Meringa d’uovo – Anoressia n. 4
2007 Giugno 11

A tuoi occhi grandi e spenti
di splendore
a te come alba rosea
dai fianchi di cristallo
ai polsi stretti rami
in pasta millefoglie.
Un semino d’appetito
un chicco un bicchierino
poca acqua nella tazza
la tisana d’erbe a bere
l’amaranto che si spande
gocciolando nel catino.
C’era sul davanzale
un uccellino il becco dolce
e piume c’era e aveva
un sorriso magro senza sole
ai tuoi occhi grandi e spenti
di splendore.





gli occhi “spenti di splendore” mi lascia un vuoto dentro, come un rimpianto di qualcosa che avrebbe potuto essere meraviglioso e invece non lo è divenuto…
Levigatura che pervade, nemmeno un granello di polvere in più sull’anima…bella la tua poesia, bello rileggerti qui
e.
gli occhi grandi e spenti, polsi stretti e pasta milefoglie, meringa che sbriciola, che si frantuma, che si spezza, fragili ossa, sorriso magro. grazie ali. brava! ciao antonella
Quel quadro ha iniziato tutto ilpercorso artistico di Mondrian…grande!
Con delicatezza, quasi soffusamente, tu porgi. Levità e tenerezza accarezzano.
Rina
C’era sul davanzale
un uccellino il becco dolce
e piume c’era e aveva
un sorriso magro senza sole
ai tuoi occhi grandi e spenti
di splendore.
trovo questo passaggio amaramente delizioso.
Rr
Un saluto anche ad alivento e un grazie per la sua bella poesia. Ieri è stato il compleanno di mia figlia Arianna, 7 anni, e devo dire che pensando all’adolescenza che s’avvicina un poco ho paura, ho paura di non aiutarla come dovrei a mantenere lo splendore dei suoi occhi. Forse esagero, ma spesso i dubbi e i timori hanno la meglio… ma c’è l’amore e la poesia… Lucianna
Una poesia da recitare al suono d’un violino
Alivento dimostra che amarezza può far rima con bellezza
Antonio
Davvero molto bella. Una poesia che esplora e intende il dolore con la giusta dimensione lasciando fluire le parole sapientemente.
Versi portati da un flebile alito di vento, leggeri e tristi, quasi a ricordare cose che si perdono col tempo.
Michele
Grazie a tutti amici, avete tutti visto bene. La poesia dice tenerezza, pena e l’amarezza dell’impotenza.
Dice dolcezza, come una carezza.
La poesia è nata pensando alla luce degli occhi di bambini e adolescenti, loro non se ne rendono neanche conto ma noi adulti che li guardiamo, se li guardiamo veramente, ce ne accorgiamo che, quando stanno male, la splendore si offusca.
Se anoressia è un modo di lasciarsi morire o comunque di rifiutare la vita, provando disgusto, orrore, disinteresse per il cibo, l’anoressia è un malessere profondo.
quei fianchi di cristallo e poca acqua nella tazza dicono gia’ tutto. Un ritratto che riempie di tenerezza e di angoscia…. tutti belli e sensibilissimi questi testi sull’anoressia, davvero colpita.
Parole che tratteggiano con decisione un quadro che brucia dentro.
E’ già stato detto tutto. Trasmette la fragilità con delicatezza proprio come quando scrivi
dai fianchi di cristallo
ai polsi stretti rami
in pasta millefoglie.
Sandra
La forza di questi versi è tutta nella leggerezza.
Complimenti
Mapi
mi viene in mente solo un pensiero, non so quanto aderente, ma…, ed è questo:
che cercando il volo non sempre è detto che si voglia abbandonare la terra. anzi.
un caro saluto ad Alivento
paola
Uno speciale grazie a tutte le bellissime intervenute.
Paola sarà che il volo è più che altro un’aspirazione e tutt’intorno profondamente neramente pesantemente terra e com passione.
saluti cari
l’ho letta con interesse e commozione: questo farsi piccini e leggeri è ciò che spesso chiediamo allla vita, c’è chi lo chiede in modo sbagliato – perchè non sa fare altrimenti
ciao
marina
ciao Marina, piccini e leggeri, quasi non pesare niente, come se, pesando meno, si potesse soffrire meno o sparire o farsi alito inconsistente
non l’avevo ancora vista!
tenera, tenerissima poesia per chi combatte la lotta duplice della fame contro la fame.