becchino
Il lavoro del becchino è necessario e anche quello del poeta
non è male, il cuoco affetta la fronte, inarca la schiena
dà il colpo finale e gira la poltiglia
la pentola bolle. Lasciatemi alzare le ali dico
lasciatemi volare, prego, se voglio, che questo peso
inutilmente mi trattiene
e tiene alle mammelle gonfie che mi disgusta
il latte saporoso e i baci, la bocca chiudo
schiudo il ventre stretto, stretta la via
dite la vostra
amoressia la mia
che rara malattia
è scritto sulla cartella clinica
ricordo bene che fu l’infermiera grassa
con la coda vaccina e il sanguinaccio
che mise un’altra gamba, fece un treppiedi
storto, un barbecue dove arrostì le costolette
e l’anca.

About these ads