LETTERATURA: IL TESTAMENTO MASSONICO DI GIOVANNI PASCOLI

2007 Giugno 22

 

da http://www.adnkronos.com/IGN/Cultura/?id=1.0.1041204084

Roma, 21 giu. (Adnkronos/Adnkronos Cultura) – Ritorna in possesso del “Grande Oriente d’Italia” il documento che attesa inequivocabilmente l’affiliazione alla “Libera Muratoria” di Giovanni Pascoli, uno dei personaggi piu’ rappresentativi della letteratura del nostro paese. Si tratta del testamento massonico del poeta, che ne certifica l’iniziazione nella Loggia “Rizzoli” di Bologna il 22 settembre 1882.

Il documento, redatto su foglio di carta a forma triangolare, richiama uno dei simboli piu’ importanti della “Libera Muratoria”; e’ autografo e presenta ai vertici del triangolo le risposte di Pascoli alle tre domande poste per tradizione al “profano”, prima dell’iniziazione e al centro la sottoscrizione del poeta.

Il testamento massonico e’ stato acquistato a Roma il 20 giugno, in un’asta indetta dalla Casa Bloomsbury.

 

7 Responses leave one →
  1. 2007 Giugno 22
    Antonella permalink

    sarei curiosa di sapere quanto :-) immagino un bel po’ di soldini. a.

  2. 2007 Giugno 22

    chissà quanto vale quel pezzo di carta… ;)

  3. 2007 Giugno 22
    vbinaghi permalink

    A me invece piacerebbe leggerlo, un testamento massonico.

  4. 2007 Giugno 23
    Antonella permalink

    anche a me. ma valter qua che fai? :-) )) sei un coraggioso e libero uomo in libero blog! grazie

  5. 2007 Giugno 23
    Rina permalink

    Qualsiasi pezzo di carta antico vale, se poi è firmato la valutazione sale. Scriviamo su carta vai, e firmiamo tutto, non si sa mai.. :)
    Mi sono imbattuta in tante firme di grandi, emozione a parte perché portano lontano nel tempo, quel che è rimbalzato alla memoria, però, è quello che hanno fatto.
    Verdi, Pascoli o Garibaldi non si ricordano certo per le firme di pugno..
    Documenti, fogli di carta diventano storia perché testimoniano la lingua che fu, la realtà di un’epoca. Nasce il confronto con l’oggi, e qualche volta si trovano affinità. La storia affascina anche per un altro motivo: ci si rende conto che l’uomo, da sempre, ha scritto, composto, modellato, inciso o dipinto, non solo per lasciare un’impronta di sé, ma -soprattutto- per il bisogno umano di esprimersi, di sentirsi vivo.

    Ciao a tutti

  6. 2007 Giugno 24
    draimondi permalink

    ecco, si’. Concordo con il commento numero tre. Come sara’ un testamento massonico? Curiosissima di leggerlo….. :(
    Daniela

  7. 2009 Gennaio 6

    Eccolo, il Testamento Massonico:

    Questo è uno stanzino, dipinto internamente di nero, nel quale sono posti: delle ossa, un cranio, un tavolino su cui giace un pezzo di pane, una brocca con acqua, una coppa con sale ed un’altra contenente solfo. Sui muri figurano delle sentenze come queste: “Se la curiosità ti ha condotto qui, vattene”; “Se la tua anima ha provato spavento, non andare più oltre”; “Se perseveri, sarai purificato dagli Elementi, uscirai dall’abisso delle Tenebre, vedrai la Luce”. Disegni simbolici ornano le pareti: un Gallo sopra una banderuola portante le parole “Vigilanza e Perseveranza”, una Falce, una Clessidra, la parola “Vitriol” o “Vitriolum”. L’illuminazione del locale è data da una lanterna o da un candeliere. È in questa “prigione” che il profano deve rispondere per scritto alle domande che gli sono poste e redigere il suo “Testamento”. […] Un tempo, le tre Domande poste al profano erano queste: “Che cosa deve l’uomo a Dio?”, “Che cosa deve l’uomo a sé stesso?”, “Che cosa deve l’uomo agli altri?”. La Massoneria, modernizzandosi, ha soppresso […] la interrogazione del dovere verso Dio e l’ha sostituita con quella […] del dovere verso la Patria.

    Traggo la notizia e il testo dal bell’articolo di Stefano Scioli:

    http://www.bibliomanie.it/pascoli_massone_scioli.htm

    Un testo, quello riportato, certo affascinante, pieno di simboli archetipici, che rimandano ai misteri orfici, e in generale a tutti i riti di purificazione e di passaggio.

    Sarebbe interessante cercare tracce della simbologia massonica nei poeti che furono adepti del Grande Oriente (di sicuro Carducci, D’Annunzio….. ma addirittura i “fedeli d’amore” a cui Dante si rivolge sarebbero stati, secondo alcuni, una lontana prefigurazione della massoneria, o potrebbero essere assimilati al leggendario Priorato di Sion….).

    Quelle che sulle prime sembrano sciocchezze esoteriche potrebbero un giorno indurre a ripensare parte della storia letteraria dell’Italia, e non solo. In fondo, è in gioco l’eterna lotta fra le tenebre e la luce, lo smarrimento e il cammino, la morte e la perennità.

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