Nulla di diverso

2007 Agosto 28
by morenafanti

non vorrei esser altro
che ciò che sono:
sciocca goccia di pioggia
nel noioso pomeriggio
d’agosto.
 
Lavare una foglia
dissetare un filo d’erba
spegnere la polvere
nell’aridità del terreno.
 
Luce sull’opaco della tegola,
sorriso sulle labbra
di un bambino,
serenità nel cuore
di chi mi cercava.
 
Un plin nella ciotola del cane
un pof sulla vecchia grondaia
un toc sul vecchio legno
e un paf nella pozza sul prato.
 
Solo questo vorrei essere:
plin pof toc e paf.
Nulla di diverso da ciò che sono.

21 Responses leave one →
  1. 2007 Agosto 28

    nella sua apparente semplicità, questa poesia è bellissima: dei suoni che richiamano alla serenità del quotidiano e quindi alla serenità interiore. Questo vorresti essere, e questo sei, Morena.

  2. 2007 Agosto 28
    violaamarelli permalink

    quella luce sull’opaco della tegola è una bella realtà, Viola

  3. 2007 Agosto 28
    MARKK permalink

    Una semplicità “intensa”, nessuna metrica, solo una goccia che sa-di-essere e che così vuol essere. Non v’e ricerca stilistica che apparirebbe forzata, apprezzabile invece la scelta di un quasi-dialogo fra autore e lettore, fluente come una goccia di coscienza….

    M.

  4. 2007 Agosto 28

    saggia goccia d’acqua che vorrebbe essere solo ciò che è. questa poesia che morena chiama pensiero mi piace così tanto che me la dedico :-) non perchè sono saggia come la goccia ma perchè vorrei esserlo. antonella

  5. 2007 Agosto 28

    E’ zen, non nella forma (lo zen è laconico come l’haiku) ma nello spirito. Age quod agis.

  6. 2007 Agosto 29
    molesini permalink

    plin pof toc plaf!

  7. 2007 Agosto 29

    semplicità che deriva da un lungo pensare e scrivere – secondo me, semplicità punto d’arrivo, forma che aderisce al contenuto , come se non ci fosse stata scelta stilistica…ho usato troppe parole: in sintesi, mi è piaciuta, davvero, perchè è una poesia del sorriso, ma senza retorica:-)
    marina

  8. 2007 Agosto 29
    maria gisella catuogno permalink

    il valore di una goccia di pioggia e la sete che può soddisfare…bella e intensa nella sua linearità
    gisella

  9. 2007 Agosto 29

    Me la caverò con un semplice grazie? Dove semplice è corsivo e grazie è tra virgolette.

    La saggia goccia zen.

  10. 2007 Agosto 29

    Sì, essenziale e se ne scorgono tutti i particolari, come zoom che riveli…

  11. 2007 Agosto 29

    Lo sguardo non ha necessità di grandi numeri, il segno della natura, delle cose, dei nostri gesti possono cibarci senza difficoltà.
    Michele

  12. 2007 Agosto 29
    margheritagadenz permalink

    mi sono fermata su questi versi, direi con gioia, come se si schiudesse una finestra ed io mettessi fuori il naso per la prima volta dopo una notte scura. essere una goccia di pioggia: la cosa più semplice e più difficile nello stesso tempo, è dentro l’infinitamente piccolo che la vita si dischiude, una goccia non è nulla, miliardi di gocce sono tutto: il mare, il cielo, l’uomo.
    ed essere una goccia di pioggia annulla razionalità e pensiero, è puro ’sentimento’, inteso come capacità di sentire ogni minima vibrazione, è diventare ‘docile fibra dell’universo’ come mirabilmente diceva Ungaretti.
    plin plon toc plaf.. è musica, onomatopee che si colorano d’azzurro ( è così che dipingono l’acqua i bambini), e ripenso a Palazzeschi alla sua fontana malata ma quanto più armoniosa è la tua goccia che pulita dall’ironia e dal ‘divertissement’ è pienezza di sé.
    margherita

  13. 2007 Agosto 29

    L’immagine e le parole hanno una universalità senza eguali. Basta soffermarsi per trovare se stessi.

  14. 2007 Agosto 29

    L’immagine e le parole hanno una universalità senza eguali. Basta soffermarsi per trovare se stessi.
    Luisa

  15. 2007 Agosto 30

    Disarmante nella sua semplicità. Ma com’è difficile essere semplici.. proprio per questo sei ancora più brava:)

  16. 2007 Agosto 30

    da soffermarcisi. fa riflettere.
    Mi viene da dire del bastarsi, quello stato di consapevole forma del proprio sé, che ci permette di vivere. BASTARSI! Solo conoscendosi è possibile. Ed è necessario.
    La cosa straordinaria è la semplicità delle parole e l’immediatezza con la quale arriva al lettore. Io per esempio, ne resto disarmata. E’ posia vera, la tua. E non solo qui.

  17. 2007 Agosto 31
    sandrapalombo permalink

    Accettarsi è difficile ed è un traguardo che pochi raggiungono. Sandra

  18. 2007 Settembre 1
    alivento permalink

    molto carina nella sua limpida semplicità
    un unico appunto i suoni onomatopeici lì in penultima strofa mi piacciono molto, però quando sono ripetuti in ultima strofa, forse avrebbero dovuto avere un ordine (musicale) diverso, ma questo è solo questione di (mio) orecchio

  19. 2007 Settembre 2
    alessandrapigliaru permalink

    Cara Morena, ciò che vorresti essere nel rumore lieve e deciso del circostante, mi ha fatto pensare ad un haiku…alla semplice e saggia goccia di cui parli e al modo in cui le cose del mondo trovano un equilibrio apparentemente semplice e colmo di tanta forza ed energia.
    Abbracci :)

  20. 2007 Settembre 25
    donnaemadre permalink

    Deliziosa….

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