“BALKANI” di Marina Raccanelli
BALKANI
Antiche civiltà fra Danubio e Adriatico
Museo nazionale Archeologico di Adria (Parco del Delta del Po)
7 luglio 2007 – 13 gennaio 2008
Ho visto per voi la mostra “Balkani”. Adria è una graziosa città sul Delta del Po; per arrivarci da Venezia – a meno che non si prenda l’automobile, mezzo attualmente non in mio possesso – ci si serve di una linea ferroviaria privata, i cui vagoni risalgono a più di cinquant’anni fa, quando vennero soprannominati dai loro utenti di fascia contadina “la vaca mora”.
Il trenino cigola, arranca lentamente sull’unico binario, procede in mezzo ai campi ed a piccoli paesi; l’unica stazione un po’ più grande risale all’epoca fascista, altre stazioni sono così poco frequentate che la fermata avviene a richiesta.
Adria è una cittadina attiva, con molti negozi, un ricco mercato settimanale; attraversata dal Canal Bianco, sulle cui sponde ci sono ville e palazzi accanto alle costruzioni moderne, vanta il prestigioso Conservatorio di Musica “Antonio Buzzolla” ed un Museo Archelogico recentemente rinnovato, centro di studi rivolti principalmente agli scavi locali e nel vicino sito di Spina, antica città etrusca.
Attualmente, questo museo ospita la mostra “Balkani”.
Tra i molti capolavori d’arte prestati eccezionalmente dal Museo Nazionale di Belgrado, spiccano gli ori e gli argenti relativi ad alcuni corredi principeschi dell’Età del Ferro, rinvenuti in numerose località dell’attuale territorio serbo e confluiti nelle collezioni del Museo di Belgrado in occasioni diverse.
Capolavoro della piccola scultura è la statuetta rappresentante un fabbro al lavoro, mentre martella una barra di metallo all’incudine, ottenuta per fusione, dalle forme straordinariamente moderne, che ricorda in qualche modo le lontane figurazioni della cultura cicladica.
Un po’ dovunque, lungo le valli percorse dai fiumi del territorio centro-Balcanico, sono presenti le cosiddette “tombe principesche”; degne di nota quelle rinvenute a Trebenište e di Novi Pazar, città ai nel sud della Serbia, presso i confini con il Kosovo.
Non è facile conoscere, allo stato attuale degli studi, le popolazioni e le culture cui sono pertinenti queste grandi sepolture: si tratta con ogni probabilità di popoli nomadi
La tomba principesca di Novi Pazar – il termine “tomba” è qui usato per convenienza, poiché all’interno del tumulo non si sono rinvenuti resti umani ( si tratta forse di un nascondiglio temporaneo ) – è stata scoperta accidentalmente, mentre si restauravano le strutture portanti della chiesa di San Pietro, a ca. 2 km di distanza dal centro della città.
Tra i numerosissimi oggetti ritrovati, due eccezionali cinturoni d’oro del tipo Mramorac, oltre a sei pettorali circolari sempre in oro, di oltre 20 cm di diametro ciascuno, e altre grandi placche auree semicircolari sempre lavorate a sbalzo, destinate probabilmente alla decorazione dell’abbigliamento del defunto. Anche centinaia e centinaia di piccole placche decorative di forme diverse – triangoli, rettangoli, svastiche, cerchi, bottoni, ecc.) decoravano con ogni probabilità le suntuose vesti del principe.
Inoltre, in questa tomba sono stai rinvenuti bracciali, straordinari pendenti simili per fattura alle già ricordate cinture, e numerose fibule in argento e oro.
Le prime tombe di Trebenište vennero scoperte occasionalmente da alcuni soldati bulgari nel 1918. Tra i reperti più preziosi figurano quattro maschere funerarie d’oro, uniche in tutta l’area balcanica, di cui due conservate oggi a Belgrado. Una in particolare mi ha impressionato per la sua somiglianza con la cosiddetta maschera di Atreo: dietro le vetrine, una sorprendente, mitica epifania.
L’uso di tali maschere, esempi successivi dal punto di vista cronologico alle celebri maschere micenee, oggi ad Atene, è probabile derivi dagli influssi culturali greci sulla ritualità funeraria propria dei popoli balcanici.
Dopo aver visitato la mostra, ho approfittato per rivedere, rapidamente, il museo archeologico, ed ho osservato come la nuova ristrutturazione abbia messo in evidenza la ricchezza dei corredi funerari recuperati soprattutto a Spina. Porto commerciale, questa antica città ha visto coabitare popolazioni diversissime attraverso i secoli, ed anche contemporaneamente, quasi un moderno modello di società multietnica.
Oltre agli oggetti preziosi, nelle tombe sono stati ritrovati innumerevoli piatti e vasi, adoperati spesso per il banchetto funebre prima di essere sepolti con il morto.
Accanto agli uomini, armi. Accanto alle donne, pettini, specchi e balsamari.
Ma il reperto più spettacolare, è quello di una biga con tre grandi cavalli, le cui ossa sono in stato di perfetta conservazione. A chi appartenevano? Perché sono stati sepolti così? Gli archeologi non hanno trovato una risposta.
Questo viaggio nel tempo e nello spazio mi ha ispirato una composizione in versi:
“Cartolina”
tornerò nel piccolo treno
fra paesi invisibili, orti di pomodori
si alzeranno gli aironi in sospeso
e scorreranno sponde di mais …
dalla mia gabbia del vivere penso
alla stazione grande, agli archi assolati
al bigliettaio in affabulazione
che attende lenti scambi
poi, mi porterà il treno a sentire
l’acqua dentro l’erba, i morti antichi
le spade ripiegate nei riti
mamme coi piatti, anfore, bambini
là, dove cuculi e cicale
si rispondono sotto alberi frementi
e il tempo comprime i cocci
delle genti svanite
dentro una bianca stanza hanno portato
le ossa dei cavalli nella biga
le cinture dei principi, la maschera
d’oro scolpito
accanto alla vecchia Spina
disabitata dai vivi
vedi anche: http://www.poesieinvolo.com/arte_figurativa.htm






Oh, come mi attirano- e mi convincono- i tuoi “riassunti,”recensioni” di mostre, e come sono colpita dalle tue composizioni poetiche nate dalle emozioni sedimentate in te dalle “creazioni” altrui…!
Marina, questo è un altro tuo capolavoro. Prima un viaggio all’interno di antichità, reperti, arte preziosa (l’archeologia mi ha sempre fatto impazzire !) e poi, la tua ciliegina sulla torta, la tua Cartolina.
30 e lode, Marina, bravissima!
Marina archeologa!
Bene! Lo sai che la mattina mi rispecchio ..si far per dire.. in uno specchio ormai matto..piccolissimo, delizioso, non mi vedo, ma è meglio così:). Poi mi pettino con un pettinino d’osso, piccolo, piccolo, che sembra di una barbie ..manca un dentino, ma che fa..lo porto in borsetta ..per un ritocco.
Il risultato te lo puoi immaginare, ma l’emozione forse no.
Completa la mia mise un anello che non tolgo neanche la notte, è bellissimo, di bronzo, con alfa e omega incise ..il mio porta fortuna ..e sfortuna ..(il principio e la fine..)
Un bacio
… bel viaggio Marina, che ciascuno di noi grazie a te può sentire anche un pò suo…
Un bacio Mapi
Molto interessante! E delizioso quel trenino…
La poesia rende bene l’entusiasmo intellettuale ed emotivo dell’esperienza
cari saluti
gisella
Brava Marina nel racconto-resoconto che mi ha fatto essere con te in ciò che hai potuto ammirare. E brava per la poesia che corona perfettamente lo stato d’animo. Belladonna che sei
Ne avevo sentito parlare e la mostra dei nostri dirimpettai deve essere notevole. Devo dire, Marina, che hai una affabulazione innata nel racconto che si lascia attrarre senza impedimenti. Inoltre la tua poesia è lo specchio di quello che in fondo sei. Un caro saluto.
Michele
Il tuo modo di raccontare l’arte, e non è la prima volta, è coinvolgente; mentre leggevo la tua poesia e il tuo viaggio in treno ho avuto la sensazione di esserci.
Luisa
Tutto trasformi in poesia e poi ce ne fai dono. Generosa Marina. Grazie. antonella
in ritardo, non per colpa mia, ti rispondo grazie, antonella:-)
marina
anche a te, Luisa, un grazie di cuore, come a Michele, cui effettivamente consiglio questa mostra, se può andarci:-)
marina
un ringraziamento speciale alla deliziosa Rina archeologa, una vera opera d’arte in persona:-)
marina
a Maria Gisella, Alessandra e Mapi, siete molto gentili, mi dà soddisfazione comunicare le mie emozioni
marina
ma no, Blumy, addirittura 30 e lode! mi accontento di meno, è sempre tanto quando avverto il tuo entusiasmo:-)
marina
Domaccia, dulcis in fundo per me piacere ad una persona dalla cultura “sedimentata” ed approfondita come la tua!
marina
Sono molto carini i tuoi articoli su mostre, luoghi, persone, sono viaggi che ci fanno conoscere realtà purtroppo poco conosciute e che meritano di essere valorizzate.
Sandra
bellissima cronaca poetica svolta con il calmo distacco di chi sa raccontarla rendendo assolutamente partecipe chi la legge ( e la ascolta).
Grazie,Marina
lucetta
grazie a te, Lucetta

ciao, Sandra bella
marina
Grazie e complimenti per il bell’ articolo su Adria, inserirò un link al suo sito nel mio blog.
p.s._per caso in questi giorni ho postato una foto di quel famoso trenino, “la vaca mora” che quì chiamiamo più comunemente “littorina” o “veneta”
cercando informazioni sulla mostra sono arrivata a te. grazie, ho pregustato la mostra che andrò a vedere fra pochi giorni. La cartolina ha completato un piacere.
Ora seguirò i tuoi viaggi….buon viaggio