Mare amaro di Fortuna Della Porta


 

A tornare dal vessillo del sole
al rogo della mia anima
nulla è più vaporoso del volo delle rondini
e nulla più grave del mio sangue.
Continuo a vivere a dispetto
del sentirmi tranquillamente meteora
tranquillamente straniera.
La vendemmia esala su pere e noci
il canto di una donna dai morsi autunnali
ai quali nessuna equazione vale più di un’altra.
Ma finché il petto s’apre all’aria
prima che si perda ogni traccia
delle mie orme eroiche
mi atterrò al passo accordato.
Sulle scintille dei meridiani
Getterò le arance rosse dalla mia tenacia
e come il pescatore proseguirò le mie battaglie.
Continuerò a picchiare sulla volta del cielo
fino a scrivere: sono stata qui. Ho respirato.

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18 risposte a Mare amaro di Fortuna Della Porta

  1. cara polvere scrive:

    il sentirsi straniera salendo per ben due volte d- al rogo
    per mano di una costola mal interpretata.
    riempimento volumetrico della presa d’onda d’aria e il suo rinfacciarsi nei nostri capelli più vicino sempre più vicino
    il respiro alto in chiusura aperto in alto ogni giorno di foglia che adottiamo e ci adotta
    ma non tutte le donne hanno una MADRE ma dieci nocche per bussare forte, quelle si.
    m’accordo a questi versi con code di pesce e teste di lisca in coda. un po’ nebulosa massa un po’ apolide di eroismi, io.
    ma m’accodo.
    bei versi, bell’invito e “in-vento” di femmina, qui.
    un saluto
    paola

  2. cara polvere scrive:

    pardon.
    benvenuta.
    p.

  3. “Continuo a vivere a dispetto
    del sentirmi tranquillamente meteora
    tranquillamente straniera.”

    mi sento in concordanza con lo spirito che emana questa poesia; mi piace lo stile, che rispecchia – nel suo andamento calmo ma denso di immagini forti e di paradossi – i concetti e le emozioni che vuoi trasmettere

    marina

  4. antonellapizzo scrive:

    x paola
    e tu quando torni?

  5. violaamarelli scrive:

    testo “eroico”, come eroiche sono molte donne, e… qualche uomo… un piacere (ri)leggerti, Viola

  6. Blumy scrive:

    mi piace dal primo all’ultimo verso, questa poesia di sfida e coraggio in cui nè il fuoco nè il sangue possono impedire di respirare e di vivere e di lasciare questo messaggio di forza scritto sulla volta del cielo perchè tutti possano leggerlo.

  7. Bianca Madeccia scrive:

    Sole, rogo, sangue, scintille, arance, orme eroiche, battaglie, picchiare la volta del cielo. Solo per arrivare a scrivere. Sono stata qui. Ho respirato.

    Versi, come quasi tutta la tua poesia, ricolmi di immagini ricche, forti di energia assertiva e vettoriale, tutta proiettata in avanti.
    Un abbraccio
    Bianca

  8. véronique vergé scrive:

    Ho amato il paesaggio sorgente del cielo, la pittura arancione, il tocco autunnale, il fuoco, il raggio.
    Una poesia cha scivola nel mio cuore, in pomeriggio di autunno inoltrato, dolce, dolce, con l’ultimo raggio nelle rami.

    Baci a tutte le belle donne, baci della Picardia: fa sole oggi!

  9. alivento scrive:

    un canto di resistenza, di tenacia e di forza, una promessa e un vivere a dispetto di ogni ostacolo e tempo a scadere per come lei è viva di fuoco, di arance rosse e frutti di vendemmia.
    singolare dal punto di vista formale quel tranquillamente ripetuto e ravvicinato nel 6° e 7° verso, che tanto assomiglia ad una esortazione ed al contempo comunica una volontà di normalità e prosecuzione

  10. ossodiseppia scrive:

    Della precarietà che, se pur insistentemente incombente, si placa nella fertile esultanza del respiro di vita e scrittura, carica di immagini potenti e suadenti, è una poesia bellissima…
    erminia

  11. è suggestiva. leggendola si ha percezione esatta di colori che sono poi le sensazioni stessa.
    in chiusa poi, ha quella forza, quasi liberativa.
    molto bella. si

  12. maria gisella catuogno scrive:

    è una chiusa che profuma di coraggio. Molto incisivo e originale il lessico
    gisella

  13. margheritagadenz scrive:

    ‘tranquillamente meteora, tranquillamente straniera’, mi piace
    che la connotazione negativa dell’essere meteora e straniera venga smussato da quel tranquillamente che ne leviga le punte angoscianti . è un dire pieno il tuo, un dire forte, di chi non scende a patti con il cielo ma si affaccia come da un suo personalissimo balcone.
    E’ una ‘fortuna’ poterti leggere :)
    margherita

  14. cara polvere scrive:

    fortuna non trova la porta per venire a scambiarci le sedie tra le chiacchere?
    uh.
    p.

  15. lucetta scrive:

    bellissima poesia, Fortuna.
    In particolare il finale.
    attendo rileggerti
    lucetta

  16. lucetta scrive:

    bellissima poesia, Fortuna.
    In particolare il finale.
    attendo rileggerti
    lucetta

  17. Maria Allo scrive:

    Altro è l’altrove

    Non parlarmi
    Di questo viale
    Dove esile brezza
    Non fa che striare
    Un fragile sole
    Non dirmi
    Di un canto
    Che malinconico
    Si espande

    E poi non dirmi
    Che mi copro
    Di silenzio
    E non sciolgo
    Il nodo vigoroso
    Che mi inonda

    Ma dimmi
    La parola
    A braccia spalancate
    La parola che supera
    Ogni altra
    In una lingua nuova
    Che tuoni dentro il tempo

    Liberami un sogno
    Prigioniero
    Perchè altrove
    E’ il canto pieno
    Altrove è l’armonia
    Altro è l’altrove
    Ma il gergo noi
    Non conosciamo…
    M.Allo

  18. fernirosso scrive:

    …Sulle scintille dei meridiani
    Getterò le arance rosse dalla mia tenacia

    Continuerò a picchiare sulla volta del cielo
    fino a scrivere: sono stata qui. Ho respirato.

    Mi domando se serve o se, come dicono dall’altra parte di questa sfera,è meglio non lasciare impronte, perchè il buon viaggiatore lascia il cammino ad ogni altro. Forza e tenacia, quasi testardaggine, anche a costo di bruciare, che in fondo è cosa che avviene ad ogni nostro respiro, ad ogni mutazione di ora in ora del nostro corpo. Grazie Fortuna,ferni

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