La mia anima di antonella pizzo
2007 Luglio 30
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questo è il mio primo tentativo di video poesia, è un video breve, sto imparando ora, per questo m’è costata molta fatica
) antonella
costato
non la trovo un semplice tentativo, questa videopoesia, ma un’opera già matura, con un suo linguaggio che fonde le immagini e le parole in modo molto suggestivo…mi piace!
marina
mmm… io invece preferirei leggere la poesia senza contorni che distraggono. Ho faticato a seguire i versi, le parole appaiono e se ne vanno come in uno spot, le immagini quasi si mangiano il testo. Forse la tecnica è da migliorare oppure sono io che cerco sempre un’immersione diretta, intima e non mediata dentro i testi, soprattutto se poetici e meditativi. Per esempio, quando ascolto musica non posso fare altro, né leggere né scrivere né ricamare, non parliamo di cucinare o stirare… ho bisogno che la musica (l’arte in genere) mi riempia totalmente e le lascio libero tutto lo spazio.
è vero, si fatica a leggere il testo. ma, con un’aggiustatina viene fuori qualcosa di incantevole.
(voglio farlo anch’io !!!)
Esperimento riuscito in pieno direi.
Cara Antonella trovo che il tentativo di commistione tra parola e immagine sia esaltante, sempre. Un valore aggiunto senza dubbio. Un abbraccio
bè chiara allora è un problema tuo, le parole appaiono lente e c’è tutto il tempo di leggerle, inoltre è un testo brevissimo, l’ho scelto apposta, non è che non accetto critiche, questo è il primo tentativo ma non mi pare sia questo il problema, tutto sommato mi ritengo soddisfatta del risultato e sono contenta che almeno a marina sia piaciuta. ora scappo che devo imbottigliare
grazie per l’attenzione e per il tempo vostro. buon pranzo antonella
E’ interessantissimo ciò che dice Chiara perché va a rappresentare la necessità di trovare quell’intimità con la lettura del testo poetico in quello che, fino a poco tempo fa, era il suo luogo, per così dire, deputato: la parola scritta letta e filtrata solo ed esclusivamente attraverso la propria percezione, le proprie suggestioni che questa, se riesce ad arrivare, produce.
Eppure esiste una grandissima tradizione di poesia orale, penso alla poesia d’improvvisazione e ai canti di prefica che non necessariamente alloggiavano sulla carta. Quando arrivavano sulla carta ci arrivavano sempre postumi dopo l’autorevolezza dell’apprezzamento che questi riscontravano tra fruitori più o meno dotati di strumenti per giudicare il brano dal punto di vista tecnico, ci arrivavano per unanimità di riscontro. Allora (perché oggi in gran parte questa tradizione si è quasi persa) la poesia ‘detta’ aveva un grandissimo ruolo sociale, una funzione sociale che accompagnava gli eventi più importanti di una comunità.
Oggi la poesia, più volte detta -dichiarata- morta, contaminata dall’oralità, dall’arte figurativa, dal cinema, e così via discorrendo, sta vivendo un periodo molto felice anche grazie alla ri-scoperta (perché non è un’invenzione di questo secolo, si pensi ai surrealisti, ad esempio) della sua potenzialità d’essere tradotta in immagini piuttosto che in suono e musica.
Una multivisione necessaria, a mio avviso, per chi alla poesia chiede anche coinvolgimento visivo, uditivo, una stimolazione a tutta randa insomma. Per i pigri si potrebbe dire o per coloro che amano entrare coi piedi tutti nella ipertestualità (anche questa non certo invenzione di questo secolo) e multimedialità di un testo poetico che spesso, del resto, è già adagiato tra i versi.
In questo senso, e spero di non esagerare, pur affrontando temi non certo sociali si svolge un’azione sociale, intesa come di socializzazione con la poesia che, come premesso, troppo spesso negli ultimi anni è stata data per morta.
Resta inteso che i lettori che, come Chiara, hanno la capacità e la sensibilità o anche solo la necessità di captare attraverso la propria percezione il testo solo scritto, sarebbe auspicabile fossero numerosissimi io, però, ho la sensazione che così non sia ed è anche per questo che apprezzo moltissimo questa nuova (?) potenzialità che la poesia esprime.
C’è davvero tanto da dire su questo argomento. Ad esempio sulla necessità di una lettura asettica o una lettura interpretativa. Oboesommerso ad esempio ha aperto, in questo senso, la possibilità di un confronto costante tra le due correnti di pensiero. Qui vedo che Antonella ha scelto la videoscrittura. Una forma che si pone a metà strada tra il ‘rispetto’ del testo scritto e la possibilità che dal metatesto di questo deriva di dargli forma altra attraverso la suggestione della musica e delle immagini, trovo, ben assemblate rispetto al testo.
A Chiara vorrei peraltro dire che anch’io non riesco a leggere o scrivere se ascolto musica o guardo la TV. E anch’io, come te, se invece mi adopero in faccende manuali (polpette o pennelli, fa lo stesso) mi sparo un bel CD o una bella trasmissione radiofonica. E anch’io, come te, amo, oltre che vedere, ancora moltissimo leggere un libro di poesia nel silenzio delle mie stanze.
Rr
Ho visto che mentre scrivevo si sono succeduti alcuni interventi.
Ad Antonella vorrei dire una cosa: io sono, credo ormai si sappia, un’accanita sostenitrice della videopoesia però posso garantire che il sentire di Chiara è più comune di quanto non sembri. Moltissime persone hanno -davvero- necessità di creare con la poesia una dimensione intima e intro-colloquiale. Anche questo, oltre ad essere molto pertinente, per certi versi (visto che si parla di poesia), è estremamente gratificante per un poeta. Dico, il fatto di sentire che il lettore ha la necessità di creare un rapporto tutto suo col testo. Un rapporto non mediato da interferenze (diciamo) esterne.
Ecco, più che una critica al tuo brano, credo che Chiara si riferisse a questo aspetto.
E scusate se non mi faccio due strisce di fatti miei ma l’argomento mi coinvolge moltissimo perché già affrontato diverse volte in altre sedi.
personalmente, credo che la poesia visiva non sia la stessa cosa della poesia tout court: sono due espressioni diverse e, se la poesia scritta può arricchirsi di sfumature attraverso l’abbinamento con la musica e le immagini, una poesia valida – e qui sono d’accordo con Chiara – non ha bisogno se non dell’intimità della lettura interiore.
Invece, facendo ciò che ha fatto Antonella, qualcuno potrebbe senz’altro barare e stupire con effetti speciali trascurando il testo.
A me pare che , in questo caso, il testo sia valido comunque, però credo che aiuterebbe molto poter avere anche la semplice versione scritta in abbinamento…posso inoltrare questa richiesta ad Antonella e alle altre eventuali autrici ?
propongo anche Antonella per un premio al prossimo festival del “corto” (video, filmati brevi ecc) !
marina
Carissima Antonella, ancora una volta tu mi stupisci:
dici che questo è il tuo primo tentativo di video-poesia,
ebbene penso che sia alquanto riuscito,anche la tua video-poesia
possiede “un certo non so che” …:-)
@Marina, concordo con te su tutta la linea tranne che su questo:
Invece, facendo ciò che ha fatto Antonella, qualcuno potrebbe senz’altro barare e stupire con effetti speciali trascurando il testo.
Una brutta poesia, al di là degli effetti speciali, rimane comunque una brutta poesia. Se ne può apprezzare il contorno, l’effetto -appunto- ma se non c’è un bel testo sotto, se questo non genera già di suo suggestione o non è in grado di smuovere le acque sotto la carta non lo fa nemmeno attraverso quello che qui si rischia di definire ‘artificio’ e che invece dovrebbe essere ‘accompagnamento’ inteso come intreccio multisensoriale.
Poi, questo, è chiaro è riferito a chi è già predisposto ad assimilare una lettura poetica ché chi non lo è non si fa prendere nemmeno dall’artificio, appunto, tuttalpiù dirà che ha visto un bel video, nullaltro.
Cara Antonella,
esperimento riuscito, per me.
Il filmato mi sembra originale e la poesia è sia bella che comprensibile.
Un filone nuovo per la poesia?
Chissà? Sicuramente affascinante per uno come me che non è un grande esperto di informatica.
Un saluto dal rientrante:
Aldo
grazie a tutti per gli interventi, mi collego fra una faccenda domestica e l’altra così come credo si faccia tutte, anch’io penso come marina che la poesia visiva e la poesia come solitamente viene letta siano due espressioni diverse, e ammetto anche che un testo brutto possa essere aiutato da belle immagini in quanto non esiste più il testo o l’immagine ma qualcosa che mette insieme le due cose formandone una terza che si chiama video poesia. un benvenuto e un ringraziamento ad aldo che presto presenteremo in questo blog, a visioni, alla cara domaccia sempre generosa così come marina che mi propone per un premio
)))) allora inserirò il testo sotto, hai visto mai!!! antonella
molto bella, bellissima video-poesia. pura, essenziale, scarnificata, con l’effetto delle parole che precipitano in un vuoto che non è vuoto di memoria, ma semplicemente il vuoto dell’al di là.
Grafica, immagini, montaggio azzeccatissimi.
Secondo me la musica scelta, invece, non rappresenta bene la semplicità visionaria del testo.
Ma brava Antonella, ci dovrai insegnare…
rita, ma quello che tu scrivi nel post 13 non è affatto in contrasto con le mie affermazioni, ho solo fatto l’ipotesi di un cattivo poeta che cerca di migliorare con un bel contorno di musica e immagini, chiaramente dipende dalla sensibilità di chi lo legge scoprirlo…tutto qui:-)
marina
rifacendomi a Silvia Molesini, mi è venuto in mente che forse una musica più adatta (Beethoven è troppo “energico”) poteva essere l’adagio di Albinoni
marina
L’idea mi piace molto, come già sai anto. Ricordo che il primo esperimento in tal senso l’ho visto da giacomo cerrai, lì c’erano le parole scritte, sue foto, la sua voce come lettore, in luogo (o insieme, non ricordo) alla musica.
In ogni caso è una cosa che piacerebbe anche a me comporre. La multimedialità della poesia, la poesia che avvolge e rapisce in un coacervo di sensi: vista, udito, intelletto.
La totale suggestione, un modo per trasmettere comunicare ancora di più, più immediatamente, più profondamente.
Sposalizio ed intreccio artistico su più livelli percettivi.
E’ chiaro però senza nulla togliere al pregio, quando si voglia porre l’accento sull’esaltazione della sola parola, alla meravigliosa semplicità di un nudo testo scritto.
@Marina, cosa vuoi che ti dica: evidentemente son suonata (stonata, rintronata e quantaltro!). E’ possibile, mi succede sempre quando sono in ferie.
Scusami, avevo capito un’altra cosa.
Rr
nel merito della poesia
mi colpisce (e ferisce) quell’a presto (anch’io saluto spesso così ) che mai arrivò
anche qui un tema di attesa che non finisce mai
d’affido d’abbandono che non trova mani a trattenere o raccogliere
un angelo ci vorrebbe, anto, un atto di fede o di speranza; per la tua anima in volo libero, in caduta, non può che pensarsi ad un appiglio trascendente
anche qualche buon amico/a almeno un poco, ogni tanto, può servire
la poesia visuale ha oramai una lunga tradizione e in taluni casi è l’artista “visuale” che l’utilizza nel suo contesto (e penso a Bruce Naumann per esemplificare) tanto da diventare addirittura una attività creativa autonoma. Sperimentare è sempre utile, apre, dischiude, e rivitaliza. Brava Anto, Viola
i vostri commenti sono davvero incoraggianti, e spronano a continuare, vi ringrazio tutte di cuore. riguardo al tema della poesia è quello che è, e non si può cambiare. baci antonella
ali il tema della poesia voglio dire, come cantò il vecchio dorelli: gli amici a questo servono a fare compagnia! la musica mi piace proprio perchè è energica e non la cambierei, cambierei altre cose, il font ad esempio, ma ormai è fatta così, alla prossima! grazie ancora. antonella
Riesco solo ora a trovare il tempo di gustarmi questa ‘prima volta’ di Antonella Pizzo in videopoesia. Mi schiero subito con chi ritiene l’esperimento più che riuscito. Coniugare la poesia con l’immagine e il sonoro è un operazione importante, che può e deve aggiungere valore al testo (che per me rimane sempre poesia, non qualcosa d’altro). E’ un modo nuovo e più ricco di porgerla, analogamente alle letture pubbliche, alle teatralizzazioni, alle poesie-didascalie di immagini pittoriche o fotografice. Brava Antonella
(non aggiungo ‘a presto’ per non far sorridere)
Antonio
qui nel mio eremo montano non sono ancora arrivati i supporti tecnologici che permettono di fruire delle videopoesie. forse alla fine dell’estate, dicono, speriamo bene :
potresti postare la versione scritta, antonella?
margherita
Non trovo affatto difficile leggere immagine accanto a testo, se insieme funzionano..e qui mi piacciono in un fase che non può che sperimentare se stessa, certamente ma lo dici !
(l’inizio e la fine poi, che sono croci, voli e cadute graficamente in analogia, sono come timpani che suonano, io non sento questi salti o il difficile dell’irrisolto, certo non si è obbligati ad usarlo come linguaggio, ma se lo si vuole sì
E sei brva davvero per essere la prima volta, mia cara! ma scherziamo??
Io son qui ad aspettare che rientri ad esempio, il tecnico grafico che mi fece il sitino, perché, come già scrissi ad Antonella, NON so correggere integrare(se non le news) neppure i miei vetustisssimi links, di cui subitissimo, già detto c’è il vs. bel sito ed altri cari, non me ne vergogno ma è così, dipendo…dunque se una donna è autonoma e cerca altre modalità, figurarsi se non la invidio..
cONTINUA, MA QUI C’è GIà UN RSIULTATO, CINETICO E STRANO, FORSE ANCORA DA MATURARE, MA GIA’ TUO, E BELLO.
Un saluto molto caro da Maria Pia
Carissima Maria Pia grazie di cuore per ciò che scrivi, è un mezzo come un altro per potersi esprimere, credo che rifarò l’esperimento. Non preoccuparti per il link, l’importante è che tu sai la via (dellebelledonne)
un caro saluto a te
antonella
Caro Antonio grazie anche a te per la visone, è la prima volta e spero che ce ne sia ancora. grazie grazie “a presto”
)))) ma che arrivi. antonella
La mia anima
precipita
chi la sosterrà?
chi aprirà la mano?
un piccione centrato
in petto pieno
un sasso bianco
piombato
nell’acqua
del grande lago
chi aprirà la mano
per accogliere il sogno greve
per fermare la caduta
il peso gli perforerà i palmi
o lascerà l’intreccio
di volti e di discorsi
conclusi con un apresto
che non arrivò mai
cara margherita ecco finalmente il testo, un abbraccio e grazie. antonella