La Fabbrica - Incontro fra Antonella Pizzo e Dario D’Angelo
Settembre 30, 2007 di antonellapizzo
Non si sa per quale strano motivo ieri io e Dario D’Angelo abbiamo pubblicato, nei nostri rispettivi blog (solo testo e letture e scritture), due pezzi che riguardano la fabbrica, non lo sappiamo ma lo stesso vi vogliamo rendere partecipi di questo nostro particolare incontro.
Alle sette in punto la sirena strilla, trilla
il suono sale
sussultano le guance, i cuori in gola, in gioia
le mascelle strette a sanguinare,
si rilasciano, si lasciano le presse
oh dolce amore mio fumo di paglia
cosa ti piglia, ho questa voglia
umida sulla schiena e una poltiglia
di desiderio folle fra le gambe
nella rivoluzione industriale
i bambini vengono
strappati presto
dal seno delle madri
ed i corpetti tirati stacca straccia
cosa sono queste urla, questi pianti
questi discorsi di caramelle al latte
qui si svitano bulloni, si riavvitano le viti
in movimenti senza fine e con impegno
è l’ingegno che l’oro cola
è l’olio che i meccanismi unge e regge
questo tempo battuto, queste ore impilate
questo dire strozzato di capomastro
che soffia con voce di piffero
sulla nuca, sull’orecchio
fatti toccare bella, fatti palpare
alza le gonne accogli il novecento
Antonella Pizzo
***

Qui tutti sono senza volto. E’ un’antica foto d’inizio ‘900, “Officina Fiat a Torino” recita la didascalia, peccato ci siano solo persone, e fanciulli davanti, fantasmi.
La seconda è del ‘17, “Corso Dante: reparto apparecchi elettrici”, son tutte donne, alcune giovanissime, poche guardano verso la macchina… la nostra attenzione, invece, corre tra quelle forme, insegue dettagli: un medaglione sul collo; un sorriso paziente; forse qualcuna di loro è tra quelle che, in una foto del ‘23, eseguono lunghi conti su strane macchine, calcolatrici, diremmo oggi, ma dietro quelle dita scattanti, lì, in fondo, sagome nere, e due cravatte.
Del ‘35, invece, è una foto da soviet -Fiat lingotto, Reparto grandi presse- con il dio dentato in attesa di sacrifici e quel povero emulo dell’eroe staliniano.
“Operai! Uscendo di qui dimenticate quanto avete fatto, visto, e saputo. Chi parla, anche con i propri intimi, tradisce i fratelli che combattono per la Patria!”
All’O.s.r. si lavora di piccone, è il ‘57, se non sapessi che la foto ritrae uno spicchio di fabbrica penserei al carcere, ma l’Officina sussidiaria ricambi rimarrà sempre l’Officina Stella Rossa.
Tra le bandierine c’è la 600, “Torino: family Day”, e bimbi, e signore, e volti sbarbati, il boom è vicino, ma, quasi venti anni dopo, altri ragazzi, in un’altra foto, ben più felici e sinceri: “Torino: figli di operai davanti al Lingotto, 1973″.
L’ultima foto è di Melfi, ed ecco l’uomo scompare.
Le immagini sono presenti su: Liliana Lanzardo (a cura di), Storia fotografica della società italiana: dalla bottega artigiana alla fabbrica, Editori Riuniti.




Il caso Antonella ha voluto che su una lista a me cara ho inserito pochi minuti fa il breve racconto di Dario del 5 luglio , il “lavoro” di Annunziato Allegra…che stride così fortemente con il testo appena “ascoltato” e “guardato” con malinconica commozione.Vi siete incontrati per caso…Sembra che siano state chiuse le porte al 2000, e dire che noi avevamo aperto le gambe al ‘900…
Rimane un gran piacere leggervi e penso alle 10 di una smagliante domenica dell’ultimo giorno di settembre che .
dicono sia tempo di vendemmia, per ora ho raccolto.
Grazie, Doriana
Avvengono strane cose nei blog, anche che si posti tutto di mare e acqua come è avvenuto la settimana scorsa qui, come quando in ufficio capita che un giorno ci si veste tutti dello stesso colore come se prima di uscire di casa ci fossimo chiamate per metterci d’accordo. certi colori, certi argomenti, certi pensieri forse sono nell’aria. buona domenica a te
antonella
ps- naturalmente la voce recitante è penosamente casalinga, ma voi non fateci caso.
mercì antoniette
MI piace pensare che sia polvere, a lungo nascosta sotto i pesanti tappeti televisivi, che lentamente ricomincia a diffondersi nell’aria.
ben riuscito l’incontro, e la polvere prima o poi diventa fertile..una buona domenica, Viola
mi dicono che l’audio è poco comprensibile e impastato, in effetti è così, mi scuso ma non mi va di rifarlo, prendetelo per quello che è, se vi pare. antonella
Bellissimo innesto questi due testi; i miei complimenti per l’affinità e la scelta di un tema che merita attenzione e sensibilità. Bravi entrambi
Alessandra
un delizioso amarcord (anche se noi non c’eravamo) delle fabbriche di tanti anni fa e un felice connubio tra Antonella e Dario.
Vi ringrazio
(con un grazie particolare ad Antonella per l’idea)
ps blumy così ci fai sentire vecchi
Sono riuscita ad aprire il video solo oggi.
Un testo originale, potente e toccante Antonella. Complimenti, bellissimo
Mapi
Ciao dario è stato un piacere
a.
Oh, Mapi grazie!!!
La voce recitante, Antonella, è di una bellezza stupefacente. Ho i brividi.