C’è chi guarda la Poesia: Wislawa Szymborska
Qualche parola sull’anima
L’anima la si ha ogni tanto,
nessuno la ha di continuo, per sempre.
Giorno dopo giorno,
anno dopo anno,
possono passare senza di lei.
A volte nidifica un po’ piu’ a lungo,
sole in estasi e paura dell’infanzia,
a volte solo nello stupore dell’essere vecchi.
Di rado ci da una mano in occupazioni faticose,
come spostare mobili, portare valige
o percorrere le strade con scarpe strette,
quando si compilano moduli,
si trita la carne,
di regola ha il suo giorno libero.
Su mille nostre conversazioni
partecipa ad una,
ed anche a questo non necessariamente,
poiche’ preferisce il silenzio,
quando il corpo comincia a dolerci e dolerci,
smonta di turno, alla chetichella,
e’ schifettosa,
non le piace vederci nella folla,
il nostro lottare per un vantaggio qualunque
e lo strepito degli affari, la disgusta,
gioia e tristezza
non sono per lei due sentimenti diversi,
e’ presente accanto a noi
solo quando essi sono uniti.,
Possiamo contare su di lei
quando non siamo sicuri di niente
e curiosi di tutto,
tra gli oggetti materiali
le piacciono gli orologi a pendolo
e gli specchi, che lavorano con zelo
anche quando nessuno guarda.
Non dice da dove viene
e quando sparira’ di nuovo,
ma aspetta chiaramente simili domande.
Si direbbe che
cosi’ come lei a noi,
anche noi siamo necessari a lei,
per qualcosa.
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http://viadellebelledonne.wordpress.com/2007/07/06/ce-chi-guarda-la-poesia/ http://viadellebelledonne.wordpress.com/2007/07/18/elegia-del-gene/





Sono felice che tu abbia postato la Szy. , è uno dei poeti viventi che leggo e rileggo, non annoia mai. Ha sempre una chiarezza di dettato, un’ironia sottile di sguardo e di voce che ti lasciano stupiti, un’ottica che scompone e ricompone quadri che davi per scontati. E quel “perl qualcosa” finale riapre, chiudendolo, il gioco. Un saluto, Rita e auguri al progetto tuo e di Galli, Viola
scusa Rita, era saltato il pezzo sul video che mi sembra cogliere molto bene il “componi/scomponi” che avverto nei versi di Szy, non è facile rendere lo sguardo di un poeta, ma mi sembra che vi stiate riuscendo, complimenti, Viola
io non amo la Szymboska ma, stranamente, ci sono alcune poesie, come questa, che mi piacciono molto.
chi la legge, Rita? mi piacerebbe usare you tube, come hai fatto tu una volta. dovrei ricomprare il mic che funziona male; occorre anche una videocamera?
Ciao Viola,
sai, la Szymborska è un autore che ho scoperto di recente. Anche a me piace tanto per gli stessi aspetti che tu metti in evidenza. Per la sua forte carica ironica ambientata nel piccolo delle cose. Per la sua immediatezza, dunque, che è vero non annoia mai e che, anzi, in brani come ad esempio La cipolla spinge ad un ludico che sa farsi tanto esorcizzante da rendere quasi drammatico quell’esistenzialismo cipolloide che lo stesso brano sembra voler denunciare deridendolo.
Potere della parola giocata, certo, ma sopratutto di una visione d’insieme, come ben dici, che compone e scompone e assembla ad un altro lato delle cose: un ars oratoria, mi verrebbe da dire, tesa al ripristino, al ridimensionamento di una tragicità a tutti i costi.
Io almeno così la sento e mi piace moltissimo questa interpretazione che ne dà Lella Augugliaro con la sua voce cristallina e dal taglio ironico, quasi d’impartizione di una verità a più facce tesa a modulare un’anima schifiltosa.
E mi piace il contrasto delle immagini di Francesca Woodman e Adina Spire, a tratti stranianti e dai colori presi da una tavolozza ora freddissima ora calda e tenebrosa, quasi caravaggesca.
Grazie per la tua presenza Viola e per gli auguri.
Rr
@Viola
dicevamo le medesime cose nello stesso momento. Mentre io scrivevo il mio tu scrivevi il tuo. Belle queste concomitanze.
@Blumy, a leggere è Lella Augugliaro.
Per quel che riguarda You tube, una volta realizzato il video lo carichi dopo esserti iscritta. Per i video: sì, occorre una videocamera per girarlo (alcuni però usano anche la camera del telefonino ad esempio). Il metodo che utilizza Andrea è però diverso: lui effettua il montaggio su video già in essere. Una sua caratteristica ricorrente è ad esempio quella di lavorare con il film d’autore di cui puoi trovare traccia nel primo articolo correlato a questo. Per il resto spero Andrea intervenga per rispondere in maniera più precisa alle tua domande.
E siccome mi piace, e mi diverte, questo testo ho deciso di metterlo qui. Come una bella cosa da conservare tra le cose belle:
La cipolla
La cipolla è un’altra cosa.
Interiora non ne ha.
Completamente cipolla
fino alla cipollità.
Cipolluta di fuori,
cipollosa fino al cuore,
potrebbe guardarsi dentro
senza provare timore.
In noi ignoto e selve
di pelle appena coperti,
interni d’inferno,
violenta anatomia,
ma nella cipolla – cipolla,
non visceri ritorti.
Lei più e più volte nuda,
fin nel fondo e così via.
Coerente è la cipolla,
riuscita è la cipolla.
Nell’una ecco sta l’altra,
nella maggiore la minore,
nella seguente la successiva,
cioè la terza e la quarta.
Una centripeta fuga.
Un’eco in coro composta.
La cipolla, d’accordo:
il più bel ventre del mondo.
A propria lode di aureole
da sé si avvolge in tondo.
In noi – grasso, nervi, vene,
muchi e secrezioni.
E a noi resta negata
l’idiozia della perfezione.
Ho letto con vivo piacere, grazie a Rita..gran bella poesia.
Scusate, per scrupolo, ma è:
“sole in estasi—”, verso il fondo,
oppure come parrebbe dai versi seguenti :
“solo in estasi…”
Comunque già colta pienamente, anche se non sempre vibra questa liricità pura nell’undestatement che lei predilige altrove (concordo con Blumy),
essa splende, è grande sempre.
MPia Q.
@MPia, io l’ho trovata in questa traduzione su soli due link. Il dubbio che manifesti è però legittimo. Anche se, forse per vizio o per memoria di forma, anche sole in estasi, ricollegandosi ai versi precedenti :giorno dopo giorno/anno dopo anno [..] potrebbe legittimare quel sole in estasi.
Ci vorrebbe un traduttore però. Mi hai fatto venire un bel dubbio.
Rr
Grazie Rita per quest’altra preziosissima perla… Il testo è bellissimo. L’ho ascoltato e riletto (alla lettura difficilmente rinuncio!) Mapi
Ciao a tutte! Sono da poco tornata dal mare e mi fa molto piacere vedere che in questo mese ci sono state tante cose belle e interessanti. In verità mi sento anche un po’ in colpa per la mia assenza. C’è da dire che erano anni che non facevo una vacanza così lunga e mi sento davvero ritemprata e con tanta voglia di fare e lavorare con voi. Perdonatemi se scrivo cose che non c’entrano con il bel post di Rita (a me la Szymborska piace molto) ma mi tornano indietro le e-mail del gruppo!!! Cosa devo fare? Tra l’altro non ho ancora risolto con l’adsl ma spero, entro la settimana, di poter ripristinare la linea a casa… Un bacio a tutte.
P.S. Rita, presto ti scrivo!
ironia, leggerezza, senso di sorpresa, tutto questo mi attira in questa poesia che si legge di seguito, cercando di penetrare il “dopo” e aspettando che , alla fine, accada la rivelazione (che cos’è l’anima?)…ma la rivelazione è la poesia stessa, l’ambiguità non può che rimanere, fino alla fine e anche dopo, e, come donna, trovo molto accattivante che si possa parlare insieme di anima e di scarpe strette, occupazioni noiose faticose poco “spirituali”, eppure…noi siamo fatti di tutto questo, infatti:
“Si direbbe che
cosi’ come lei a noi,
anche noi siamo necessari a lei,
per qualcosa.”
marina
dimenticavo…affascinanti le immagini, nel loro montaggio, e la recitazione
marina
Rita: non preoccuparti, infatti come nella vera poesia il doppio aleggia..giovandosene.
Certo che funziona anche coi precedenti versi, collegandosi benissimo.
(mi viene a mente che in una mia poesia sempre per l’amivalenza della aprola sole… ( in “dichiarazione di poetica”, da Lettere giovani), scrissi ” … le parole belle /e sole, nuovi moti celesti i morti/sua remora sorellanza etc ”
Dunque va benissimo, anzi meglio, quel sole in estasi.
Grazie!MPia
Ringrazio tutti per i commenti calorosi sul video e Rita per averlo postato. Vi segnalo che esiste anche il video “La cipolla” sempre recitato da Lella Augugliaro.
http://poesia.wikispaces.com/La+cipolla
Come spiega Rita, la maggior parte dei video che produco sono montaggi di video esistenti, a parte qualche eccezione dove alcuni apprendisti registi producono apposta delle sequenze. Non sempre sono film d’autore, spesso uso anche filmati storici o semplicemente sequenze amatoriali a dipendenza del contesto. In sostanza non ho mai preso in mano una telecamera o un telefonino, ma lo hanno fatto gli altri per me. Il mio unico merito è montare sequenze, recitazioni, musiche e rumori. Tutto lì. Ovviamente è un lavoro che richiede precisione, ma essendo io svizzero ce l’ho nel sangue.
Riguardo i recitatori è come per i video. Ogni tanto sono voci famose, ogni tanto c’è chi mi aiuta espressamente per i video, come Rita o Lella… le quali ringrazio di cuore.
Viva la poesia
Andrea
Amo la Szymborska per la sua ironia, mi ci ritrovo molto. complimenti per il video, ho scoperto la videopoesia grazie a voi.
bentornata Lucianna
un caro saluto a tutte.
antonella
molto bella e ben orchestrata, tra ironia e leggerezza, disincanto e malinconia…
però fa anche riflettere, e perfino dubitare di averla, un’anima!
Bel post cara Rita e mi complimento con te e Andrea perchè nella videopoesia trovo davvero un’originalità e una contaminazione che adoro. La Szymborska mi piace molto e trovo che fuor da orpelli e merletti triti e ritriti, lei riesca finalmente e finemente a setacciare impervi arcipelaghi esistenziali con intelligenza e una cura incantevole.
Grazie a te allora e a rileggerti prestissimo cara
In tanti credo abbiamo sperimentato quanto sia rara la pienezza del viveve, la presenza dell’anima al nostro quotidiano. Lucida poesia dell’interrogarsi, nessuna paura d’un tema così grande.
Antonio
P.S. e adesso mi guardo/sento il clip!
Mi piace molto della szymborska l’ironia, l’intelligenza, il dettato chiaro, il procedere dello stesso senza cadute fino alla fine in ogni poesia un corpo limpido trasparente senza esitazioni eppure ricco di rinvii, parallelismi e situazioni.
Ho apprezzato il video e la poesia. Grazie.
L’anima ..quando la percepiamo ci sentiamo vivi, e forse è allora che ci vediamo veramente per come siamo nel profondo.
E considerata in un contesto diverso dalle ‘occupazioni’ di ordinaria amministrazione essa si esprime nella sensibilità, non certo materiale;)
L’anima fa domande, dà risposte, rappresenta il nostro meraviglioso essere.
Ascoltato/visto annusato : il video
Potente mezzo e tutto da esplorare, come già detto ad Anto, prima di questa bella iniziativa..
Io ne feci un’ esperienza con Longo, chi va in youtube mi trova sotto il nome o il titolo: “Movimento dell’immobilità”, ecco il rapporto: pittura-foto-cinema-sonoro e recitazione che si travasano nell’immagine, traducono il testo l’autore in altra lingua, beh chiede uno statao di grazia continuato e cioé molto lavoro d’équipe!
Bravi, molto bravi. MPia Q
@Maria Pina, grazie a te di esserti soffermata.
@ Lucianna, ben tornata.
@Marina, un bel contributo, il tuo. Un apparente vezzoso -in effetti- l’accostamento dell’anima con le scarpe strette (e una spinosissima metafora su cui si potrebbe disquisire per ore) che rimarca -passando per un accessorio così caro alle donne- che nessun giorno libero è concesso. Neppure agli specchi, che lavorano con zelo/anche quando nessuno guarda.
@Mariapia, in effetti l’ambivalenza della parola ’sole’ dà un valore aggiunto fosse anche quello di un interessante confronto.
@Andrea, grazie a te per il tuo intervento e la tua disponibilità. Come vedi molta curiosità anche sugli aspetti tecnici e sul modus operandi di questo progetto. E sì: viva la poesia!
@Antonella, anche tu conquistata dall’ironia. E dalla videopoesia. E’ vero, anche come autore.
@Silva, grazie del tuo intervento. Dubitare di avere un’anima o piuttosto di averla così ingombrante da non riuscire -delle volte- a monitorarne gli imput. Bel dubbio.
(hai un bellissimo nome)
@Alessandra, anch’io conquistata, oltre che dall’ironia e dal disincanto, da quel piglio d’immediatezza e, non meno, da quel mettere a disposizione del lettore la fragilità del dubbio attraverso le diverse sfacettature di cui parlava anche Viola.
La videopoesia e la contaminazione. Affascinante, sì. Affascinanti le varie e possibili opportunità che questo ‘miscelare’ offre. Interessante come uno stesso prodotto -magari già finito- possa condurre a soluzioni altre, non meno finite. In questo senso l’altro aspetto su cui sarebbe interessante soffermarsi è la caratteristica del “prestito” che, a volte, il lavoro assume.
@Antonio, credo che affrontare temi come quello dell’anima imponga sempre un certo timore reverenziale. (E’ perciò che io ne taccio.
) Difficile farlo senza cadere nello scontato (che poi per certi versi lo scontato andrebbe pure rivalutato. Vabbè ma questo è un altro discorso). Qui, è vero, nessuna paura , nessuna soggezione. Così è che l’anima, come rilevava Marina, si trova quasi riposta tra la quotidianità delle cose, fosse anche un pendolo o uno specchio (metafora adagiata sul testo in maniera lieve, senza esuberanza, perciò senza drammatizzazione ). L’anima come una ‘vacanziera’, una villeggiante, un ‘animale’ autonomo e pensante -perciò- scisso dalla buccia. E non necessariamente -cristianamente- accomodante.
@Ali, Grazie a te
@Rina, grazie del tuo intervento. Quando tace l’intorno delle cose di ordinaria amministrazione è spesso il momento di trovare altre cose di ordinaria amministrazione.
Credo che si debba anche a questo aspetto quello che, credo, sia il rovescio della medaglia della depressione: l’iperattività, il troppo-pieno di cui alla risposta a Silva. Ma non è un’affermazione, come pare, è ancora un dubbio, persino banale, a cui non trovo risposta.
@Maria Pia, io il video l’ho visto su oboesommerso qualche tempo fa. Credo sia quello a cui ti riferisci. E ho sentito anche la tua voce, la tua interpretazione.
Sappi che sei stata “nominata” più volte, in questo senso, e sempre in maniera positiva: hai una bellissima voce, un bel timbro caldo. E sì, anche il video: molto apprezzato.
La raffinatezza della poetessa, è anche la sua naturalezza a scrivere versi che sono alla ricerca di nuovi temi, nuovi interessi. Riesce a mettere a fuoco non grandi spazi, ma piccoli gesti, piccoli luoghi, piccole sensazioni.
Inoltre il video mi sembra appropriato e convincente, mi piace quel bianco e nero quasi sempre presente.
Michele
Szymborska è una poetessa moderna che è riuscita a parlare di temi proibiti con sicurezza, limpidezza e semplicità. E questa poesia ne è la prova.
L’accostamento con il video, pregevole, è fulmineo, rapido e coinvolgente e non lascia spazio a momenti di pausa.
@ RITA
L’iperattività può essere motivata da insofferenza, insicurezza, non certo da ‘uno stato di grazia’ dettato da una comunione con la propria anima.
Questo naturalmente lo dico con beneficio di inventario..senza nessuna velleità psicoanalitica
L’ansia spasmodica, come tu accenni, per qualcosa che esuli dall’ordinarietà, sì, credo anch’io possa essere una conseguenza della ricerca di verità, verità che si fa fatica anche solo a individuare, e tanto più a sfiorare.
Peraltro essere attivi, peggio superattivi, non significa avere anima. Per me anima è uno stato di beatitudine interiore che ha una molla inconfondibile, molto diversa dal correre sconsideratamente, ma che porta a vivere su un piano diverso qualsiasi approccio alla vita, sia esso di ordine morale che materiale.
Saluto Rita, ancora.
Sì, eccome se mi ricordo di “oboesommerso”, era una performance di recitazione, “Città marina” sonoro della mia voce recitante e jazz, ispirata e dedicata al crollo delle torri gemelle, a New York, poi c’era parallelo, in replay ( citato da youtube) il video “Movimento dell’immobilità”
Ho un’ottima idea del videopoesia, proprio a seguito di quell’incipit, (1991, poi un secondo nel 2000, che NON compare su youtube), sempre vincitori al Nosside.
Non so quale avessi amato, fra i due .. ma ricordo i vostri commnenti molto appassionati..segnali per me per proseguire..con la voglia anche di mutare di partners in regia..
Già, è da pensarci-
Maria Pia
Saluto e ringrazio Michele e Luisa dei loro interventi scusandomi della mia latitanza che, come avete visto dal vostro Post su liberinversi, è dovuta ad alcuni impegni collaterali.
Se riesco passerò a lasciare le mie impressioni sulla questione “letteratura al femminile” che, ho visto, ha aperto un bel dibattito sul vostro bel blog. Dico -se riesco- perché, oltre al lavoro che mi aspetta, giovedì mattina sono in partenza per Reggio Emilia dove, il 14 Settembre, si terrà la presentazione di Donne- (don) no e (ne)mesi di Enzo Campi.
E saluto di nuovo Rina e Mariapia, ringraziandole per gli ulteriori interventi.
C’è chi Guarda la Poesia continua. Alla prossima.
Grazie di cuore a tutti.
Rr