Spirito, anima e corpo nel pensiero arabo-musulmano - di Asma Gherib
Agosto 22, 2007 di gherib

Prima di iniziare
L’idea di questo saggio è nata dal dibattito che si è acceso dopo la pubblicazione di Maledetta Materia! sul sito letterario e culturale Via delle belle donne, dove alcuni dei nostri cari lettori e membri del medesimo sito hanno ritenuto che questa poesia tendesse a sminuire il valore della materia e a negare la sua essenza divina, altri invece hanno trovato che Maledetta Materia! è una forte denuncia contro il materialismo legato proprio ai desideri più vili.
Non c’è dubbio che la materia è divina in sé e non si può negare la sua importanza per la vita dell’uomo e dell’intero cosmo, ma questo non toglie che anche lo spirito è altrettanto importante e che non si può parlare dell’una senza l’altro e neanche di anima senza corpo e non si deve mai umiliare il corpo perché è materia o rifugiarsi nella spiritualità per nascondere il proprio fallimento nel condurre e nel vincere le diverse sfide della vita.
La vera sfida che l’uomo deve cercare di vincere è quella di trovare l’equilibrio tra anima e corpo, tra spirito e materia, e quindi trovare quel sottile filo che lega la terra al cielo. Bisogna vivere pienamente la nostra vita come se fosse eterna e pensare alla morte come se dovesse accadere domani. Una via di mezzo tra i due poli è quella che ci serve, senza dimenticare, come disse Omraam Mikhaël Aïvanhov, che “la materia non smette mai di tendere trappole agli esseri umani e ci riesce talmente bene che non solo essi si allontanano da ogni pratica spirituale, ma in più trovano ridicoli coloro che ne sentono il bisogno e cercano perfino di farli passare per anormali. Non volendo rinunciare ad alcuna delle proprie soddisfazioni materiali ed essendo incapaci di percepire tutti i vantaggi di una concezione della vita più disinteressata e più pura, essi si burlano di coloro ai quali quelle soddisfazioni non interessano. Quante volte lo si è visto! Le persone hanno la tendenza a ridicolizzare o a sminuire ciò che non comprendono o ciò che le supera. Si chiudono in un’esistenza ristretta, spenta e povera, perché il mondo della materia, per quanto ricco, è molto limitato, e ancor più limitate sono le nostre capacità di trarne profitto. Coloro che invece si sforzano di vivere la vita dello spirito, scoprono ogni giorno, e sempre più, dei tesori indescrivibili e delle sensazioni straordinarie.”
Spirito, anima e corpo
nel pensiero arabo-musulmano
L’Uomo, per quanto possa fingere di essere disinteressato alla questione delle origini dello spirito e dell’esistenza, non può che ammettere che queste problematiche rimangono lo stesso quelle che impegnano di più e nel profondo segreto l’intelletto dell’Uomo, per cui non smette mai di chiedersi cosa sia realmente l’essere umano, cosa sia lo spirito. E come mai il corpo muore non appena viene abbandonato dall’anima. E cosa sia la morte e se c’è un’altra vita dopo la morte dove l’uomo può essere premiato o castigato. E cosa siano realmente l’inferno e il paradiso. E se sarà il corpo o l’anima ad essere premiato o castigato o tutti i due insieme. Queste sono le domande che ognuno di noi spesso si pone riguardo alla sua creazione e riguardo al motivo della sua presenza su questo pianeta, ma quello che l’Uomo non sa è che egli non è fatto solo di spirito e corpo o di materia e spirito, ma anche di un altro importante elemento: quello dell’anima e questo significa che tra l’anima e lo spirito c’è una grande differenza che andremo a spiegare man mano che svilupperemo il nostro argomento.
Tutte le religioni sono concordi nel credere che l’Uomo sia un grandissimo miracolo divino, infatti Dio non appena finì la creazione del cosmo (universo) creò Adamo; il nostro primo padre. Satana, ossia ash-shayt’ān o Iblīs in lingua araba[1] rendendosi conto della maestosità e della bellezza di Adamo, si avvicinò a lui mentre era ancora un corpo vuoto nel suo intimo e senza vita ed entrò dalla sua bocca per vedere come era fatto e quando uscì da dietro disse : “ Sei sicuramente creato per qualche grande segreto, giuro per Iddio se Dio mi dovesse emarginare per colpa tua o preferire te a me, giuro che Gli disubbidirò e se resterò il Suo preferito ti perseguiterò lo stesso finché non ti vedrò rovinato.”[2]
La creazione dell’Uomo fu eseguita in una sequenza di tappe: la prima è quella della terra (polvere), la seconda è quella dell’argilla rappresa, la terza del fango nero impastato, la quarta della raffinatura e della copertura con uno strato fatto dalla stessa materia delle unghie, infatti quando Dio passò alla tappa della formazione della pelle restò nel nostro corpo una traccia di quello strato cheratinoso sulle nostre dita, l’ultima tappa invece fu quella di soffiare l’anima e poi lo spirito dentro il corpo di Adamo.
Quindi, cos’è l’anima e cos’è lo spirito?
L’anima è quella che lega lo spirito al corpo; essa è una essenza invisibile e trasparente, quando noi dormiamo le nostre anime abbandonano il nostro corpo [3] e vagano per l’universo con una velocità indescrivibile; anche il modo in cui essa torna al corpo, non appena ne avverte il risveglio, è velocissimo.
Le anime sono di tre tipi:
- anima tranquilla e buona è quella che opera il bene per istinto ed è considerata tra le migliori anime e sono poche le persone che portano questo tipo di anima
- anima che non smette di biasimare e criticare ciò che fa l’uomo ed oscilla tra il bene e il male ed è la più diffusa tra gli uomini
- anima ribelle che opera il male e segue i suoi desideri e si fa sedurre da tutti i piaceri che la fanno sentire soddisfatta e riposata; è su questo tipo di anima che la materia legata al materialismo opera i suoi giochi di seduzione, di attrazione e inganno.
Il grande faqīh Muqātel Ibn sulaimān[4] disse che “l’uomo è fatto da spirito e anima, quando egli dorme la sua anima lascia il corpo senza staccarsi completamente da esso e rimane legata come fosse un filo di luce, lo spirito invece rimane dentro il corpo”.
Ibn ‘Abbās [5] invece disse che l’anima è legata al cervello e quindi l’uomo pensa e distingue tra le cose con l’anima, mentre lo spirito è quello che lo tiene in vita, quindi quando l’uomo dorme Dio prende la sua anima ma non il suo spirito; ma quando muore tiene tutti e due, anima e spirito.
L’anima ribelle e appassionata è quella che tende a fare del male e a concentrarsi sui suoi piaceri, costi quel che costi, come narra il Corano nella Sura di Giuseppe il sognatore, versetto 53, quando quest’ultimo veniva sessualmente molestato dalla moglie del suo benefattore Putifarre che dopo aver causato tanta sofferenza a Giuseppe e dopo essere stata la causa del suo imprigionamento cede e confessa di aver sbagliato nei suoi confronti: “Ma non voglio dichiararmi del tutto innocente ché l’anima appassionata spinge al male, a meno che il mio Signore abbia pietà e certo il mio Signore è indulgente e clemente”.
Spesso questo tipo di anima spinge l’uomo a peccare e ad usare tutti i metodi per ingannare la sua ragione per poter infine arrivare alla massima soddisfazione dei piaceri e Satana c’entra poco con questo tipo d’anima perché essa è molto più forte e furba dei sussurri diabolici che possono relativamente influenzare il comportamento dell’uomo.
Questo tipo di anima può raggiungere lo stadio della tranquillità trasformandosi da anima ribelle ad un’altra più quieta e colma di fede e di Amore, ma solo attraverso la grazia divina: “E se il tuo Signore avesse voluto, avrebbero creduto tutti quanti che sono sulla terra. Ma potresti tu costringere gli uomini ad essere credenti a loro dispetto? No, nessun’anima può credere se non col permesso di Dio, ed Egli porrà la sua abominazione su quelli che non comprendono”.[6]
L’anima è la prima responsabile dei sogni che facciamo e che spesso ci sembrano così lunghi ma in realtà durano solo pochissimi secondi; i sogni sono il risultato dei grandi e veloci percorsi che l’anima fa durante la sua assenza dal corpo e che il cervello riceve come un messaggio trasmesso dall’anima come fosse una mano che con un solo clic passa tutto ciò che essa ha vissuto fuori del corpo al grande computer cioè al cervello umano; quindi non appena vengono trasmessi questi dati noi ci svegliamo o spaventati o felici a seconda dei dati che l’anima comunica al nostro cervello.
L’anima è anche responsabile delle malattie che colpiscono la nostra psiche secondo quello che trasmette al nostro inconscio di esperienze negative o tristi.
Questo per quanto riguarda l’anima, lo spirito invece nell’ermeneutica musulmana ha diverse interpretazioni come aveva d’altronde accennato Ibn Qayyem Al-Jawziyyah[7] nel suo libro ar-Rūh’.
Nel Corano infatti la parola spirito, ossia ar-Rūh’ in lingua araba, è citata più di una volta, cosa confermata da queste Sure:
“…Così Noi rivelammo a te del nostro spirito: tu non sapevi cosa fosse Libro, non sapevi cosa fosse Fede, ma noi di questo facemmo una Luce con la quale guidiamo chi Noi vogliamo di fra i servi Nostri; e tu guiderai gli uomini certo a sentiero diritto, il sentiero di Dio, al quale appartiene quel che è nei cieli e quel che è sulla terra. Non è a Dio che ritornano tutte le cose?”[8]
Il termine ar-Rūh’ può anche significare rivelazione come dice Dio in questa Sura:
“Iddio, l’Esaltato nei gradi, il padrone del Trono, Egli lancia lo spirito per divino comando, su chi Egli vuole dei suoi servi, perché ammonisca gli uomini annunciando il dì dell’Incontro »[9]
ar-Rūh’ vuol dire anche tenacia e sostegno dato per grazia da Dio ai suoi servi:
“Nei loro cuori Iddio ha scritto la Fede e li ha confermati con un suo spirito e li farà entrare in Giardini nelle cui ombre scorrono i fiumi e nei quali resteranno in eterno.”[10]
ar-Rūh’ significa anche Gesù (che la pace e il saluto di Dio siano su di lui) e deriva dal termine ar-Rīh’ che significa vento, ed è anche la vita che muove il corpo; è una essenza lucente, leggera, altissima e velocissima e percorre, come disse il grande mistico ash-sheikh al-akbar Ibn ‘Arabī, sei tappe iniziando con quella dell’ essere un nulla[11], seguita dalla tappa in cui diventa appesa e poi soffiata[12], la terza tappa invece è quella dell’essere tolta (la morte), seguita dopo dalla tappa del ritorno ossia della morte, la quinta tappa è quella del ritorno, l’ultima invece è quella della resurrezione.
Resta da dire, ed è di grande importanza, che solo Dio sa l’essenza dei segreti di queste tappe e di come accadono.
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[1] Satana è considerato nella teologia musulmana lo spirito che Dio preferiva per la sua fedeltà e il grande amore che gli riservava. È uno spirito creato dal fuoco come confermano questi versetti coranici tratti dalla Sura del Limbo: “E disse Iddio: “Che cosa t’ha impedito di prostrarti quando Io te l’ho ordinato?” E quegli rispose: “Io sono migliore di lui: me Tu mi creasti di fuoco e lui creasti dal fango!” E rispose Dio: “Via di qui! Non ti è lecito qui fare il superbo! Fuori! Ché tu sei ormai un essere spregevole” Disse: “Lasciami attendere, fino al giorno in cui gli uomini saranno risuscitati”. Rispose il Signore: “Ebbene ti sia concesso d’attendere fino a quel giorno” E disse ancora Iblīs: “Poiché Tu mi hai fatto errare, io mi apposterò sulla tua Via Diritta e apparirò loro davanti e di dietro, e a destra e a sinistra! E non troverai certo molti di loro che ti saranno grati!” E disse Iddio: “Fuori di qui, esci da qui spregiato e rigettato! Di quelli che t’avranno seguito, di voi tutti empirò l’inferno!”.
Iblīs non era un angelo ma uno spirito della specie dei diavoli, talmente pio e talmente puro che Iddio scelse di innalzarlo per vivere accanto agli altri angeli preferiti ed è per questo che molti pensano che egli fosse un angelo ribelle; gli angeli sono creati dalla luce, i ginn o gli spiriti sono creati invece dal fuoco e precisamente da fiamma purissima di fuoco.
Per quanto riguarda invece la ribellione di Iblīs i filosofi musulmani l’hanno analizzata da diversi punti di vista: la storia citata nel Corano su Iblīs apparentemente sembra una semplice storia di uno spirito che si era ribellato a Dio perché non aveva voluto prostrarsi a quella nuova creatura che era Adamo, ma la storia in sé è più complicata di quanto possiamo pensare: Dio ordinò a Satana di prostrarsi ad Adamo (ossia di mostrare rispetto e stima per questa nuova creatura divina), ma volle nello stesso tempo che Satana rifiutasse l’ordine, quindi c’è una differenza abissale tra l’ordine divino e la volontà divina, tra ciò che ci chiede di fare e tra ciò che egli vuole che noi facciamo. L’ordine è per sua natura oggetto di accettazione o di rifiuto, mentre alla volontà di Dio nessuno può opporsi, in fin dei conti perfino Iblīs non è che un essere creato da Dio stesso e non può sfuggire alla sua volontà come d’altronde tutti noi e questo ci spinge a porci una domanda di grande importanza: qual è il nostro vero compito? Quello di obbedire o rifiutare gli ordini di Dio o quello di sottometterci alla sua volontà? Se la risposta a questa domanda fosse facile non ci sarebbero state tragedie e tristezze nella vita degli uomini e Iblīs stesso non si sarebbe trovato in questa sofferenza e amara prova tra l’ordine e la volontà divini.
[2] Le storie dei profeti, pg 26, Dār al-ktub al-‘ilmiyyah, Beirut, Libano.
[3] Questo abbandono dell’anima fuori dal corpo durante il sonno è chiamato la morte minore come è confermato nella sura delle Schiere versetto 42: “Dio chiama a sé le anime al momento della loro morte e anche la anime che non muoiono durante il sonno; e trattiene quella alla quale ha decretato la morte e rinvia le altre fino a un termine fisso. E certo v’han segni in questo per gente che sa meditare.”
[4] E’ di origini persiane, considerato tra i primi ‘ulamā’ at-tafsir ossia l’ermeneutica del Corano, non si sa con esattezza quando è nato ma è morto nel 767.
[5] Ossia ‘Abd Allāh Ibn ‘Abbās, nacque a Banī Hāshem, grande dotto e teologo dell’Islàm, sapeva narrare più di 1660 ah’adīth -il patrimonio di detti, racconti, fatti e comportamenti lasciati dal profeta Maometto (che le preghiere e la pace di Dio siano su di lui) ai musulmani per guidarli nella loro quotidianità, sia spirituale che materiale- morì a at’-t’ā’ef nel 687.
[6] Sura di Giona, versetto 99-100.
[7] Un grande scienziato o ‘ālem, nacque nel 1291 e morì nel 1350, tra i suoi più famosi libri: I lampi mandati e Le provviste del ritorno.
[8] Sura della Consultazione, versetto 52.
[9] Sura del Perdonatore, versetto, 15.
[10] La sura della Disputa, versetto 22.
[11] “E’passato mai sull’Uomo un attimo in cui non fosse cosa menzionata” Sura dell’Uomo, versetto 1.
[12] “E quando l’avrò plasmato ed avrò alitato in lui del Mio spirito, gettatevi prostrati davanti a lui” Sura di S’ād, versetto 722.




Cara Asma, credo che il tuo contributo sia importantissimo. Vorrei ringraziarti per quanto hai scritto e per aver chiarito alcune questioni del pensiero arabo-musulmano. Penso alle convergenze con il pensiero occidentale e soprattutto con la filosofia platonica quando tu parli della tripartizione dell’anima.
Penso anche al versetto della Genesi 2:7 “Dio il Signore formò l’uomo dalla polvere della terra, gli soffiò nelle narici un alito vitale e l’uomo divenne un’anima vivente”. L’anima torna innumerevoli volte nella Bibbia e nella trattatistica filosofica. E’ pur vero che alla base sta l’esigenza profonda, la chiamerei quasi un conato insopprimibile e universale, di ognuno di noi verso la comprensione di noi stessi e del nostro posto nel mondo.
Un caro saluto e a rileggerti presto
Alessandra
Ho letto con molta attenzione e molto abbiamo in comune. Certo ci sono anche aspetti per me inaccettabili. L’anima che esce fuori dal corpo durante il sonno, i sogni che sarebbero esperienze vissute fuori dal corpo ma grazie di cuore per questo saggio, sembrerà strano ma ci sono molte persone, più di quante non si immagini, che non sanno che il Dio dei musulmani è lo stesso Dio dei cristiani, che abbiamo lo stesso progenitore che è Adamo, che siamo tutti figli di Abramo, che le radici sono comuni, che siamo tutti rami dello stesso albero. Intanto devo dire che ammiro molto i musulmani per la forza della loro fede, spesso i cristiani hanno una fede debole, molti si dichiarano cattolici ma non praticanti, vedo invece che i musulmani portano con loro il Corano e quando, tempo fa, trovarono vicino alla ferrovia di casa mia un cadavere in avanzato stato di decomposizione (un poveruomo, morto nel sonno) questo ne aveva nel borsone una copia. Ma qui forse sto andando fuori tema. Quando assistetti alla morte di un uomo ed esalò l’ultimo respiro, quando morì e i suoi polmoni si svuotarono dell’aria che avevano dentro, ebbene, qualcuno disse che quella era l’anima che aveva lasciato il corpo. Gli antichi greci affermavano che il corpo è la tomba dell’anima. Ma forse sono davvero andata fuori tema. Lascio la parola a chi ne sa più di me. un caro saluto antonella
Bisogna vivere pienamente la nostra vita come se fosse eterna
non so, Asma, credo, invece, che si debba pensare - senza che questo diventi un’ossessione - che la nostra vita è una parabola breve e che, proprio per questo, si dovrebbe cercare di viverla nel migliore dei modi possibili. Ma non sta in noi.
Per il resto so che tutte le religioni sono simili (Iblis/Lucifero, Maometto/Gesù per la religione araba) anche se ribadisco, come scrissi nel commento alla tua poesia, che i popoli orientali hanno una spiritualità più profonda degli occidentali e anche più raffinata.
Solo sedendo e riposando l’anima diventa saggia (Samuel Beckett).
Cara Asma, sono stata fuori in questi giorni e non avevo avuto modo di leggere e riflettere sui tuoi versi “Maledetta materia”. Grazie di questo ritorno, che mi consente di fermarmi ulteriormente su un concetto che mi sta molto a cuore da sempre, il sottile equilibrio tra anima e corpo, spirito e materia.
Eppure Asma, com’è difficile il contenimento di “quell’anima
ribelle”… tanto difficile che non bastano tutte le pause, i riposi e le riprese di una vita intera.
Mapi
grazie ad Asma per il suo notevole lavoro; concordo con tutti gli interventi, il rapporto su materia-spirito-anima ha una bibliografia da far tremare i polsi; suggerisco, solo per averlo casualmente letto, un bellissimo libro di Raimon Pannikar (premio Nonino come mestro dei nostri tempi) : “L’esperienza della vita”, Jaca Book 2005, che tratta tra l’altro dell’approccio delle culture orientali e del ruolo della poesia in..materia…!! E, dato che Asma ha citato un famoso mistico ( Ibn ‘Arabī), spudoratamente la pregherei se può, con tutta calma, più in là presentarci Rumi, ai vertici della poesia mistica, visto che l’Unesco gli ha dedicato proprio questo 2007! Un caro saluto a tutte, Viola
Interessantissimo questo articolo.
“L’anima è quella che lega lo spirito al corpo; essa è una essenza invisibile e trasparente, quando noi dormiamo le nostre anime abbandonano il nostro corpo [3] e vagano per l’universo con una velocità indescrivibile; anche il modo in cui essa torna al corpo, non appena ne avverte il risveglio, è velocissimo.”
A proposito, c’è un mio amico che -vive- realmente questa cosa qui. Se la mattina si sveglia stanco dice che è perché di notte è andato a trovare tizio o caio..
Racconta di visite notturne, e di scorribande insieme con altri che quando si incontrano prendono atto ammettendo.
Tutto questo, che detto così, potrebbe far sorridere è un credo, e come tale ha la sua valenza.
Mi piacerebbe, Asma, che tu trattassi a fondo questo punto, certo se ti va..
Un abbraccio
Alessandra :
Grazie a te cara Alessandra per avermi letta. Un abbraccio e a prestissimo.
Antonella:
Cara Antonella, ringrazio questo zelo e energia con i quali leggi tutto quello che scriviamo e pubblichiamo su questo meraviglioso sito. Ebbene sì mia cara, proprio come hai detto, il Dio dei cristiano è lo stesso Dio dei musulmani e di tutto il creato invisibile e visibile e il fatto che sono qui e semino insieme a voi i semi di un dialogo interculturale con la speranza che ci frutti un bel albero i cui foglie saranno di pace, di tolleranza e di comprensione è già un segno di Dio, non trovi? Speriamo solo di essere all’altezza.
Blumy:
Buonasera cara Blumy,
Hai ragione, non si deve solo pensare alla vita come fosse eterna ma si deve pensare anche alla morte come se dovesse accadere domani, sono due cose inseparabili per un uomo che cerca l’equilibrio tra lo spirito e il corpo ossia tra il cielo e la terra: un buon credente che lavora per la famiglia e affronta le sfide quotidiane della vita è molto più vicino a Dio di un credente che passa la sua vita isolato a pregare Dio giorno e notte.
Maria pina:
Hai ragione cara Maria pina: è proprio come hai detto tu: è molto difficile “il contenimento di quell’anima ribelle, tanto difficile che non bastano tutte le pause, i riposi e le riprese di una vita intera.” Grazie per essere stata qui e aver lasciato questo commento profondamente saggio.
Viola:
Grazie Viola per il titolo del libro che leggerò volentieri e presto (inshallah, ossia a Dio piacendo) leggerai Mawlāna Jalāl ed-Dīn ar-Rūmī in lingua italiana.
Rina:
Grazie mia cara Rina, approfondirò con piacere questo punto di vista in un mio prossimo saggio che intitolerò I sogni e l’incontro tra le anime: ti potevo rispondere anche qui in un breve commento ma non riuscirò veramente a dire nulla, non sono argomenti che si possono affrontare in un semplice commento. Un abbraccio e a presto.
Cara Asma noi ce la metteremo tutta. un abbraccio antonella
Ecco, ora mi sovviene, si chiama ‘viaggio astrale’ l’incontro tra le anime, e sinceramente ne sono rimasta affascinata, dopo un iniziale stupore.
Però questo -incontro- non avviene solamente tra anime che abbandonano corpi dormienti, ma può avvenire anche -con- anime che ormai non hanno più corpo fisico. In questo credo profondamente.
Non so se puoi parlare delle due cose, ti leggerò comunque volentierissimo, sono argomenti che mi interessano particolarmente.
Buonanotte :*)
Sono anch’io impressionata da questo compendio di religiosità musulmano-araba.
Noto le numerose analogie con la religione cristiana: innanzitutto vivere oggi come se la morte fosse domani (che richiama il concetto espresso nella parabola cristiana dei servi che devono tenere sempre la lampada accesa), la creazione di Adamo, la figura di Satana che si ribella, l’importanza attribuite all’anima ed allo spirito, l’idea del rispetto del creato fatto di materia come cosa anch’essa divina.
Rimarco tuttavia anche differenze: lo spirito e l’anima, che con sottigliezza sono distinti nel pensiero arabo, in quello cristiano sostanzialmente si sovrappongono. Satana è l’angelo ribelle e tentatore. Non vi sono tanti tipi d’anima ma l’anima di ognuno sottoposta alle tentazioni di Satana, che poi tali tentazioni si risolvano in ciò verso cui spinge l’anima ribelle, mi sembra si possa anche concordare, giacchè non c’è dubbio che le cose cosidette “malvagie” che l’uomo compie, le compie pensando principalmente alla soddisfazione dei propri desideri, bisogni e passioni, anche quando queste azioni facciano ad altri del male.
La lettura della poesia maledetta materia! si accende di nuovi significati ma non sottrae quello di considerare la materia come potenziale trappola per gli esseri umani e le percezioni dei propri bisogni (quelli sostanzialmente suggeriti dall’anima ribelle) come via per l’allontanamento dai bisogni spirituali.
Nella religione cristiana la tendenza alla mortificazione del corpo ed esaltazione spirituale è del periodo intorno all’anno 1000, successivamente si afferma una concezione opposta, probabilmente per un fatto di contrappasso, per giungere poi con S. Francesco all’idea di esaltazione del creato espressa nel noto Cantico di frate sole.
Tuttavia la mia idea personale non è di disprezzare il corpo in sè e per sè, bensì quella di vedere il corpo e la sua materialità come ostacolo al congiungimento col divino, senza con questo voler minimamente suggerire di privarsene anzitempo, ma considerarlo una spoglia la cui liberazione, il giorno che sarà definito da Dio (anche in ciò c’è analogia con le varie tappe), permetterà il ritorno a Dio.
In conclusione mi unisco al coro dei ringraziamenti per l’arricchimento culturale che asma apporta a questo sito.
Ali nella recita del Credo si professa la “resurrezione della carne” antonella
“un dialogo interculturale con la speranza che ci frutti un bel albero i cui foglie saranno di pace, di tolleranza e di comprensione è già un segno di Dio”
Lo credo anch’io, anche se personalmente mi sento già molto vicina a voi perchè sono siciliana, gli arabi hanno favorito in sicilia la nascita di una ricca cultura, sia nelle scienze che nella letteratura. noi mangiamo il cuscus, la giuggiolena o cubbaita, le impanate d’agnello, le arancine e la cassata che abbiamo imparato a cucinare da voi. molti nomi di città hanno radici arabe Caltanissetta, Caltagirone e c’è ancora molto altro in noi di voi. antonella
grazie Asma, sei gentilissima, mi congratulo per il tuo riconoscimento meritato, ho già una bella raccolta di Mawlāna Jalāl ed-Dīn ar-Rūmī ma mi farà molto piacere “condividerlo” qui con te e le altre belle donne, Viola
Si, anto, la resurrezione della carne, ma la morte del corpo, è innanzitutto un ritorno al creatore per l’anima che non sia in peccato mortale, mortale appunto per l’anima.
La resurrezione della carne in un giorno, un tempo, un luogo che non conosciamo, il giudizio universale cioè in cui saranno giudicati i vivi ed i morti, è una promessa a venire.
Aantonella Pizzo
Cara Asma noi ce la metteremo tutta. un abbraccio antonella
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Che c’è dubbio; con la buona volontà , la saggia pazienza e il sostegno di Dio daremo più senso alla nostra vita.
Rina
Ecco, ora mi sovviene, si chiama ‘viaggio astrale’ l’incontro tra le anime, e sinceramente ne sono rimasta affascinata, dopo un iniziale stupore.
Però questo -incontro- non avviene solamente tra anime che abbandonano corpi dormienti, ma può avvenire anche -con- anime che ormai non hanno più corpo fisico. In questo credo profondamente.
Non so se puoi parlare delle due cose, ti leggerò comunque volentierissimo, sono argomenti che mi interessano particolarmente.
Buonanotte
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Buona sera cara Rina, questo incontro astrale succede anche tra una persona ormai morta e un’altra ancora viva cioè tra due anime; una è ancora prigioniera del suo contenitore “corpo” e l’altra ormai libera. Parlerò (a Dio piacendo) anche di questo.
alivento
Sono anch’io impressionata da questo compendio di religiosità musulmano-araba.
Noto le numerose analogie con la religione cristiana: innanzitutto vivere oggi come se la morte fosse domani (che richiama il concetto espresso nella parabola cristiana dei servi che devono tenere sempre la lampada accesa), la creazione di Adamo, la figura di Satana che si ribella, l’importanza attribuite all’anima ed allo spirito, l’idea del rispetto del creato fatto di materia come cosa anch’essa divina.
Rimarco tuttavia anche differenze: lo spirito e l’anima, che con sottigliezza sono distinti nel pensiero arabo, in quello cristiano sostanzialmente si sovrappongono. Satana è l’angelo ribelle e tentatore. Non vi sono tanti tipi d’anima ma l’anima di ognuno sottoposta alle tentazioni di Satana, che poi tali tentazioni si risolvano in ciò verso cui spinge l’anima ribelle, mi sembra si possa anche concordare, giacché non c’è dubbio che le cose cosiddette “malvagie” che l’uomo compie, le compie pensando principalmente alla soddisfazione dei propri desideri, bisogni e passioni, anche quando queste azioni facciano ad altri del male.
La lettura della poesia maledetta materia! si accende di nuovi significati ma non sottrae quello di considerare la materia come potenziale trappola per gli esseri umani e le percezioni dei propri bisogni (quelli sostanzialmente suggeriti dall’anima ribelle) come via per l’allontanamento dai bisogni spirituali.
Nella religione cristiana la tendenza alla mortificazione del corpo ed esaltazione spirituale è del periodo intorno all’anno 1000, successivamente si afferma una concezione opposta, probabilmente per un fatto di contrappasso, per giungere poi con S. francesco all’idea di esaltazione del creato espressa nel noto cantico di frate sole.
Tuttavia la mia idea personale non è di disprezzare il corpo in sè e per sè, bensì quella di vedere il corpo e la sua materialità come ostacolo al congiungimento col divino, senza con questo voler minimamente suggerire di privarsene anzitempo, ma considerarlo una spoglia la cui liberazione, il giorno che sarà definito da Dio (anche in ciò c’è analogia con le varie tappe), permetterà il ritorno a Dio.
In conclusione mi unisco al coro dei ringraziamenti per l’arricchimento culturale che asma apporta a questo sito.
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Grazie cara alivento per questo profondissimo commento e dato che hai citato il nome di S. Francesco, un santo molto caro al mio cuore ti dedico Frate Sole tradotta da me in ligua araba il 20/03/2006
أنت أيها الإله
الرحيم، الجبار
العلي…
لك الحمد و المجد
لك القداسة و كل البركات.
وكل هذه الصفات
لا تليق إلا بك
أيها العلي
ولا يستحق ذكرك
أحد، إلا من
خلال خلقك
لأجل كل ما خلقت
لك الحمد سيدي
لأجل أختي الشمس
السلطانة
لأجل تجلي نورك
البهي منها
بالنهار
جميلة هي، مشعة
و مضيئة.
تدل عليك
أيها العلي
لأجل أختي الريح
لك الحمد سيدي
لأجل كل جو غائم
وآخر صحو
و لأجل كل جو
تؤازر به
مخلوقاتك
لأجل أخي الماء
لك الحمد سيدي
ضرورة الحياة
بسيط ثمين
ونقي
لأجل أختي النار
لك الحمد سيدي
تضيء الليل
جميلة، نشطة
سميكة و قوية
لأجل أختنا و أمنا الأرض
لك الحمد سيدي
تغذينا و ترعانا
تجود بمختلف
الفواكه و بربيع
مختلف الألوان
لأجل كل من يغفر
بقوة محبتك
لك الحمد سيدي
لأجل كل من يساند
بجد و نشاط
فطوبى للمساندين
في سلام
فأنت من ستتوجهم
يا علي
لأجل أخينا الموت الجسدي
الذي لن ينجو منه أحد
لك الحمد سيدي
و الويل لكل من مات
على الكبائر
وطوبى لكل من
لن تؤلمه الموت
الثانية
فأحْمد إلهي و أشْكُرْه
واخْدمْهُ بفائق التواضع.
antonella
Ali nella recita del Credo si professa la “resurrezione della carne” Antonella
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Si mia cara Antonella, mi viene in mente adesso l’Epistola del ritorno dove Avicenna spiega bene questa problematica della resurrezione, infatti c’è chi pensa che saranno solo le anime a risuscitarsi e c’è che sostiene che saranno tutti i due : i corpi e le anime.
antonella
“un dialogo interculturale con la speranza che ci frutti un bel albero i cui foglie saranno di pace, di tolleranza e di comprensione è già un segno di Dio”
Lo credo anch’io, anche se personalmente mi sento già molto vicina a voi perché sono siciliana, gli arabi hanno favorito in sicilia la nascita di una ricca cultura, sia nelle scienze che nella letteratura. noi mangiamo il cuscus, la giuggiolena o cubbaita, le impanate d’agnello, le arancine e la cassata che abbiamo imparato a cucinare da voi. molti nomi di città hanno radici arabe Caltanissetta, Caltagirone e c’è ancora molto altro in noi di voi. Antonella
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Dio dice in uno dei suoi sacri libri e in questo caso intendo il Corano:
“O uomini, in verità Noi v’abbiamo creato da un maschio e da una femmina e abbiamo fatto di voi popoli vari e tribù a che vi conoscete a vicenda ma il più nobile fra di voi è colui che più rispetta Dio” la sua delle Stanze intime, versetto 13
violaamarelli
grazie Asma, sei gentilissima, mi congratulo per il tuo riconoscimento meritato, ho già una bella raccolta di Mawlāna Jalāl ed-Dīn ar-Rūmī ma mi farà molto piacere “condividerlo” qui con te e le altre belle donne, Viola
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Grazie a te Viola, leggerò con piacere le tue pubblicazioni su Mawlāna Jalāl ed-Dīn ar-Rūmī in attesa che traduco io qualche poesia di questo grande mistico persiano.
alivento
Si, anto, la resurrezione della carne, ma la morte del corpo, è innanzitutto un ritorno al creatore per l’anima che non sia in peccato mortale, mortale appunto per l’anima.
La resurrezione della carne in un giorno, un tempo, un luogo che non conosciamo, il giudizio universale cioè in cui saranno giudicati i vivi ed i morti, è una promessa a venire.
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Credo profondamente in questo cara alimento. Grazie ancora per i tuoi vari e interessanti interventi.
[...] Asma Gherib per ringraziarla di avermi dedicato sul blog “viadellebelledonne, nei commenti a questo post ,la traduzione in arabo del Cantico delle [...]
Carissima Alivento, non bastano le lingue di tutto il mondo e non bastano i tasti di tutte le tastiere per digitarti parole di ringraziamento; non saranno mai sufficienti nei confronti della bellezza di queste meravigliose creazioni che mi hai dedicato!!! Sono molto belle e molto commuoventi. Grazie di cuore Alivento: non avrei mai pensato che un giorno, S. Francesco poteva ricambiarmi una sola e semplice traduzione fatta un anno fa con un altro cantico così bello come il tuo, manifestato in immagini splendentemente realizzate!!! Grazie ancora mia cara. Affettuosamente. Asma Gherib
[...] Ago 29th, 2007 by alivento Dedico le immagini di questo post (l’altra si apre cliccando sull’immagine qui sotto) da me elaborate digitalmente con una tecnica di ritaglio, composizione, ritocco e assemblaggio di altre immagini tratte da internet, ad Asma Gherib per ringraziarla di avermi dedicato sul blog “viadellebelledonne la traduzione in arabo del Cantico delle Creature nei commenti a questo post [...]