Fuochi, Marguerite Yourcenar
Un cuore, una cosa piuttosto sudicia. Di competenza della tavola anatomica e della vetrina del macellaio. Preferisco il tuo corpo.
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Si è ingannato Paolo l’ammirevole. (Parlo del grande sofista e non del grande predicatore.) Per ogni pensiero, per ogni amore che abbandonato a sé stesso potrebbe venir meno, esiste un cordiale stranamente energico: TUTTO IL RESTO DEL MONDO, che gli si oppone, senza averne il valore.
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Intorno a noi c’è l’atmosfera di Leysin, del Montana, dei sanatori d’alta montagna con vetrate da acquario, riserve gigantesche dove instancabile la Morte viene e pesca. I malati sputano confidenze sanguinolente, si scambiano bacilli, confrontano indici di febbre, s’instaurano in un cameratismo di rischi. Fra te e me, chi ha più caverne?
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Possedere è l’equivalente di conoscere: la Scrittura ha sempre ragione. L’amore è stregone: sa i segreti; è rabdomante, sa le sorgenti. L’indifferenza è guercia; l’odio è cieco; incespicano fianco a fianco nel fossato del disprezzo. L’indifferenza ignora; l’amore sa; va compitando la carne. Bisogna godere di una creatura per avere l’occasione di contemplarla nuda. Ho dovuto amarti per capire che la peggiore o la più mediocre delle persone umane è degna di ispirare lassù l’eterno sacrificio di Dio.
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Umorismo? Nel dolore? C’è pure un po’ di sale nelle lacrime.
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SAFFO O DEL SUICIDIO
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Gli uomini della sua vita non sono stati che i gradini che ha scalato non senza sporcarsi i piedi. Il direttore, il suonatore di trombone, l’agente pubblicitario le hanno dato il disgusto dei baffi incerati, dei sigari, dei liquori, delle cravatte a strisce, dei portafogli di cuoio, di tutti gli attributi esterni della virilità che scatenano la fantasia delle donne. Soltanto il corpo delle fanciulle sarebbe abbastanza dolce, abbastanza morbido, ancora abbastanza fluido per lasciarsi manipolare dalle mani di quel grande angelo che fingerebbe per gioco di mollarle in pieno abisso: lei non riesce a trattenerle a lungo in quello spazio astratto limitato da ogni parte dalla sbarra dei trapezi: presto spaventate da quella geometria che si trasforma in colpi d’ala, tutte prima o poi hanno rinunziato a farle da compagna di cielo. Lei deve ridiscendere a terra per trovarsi allo stesso livello della loro vita rattoppata a stracci che non sono nemmeno fasce di bambini, quegli amori finiscono per assumere l’aspetto di una vacanza del sabato, di un giorno di permesso passato dal gabbiere in compagnia di damigelle.
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‘L’avventura di Saffo aderisce alla Grecia con la leggenda quanto mai controversa del suicidio della poetessa per un bell’indifferente, ma questa Saffo acrobata appartiene alla gaudente società internazionale fra le due guerre, e il trauma del travestimento si ricollega alle commedie scespiriane più che ai temi greci.’
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Fuochi, scritto a trentadue anni da Marguerite Yourcenar, si presenta come una raccolta di prose liriche: appunti di diario e racconti tratti dalla leggenda e dalla storia.
Incipit:
Spero che questo libro non venga mai letto.






non c’è calamìta più potente del negarsi (ho scritto un aforisma ? 8O).
stasera vado in libreria e PRENDO Fuochi, anche se non ho mai avuto un buon feeling con Marguerite Yourcenar
La grande dea guerriera che qualcuno descrive con il cuore di pietra, ma che aveva tanta paura di restare sola.
“Fuochi” mi pare sia stato scritto per Andrè, prima che con Grace partisse alla volta di Somesville in America.
Adoro la Yourcenar.
Grazie di questa lettura
Mapi
la Yourcenar per me è ‘memorie di adriano’.
Uno dei libri da conservare per i posteri. Di quelli a cui si deve fare riferimento quando si parla dei ‘grandi’.
Lei è una sacra poetessa. e non so se dico un’assurdita accostandola alla Szimborska.
grazie per questa interessante segnalazione.
Blumy che gioia stasera PRENDI Fuochi
–mi rende contenta
Mapi penso non è incestuoso voler sedurre un gay? in Fuochi Marguerite ha fatto il diavolo a quattro. è incestuoso, sì.
Iole, Adriano e Zenone, per me. Certo Adriano. Poi Anna. Adriano. Ma anche Eric (ecco consiglio anche il Colpo di Grazia, sottilissimo).
Ho letto credo quasi tutto della Yourcenar che amo molto e a cui ritorno spesso, Giulia
A meta’ fra prosa e poesia, fra filosofia e letteratura. Incuriosisce molto questa raccolta. L’unica cosa che trovo irritante…. e’ il suo incipit!
)
Grazier per questa interessante segnalazione…
daniela
@Giulia: c’è qualcosa che mi respinge nella sua letteratura e qualcosa che mi attrae voracemente. Devo ancora capirmi…:)
@draimondi:
Circa l’incipit dalla prefazione:
‘ Oltreché sentire il ridicolo di commentare troppo lungamente un’opera che desideravo non fosse mai letta, non è qui il luogo adatto a discutere se l’amore totale per una particolare creatura, con ciò che comporta il rischio per sé e per l’altro, d’inevitabile inganno, di abnegazione e di umiltà autentiche, ma altresì di violenza latente e di egoistiche esigenze, meriti o no il posto che gli hanno riservato i poeti.’
La Yourcenar la sfanga così. Rifiuta di approfondire soffermandosi su particolarità stilistiche e tematiche. Pensa, scrivere una raccolta amorosa e nella prefazione trattarla con un distacco formale. Ridurla a ‘ballo in maschera ’.
Io le credo, credo sia difficile rendere pubblica una confessione d’amore scandaloso, mistico, folle.
Yourcenar… Grande! E dell’Opera al nero?