Ci sono strade – non le conosci
nere sul bianco d’inverno
spingono il muso contro l’uscio i cani
volano corvi sugli alberi – il cielo
è molto lontano
sono graffiti di sabbia le piste
dove il sole sfarina il tempo
taglia anima e pelle ai Berberi -
copre i passi dei fuggitivi
entrano in acqua i bambini, nati
dal grande fiume, che tutto accoglie:
cenere e mantra, carne e sospiri
petali e gioia in abiti rosa
qui, coltiviamo piccoli vasi
circondiamo di plastica i visi
vacillanti dei nostri morti
anneghiamo nei suoni il pianto
mentre, in alto, è tagliente l’aria -
e già il freddo spazza le orme
sulle strade di Kiarostami

wow, Marina, mi lasci senza parole ! c’è l’atmosfera dei film di Kiarostami, quelle lande deserte e cupe, ma anche qualcosa in più, di qualche film che tu hai visto e io no. E’ davvero bellissima !
Questo post è tutto luce per me. Adoro il grande Kiarostami, qualche mio vecchio appunto (brevissimo!) su “Roads ” qui
http://fotoscatti.leonardo.it/blog/pellicole/le_strade_di_kiarostami.html
e una bella recensione di un’amica su LucaniArt
http://lucaniartmondo.blogspot.com/2006/12/lo-sguardo-poetico-di-kiarostami-sulla.html
Grazie Marina (è bello scoprire interessi condivisi sulle cose)
Ecco perchè è bello qui.
Per questa possibilità sempre nuova di incontro -lungo le “strade” dell’anima- e di contatto reciproco.
Grazie ancora. Bellissima.
Mapi
ogni due passi si inciampa in un piccolo tesoro qui dentro.
qui, coltiviamo piccoli vasi
circondiamo di plastica i visi
vacillanti dei nostri morti
anneghiamo nei suoni il pianto
mentre, in alto, è tagliente l’aria -
è ingiusto estrapolare qualcosa perché questo testo è veramente bello per intero, ma questi cinque versi mi hanno colpito particolarmente per la loro grazia tragica.
buona giornata
bianca
la strada è la metafora della vita, alla fine della strada i nostri visi saranno circondati di plastica e durante il percorso i musi dei cani e i corvi, e anche il grande fiume che tutti accoglie, la sabbia che segna il tempo e il sole che lo sfarina. il rosa dei fiori di gioia che finisce in cenere, una poesia in bianco e nero e grigio cenere, molto tragica oserei dire. diversa dalle tue. a.
Marina cara, questa poesia è uno splendido omaggio ad un regista che io amo molto. Ne cogli l’essenza intima e la poetica del silenzio in modo davvero notevole. Kiarostami oltre che cineasta illustre è anche un fotografo (e l’immagine che hai scelto è bellissima). Ricordo “Il sapore della ciliegia” e quel viaggio, quelle strade. Percorsi iniziatici. Sono d’accordo con Jean-Luc Nancy che parla del reale stesso che si apre all’immagine.
Un abbraccio
sono ” confusa e felice” per la qualità e l’intensità dei vostri commenti, e vi ringrazio tutte, una per una:
a Blumy, che ha notato l’atmosfera dei miei versi, vorrei dire che non sono stata influenzata coscientemente da altri film, ma da suggestioni varie , visioni, immagini, letture…
a Maria Pina: le strade sono un tema affascinante, senza fine…ho visto , appunto, una mostra fotografica di Kiarostami, ed ho pensato ad altre strade nel mondo, e l’essenzialità di quelle immagini mi ha lavorato dentro, facendomi pensare…
a Bianca: “grazia tragica” è una bellissima definizione:-)
grazie a te, davvero!
Antonella, sento che questa ti è piaciuta più di altre mie, e sono contenta:-) è un apprezzamento che vale, perchè abbiamo due modi di scrivere in genere decisamente diversi
Alessandra, a questo punto ti deluderò, e forse anche le altre: voglio essere sincera, non ho mai visto un film di Kiarostami (ma posso rimediare in futuro), questo mio testo è nato dalla visione di una sua mostra fotografica – che mi ha lasciato il segno, peraltro, quindi credo proprio che , alla prossima occasione, lo vedrò anch eal cinema…
grazie, Alessandra, ciao
marina
Ho immaginato sai Marina che avessi visto la mostra che infatti si titolava Sulle strade di Kiarostami (è stato pubblicato anche un libro se non erro) e per questo bonariamente ti invidio
I film li potrai sempre vedere in seguito ma eventi come quelli sono difficili da poter ammirare. Sei già in sintonia con Kiarostami, la visione sarà un completamento.
Un abbraccio cara
le tue mi piacciono sempre perchè la tua parola è limpida ed equilibrata, dipingi in acquerello o con pastelli, in questa ci trovo delle immagini insolite per te dipinte ad inchiostro di china. ciao a.
Una poesia molto intensa che ci porta verso mondi lontani forse per capire il nostro mondo. Sandra
Kiarostami. Il suo cinema.Un mosaico di pochi pezzi, ma efficaci. La poesia è spesso debitrice di altre muse, ma per una volta si tratta di debiti graditi, che si vorrebbero sempre avere e continuamente assolvere.
Antonio
nemmeno io conoscevo Kiarostami.
Sono andata a cercarmi almeno le foto e poi di nuovo ho letto i tuoi versi.
Hai saputo cogliere l’aspetto più fondo e bello e doloroso della forza che una foto sa trasmettere. Poesia che diventa immagine e che ancora si trasforma allargando a raggiera l’energia delle cose profondamente sentite.
Molto bella.
Grazie a te per avermi regalato l’opportunità di leggere versi colmi di “grazia tragica”. Non capita esattamente tutti i giorni. C’è un equilibrio cristallino tra i vari elementi di questo testo. Il dolore, il racconto del pathos è una delle cose più difficili da maneggiare dal punto di vista letterario. Brava tu, dunque.
Buona giornata.
Ispirata da.
Eppure anche qui alcuni dei tuoi riferimenti consolidati: la suggestione di altre etnie, il rito della morte e l’aria che si tratteggia e danza, scolpita di graffiti, col suono del pianto.
Rr
intensa nella sua “semplicità”(metto le virgolette perché la semplicità non esiste, a meno non sia una conquista e quindi faticata).
Un bell’omaggio -delicato e calzante per quel grande artista che è Kiarostami.
grazie
lucetta
Versi veramente straordinari, Giulia
grazie, Sandra B. : in poche parole,hai centrato il mio intento:-)
le tue parole mi rendono orgogliosa, Iole: è quello che cerco, di rendere significative le mi eimmagini in parole. e poi, detto da te:-)
sei davvero gentile,Antonio, grazie!
anche a Rita (che mi ha inviato un commento “danzante”),
a Lucetta , che ammiro molto e che ha in comune con me questa idea, che il “semplice” in poesia non è mai davvero semplice,
infine a Giulia (che andrò a trovare nel suo blog)
a tutti un grazie di cuore
marina
Che meraviglia!
Non conosco Kiarostami, ma conosco la poesia di Marina, intensa ed evocativa. Le immagini suggerite dalle sue parole sono già un film.
Un bel film.
fai viaggiare senza muovere le dita.
cino