LE STANZE di Anna Maria Bonfiglio

2007 Settembre 22
by nuska

Chissà chi verrà dopo di me
ad abitare queste stanze,
chi si sveglierà all’occhio dorato
del sole incastonato
fra le foglie del gelsomino
e s’addormenterà con lame
di luna conficcate nel letto.
Qualcuno girerà per la casa,
dirà è bella o è brutta,
ma non udrà le voci
rimaste attaccate sui muri,
non saprà che l’umido alle pareti
è il segno lasciato dal pianto
nei giorni dei tanti abbandoni.
Spazzerà via le inutili orme
di un passaggio qualunque
e scrosterà le ombre
di un tempo che non gli appartiene.
Sarà utile allora
svestirsi per tempo di tutti gli addobbi
e lasciare che l’anima -nuda-
si volga all’Eterno.

(11-7-2006) 

13 Responses leave one →
  1. 2007 Settembre 22
    sandrapalombo permalink

    Tante volte mi sono posta la domanda all’inverso guardando le case : chissà chi ci abitava? E la non risposta conduceva e conduce sempre alla fragilità dell’esistenza e al nostro essere attimi e come scrivi tu ” orme di un passaggio qualunque”. Sandra

  2. 2007 Settembre 22
    draimondi permalink

    Ciao Annamaria! Che piacere ritrovarti dopo tanti anni! :-)
    Molto suggestiva questa poesia che ‘anima’ la casa rendendola viva e palpitante. Anch’io mi chiedo spesso chi abbia vissuto nella mia casa nelle generazioni passate…
    Piaciuta molto quella lunca conficcata nel letto, e l’atmosfera che sapientemente sei riuscita a creare. Un carissimo saluto e ben ritrovata,
    Daniela

  3. 2007 Settembre 22

    è quello che penso anch’io quando la casa che abito resterà vuota. non sentirà che il silenzio, chi l’abiterà dopo di me.
    Versi carichi di malinconia e di religiosa rassegnazione.

  4. 2007 Settembre 22

    versi densi di malinconia e di religiosa rassegnazione.

  5. 2007 Settembre 22
    biancamadeccia permalink

    Osservare, amare, trattenere dentro di se e lasciar andare (la forma d’amore più difficile). Che bei versi. Quel tono solido, quieto e sommesso mentre l’io narrante si aggira nelle stanze e osserva le pareti mi ha incantato. Grazie, questa poesia arriva per me in un giusto momento, proprio in questi giorni mi pongo gli stessi interrogativi guardando le pareti di casa mia… Buon fine settimana.
    Bianca

  6. 2007 Settembre 22

    Bellissima!

  7. 2007 Settembre 22

    “Carezzevoli” ed eterei questi versi.
    Porgono la mano e accompagnano dentro.
    Tra le mura.
    Le orme.
    I passaggi.
    (che sono sempre tanti!)
    Mapi

  8. 2007 Settembre 22

    una tenue malinconia da il “là” a questi versi, che aprono poi prospettive di solitudine, morte, abbandono; eppure, rimane su tutto la luce solare che filtra tra i gelsomini e rende accettabili tutti i passaggi
    marina

  9. 2007 Settembre 22
    anna permalink

    care amiche grazie dell’attenzione. sì, spesso mi chiedo chi vivrà dopo di me nella mia casa che ha conosciuto tutto di me dopo i quasi 40 anni che la vivo e la amo come una presenza amica. ma…panta rei

  10. 2007 Settembre 22
    maria gisella catuogno permalink

    Bellissima: per quell’umanità che s’intride ai muri e sopravvive alla nostra uscita, per quell’occhio del sole e quelle lame di luna; e per quel finale, molto spirituale…
    gisella

  11. 2007 Settembre 22
    antonella permalink

    mi piace la tua poesia pacata il tuo chiederti chi abiterà queste stanze, e si può allargare la domanda in chi verrà dopo di noi. e anche l’ultima strofa, quel invito a volgersi all’eterno giacchè un giorno lasceremo questi luoghi, questi luoghi che abbiamo abitato. un gran ritorno il tuo. bentornata! antonella

  12. 2007 Settembre 22
    alessandrapigliaru permalink

    Sa domo in sardo non è solo la casa ma un luogo dell’anima; quelle stanze di cui parli cara Anna Maria, non verranno più ri-visitate, non più perchè non allo stesso modo. Le mura trasudano interferenze e flebili voci, come gli oggetti abitati dalla fatica del vivere. Allora, cosa accadrà a chi verrà dopo di noi? Difficile dirlo perchè la traiettoria dello sguardo è sempre differentemente affilata. L’anima nuda che si volge all’Eterno è davvero l’essenza. Grazie dunque di cuore per le tue parole :)

  13. 2008 Marzo 27
    fernirosso permalink

    e certamente tu eri la più bella

    avevi il sole che ti apriva ogni mattina e il vento
    il vento ti correva le ossa
    legno per legno pietra per pietra
    tu, quieta e domestica, ti facevi svelta
    svelando i tuoi segreti alla luce.
    Indossavi la seta e la sera
    davanti al fuoco tutte le ombre ti danzavano accanto.
    Tu eri la casa della mia malinconia
    eri il bianco dell’infanzia e dell’attesa
    eri la finestra tutta intera dietro cui sognare
    di partire e restare, lì
    per sempre lì
    fissata al primo passo che ancora risuona
    la soglia,al primo guardarti dritta
    dentro il portone mai chiuso
    il tuo occhio di visioni acceso.

    questa l’ho dedicata alla casa della memoria in cui molti momenti coesistono, da un passato remoto fino ad oggi, ma si estendono fino ai domani che ancora non ho visitato, come stanze, di quell’unica casa.

    Grazie delle tue, memorie abitate, ferni

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