agnese
Cara Paola,
è anche grazie al percorso umano e poetico svolto insieme per moltissimi anni, che ho sviluppato le sensibilità di cui parli nel tuo commento. La poesia è illuminante, le devo molto.
Un caro saluto Gabriella
Gabriella,
ti faccio i complimenti, specie per la chiusa folgorante! Un bacio
silvia tessitore
Ricordi
quando la sabbia saliva
gettata dal vento
oltre il muro
e circondava la vita
che non aveva altre
occasioni
che perdere.
Questa mania di definire quello que nasce e si espande come il profumo dei fiori…Verticale, orizontale, obliqua…Diffcile per me mettere insieme geometria e poesia. Naturale, semplice, invece riconoscere nelle tue parole -dolcemente forti e coerenti, come il medesimo percorso di vita- la carissima amica da tanto tempo e per sempre…Abbraccioni…
cara Silvia, la prospettiva dell’angolo della vita non aveva altre occasione che perdere, quando ho sentito che poteva divenire una prospettiva diversa l’angolazione è stata tutta diversa; grazie Sergio del tuo gradito messaggio: un abbraccio forte anche a te. buona serata Gabriella
Vorrei lasciare qui di seguito una cosa che ho scritto e che Gabriella conosce molto bene sulla capacità di saper raccontare, quella capacità che a mio parere le appartiene proprio perché le sue parole così solitarie, essenziali, scarne sulla pagina che sembra essere troppo grande per esse, ma il loro calore risuona come ali di tempesta, improvvisa e lacerante.
“Quando si racconta una storia, scende sempre la notte. Quante volte, nel tempo, ci siamo raccolti intorno al calore ed alla debole luce di un caminetto ad ascoltare. Una voce, un’altra e un’altra ancora, ci hanno accompagnato nelle lunghe sere invernali, nel freddo delle piccole stanze spoglie, fin sotto le coperte dei nostri letti da bambini, continuando ad accompagnarci poi nei nostri sogni. E le storie si susseguivano, si rincorrevano. E’ così, fin dalla notte dei tempi.
E c’era sempre qualcuno che sapeva narrare meglio degli altri e aveva vari nomi. Uno di essi era la “cantadora”. Cantadora come colei che racconta. Cantadora come colei che incanta.
La cantadora, come colei che aveva il dono delle parole nelle quali era racchiuso il segreto della vita. Colei che poteva raccontare e incantare.
“C’era una volta o c’era e c’è tuttora”. Così era solita dire la cantadora, quando socchiudeva gli occhi e prendeva a dondolarsi con le mani incrociate in grembo, con un sorriso indefinibile sul volto, prima di iniziare la sua storia.
Anche ora sta scendendo la notte e noi siamo qui per proseguire questo cammino, questo raccontare per raccontarsi, raccontare forse per incantare, sulle orme di chi ci ha preceduto. Seguiremo la cantadora e come lei alla fine rimarremo in silenzio, ci alzeremo ancora una volta lisciandoci con mani stanche le lunghe gonne, ci appunteremo i candidi capelli e ci incammineremo verso il mattino.
Questo è ciò che penso e credo di Gabriella. Gabriella è davvero riuscita a divenire ciò che è impossibile dimenticare.
Ciao Cantadora.
Paola.
Impossibile dimenticare, difficile riscrivere.
Il nostro scambio nella scrittura rimarrà saldo e forte negli anni, la nostra scrittura è e deve restare quella delle cantadores,
grazie di cuore
Gabriella