Meringa d’uovo – Anoressia n. 4

2007 Giugno 11
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by alivento

A tuoi occhi grandi e spenti

di splendore

a te come alba rosea

dai fianchi di cristallo

ai polsi stretti rami

in pasta millefoglie.

Un semino d’appetito

un chicco un bicchierino

poca acqua nella tazza

la tisana d’erbe a bere

l’amaranto che si spande

gocciolando nel catino.

C’era sul davanzale

un uccellino il becco dolce

e piume c’era e aveva

un sorriso magro senza sole

ai tuoi occhi grandi e spenti

di splendore.

21 Responses leave one →
  1. 2007 Giugno 11

    gli occhi “spenti di splendore” mi lascia un vuoto dentro, come un rimpianto di qualcosa che avrebbe potuto essere meraviglioso e invece non lo è divenuto…

  2. 2007 Giugno 11

    Levigatura che pervade, nemmeno un granello di polvere in più sull’anima…bella la tua poesia, bello rileggerti qui :)
    e.

  3. 2007 Giugno 12
    viadellebelledonne permalink

    gli occhi grandi e spenti, polsi stretti e pasta milefoglie, meringa che sbriciola, che si frantuma, che si spezza, fragili ossa, sorriso magro. grazie ali. brava! ciao antonella

  4. 2007 Giugno 12

    Quel quadro ha iniziato tutto ilpercorso artistico di Mondrian…grande!

  5. 2007 Giugno 12

    Con delicatezza, quasi soffusamente, tu porgi. Levità e tenerezza accarezzano.

    Rina

  6. 2007 Giugno 12

    C’era sul davanzale

    un uccellino il becco dolce

    e piume c’era e aveva

    un sorriso magro senza sole

    ai tuoi occhi grandi e spenti

    di splendore.

    trovo questo passaggio amaramente delizioso.

    Rr

  7. 2007 Giugno 12
    luciannaargentino permalink

    Un saluto anche ad alivento e un grazie per la sua bella poesia. Ieri è stato il compleanno di mia figlia Arianna, 7 anni, e devo dire che pensando all’adolescenza che s’avvicina un poco ho paura, ho paura di non aiutarla come dovrei a mantenere lo splendore dei suoi occhi. Forse esagero, ma spesso i dubbi e i timori hanno la meglio… ma c’è l’amore e la poesia… Lucianna

  8. 2007 Giugno 12
    Antonio Fiori permalink

    Una poesia da recitare al suono d’un violino
    Alivento dimostra che amarezza può far rima con bellezza

    Antonio

  9. 2007 Giugno 12
    Marina Minet permalink

    Davvero molto bella. Una poesia che esplora e intende il dolore con la giusta dimensione lasciando fluire le parole sapientemente.

  10. 2007 Giugno 12

    Versi portati da un flebile alito di vento, leggeri e tristi, quasi a ricordare cose che si perdono col tempo.
    Michele

  11. 2007 Giugno 12

    Grazie a tutti amici, avete tutti visto bene. La poesia dice tenerezza, pena e l’amarezza dell’impotenza.
    Dice dolcezza, come una carezza.
    La poesia è nata pensando alla luce degli occhi di bambini e adolescenti, loro non se ne rendono neanche conto ma noi adulti che li guardiamo, se li guardiamo veramente, ce ne accorgiamo che, quando stanno male, la splendore si offusca.
    Se anoressia è un modo di lasciarsi morire o comunque di rifiutare la vita, provando disgusto, orrore, disinteresse per il cibo, l’anoressia è un malessere profondo.

  12. 2007 Giugno 12
    draimondi permalink

    quei fianchi di cristallo e poca acqua nella tazza dicono gia’ tutto. Un ritratto che riempie di tenerezza e di angoscia…. tutti belli e sensibilissimi questi testi sull’anoressia, davvero colpita.

  13. 2007 Giugno 13

    Parole che tratteggiano con decisione un quadro che brucia dentro.

  14. 2007 Giugno 13

    E’ già stato detto tutto. Trasmette la fragilità con delicatezza proprio come quando scrivi

    dai fianchi di cristallo

    ai polsi stretti rami

    in pasta millefoglie.

    Sandra

  15. 2007 Giugno 13

    La forza di questi versi è tutta nella leggerezza.
    Complimenti
    Mapi

  16. 2007 Giugno 14
    paola lovisolo permalink

    mi viene in mente solo un pensiero, non so quanto aderente, ma…, ed è questo:
    che cercando il volo non sempre è detto che si voglia abbandonare la terra. anzi.
    un caro saluto ad Alivento
    paola

  17. 2007 Giugno 15

    Uno speciale grazie a tutte le bellissime intervenute.
    Paola sarà che il volo è più che altro un’aspirazione e tutt’intorno profondamente neramente pesantemente terra e com passione.
    saluti cari

  18. 2007 Giugno 15

    l’ho letta con interesse e commozione: questo farsi piccini e leggeri è ciò che spesso chiediamo allla vita, c’è chi lo chiede in modo sbagliato – perchè non sa fare altrimenti
    ciao
    marina

  19. 2007 Giugno 18

    ciao Marina, piccini e leggeri, quasi non pesare niente, come se, pesando meno, si potesse soffrire meno o sparire o farsi alito inconsistente

  20. 2007 Luglio 4

    non l’avevo ancora vista! :(

    tenera, tenerissima poesia per chi combatte la lotta duplice della fame contro la fame.

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  1. Meringa d’uovo « Vibrando d’espianto

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