Rosa che rosa non sei,
rosa che spine non hai
rosa che spine non temi,
che piangi e che premi*, che vivi e che sai
rosa che non mi appartieni
che sfiori e che vieni, che vieni e che vai.
Rosa che rose non vuoi,
rosa che sonno non hai
rosa di tutta la notte,
che tutta la notte non basterà mai
rosa che non mi convieni,
che prendi e che tieni, che prendi e che dai.
Rosa che dormi al mattino e venirti vicino non oso.
Rosa che insegni il cammino alla sposa e allo sposo.
Rosa d’amore padrona, punisci e perdona, non chiuderti mai.
Rosa d’amore signora, digiuna e divora, non perdermi mai.
tratto da “La Valigia dell’Attore”, 1997. Liberamente trascritta dal canto della fonocassetta. * era forse tremi ma premi suonava come non mai..






premi suona come non mai … sono d’accordo con te
ciao Silvia.
eccola
Nooooo… “Canzoni d’amore” è un disco che da mesi ascolto in macchina ripeturamente (dico riascolto perchè l’album di De Gregori è di almeno dieci anni fa)
Mapi
Ciao Silvia. Felice di leggerti. Sandra
con dedica a tutte le belledonne
giusto?
Si, certo, la dedica era a tutte le belledonne.
Ho avuto difficoltà con l’editing, mi ha preso un bel po’ di tempo sistemare gli a capo, e gli spazi, e comunque non sono riuscita bene.
Vabbé.
Fattostà chèpper (ora) noi, una deliziosa quasi nenia che indovina gli istanti. E dieci anni non sono proprio niente, ma proprio proprio niente, guagliò.
E allora un bacio commosso, a Iole, Croquignolle, Maria Pina, Sandra e a Alivento, per poetica osmosi traspercettiva (sic!)
ocapperi ! ed io che non ho mai seguito De Gregori (a parte due o tre canzoni) perchè mi annoiava …
Grazie Silvia, mi hai portata indietro nel tempo in un periodo molto particolare della mia vita. Quella canzone è bellissima, come pure compagni di viaggio.