(for ever) impossibile

2007 Agosto 16
by antonellapizzo

e per le cave e per gli specchi ustori
per miniere troppo coltivate
per sistemare il cranio
e non dimenticare che le note gravano sui sistemi
a mezzogiorno c’era un odore di frittura
che rivoltava l’essenza del mare
gli sfrigolii richiamavano i gatti dei vicini
e il pesce martello bussava e colpiva
aghi e chiodi nei polsi e nelle caviglie
ti sei mangiata la verdura e la foresta
il canestro del pane hai digerito
ora barcolli attorno al tavolo
cerchi lo spigolo giusto
la sagome del malessere
sono disegnate nella corteccia
nella foglia caduta e calpestata
la mappa del tesoro nascosto nelle radici
che nessuno mai troverà perché il segno
è complicato dalla moltiplicazione
dei dolori e dalla sottrazione
di ogni bene possibile
divenuto (for ever)
impossibile

15.8.07

26 Responses leave one →
  1. 2007 Agosto 16

    Un malessere ben descritto, un pessimismo senza speranza..

  2. 2007 Agosto 16

    mi ha parlato mio marito di questa incredibile vicenda divenuta a trent’anni di distanza urgenza chirurgica. ma come si può vivere con una matita in testa passata all’età di quattro anni attarverso il naso. vedi come una poetessa trasforma la realtà in scrittura?
    buona giornata, erminia

  3. 2007 Agosto 16

    Come si può vivere con un chiodo fisso ficcato in testa? :-) un male certo impossibile da sopportare. poi la realtà si trasforma in scrittura e la scrittura a volte si trasforma in realtà. garzie care. buona giornata antonella

  4. 2007 Agosto 16

    no, fammi capire: una matita in testa ??? io mi stavo gustando la poesia, bella dall’inizio alla fine (quanti incantevoli passaggi !)

    gli sfrigolii richiamavano i gatti dei vicini
    e il pesce martello bussava e colpiva
    aghi e chiodi nei polsi e nelle caviglie
    ti sei mangiata la verdura e la foresta
    il canestro del pane hai digerito

    (ma avrei potuto riportarla tutta) e poi leggo di una matita che, inspiegabilmente entrata nella testa (la tua, Antonella 8O ? ecco perchè scrivi tanto ! ) si è poi spostata fino al naso. Ma è tutto vero o è una storia surrealista ?

  5. 2007 Agosto 16

    la poesia ha un crescendo molto coinvolgente:

    “ora barcolli attorno al tavolo
    cerchi lo spigolo giusto
    la sagome del malessere
    sono disegnate nella corteccia
    nella foglia caduta e calpestata
    la mappa del tesoro nascosto nelle radici
    che nessuno mai troverà perché il segno
    è complicato dalla moltiplicazione
    dei dolori e dalla sottrazione
    di ogni bene possibile
    divenuto (for ever)
    impossibile”

    per motivi miei che non mi sento di dire, in questo momento mi sento proprio così
    marina

  6. 2007 Agosto 16

    Blumy in verità la didascalia della foto dice questo:

    Si era presentato in un ospedale di Seul lamentando un forte mal di testa. I medici lo hanno sottoposto ai raggi x ed ecco il risultato: il paziente, come si vede nella foto, aveva un chiodo di 5 centimetri conficcato nel cranio. Ora, grazie a un’operazione chirurgica, il chiodo è stato estratto.

    ma interessante quello che ha raccontato erminia
    :-)

    Marina scusa allora mi pare di capire che attualmente bene non stai :-) mi spiace tanto. antonella

  7. 2007 Agosto 16

    grazie Antonella per le tue parole :-)
    marina

  8. 2007 Agosto 17

    è vero che il caldo mi sta fondendo le antennine, ma di quale foto parli, Anto? Io ho letto la tua poesia e poi i commenti e , evidentemente, non ho riflettuto abbastanza. Il commento di Erminia, per un inspiegabile motivo, mi è sembrato rivolto a te.
    (ahiahiai la depressione africana … :( )

  9. 2007 Agosto 17

    no tu sei a posto, niente depressione africana! la foto della radiografia di teschio con un chiodo infisso l’ho levata perchè più la guardavo e più mi faceva impressione
    :-) a.

  10. 2007 Agosto 17

    la depressione africana intesa come caldo che arriva dall’Africa, non come depressione (africana?) :)

  11. 2007 Agosto 17

    Un ritmo di crescente disagio, di difficoltà nel guardare con occhi disincantati.
    Michele

  12. 2007 Agosto 17
    alessandrapigliaru permalink

    Immagini forti e bellissime. Sembra di vederle ;)
    Ci sono casi simili in diverse parti del mondo. Uno in particolare fu eclatante; mi riferisco a Phineas Gage, che poi diede modo alle neuroscienze di accampare nuove teorie sui rapporti tra mente, cervello e comportamento.

  13. 2007 Agosto 17

    in effetti, ho il file di un jpg scattato da mio marito di una paziente a Oxford in accident and emergency arrivata in ospedale con un coltello a lama larga e lunga piantatole in testa dal coniuge, un coltellaccio da cucina entrato nel teschio, e li rimasto senza scalfire il cervello come la spada nella roccia. non potettero rimuovere il coltello fino a che non fossero fatte le radiografie e tutto il resto per evitare che nel toglierlo avessero causato altri guai. dunque questa tipa è rimasta per le foto del caso in quella certo strana situazione per ore. la paziente il giorno dopo leggeva il giornale come se nulla fosse accaduto. la storia di prima da me riferita invece narrava di una recente radiografia che una donna di è fatta fare soffrendo di uno strano mal di testa, allo sviluppo della quale è risultato che la donna avesse da anni una mattina piantata nel cervello entratale attraverso il naso da bambina. ci vedevo un attinenza con la radiografia del chiodo postata da antonella.

  14. 2007 Agosto 17

    ma i chiodi fissi in testa possono essere anche di tipo metaforico :-) ) possono essere infissi o disegnati nella corteccia. baci antonella

  15. 2007 Agosto 17

    Belle, belle e belle queste percussioni craniche e de l cuore;
    la loro dolenzia riempie di colore la (nostra)vita,
    invece (niente depressione senza alchimia, sì).Brava!

    Maria Pia con baci

  16. 2007 Agosto 17

    Grazie cara. sei troppo buona. Bacioni a te! antonella

  17. 2007 Agosto 17

    volevo dire “matita” –

    di questa poesia, che reputo bellissima oltre che intensissima oltre ogni misura possibile, vorrei dire che c’è una soglia oltre la quale – e chissà quando e come e perchè appare solo il tentativo malriuscito, della riproduzione folle e impossibile di un teatrino dell’assurdo.

    prima di quella soglia, tutto appariva e forse era normale, possibile.

  18. 2007 Agosto 17

    (uffa, antonella, scusa per questo terzo commento: ma perchè quando posto si cancella parte della frase? non so… comunque ci riprovo…)

    di questa poesia, che reputo bellissima oltre che intensissima oltre ogni misura possibile, vorrei dire che c’è una soglia oltre la quale – e chissà quando e come e perchè la si varca individualemente e collettivamente – la vita è, ed appare solo il tentativo malriuscito, della riproduzione folle e impossibile di un teatrino dell’assurdo.

    prima di quella soglia, tutto appariva e forse era normale, possibile.

  19. 2007 Agosto 17

    La poesia appare come un disegno angoscioso, una tela cupa e definitiva…
    Luisa

  20. 2007 Agosto 17

    quando si attraversa quella soglia niente è più come prima, tutto assume un’importanza relativa perchè quello che vorresti è l’impossibile e hai voglia di girare e rigirare, non c’è verso e non c’è soluzione. antonella

  21. 2007 Agosto 17

    esatto: tutto sta a capire quando si varca questa soglia ed averne almeno consapevolezza per non confondere queste due dimensioni ed esserne inghiottiti.

  22. 2007 Agosto 17

    cara erminia non so a quale soglia tu ti riferisca, so che quando si varca quella a cui io mi riferisco di sicuro te ne accorgi :-) grazie cara per l’attenzione. buona notte antonella

  23. 2007 Agosto 18

    io parlo della mia che mi tiene tra la paura e la speranza—-del domani.

  24. 2007 Agosto 21
    lucetta permalink

    leggo solo ora questa poesia, cara Antonella, e apprezzo molto la tua forza realistica e visionaria insieme.
    Non mi chiedo tante spiegazioni di tipo “razionali”, mi piace che il reale sia il punto di partenza per…il suo stravolgimento.Forse è solo nello stravolgimento-un misto di riflessione filosofica e di poesia- che si può trovare quell’indefinito qualcosa che sfugge sempre e continuerà a sfuggire.
    Il chiodo fisso, la scrittura, la penna che scrive come fondamentale “salvezza” per persone come noi.
    (in quanto a me credo di essere nata con una penna al posto del ciucciotto).
    un abbraccio lucetta

  25. 2007 Agosto 21

    Grazie lucetta per il tuo commento, ho scoperto la penna molto molto tempo dopo aver lasciato il ciucciotto, la penna è stato l’appiglio a cui mi sono aggrappata quando stavo precipitando nel pozzo senza fondo, quando io stessa ero diventata precipizio. antonella

  26. 2007 Agosto 21

    23 erminia
    il domani deve essere sempre domani di speranza. a.

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