“Omar Galliani tra Oriente e Occidente” di Marina Raccanelli
Omar Galliani
Tra Oriente e Occidente
Il grande disegno italiano in Cina
52. Esposizione Internazionale d’Arte. La Biennale di Venezia
Eventi Collaterali – Fondazione Querini Stampalia (Castello – 5252 Venezia)
9 giugno – 16 settembre 2007
“Omar Galliani”
di Marina Raccanelli
Dalla porta d’Oriente Omar Galliani
dipinse la filosofia – matita su tavola
corpo a corpo, ingrandiva il Maestro
costruiva figure astrali
nella mappa del fiume di broccato
s’immerse, scivolò il suo
viaggio in rossi laccioli, fra sete oblunghe
in espansione danzante, crollarono
dai cristalli sospesi tuniche
e fu aperta la porta della Cina
le sue mani volavano: olio
carboncino e cobalto
in combustione magmatica il nero
traluceva profili d’avorio
la passione virata in piombo
ciò che svela nasconde – universale
alchimia del pianoforte, tra filamenti e frottage
invisibili al primo passo
si baciarono in precipitare
cosmico di farfalle fra teschi minuti
e s’inclinava in nuove anatomie
monnalisa in grafite, onda su onda
chiaro il legno, le palpebre affilate
serrate su collari di sangue –
di profilo, la sorella diafana
intimamente di dolcezza ingombra
il purissimo cranio portava
con eleganza demodé
s’accendeva di lampade nervose
sangue e fiamme rodevano il collo
una femmina in arco sulla spada
voi vedrete, e gli scheletri fra rose –
dai disegni siamesi nacque
speculare bellezza
le foglie s’incresparono appena
ed il santo di tenebra ha labbra del sud
cuore di porcospino, insetti e fiori
orchidea su sfondo stellare
la fanciulla nel tempo – storia breve
lieve smorfia fra naso e bocca
rotando fra tavolini in bilico e seggiole nere
e fu l’ultima donna a contenere
la ragione dei mondi in curva
di labbra – 5 metri per 6, matita
su tavola – lei
fu la madonna di malinconia
- – - – - – - – - – - – - – - – - – - – - -
Dopo il grande successo del tour cinese del 2006, che ha toccato ben otto musei tra cui
l’avveniristico Shanghai Planning Exhibition Centre, l’artista Omar Galliani approda alla 52. Esposizione Internazionale d’Arte di Venezia con un grandioso evento in cui sono coinvolti importanti enti istituzionali italiani e cinesi.
In questa mostra, l’artista presenta tavole di grandi dimensioni, raffiguranti volti offerti in primo piano, caratterizzati da una forte introspezione psicologica e ritratti con quella personale capacità tecnica, che rende il disegno una forma d’arte autonoma e di grande forza espressiva.
L’esperienza artistica di Omar Galliani, fin dai suoi esordi in continua sperimentazione, in costante approfondimento sulle tecniche artistiche impostate dagli antichi maestri rinascimentali, negli ultimi anni si è andata arricchendo attraverso l’incontro con l’arte e soprattutto con il pensiero orientale. Vissuto per un certo periodo in Cina, è entrato nel pensiero confuciano e buddista, incrociando, per quanto possibile, la via del Dharma.
Biografia:
Omar Galliani, nato a Montecchio Emilia il 30 ottobre 1954, si è diplomato in pittura nell’anno 1977 presso l’accademia di Belle Arti di Bologna; nello stesso anno ha tenuto la prima personale presso La Galleria Studio G7 di Bologna.
Ha vinto nel 1978 il primo premio alla prima Triennale Internazionale del Disegno tenutasi nella Kunsthalle di Norimberga.
Nel 1981 viene invitato alla XVI Biennale di San Paolo del Brasile; nel 1982 Tommaso Trini lo invita a partecipare con una sala personale ad Aperto ‘92, alla XL Biennale di Venezia
Nel 1983 è invitato da Maurizio Calvesi e Marisa Vescovo alla mostra Gli Anacronisti o pittori della memoria alla Galleria Graziano Vigato di Alessandria.
Nel 1984 Maurizio Calvesi lo invita con una Sala Personale alla Sezione Arte allo specchio, nella XLI Biennale di Venezia. Nel 1985 Harnold Herstand organizza una sua personale a New York.
Nel 1986, chiamato da Arturo Schwartz, partecipa alla XLII Biennale di Venezia nella sezione Arte Alchimia.
Nel 1990 lo Scotts Dale Center Forth Arts dell’Arizona lo invita alla mostra Artist end Hunger. La Marian Locks Gallery di Philadelphia e il Museo d’Arte Contemporanea presentano una selezione di opere su tavola.
Nel 1991 partecipa alla mostra Now in Italy presso la Kodama Gallery di Hosaka.
Nel 1993 Achille Bonito Oliva lo invita alla mostra Tutte le strade portano a Roma? nel Palazzo delle Esposizioni a Roma.
Nel 1996 Italo Tomassoni lo invita a partecipare alla mostra La Profondità dello Sguardo al Trevi Flash Art Museum. Sempre nel 1996 è presente alla XII Quadriennale di Roma e viene insignito del premio della Camera dei Deputati, consistente in una personale a Montecitorio presentata in catalogo da Italo Tomassoni e Vittorio Sgarbi.
Nel maggio 2000 il Museo d’Arte Moderna di Pechino ospita una sua ampia personale dal titolo Ancora nuove stelle.
Viene scelta una sua grande opera Mantra per la selezione delle opere d’arte del XX secolo alla Farnesina, Roma. Sempre nel 2001 è invitato da Alessandro Riva a Sui generis presso il PAC di Milano.
A Palazzo Binelli, centro per l’arte contemporanea della città di Carrara, presenta la personale dal titolo Sotto alla pelle del disegno. La galleria Marella presenta a Milano Nuove anatomie, 18 grandi opere a matita su tavola.
Nel giugno 2003 partecipa alla Biennale di Praga, National Gallery.
Giorgio Soavi gli dedica un racconto per il quaderno Interno Siamese, presentato alla Galleria Cardelli & Fontana di Sarzana.
Viene invitato alla 1° Biennale di Pechino, dove presenta il trittico Nuove anatomie che viene esposto nel China National Museum of Fine Art, e premiato come migliore opera.
Nel 2006 presso L’Archivio di Stato e la Biblioteca Reale di Torino espone una grande opera “Grande Disegno Italiano” (5×6,2 metri, matita su tavola) affiancata, in una sfida impossibile, al volto dell’Angelo di Leonardo da Vinci.
Tra il 2004 e il 2006 espone, in una serie di personali, nei musei d’arte contemporanea di Shanghai, Pechino, Hong Kong, Tokyo, Kyoto, Buenos Aires, San Paolo, Città del Messico, Miami e Los Angeles.
vedi anche: http://www.poesieinvolo.com/arte_figurativa.htm






Non è affatto semplice scrivere una recensione in versi, Marina. Il rischio in cui s’incorre è quello di fare poesia didascalica, descrittiva, orrendamente tecnica. Tu hai assolto, mi pare, a questo generoso compito che ti sei data con il calore di una contemplazione riscritta attraverso l’introspezione che hai fatto dell’opera attingendo dalla stessa matericità dell’artista, della sua tavolozza, anche quando pura matita. Questa si chiama fruizione.
Ogni artista, credo (e spero), aspiri fondamentalmente a questo, certo più che ad un lungo (e noiosissimo) curriculum dentro un freddo comunicato stampa che pure lusinga (specie quando è importante come quello qui sopra) ma non comunica, attesta.
Tu sei stata meravigliosa.
Rr
ma l’hai mandata all’artista questa tua poesia? dovresti secondo me. a.
per Rita: sono felice e molto soddisfatta dalla tua critica “superbenevola ” alla mia “recensione in versi”: in realtà, mi è venuta , penso, abbastanza bene, proprio perchè non me l’ero proposta come compito, mi è venuta e basta!
grazie, Rita:-)
per Antonella: pensi davvero che potrei? bisognerebbe trovare una mail…ci proverò
grazie
marina
ehhhhh , Marina, ma è strabiliante questa poesia-recensione ! e’ una delle tue cose più belle !
Questa tua descrizione in versi, Marina, è favolosa!! Sei stata grande!!
Magnifici versi, immagini di stupefacente bellezza. Hai scritto tante cose belle, ma questa, Marina, è strepitosa, anche per la difficoltà. Come fai, come fai , come fai, mi chiedo. Grazie per avermi deliziata.
Un abbraccione.
Chiara
Non conosco l’autore. Dai tuoi versi, il fascino della descrizione, della forma, dei labirinti artistici ci regalano le movenze e le figure dell’artista.
Michele
Davvero ricca di versi che sanno “visualizzare” al meglio le opere pittoriche a cui si riferiscono, ma che potrebbero avere pregnanza di significato anche da sè soli
ragazze, sono strabiliata anch’io, ma dal gradimento ottenuto con una semplice recensione: vi assicuro che quasi tutto ciò che ho scritto, e molto altro, è nelle opere o nei titoli di Galliani!
grazie a voi, e grazie a Michele
marina