Madre e Figlio, di Aleksandr Sokurov (1997). Lettura di Alessandra Pigliaru
Madre e figlio vedono gli stessi sogni. Di giorno e di notte si stringono nel dolore dell’attesa. La perdita è lì, nello scrosciare dei rami, nel treno che in lontananza si scorge tra l’erba autunnale. Lui cammina e tiene in braccio la Madre, divenuta piccola e sottile; ogni tanto si ferma e quando la adagia nel ventre di un albero, l’immagine si dilata. L’esistenza sembra dipinta di colori fiamminghi; eppure tutto segue il suo ordine, il soggetto anche nel dolore e nella malattia sembra che abbia sempre fatto parte dello scenario onirico di Aleksandr Sokurov.
Dinanzi al corso degli eventi, senza interferenze esterne, lo scacco del linguaggio trova rifugio nell’immagine. Gli splendidi quadri che il film di Sokurov offre alla vista sono quelli di un panteismo sognato e agognato, dove il Dio che abita nel petto agita solo la coscienza nascondendosi nelle trame fitte di un bosco. Il cinema di Sokurov è un luogo profondo dove lo spettatore è traghettato verso i meandri più oscuri dell’intimità. Una madre e un figlio si trovano in un altrove, ai bordi del mondo, e attendono dopo aver visto e udito tutto. L’incubo della malattia riposa nello sguardo del figlio che ogni tanto si volta come a presagire l’evento ineluttabile. Dopo aver interrogato silenziosamente il paesaggio e la natura nella sua crudele ma sublime trasformazione, il figlio fa ritorno a casa. Silenzio, ancora. La cinepresa chiude sulla mano stanca della donna che, ormai senza vita, tiene incastrata tra le dita una farfalla, simbolo di fragilità e bellezza. Al figlio rimane il sogno che si paga sempre col prezzo del mattino.






Questo è uno di quei film che mi attraggono come la luce le falene.
Se non dovessi trovarlo su Sky lo acquisterò.
E’ una storia che mi cattura ogni fibra e che mi ha commosso soltanto a leggere l’ottima recensione.
Confesso la mia ignoranza (sai che confessione!) non conosco il cinema di Sokurov ma mi sembra davvero tutto molto triste, la malattia della madre, il figlio rimasto solo a rivedere ormai da solo il proprio sogno, e il silenzio triste. però mi sembra di sentire quel Dio che abita nel petto e che agita le coscienze come un vento che agita i rami. Antonella
@ BLUMY: Un film che andrebbe visto in una di quelle serate tranquille e silenziose per assaporarne tutta la poesia. Non so davvero se sia possibile rendere in immagini i tumulti dell’animo umano (quelli quasi impercettibili) ma Sokurov ci riesce alla perfezione. Dovresti trovarlo in commercio; io ce l’ho sottotitolato ma va è abbastanza fruibile comunque visto che ci sono battute ogni quarto d’ora e il film dura 68 minuti!
Grazie cara Blumy
@ ANTONELLA: Beh Antonella sei assolta
Decisamente non è uno stile allegro ma trovo che sia una rappresentazione del dolore estremamente poetica e molto veritiera. La fotografia è eccezionale. Quel Dio è un soffio lieve che agita la coscienza e che sa sciogliere il cuore anche dinanzi al dolore.
Grazie
‘fragilità e bellezza’ è la vita di ognuno di noi. Un inno alla vita e alla consapevolezza della sua precarietà questo film, recensito con la delicatezza che merita.
“Madre e figlio vedono gli stessi sogni
La perdita è lì, nello scrosciare dei rami…”
e’ molto bella questa traduzione di immagini in parole
Arrivano con forza,con tutta la forza
del dolore
della malattia
del distacco
e
del silenzio
grazie
Una recensione essenziale, che bene rappresenta quello che ha l’aria di essere un film intimista e di atmosfera, più che di parole.
Questo film quando l’ho visto anni fa, mi colpì per la sua tenerezza e i paesaggi e la dignità dei sentimenti umani. Raramente ho avuto le stesse sensazioni in altri film.
Grazie Alessandra
La tua recensione, Alessandra, è di qualità e devo dire hai scelto un regista (filosofo e storico) che ha avuto la capacità nelle sue opere di trasferire i sentimenti di uomini semplici e uomini eccezionali. A rileggerti
Michele
@ RINA: Mi fa piacere che tu abbia colto la duplicità del film; è anche un inno alla vita, proprio così l’ho sentito anch’io, pulsante e lieve al contempo. Grazie cara Rina
@ MARGHERITA: Grazie a te per aver sottolineato l’incipit che come tutti gli inizi è lo schiudersi di una visione. A presto cara
@ DOMACCIA: Cara Domaccia, l’essenzialità mi piace ed effettivamente la recensione che ho scelto poteva essere molto rischiosa considerato il soggetto. Grazie e a presto ^-^
@ LUISA: Felice che tu l’abbia trovato così raro…. Incantevole e magnetico tutto il cinema di Sokurov. Per certi versi lo preferisco addirittura a Tarkovskij. Grazie cara Luisa e a presto
@ MICHELE: Grazie per le tue parole caro Michele. Trovo estremamente interessante la contaminazione e la possibilità di leggere l’immagine cinematografica attraverso categorie e/o analisi filosofiche. Mi rendo conto di aver osato con Sokurov ma ho voluto provare lo stesso. Insieme alla Muratova credo che sia ancora un intellettuale e un cineasta tutto da scoprire. A presto sicuramente ^-^
Questo film l’ho cercato e visto durante l’inverno scorso in DVD.
Devo dirti Alessandra che era un momento un pò particolare e che non l’ho apprezzato a pieno per questo.
Grazie della bella lettura. Sarà uno stimolo ulteriore per riverlo ancora.
Un abbraccio Mapi
@ MAPI: Cara Mapi, spero tu possa riverderlo magari con serenità e apprezzare quell’aspetto poetico e, perchè no…anche rassicurante che sta al fondo.
Un abbraccio anche a te cara e grazie
Non ho visto questo film, ma dalla descrizioni che ci offri mi pare di vedere la macchina da presa che indugia sui volti, i lineamenti dei corpi che li esalta e li rendi presenti donandoci una fotografia della madre morente e di un figlio che la guarda andarsene impotente col dolore nel cuore.
Marco
Alessandra …! Tu hai il DVD ? l’ho cercato in videoteca, ma certi gioielli è difficilissimo trovarli.
Allora ho chiesto in una libreria in franchising di Cocco e nel computer è stato visualizzato un altro titolo: Padre e figlio. Ho pensato ad un errore. Invece ho letto che Sokurov ha realizzato una trilogia (La madre e il figlio, Padre e figlio e il terzo sarà Fratello e sorella).
Su IBS La madre e il figlio non c’è. Adesso continuo la ricerca, ma ho paura di non trovarlo.
MARCO: Carissimo, grazie per essere passato di qua e per le tue parole. Se ti capiterà, guarda il film e poi dimmi che ne pensi, ne vale la pena. Un abbraccio
BLUMY: Si è vero fa parte di una trilogia; anche Padre e Figlio è bello. Poi c’è la serie di tutte le Elegie che è bellissima. Io ho il dvd di Madre e Figlio e se vuoi te lo faccio avere molto volentieri cara
ci tengo anche io adavere questo film,amo il cinema anche se negli ultimi anni, per questioni di lavoro, ne vedo poco.
fatemi sapere
saluto tutte
@ MARGHERITA: Ti ho scritto una mail
Si, è una bella rencensione, in alcuni punti poetica, come poetico, per quanto triste, è un film di percorso e di dolore, di madre di figlio, d’aver già visto tutto, di tenerezza ed attesa, di morte e fragilità. Tra le mani una farfalla.
ALIVENTO: Grazie per le tue parole cara Ali. Un film di percorso e di dolore, vero. Abbracci
ciao…sono allla disperata ricerca di madre e figlio….vorrei sapere come reperirlo….non esiste in commercio…non credo sia distribuito in italia….mi potresti dare qualche indicazione? grazie sabrina