SDRAIAMI di Berarda Del Vecchio

Sdraiami
“Smettila di parlare, tesoro: sdraiami”
Ecco come è andata. Naturalmente devo passare a prenderlo io, e stavolta pure in taxi (la mia macchina è dal carrozziere). Si fa aspettare sotto casa il solito quarto d’ora. Cleopatra avrà fatto così con Cesare, altrimenti quello non abboccava. Solo che la Cleopatra della situazione dovrei essere io, e invece sto qui come una cogliona ad aspettarlo col taxi in doppia fila, il tassametro che gira allegramente come una slot machine e il tassista che litiga al telefono con una certa Loredana. In sottofondo, oltre alla radio gracchiante del 3570 che vomita corse impossibili a cinque-sette-dodici minuti, la radio degli ultras della Roma, o di non so cosa, con un certo Marione che tutti sembrano considerare un guru, un maestro di vita al pari di sri Ananda Yoghananda.Arriva, finalmente, è ancora bagnato di doccia, e mi fa: “Scusa, non riuscivo a chiudere una telefonata, sono mortificatissimo”. La sua mortificazione sembra impedirgli di ritrovare il giusto linkaggio tra le sinapsi, perché al momento di pagare il taxi la sua mano non sembra proprio farcela a scivolare verso la tasca. Okkeifanientepagoio, neanche fosse la prima volta. Al ristorante, mentre aspettiamo gli antipasti, mi attacca subito la solita tiritera sul fatto che si sente “scisso, incrinato”, che la storia con Alessia, a differenza di quella con una certa Dominique, ha sbriciolato il suo orgoglio, e che vorrebbe consigli da me su come chiudere col suo passato, ritrovare un po’ di fiducia. Lo guardo e finalmente capisco: bello è bello, ma è una assoluta mezzasega. Mi dice quasi in un bisbiglio: “Secondo te come dovrei comportarmi? Cosa dovrei fare?”…«SDRA-IA-MI!»
Berarda Del Vecchio
Sdraiami. Non è l’invocazione disperata di una vecchia zitella in crisi ormonale ma il titolo del nuovo libro di Berarda Del Vecchio (Castelvecchi Editore, pagg.120, euro 10,00). Dopo il successo riportato con “L’adorazione del piede”, la scrittrice, romana, 29 anni, laureata in Lettere, agente di moda, si diverte a provocare, a punzecchiare l’orgoglio e la vanità maschile, a suo parere assopiti o addirittura andati in letargo. Donne alla ricerca del punto G perduto. Davvero gli uomini di oggi non sono all’altezza della situazione? Il macho latino villoso e virile è andato in estinzione. L’uomo col tempo si è rammollito, si imbelletta, si fa il lifting, si stira le rughe, si incipria, si fa la ceretta e si sparge addosso litri di acqua di colonia. E dove lo mettiamo l’afrore di selvaggio? Lo sfrigolio di un corpo in calore? L’autrice gioca con tali paradossi. A una progressiva emancipazione femminile corrisponde una regressione maschile. Il maschio di oggi non sa più corteggiare la donna, non ha un linguaggio proprio, scimmiotta i divi della TV. Troppo edulcorato, troppo portato per le buone maniere. Nostalgia per il camionista coi baffoni e la canottiera sudata, unta d’olio col panino ai funghi morsicato mentre guidava. La Del Vecchio ci propone un’esilarante riflessione sul rapporto uomo-donna. La manualistica erotica fattura in Italia 30 milioni di euro l’anno, pare che il 70% dei fruitori siano donne. Alberto Castelvecchi ha individuato il filone aurifero. I manuali di sesso invadono le librerie, ce n’è per tutti i gusti: sesso estremo, lezioni di preliminari, posizioni da triplo salto mortale; lancio dal lampadario, dal treno in corsa. Il kamasutra è diventato roba per educande. Tutti a voler dare lezioni. L’onorevole Vladimir Luxuria veste i panni dell’insegnante di sesso. In passato, per la verità, ci ha provato pure Giuliano Ferrara, con scarsi risultati. Le bretelle e il pancione prominente non lo rendevano molto credibile. Ci aspettiamo ciurme di signore assatanate, libro della Del Vecchio in mano, all’assalto dei propri partners per rivendicare i diritti perduti. E il maschio siciliano come reagirà alla provocazione? L’uomo erectus per eccellenza, lo strapazzafemmine per antonomasia, discepolo di Ercole Patti e Vitaliano Brancati, capace di ingravidare una donna sul balcone con la sola forza dello sguardo, come reagirà alla provocazione della signora Del Vecchio? Nel dubbio le sconsigliamo di girare in costume per le spiagge siciliane.
Recensione di Salvo Zappulla pubblicata il 12/08 sul quotidiano ‘La Sicilia’
…forse per questo in chiusura l’accenno al maschio siciliano. Rina Accardo





eh no, l’afrore di selvaggio, no
)))))
Carissima Rina, non ho letto il romanzo di Berarda del Vecchio, ma posso dirti che ha radici lucane, che ho trovato i suoi libri in quasi tutte le librerie di Roma, che ospito una sua simpatica intervista su LucaniArt nella sez Sguardi, gentilmente rilasciata da lei al nostro blog letterario.
http://lucaniartarticoli.blogspot.com/
Un bacio Mapi
“..quelli che adoro sono gli uomini che sanno riconoscere quando è il momento di chiederti il numero di telefono senza che tu stia lì a mettere in bella mostra il tuo cellulare, quelli che ti invitano a cena senza la..”
Indubbiamente un libro ironico e divertente, uscito il 3 luglio scorso e già entrato nelle classifiche di vendita, pare, con oltre trentamila copie. Forse perché attuale, mi sembra che più che sfacciataggine ci sia il bisogno della donna di essere corteggiata nonostante tutte le rivoluzioni ..la donna rimane donna in tutte le sue sfumature di femminilità ..e per fortuna
)
Ciao Mapi, grazie, un bacio a te!
Rina, che ne diresti di darmi…il tuo numero di telefono?
S.Z.
ahah.. Ti atteggi a macho, ma allora a qualcosa serve questo libro? Comunque il nr è meglio tu lo chieda all’autrice. Al #2 puoi leggere una sua intervista. Carinamente Mapi ne ha inserito il link.
Io l’ho letto! E posso solo dire che ci è arrivata prima di me! a scrivere il libro intendo… In quanto a quello che dice… è la pura verità…
Ed inoltre: bello, ironico, divertente!
Ora mi posso affidare al detto “mal comune mezzo gaudio”! Già, xkè credevo fosse solo dalle mie parti (AG) il deserto affettivo…
Tristessssaaa….
ciàcciao
il libro mi è piaciuto ed ammetto che voi donne avete ragione a vederci come impacciati insicuri ecc..Comunque colpa è anche vostra o meglio di chi se la tira alla grande.Mi spiego a me personalmente (parlo del nord italia)già il solo fatto di salutare una ragazza 99 su cento si rileva un fatto che con la massima indifferenza NEANCHE viene ricambiato e magari stai solo salutando per un informazione e non certo per broccolare.Questo è uno dei tanti atteggiamenti che porta talvolta l’uomo ad essere così.
Spero di vederne altri di libri scritti così. ossequi
IL libro è molto carino e ironico non annoia.E’ un libro che dovrebbe essere regalato a quegli uomoni che per dirti mi piaci ci mettono tre mesi e alla fine li lasci prima. Lo Sdraiami pensiero è un nuovo modo di corteggiare si sa a noi donne ci pacciono sempre quelli più sfacciati.
Il fatto è che i maschietti non sono in letargo perchè timidi o insicuri (a volte sì, anche) ma perchè la donna è diventata talmente indipendente, sicura di sè, che lasciano fare a “lei”… Io sono sempre stata per l’emancipazione femminile… ma loro, gli uomini, non hanno capito che questo non presupponeva l’involuzione maschile!! E non mi riferisco solo al corteggiamento! Corteggiamento?? Oddio che termine obsoleto che ho utilizzato!!
D
ciauuuz
Oddioooo… Sapete l’ultima cosa che mi son sentita dire?… “Le ventenni hanno la pelle più liscia, sono più aperte di mente e non hanno le paranoie di voi trentenni”… Ora ditemi come si può anche solo sperare di iniziare un dialogo con queste premesse!!
Tristesssssssaaaaaaaa…
Ho letto il libro e, scusate se mi dissocio dal coro di lusinghe e apprezzamenti, ma non vi ho trovato nulla di nuovo ne di speciale: Bernarda che racconta la propria vita sessuale a partire dalla sua adolescenza ai suoi odierni 28 anni, dando voti a destra e a manca a tutti i maschi che ha incontrato e giudicando tutti loro dall’attenzione sessuale che hanno avuto per lei… non lo trovo corretto ne interessante ( tutti hanno avuto le proprie “esperienze” e allora?). In fin dei conti Berarda non ha fatto altro che scrivere il proprio curriculum vitae sessuale: dal festeggiamento delle 100 scopate con uno dei primi ragazzi fino all’attuale svedese, ripercorrendo decine di storie sessualmente vissute. Un lunghissimo curriculum hard al costo di 10 euro. COMPLIMENTI!!!
Scusa ma stai puntualizzando l’ovvio… E’ normale che tutti abbiano avuto le proprie esperienze sessuali… Ma chi ha il coraggio e la capacità di scriverci un libro? E in ogni caso, tu lo chiami hard… ma io l’ho trovato molto ironico e ben scritto…
Tesoro, hard sono gli adolescenti che si fanno i filmini porno nei bagni delle scuole e non il libro di una trentenne che sbatte in faccia a tutti il deserto affettivo che dilaga!!
Vai Berarda continua così! ;o)
credo…si…in poche parole…nn c avete capito un cazzo.Bello,simpatico,divertente….non sn gli aggettivi per questo libro.I soliti commentini fatti per dire,”grazie a dio”,che il libro vi e’ piaciuto….Forse la vedo da un altra prospettiva,forse l eta’…20 anni,ma questo libro e’ veramente il riassunto della vita quotidiana che insegue tutti ma che a solo poche donne rende la sopravvivenza un tunnel buio senza fine.Quindi per tutte le Femmine sciape che hanno scritto un commento,vi conviene stare zitte…riempite solo uno spazio che nn meritate di avere.Oggi sn acida perche mi rendo conto che se la crescita e’ “zero” in italia,le poche che figliano sn “mamme degli imbecilli”. A qst punto posso dire che ho letto il libro in meno d due giorni…mi ha fatto fare delle risate assurde anche se con un velo di amarezza…perche’ da qualche anno mi sn resa conto che trovare uno pseudo “uomo-panda” e’ piu difficile di quanto i credi. e qui un ringraziamento alla mia zia che ogni giorno mi ricorda quanto sposare un uomo che “fa cacare”in tutti gli aspetti,sia una cosa terribile…
….ah dicevo…quel mauro che ha scritto quel commento,che se l avessi trovato su un pezzo d carta l avrei usato in un altra occasione…in mancanza di carta igienica……e’ la prova schiacciante che la paggior parte degli esseri umani dotati di organo riproduttore maschile,e’ sun demente.Arrivederci a tutti….
“Io amo gli uomini. Li amo tutti, indistintamente”. L’ho comperato proprio stamattina perché il pensiero espresso vale già di per sé la spesa. Non mi interesserà affatto cosa racconterà, ma una donna che riesce ad esprimere un sentimento tanto meravigliosamente universale (come dovrebbe essere) ma che nella realtà, è particolare e specifico, merita stima e attenzione.
“Io amo le donne. Le amo tutte, indistintamente!”
Gabriele – Foggia
amo gli uomini? li amo in-distante-mente o in-distinta mente?…tutti? Ho parecchie riserve, anche se, so con esattezza, e mi sta bene,la loro diversità:per questo mi piacciono e mi piacciono i difetti contro cui “scagliare”, come si scaglia una pietra che nei colli è dovunque. La montagna dei desideri si “scaglia”: si sfa e permette il passaggio. Trovo che, però, questo testo, sia in allineamento con molti altri.Non credo serva punzecchiare, servirebbe amare e offrirsi con la propria debolezza, maschi e femmine, uguali sotto la stessa pressa del dis-facimento. Mancano, contrariamente a quanto avveniva in passato, credo ormai lontano (anche se questi, in fondo, nel rovescio di ciò che dicono, propongono lo stesso quadro e la necessità di quella presenza) l’affermazione dell’amore so-m-messo, quello che non è, necessariamente proprio delle madri, o delle sorelle, ma di chi condivide con l’altro l’esistenza, in cui nessuno è primo, o lo è nella misura in cui ogni vita è vissuta in prima persona e sempre per la prima e ultima volta. Il resto sono nascondimenti di questa sempre più pressante richiesta di vicinanza in una ampiezza senza possesso, di nessun tipo di possesso, e di un profondo sentire, fosse anche per un attimo, ma di un eterno che ti frana facendoti nascere, persino nel momento in cui ti senti smarrire.ferni
Il bisogno di amore, Ferni carissima ..ti trovo qui con piacere, di considerazione, di percepire in un altro che tu esisti e sei importante, credo è alla base di ogni più o meno nascosto (o sfacciato) approccio con l’altro, di cui tu hai bisogno senza ombra di dubbio, e che si dica sommessamente o si urli sotto forma di delirio aggressivo, sempre e comunque rivela il legittimo, naturale, accostamento e riscontro che ogni donna desidera.
Un abbraccio a te, Ferni
Rina
il bisogno d’amore, si, non si trova al mercato degli uccelli, né a quello dei fiori, né a quello dei fori o degli umori,né spiattellato dentro un “piatto” da fast food.
Il pezzo che segue provoca? Non mi pare, re-cita la moda in cui le ragazzine di oggi, ma anche le madri e persino le nonne, hanno come copione da recitare in ogni show. Serve?Nutro dei dubbi. In fondo l’ironia abita là dove alberga la disperazione da cui non ci si libera.Un abbraccio, ferni
“Ok, mi dico io, proviamo con la terapia d’urto: “Cosa dovresti fare? Ceniamo in fretta, portami via da qui e, santiddìo, SDRAIAMI! Sdraiami sul cofano della macchina al posteggio sotto casa, sul prato al campetto davanti casa, sdraiami in ascensore, per le scale, in cucina, trascinami per i capelli fino al letto, sbattimi come un Kilim afghano, voltami come una omelette, spianami come una crêpe, intònacami sul muro, ripassami come un esame fuori corso, come un brasato in padella, entrami duro come Cannavaro, vai giù di testa come Zidane, stendimi sul materasso, stendimi come Materazzi, stendimi fuori come i panni, mandami fuori come uno shuttle, fammi tutto quello che non ti ha detto mamma, che non hai mai fatto ad Alessia, a Marina o come cazzosichiama quella anoressica col nasone che non sapeva fare le pompe, e di cui credimi, io per me non avevo nessunissima esigenza di sapere niente, e tantomeno delle pompe. Sdraiami come una sdraio, come un destro in piena faccia, come un’insolazione, come un treno preso in pieno, mettimi sotto come uno zerbino, mettimi sopra come un’amarena sulla panna. Fammi, dimmi, entra, esci, fai lo scherzo del torno subito, del
vengo dopo, del non vengo ma tengo, fai quello che ti passa in quella tua testolona bacata, basta che non mi continui a parlare di te, dell’altra, delle altre, delle tue incrinature, delle tue crepe, del tuo passato, del tuo presente, del tuo futuro, delle tue ragnatele mentali. Fai il camionista napoletano, l’amaro lucano, il pastore abruzzese, il pastore maremmano, il leghista analfabeta, il montanaro alla Gustav Thoeni che non dice mai una parola ma chiava anche le serrature delle porte, fai la minoranza etnica, il centro, la destra, la sinistra, la maggioranza silenziosa. Fai quello che cazzo ti pare, ma sdraiami!”.
Il fatto è che la protagonista del romanzo ha un così forte impulso a farsi sdraiare proprio perché il tizio che si trova davanti non mostra alcuna intenzione di farlo. Se fosse andato lui a prenderla in taxi, aspettando anche i di lei comodi, l’avesse ascoltata invece di parlare, e avesse palesato fin dall’inizio intenti sdraiatori, lei l’avrebbe liquidato dopo 10 minuti.
Una volta, per tanti motivi (compreso il fatto che l’adulterio era reato), era difficile avere rapporti sessuali non mercenari al di fuori del matrimonio. Inoltre le convenzioni imponevano che l’uomo fosse cacciatore, mentre la donna doveva mostrarsi ritrosa.
Perciò l’uomo doveva imparare a corteggiare, a cogliere al volo ogni occasione possibile (davvero ogni lasciata era persa), a provarci sempre e comunque, anche a prescindere dalla reale appetibilità della donna in questione (”basta che respiri”).
Inoltre gli uomini (non tutti gli uomini ahimé), imparavano ad incassare i rifiuti e ad accettare il fatto di non essere così fascinosi come credevano.
Ora invece c’è meno fame nel mondo, gli uomini possono permettersi di guardarsi intorno e di dire “no grazie”, o far finta di non capire, se non hanno appetito o se la pietanza offerta non è di loro gradimento.
Alla fine questi uomini descritti come fragili, effemminati o chissà cos’altro, continuano a farsi ottimamente gli affari loro, solo che hanno cambiato maschera. Se poi trovano anche donne che li stanno ad aspettare in taxi e accettano di fare le amiche confidenti, questi affari se li fanno con più gusto ancora.
Il problema ora è delle donne. Come ho detto prima, gli uomini hanno imparato a sentirsi dire no. Le donne invece non l’hanno ancora imparato. Sembra ancora che ogni donna pensi di avercela solo lei, di essere seducente e irresistibile per il solo fatto di essere femmina.
Così ogni rifiuto, implicito o palese, diventa un atto di lesa maestà o la prova che l’uomo in questione ha qualcosa che non va: è insicuro, una mezza sega, un frocio… si tira fuori tutto il bagaglio di luoghi comuni maschilisti che gli uomini, grazie al femminismo, hanno da tempo buttato a mare.
il libro?
Letto!!!
Semplicemente incantata!!!
Complimenti a berarda!
Certamente meraviglia come un post di parecchio tempo fa riesca ancora a catturare attenzione. I commenti, peraltro che si contraddicono a vicenda.. , lo dimostrano. Ci fanno intendere però anche come ognuno possa e debba avere una sua opinione.
Pertanto ringrazio tutti gli intervenuti, e con un sorriso, perché i contributi sono stati schietti, e di schiettezza c’è bisogno comunque, in ogni frangente, così da permettere all’interlocutore di capire le ‘ragioni’ dell’altro.
Rina A