C’è chi guarda la Poesia
E’ un progetto a cura di Andrea Galli in collaborazione con nuoviautori.org . Il sito che gestisce - davvero professionalmente- e che dà luogo anche alla bella e curata trasmissione Echi poetici diretta da Adriana Novello, è uno dei più ‘dediti’ alla poesia contemporanea proprio perché allestita con una completezza d’insiemi (testo, voce, immagini, informazione) a sevizio di una fruizione ad ampissimo spettro.
Andrea Galli mette a disposizione degli autori contemporanei selezionati la sua sensibilità interpretativa e prendendo ’a prestito’ le immagini, ora dal cinema d’autore (ad esempio Pier Paolo Pasolini e Andrei Tarkovsky), ora dai videoclip musicali, ora dalla produzione di registi emergenti della cui collaborazione si avvale, ricompone e ri-allestisce, con uno story board accuratissimo, il testo poetico di autori emergenti e autori più acclarati, purché vissuti nel ‘900 e ancora fortemente attuali. Nella sua Galleria sono presenti autori come Pasolini, Pavese, Bukowski, Palazzeschi, Merini, Hikmet, Szymborska e tanti altri.
Ed è attraverso una sensibilissima e personale lettura del metatesto che, Andrea Galli, pur utilizzando fotogrammi e sequenze pre-esistenti o originariamente con altra ‘destinazione d’uso’, elabora la sua regia attraverso nuovi ed elaborati montaggi nei quali immagini ed effetti sonori, rivestiti di altri e possibili significanti, accolgono un’altra possibile altra ’storia’ che sembra essere davvero nata e impigliata lì dentro.
“C’è chi guarda la poesia” è un progetto antologico di videopoesia che propone testi di poeti del 900 e contemporanei. In essa si considerano i rapporti che nascono tra la recitazione poetica, la musica, gli effetti sonori e la natura dell’immagine video, unendo i poteri d’influenza emozionale che questi quattro elementi possono darsi reciprocamente. E’ una nuova forma di presentare la letteratura in un momento culturale dove la comunicazione si muove sempre di più verso le forme spontanee di creatività collaborativa, resa possibile dalle nuove tecnologie dell’ internet: blogs, wikis, youtube… La produzione è diretta da nuoviautori.org in cooperazione con una quarantina di artisti di varie nazionalità. ” Spiega Andrea, e la comunicazione che il progetto si propone è quella di sfruttare, oltre che le nuove tecnologie del web, quelli che sono i mezzi più fruibili, più frequentati, da un più vasto pubblico possibile: quello della televisione, ad esempio. E C’è chi guarda la Poesia, come da progetto, è infatti approdato in televisione, su Nessuno TV (canale 890 di Sky), all’interno di un contenitore dedicato alla videopoesia. A questo proposito, segnalo che stasera, alle h.23.30, su Nessuno TV, andrà in onda la puntata Dentro e Fuori all’interno della quale trova spazio una delle videopoesie di nuoviautori che è già al suo terzo passaggio televisivo.
Ecco l’anticipo, gentilmente concesso da nuoviautori, per Via delle Belle Donne. Il brano è Evidente di Ani di Franco ed è interpretato dalla splendida voce di Lella Costa e dalle immagini a cura di Andrea Galli.
Buona Visione e Buona Lettura.
Sì, noi tutti siamo solo poesie
al 90% metafore
con una povertà di senso
che si avvicina all’iperdistillazione
eppure c’è stato un tempo in cui eravamo raggi di luna
e scivolavamo giù per il collo di una giraffa
sì, scivolavamo per quel lungo corridoio
nonostante quello che dice l’impianto voce
sì, scivolavamo per quelle lunghe scale
con il whiskey dell’eternità fermentato e distillato per diciotto minuti
che ci bruciava in gola
giù per il corridoio
giù per le scale
di un edificio così alto che resterà lì per sempre
sì fa parte di una coppia
là sulla prua dell’arca di Noè
la coppia più prestigiosa che si rimandava la palla
contro un cielo perfettamente azzurro
in quel mattino sublime
con la sua bellezza da estate indiana
il giorno in cui l’America cadde in ginocchio
dopo aver camminato impettita per un secolo
senza mai dire grazie o per favoree lo shock fu subsonico
e il fumo assordante
perché eravamo tutti al lavoro in orario quel giorno
e tutti ci siamo imbarcati su quel volo
e poi mentre le fiamme infuriavano
ci siamo tutti arrampicati sul davanzale
e poi ci siamo presi per mano,
tutti e ci siamo lanciati nel cielo
e ogni distretto ha alzato gli occhi
quando ha sentito il primo scoppio
e ogni stupido film d’azione di colpo è sembrato superato
e quell’esodo di persone e automobili
assomigliava alla guerra
più di ogni altra cosa che abbia visto finora
finora, per oracosì fiero e ingegnoso
un fantasma poetico riapparso dopo due secoli
che ogni commentatore idiota si trovò a balbettare
“oh mio dio” e “è incredibile”
nient’altro per ore e ore
e voglio dirvi una cosa, già che ci siamo:
potete tenervi il Pentagono
tenervi la propaganda
tenervi ogni singola televisione
che ha tentato di convincermi
ad aderire al piano di qualche liceale fanatico
per orchestrare la ritorsione
proprio mentre il fumo bluastro e tossico
del nostro esempio di ritorsione
sta ancora ammorbando l’aria
e abbiamo cenere sulle scarpe
e cenere nei capelli
un mantello di sottile di limo
da Hell’s Kitchen a Brooklyn
e le strade sono piene di storie
di svolte impreviste e ritardi provvidenziali
e ogni bar aperto
si riempie fino al soffitto di leggende di disastri evitati per un soffio
e il whiskey scorre come mai era successo
mentre in tutto il paese la gente scuote la testa e si versa da bere.
E allora facciamo un brindisi
a tutti quelli che vivono in Palestina
Afghanistan Iraq El Salvador
un brindisi a tutti quelli che vivono nella riserva di Pine Ridge
sotto lo sguardo gelido e pietrificato
del Mont Rushmore
un brindisi a tutti quei medici
e quelle infermiere
che ogni giorno permettono alle donne di scegliere
che affrontano una minaccia grande come Oklahoma City
solo per ascoltare la voce di una ragazza
un brindisi a tutti i condannati a morte
che in questo momento aspettano la loro ghigliottina
soffocati dal terrore
e possono fuggire solo in se stessi
per trovare la pace in forma di sogno
perché portateci via le nostre playstation
e siamo una nazione da terzo mondo
dominata da una specie di erede blasonato
che ha usurpato lo studio ovale
e quelle elezioni fasulle
voglio dire,
che non ci vuole certo un metereologo
per guardare fuori che tempo fa
Jeb aveva detto che avrebbe consegnato la Florida, gente,
e altroché se ci è riuscito
e queste sono le nostre verità lampanti
1. George Bush non è presidente
2. l’America non è una vera democrazia
3. i media non mi prendono in giro
perché io sono una poesia
attenta all’iperdistillazione
non ho posto per una bugia così prolissa
abbraccio con uno sguardo
tutta la mia famiglia di esseri umani
e sollevo il bicchiere in un brindisi
che sia il nostro ultimo sorso
di carburanti fossili
giuriamo di farla finita con questo veleno
di disperdere gli sciami di aerei pendolari
e ritrovare quel biglietto del treno
che avevamo perduto
perché c’è stato un tempo in cui la ferrovia costeggiava il fiume
e curiosava in tutti i cortili
e c’era il bucato steso
e graffiti che ammicavano da ponti e muri di mattoni
giravamo tra montagne e vallate
sotto le stelle
io sogno di viaggiare come Duke Ellington
nella mia carrozza privata
sogno di aspettare
sulle alte panchine di legno biondo
in una stazione centrale inondata di grazia
e poi in piedi sul binario
sentire l’aria sul viso
restituire alla notte il suo fischio lontano
restituire alle tenebre l’anima
mandare affanculo una volta per tutte le grandi compagnie petrolifere
e imparare da capo il rock’n'roll
sì, gli esempi ci circondano
e ci aspetta un cambiamento
e dunque è ora di esaminare le macerie
ripulire le strade e rinfrescare l’aria
cosringere il governo
a tirar fuori il suo grosso uccello dalla sabbia del deserto di qualcun altro
rinfilarselo nei pantaloni
e farla finita con gli slogan ipocriti di libertà duratura
perché quando quell’unico telefono ha chiamato
nel 2001 alle nove e dieci il 911
che è il numero che tutti abbiamo chiamato quando quell’unico telefono ha squillato
dietro la parete dalla nostra scrivania
fino al corridoio
lungo le scale interminabili
di un edificio così alto
che il mondo intero si è voltato
solo per vederlo cadere.
E già che ci siamo vi ricordate la prima volta?
la bomba? il camion?
il parcheggio sotterraneo?
la principessa che non si era neppure accorta del pisello?
vi ricordate come ci scherzavamo sopra?
riuscite ad immaginare quanti bicchieri di carta dovrebbero cambiare decorazione
inseguendo l’incredibile cambiamento dello skyline di New York?
era solo uno scherzo, naturalmente
solo uno scherzo
ed è successo solo pochi anni fa
e allora che l’inchiesta dimostri
che l’FBI era coinvolta nel caso
che la trama era evidente e sotto gli occhi di tutti
e ad esaminare la zona religiosamente
la CIA – o è il KGB?
che ha commesso innumerevoli crimini contro l’umanità
sempre con questa eventualità come scusa
per tutti gli abusi
commessi l’uno dopo l’altro
senza mai un indizio
guardate c’è un’altra finestra lassù,
al 104° piano
un’altra chiave
un’altra porta
letterale al 10%
al 90% metafora
tremila poesie travestite da persone
in una giornata quasi perfetta
dovrebbero essere qualcosa di più
che pedine nella sacra rappresentazione di qualche stronzo
così adesso tocca a voi e tocca a me
fare in modo che non siano morte invano.
Shhhhh…… ascolta piccola, lo senti il treno?





un’equipe di tutto rispetto ed un risultato davvero eccezionale !
@Grazie Blumy, tanto altro sul sito di Andrea. Vale la pena andare a ‘vedere’ e ascoltare.
Veramente un bel progetto
E’ un progetto da divulgare e che seguirò con interesse. Il video e la poesia che ci hai presentato è un denuncia forte e crude, interpretrata da un’ottima attrice. Sandra
il lavoro di Andrea Galli, per la poesia è notevole.
Lo conosco ormai da quel che basta per dire che, di rado ho incontrato persone così perseveranti verso una propria idea.
Ne è dimostrazione il lavoro che da anin, ormai, fa con WIKIPOESIA, sempre con “nuoviautori”, di cui magari verrò a parlare nei prossimi giorni.
Applausi per te Andrea. Chi ti segue non può non amare la poesia.
@dario, grazie del passaggio.
@Sandra, sono contenta che tu ti sia soffermata sui contenuti del brano che ha un carattere di denuncia, estremamente sociale e attuale disvelato attraverso un ritmo che si potrebbe definire -quasi- metropolitano, se mai fosse possibile una categorizzazione. Ma tale suggestione, a me, viene forse dalla connotazione che Andrea ha voluto dare col suo ‘collage’ di immagini reperite in ogni dove (scelta alla stregua del geniale, secondo me, visti i contenuti) e al ritmo -senza tregua- di quella che parrebbe un’incursione nemica delle immagini a discapito del lettore, quasi a voler dare il senso della resa che si prova davanti agli eventi denunciati. Ecco, quando parlavo della sensibilità di Andrea Galli, mi riferivo a questa sua grande capacità empatica di ritradurre il brano in un nuovo e perpetrante significante e alla sua capacità di rendere il brano poetico, anche grazie alla sua interpretazione, altamente fruibile.
@Francesca, spero vivamente che ai tuoi applausi voglia rispondere Andrea stesso. Sarebbe bello averlo qua. Però è bello tu metta in evidenza gli aspetti della persona, al di là di quelli dell’artista. Aspetti che mi sento assolutamente di confermare. Io e Andrea collaboriamo soltanto da qualche mese ma grazie alla sua disponibilità, al suo essere estremamente premuroso, mi ha fatto sentire -fin dal primo momento- come fossi stata sempre lì a collaborare con lui.
E’ vero, è -anche- una bellissima persona e, hai ragione, bisogna dire anche questo, probabilmente.
infatti Rita.
Ritengo che l’aspetto umano sia strettamente legato alla sua arte. L’umiltà d’animo che lo contraddistigue è tra le doti più rare. Ed in lui, è viva.
Per questo motivo, all’artista Andrea, vorrei poi dedicare più tempo e parole.
Perchè gradissimo è il suo progetto di poesia.
lo farò nei prossimi giorni con la cura necessaria e dovuta.
@ bene Francesca sarà il secondo progetto ‘recensionistico’ che lo riguarda, allora.
Questo che hai letto, come da precisi accordi presi con Andrea Galli e con il gruppo le belle donne è infatti solo il primo post che riguarda C’è chi guarda la Poesia a cui ne seguiranno degli altri.
Ma ben venga l’abbondanza! ché melius est abundare quam deficere
Che meraviglia! Amo Lella Costa, ma qui l’ho trovata superlativa nel regalarci una poesia ‘concreta’, un grido, una denuncia ..una determinata speranza infine.
Un plauso va all’autrice, e mi chiedevo se originariamente la poesia era in italiano, o è stata tradotta.
..la videopoesia, un progetto da avallare, sicuramente.
Grazie ad Andrea Galli e Rita Bonomo.
Un’ iniziativa di grande spessore. Auguro ad Andrea e co. tutto il bene e la crescita possibili.
Da dire che Rita ha collaborato con lui come voce recitante e/o soggetto autoriale a più riprese e con risultati eccellenti (rimando a Di Padre, la mia preferita, -qui il testo è di Minet- sempre nuoviautori su You Tube).
progetto catturante e di qualità…
l’anteprima della Costa è da risentire più volte, ché è interprete eccezionale d’un nome eccezionale.
brava Rita: le segnalazioni come questa fanno onore a chi le promuove.
@Silvia, grazie della precisazione.
Anche per me Di Padre è tra quelle che preferisco, non a caso, sul mio blog, e su quello di Marina, sta vicino a La Promessa. Credo che i due video, entrambi riguardanti la figura paterna, siano stati concepiti da Andrea come uno il positivo dell’altro. Spero di poterlo postare al più presto perché, oltre a poter condividere quella meraviglia che è il connubio che ne è scaturito (testo, interpretazione, musica e immagini meravigliose), vorrebbe anche dire che Di Padre avrebbe il suo passaggio in TV con la conseguente visibilità che gli spetta:)
@Rina. Una grande Costa, sì, dal grande ritmo, in piena armonia (o in perfetto tempo) col ritmo delle immagini e del testo. Ahimè, non so, però, rispondere alla tua domanda circa la traduzione. Spero si faccia vivo Andrea e possa dare lui le risposte. Grazie a te.
@Cyb, Un’interprete d’eccezione, Lella Costa, vero. Grande interprete. Grazie Roberto, io non ho fatto nulla, era tutto a disposizione e ho solo trascritto.
Il poema è tradotto dall’inglese. Del resto esiste un’interpretazione di Ani di Franco in lingua originale su
http://it.youtube.com/watch?v=3dkOU1SQcsE
Ringrazio qui tutti per gli apprezzamenti e complimenti, inchinandomi profondamente. Grazie anche a Rita per avermi dato spazio per presentare il progetto. Potrei scrivere per ore su questo progetto, ma per spiegarne le motivazioni cito semplicemente un commento di un ragazzino (su una videopoesia di Montale, “La casa dei doganieri”) che ne riassume l’essenza…
“così dovrebbe essere insegnata la letteratura a noi studenti.. grazie per avermi mostrato e fatto apprezzare Montale.. che la scuola mi aveva fatto sembrare “insopportabile”.. ”
Ogni altra parola sarebbe superflua se non “Viva la poesia”.
Grazie a tutti
Andrea
Caro Andrea un grazie da parte di tutte le belle donne e naturalmente anche mio dal profondo del cuore per questo video, se già non amassi la poesia direi anch’io come il ragazzino “grazie per avermi mostrato e fatto apprezzare la poesia” stasera alle 23,30 incollata allo schermo! antonella
e grazie a rita per aver reso possibile questo incontro in queste pagine. antonella
Commento numero due: ho sentito, a tratti purtroppo perché l’audio-video mi salta, il bel testo emozionato della Di Franco (molto lungo così che a volerlo leggere mi perdo un po’ di film) che sembra costruito sulla Costa (ma so che se li sceglie lei).
Che dire, due donne con le controfighe?
@Grazie a te, Andrea, di essere interventuto e di aver messo a disposizione il tuo progetto.
@Antonella, credimi è bello anche per me.
@Silvia, qui si direbbe due donne teccie
Shhhhh…… ascolta piccola, lo senti il treno?
All’inizio di un racconto dolcissimo e atroce dedicato alla piccola Caterina Mollica di nome “Lupi”, Andrea Pazienza scriveva “Amore è tutto ciò che si può ancora tradire”.
La videopoesia è questo, un percorso di margine sulle potenzialità del verso, un tradimento insistito e continuo, di bordone.
Contaminare senza minare, innestando codici, ritmi, voci e croci, come sotto casa mia che passano storie corpi assenze odori.
Rina (# 10) scrive che la poesia è ‘da avallare’, col segno di uno scarto, di un momento di riflessione, che è stato anche mio. Sconcerta, la videopoesia. Mentre la guardo sogna i sogni di un altro, che adopera ritaglia incolla altri sogni (penso a Tarkovski che ‘canta’ Pavese in un magistrale lavoro di Andrea Galli).
Sconcerta, ma salva. Salva la scuola, salva quel reticolo di attività che si chiama ‘la cultura’, e salva la poesia. Salva pensare a chi vede le videopoesie, e si ritrova, come me, commosso e incredulo a ritrovare le memorie della fiamma antica. Commosso dalla poesia fatta di voce, dopo anni di righe, di pagine composte tipograficamente e troppo composte, di copertine; commosso dal grande lavoro su ciascuna poesia.
Guardo la videopoesia (se soltanto avesse un altro nome!) e dico: «quanto lavoro». Poi dico: «Quanta bellezza». Ecco: le opere di Andrea Galli fanno capire che la poesia, tutto quel lavoro, lo merita.
Brividi. Potentissima. Complimenti a tutti.
-sì, assolutamente da condividere.
@efialte
Grazie dei tuoi apprezzamenti. Hai colto esattamente le mie motivazioni nel lavorarci e impegnarmi migliaia di ore. Il fine è riattivare l’antica fiamma e riportare la poesia sul palco che merita.
Dici: “videopoesia”, se avesse un altro nome: non ci ho mai pensato, ma sono aperto ad ogni suggerimento.
Ancora Grazie
Andrea
davvero complimenti.
davvero complimenti.
Grazie(conosco bene la maestria dela Lella,
ma qui ringraziamo Rita e Andrea per il progetto
(io temo, per la poesia la teatralizzazione, mentre è performanc qui e, aggiunge un quid)
qui è oracolare, dichiarata, va bene(mentre per altra poesia
a volte è meglio il tutto ritmico..del testo della lingua)
Dipende tutto dal testo
Qui deve essere teatro, bravi e bravi!