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Immagine della testata del blog: Artemisia Gentileschi (1593, Roma – 1651, Napoli), “Autoritratto come Allegoria della Pittura” (particolare elaborato)

La libreria di VDBD su Issuu http://issuu.com/vdbd/docs

Bacheca: potete pubblicare i vostri annunci nei commenti

Parma, Guttuso in mostra tra Passione e Realtà

( La spiaggia 1955-1956 )

Dall’11 settembre all’8 dicembre

alla Fondazione Magnani Rocca di Mamiano di Traversetolo ( Parma )

GUTTUSO. Passione e Realtà
Mostra e catalogo a cura di Stefano Roffi con saggio in catalogo di Enrico Crispolti e interventi di Alberto Mattia Martini e Stefano Roffi. Edizioni Gabriele Mazzotta.
Fondazione Magnani Rocca, via Fondazione Magnani Rocca 4,
Parma – Mamiano di Traversetolo.
Dall’11 settembre all’8 dicembre 2010.
Orario: dal martedì al venerdì orario continuato 10-18 (la biglietteria chiude alle 17)
sabato, domenica e festivi orario continuato 10-19 (la biglietteria chiude alle 18). Lunedì chiuso.
Ingresso: 8 euro valido anche per le raccolte permanenti - 4 euro per le scuole
Informazioni e prenotazioni gruppi: tel. 0521/848327 - 848148, fax 0521/848337, www.magnanirocca.it, e-mailinfo@magnanirocca.it
Aperto anche 1° novembre e 8 dicembre.

UN UNICO CIELO di Villa Dominica Balbinot

Ma la carne le tremò:
come fosse uscita da una casa in fiamme
l’accendeva un incendio lento e spettrale…

Nessuno si condoleva,
un unico cielo pallido
rimbombava tra le pareti cave. More

Poesie tratte da PigmenTi di Antonietta Gnerre

Esce nella preziosa collana ‘Edizioni L’Arca Felice’ diretta da Mario Fresa, l’ultimo volumetto di Antonietta Gnerre dal titolo PigmenTi. La silloge si compone di tredici testi poetici, accompagnati dai dipinti di Raffaele Della Fera e Tonino Luppolo. L’operetta è una riuscitissima prova di scavo e di dialogo interiore, che si offre al lettore attraverso i toni metaforici, intimi e panici della preghiera e dello stupore nei confroniti del Mistero e del Creato. Di seguito alcuni componimenti scelti tratti dalla plaquette d’arte: More

Dora Pistillo

 

 Nata a Rivarolo Canavese nel 1889. E’ autrice di un unico verso (Amo cogliere rose/più delle rose) che suona come una puntualizzazione polemica a quello, celeberrimo, di Guido Gozzano (Non amo che le rose/ che non colsi), atta a rimarcare la propria preferenza verso la poetica di Vincenzo Cardarelli. Il verso, a detta del critico Ettore Nunes, avrebbe aperto la via all’ermetismo. Appassionata di botanica e fisiologia delle piante, morì a Caracas in Venezuela, nel 1950.                

(da Gafyn e i suoi fratelli di Giacomo Papi /Supplemento La Repubblica D n.70)

 

 Scorreva allegro il torrente Orco, nel Canavese, quando Dora emise il suo primo vagito. Era cominciato il disgelo in quella precoce primavera del 1889 e le sorgenti del corso d’acqua, alle pendici del Gran Paradiso, ricominciavano a cantare dopo il silenzio dell’inverno. Anche la neomamma, ora, dopo le fatiche bestiali del parto, fradicia di sudore, ma finalmente sollevata dallo strillo vigoroso della sua piccina, lo sentiva: era un rumore atteso, desiderato da tutta la piccola comunità di Rivarolo Canavese perché indicava la fine del freddo, delle giornate trascorse  nelle case buie, dei tetti oppressi dalla neve, delle mani indolenzite dai geloni. Le parve di buon augurio. “Lo senti? E’ il saluto a Dora, le porterà bene! Ho l’impressione che di questa figlioletta si parlerà a lungo” azzardò la levatrice, anche lei provata da quel parto difficile, coi piedi gonfi dalla stanchezza e le ombre sotto gli occhi. More

una vita come la tua

Illustrazione di Anna Bernasconi

Leggo su D, l’inserto del sabato del quotidiano La repubblica, il titolo: “Vorresti davvero che tua figlia facesse una vita come la tua?”. Sotto ci sono due foto: una rappresenta una giovane donna bionda in abiti pratici. È Gaby Insliff, ex editorialista dell’Observer e attualmente mamma, stando alla didascalia. A fianco alla foto di Gaby c’è quella del figlio, un bambino di neanche due anni. Potrei limitarmi alla lettura del titolo e alle foto corredate da didascalia, per avere un’idea abbastanza precisa del contenuto ma anche del taglio con cui la giornalista italiana, prende a scusa la vicenda della collega inglese, per dire la sua. Potrei fermarmi qui, ai volti di questi due, madre e figlio, e capire tutto, senza comporre a mia volta la versione della madre che spaccia la scelta di scrivere per alternativa e più indipendente, rispetto a quella delle madri che scelgono volontariamente, ammesso che ancora ce ne siano, la casalinghitudine, come abbracciando la croce. Ma l’argomento mi preme troppo perciò comincio la lettura. In realtà apprendo dalla giornalista italiana più i fatti suoi che quelli di Gaby. More

L’ALTALENA DEL RESPIRO di Herta Muller

“L’altalena del respiro”, di Herta Műller, I Narratori, Feltrinelli

“L’altalena del respiro”, di Herta Műller, ha la forza di un macigno.
Non è facile da leggere e alle prime battute, ancora nelle pagine successive, ti viene voglia di lasciar perdere. Perché le frasi appaiono ripetitive, così gli elementi del racconto.
Poi, lentamente, ti accorgi che ad ogni “ripetizione” si aggiunge qualche cosa che prima mancava e le immagini diventano più nitide, più coinvolgenti finché non riesci più ad abbandonare il filo di quel racconto.
E quando ci sei dentro non puoi fare a meno di sentire la fame, la vera, grande, insopportabile presenza che incombe su tutto il romanzo, in compagnia del male umano, delle sofferenze subite o inflitte, delle speranze e dei sogni calpestati in una realtà fatta di pesi insopportabili, di maltrattamenti fisici e psicologici, di un’ umanità fantasma con una sua vita strisciante nell’orrore. More

I bambini di carta

( Illustrazione di Mara Cerri )

I Bambini di carta

Sono bambini di carta
Scorrono lentamente
galleggiando leggeri
trasportati dalla corrente
Spesso sono bambini neri More

Inventare e raccontare storie – Segnalazione

Videocorso di narrazione realizzato da Giulio Mozzi per l’Istituto per la sperimentazione didattica ed educativa della Provincia di Trento (Iprase, http://www.iprase.tn.it ), nell’ambito del progetto “Scuola d’Autore”. Giulio Mozzi, scrittore e consulente editoriale, ha pubblicato diversi libri sullo scrivere e il narrare: tra questi, “Parole private dette in pubblico” (Fernandel 2001), “Ricettario di scrittura creativa” (Zanicheli 2000, con Stefano Brugnolo), “(non) Un corso di scrittura e narrazione” (Terre di mezzo 2009). Pubblica in rete il bollettino di letture e scritture “vibrisse” (http://vibrisse.wordpress.com )

 

http://www.youtube.com/user/iprase#p/u/16/LEjljFLhzGU

Pictures – corto di Lorenzo Bianchi Ballano

 

Quattro dipinti e il fiume Po fanno da sfondo al rapporto tra due donne, unite indissolubilmente da un legame d’ amore.  La fragilità dell’una è motivo di isolamento e fuga e a nulla può il tendersi dell’altra, nemmeno nel gesto estremo che la allontana per sempre.

Vincenzo Pardini: “Banda randagia”, Fandango, 2010

Vincenzo Pardini

Donata era bella quanto misteriosa. La sua solitudine ne accentuava il fascino.” Donata è la protagonista del primo dei nove racconti, “La moglie del serpente”, che formano la raccolta. Nata già un po’ ritrosa, un tentativo di violenza subito da un compagno la segna ancora di più nel carattere. Dubiterà degli uomini. Non le andrà mai di parlare con altri della sua vita intima. “Essere aggredita, stuprata era un timore da cui non riusciva a liberarsi.

La sua natura e la terribile esperienza accentueranno in lei alcune perversioni latenti. Facilitata in ciò dalla sua bellezza, si troverà a vivere esperienze di forte morbosità. Non si sottrarrà nemmeno al desiderio di uccidere. Un serpente boa acquistato in un negozio cinese, da cui si sente attratta, la renderà protagonista di una insolita storia d’amore.

La scrittura di Pardini è veloce, fatta di frasi stentoree. Il sesso vi compare come elemento dominante della vita, al quale nessuno può sottrarsi, e che riesce a far esplodere le più nascoste e inquiete verità su noi stessi.

Anche Eldo, il protagonista di “Banda randagia”, è un tipo introverso, come Donata. Appartato, silenzioso, non ama intrattenersi con i compagni. Troverà una pistola e sarà spinto dal desiderio di uccidere. More

Canzoni

Baisho  ?

La torre s’è riempita di muschio
fiori mitili conchiglie.
Con le gambe conficcate nella terra
e il capo sporto nell’azzurro More

poesie scelte da *Lo sfasciacarrozze* di Riccardo Raimondo, più cinque inediti

 

Lo Sfasciacarrozze - A&B, Bonanno Editore

“Mi chiedono di parlare della mia poesia? Per quanto ne so io la poesia è sempre un atto anarchico, c’è sempre un margine di ribellione in chi compone versi. Perché il verso è qualcosa che sconquassa il linguaggio e lo costringe ad arrivare al limite della sua funzione. Bisogna sfasciarlo dunque questo linguaggio, per farlo poi brillare di nuova vita. Dal comunicare si passa al supercomunicare.”

Riccardo Raimondo

Parto da questa dichiarazione di poetica con cui lo stesso Raimondo esprime l’ansia alla scrittura, in sintesi, la Rilkeana “necessità” o “impellenza” d’esprimere il proprio pensiero oltre le soglie del comune linguaggio, per introdurvi la voce di questo giovane artista della parola. Non è una trovata, o una ricerca d’originalità, a spingermi ad appellare Riccardo Raimondo come “artista della parola” anziché “poeta”, bensì un voler allargare gli orizzonti della scrittura oltre le rigide etichette, che concentrerebbero subito l’attenzione del lettore sulla successione formale del percorso espressivo nella sua progressione in versi. Quello che, invece, mi preme qui sottolineare in Riccardo (ma che riscontro in molti giovani autori contemporanei, tanto da far pensare allo svilupparsi di un “involontario e naturale” movimento, o trend) è la palese esigenza di assimilare per poi sfasciare, smontare e riplasmare la tradizione a proprio fine, uso e consumo. Dar vita al nuovo, oggi, appare cosa davvero difficile dacché la sperimentazione pura e fine a se stessa, ha decretato di per sé in partenza il suo “vuoto” fallimento. Dunque, che fare? Come trovare la propria strada, la propria voce? Semplicemente rispondendo a quella che la Szymborska definì “la gioia di scrivere”, facendo della Rilkeana necessità non solo esigenza di pungolo, ma piacere nel “comunicare”, raccontare, o semplicemente “dire”. More

Save our souls – Inedito di Giovanni Giudici

Save our souls

Salvate le nostre anime:

Indi e quindi il segnale

Passando senza nessuna

In lingua viva risposta -

Chioccolìo del morto auricolare More

alcune poesie di Luciano Mazziotta, da *Città biografiche*

Propongo qui una selezione di poesie di un amico e giovane poeta, Luciano Mazziotta, in cui credo molto.

Spero incontreranno la vostra attenzione. (nc)

Città biografiche - Luciano Mazziotta

*** *** ***

Pensa se fosse così la città

 .

Pensa se fosse così la città,

se ci fossero le auto ferme

ai semafori, e se allo stop

bloccassero i cerchi in lega

e facessero un cenno con

gli abbaglianti. Se gli abitanti

abitassero, se sui muri ci

fossero luci e pubblicità;

se ci fossero spazi pubblici,

e se li battessero prostitute

clandestine, locali, tailandesi;

se nascessero ristoranti cinesi

come funghi, e se i funghi

ce li mangiassimo, in qualche luogo

ci innamorassimo e parlassimo

almeno una volta al giorno.

Se fosse un punto di ritorno,

se non si aggirassero né angeli

né dei, se ci si buttasse dai ponti,

se si morisse costantemente;

se si nascesse in ospedale:

se ci si sentisse bene,

se ci si sentisse male. More

Les Feuilles mortes – Prevert

Les Feuilles mortes

Oh, je voudrais tant que tu te souviennes,
Des jours heureux quand nous étions amis,
Dans ce temps là, la vie était plus belle,
Et le soleil plus brûlant qu’aujourd’hui.
Les feuilles mortes se ramassent à la pelle,
Tu vois je n’ai pas oublié.
Les feuilles mortes se ramassent à la pelle,
Les souvenirs et les regrets aussi,
Et le vent du nord les emporte,
Dans la nuit froide de l’oubli.
Tu vois, je n’ai pas oublié,
La chanson que tu me chantais…
C’est une chanson, qui nous ressemble,
Toi qui m’aimais, moi qui t’aimais.
Nous vivions, tous les deux ensemble,
Toi qui m’aimais, moi qui t’aimais.
Et la vie sépare ceux qui s’aiment,
Tout doucement, sans faire de bruit.
Et la mer efface sur le sable,
Les pas des amants désunis.
Nous vivions, tous les deux ensemble,
Toi qui m’aimais, moi qui t’aimais.
Et la vie sépare ceux qui s’aiment,
Tout doucement, sans faire de bruit.
Et la mer efface sur le sable
Les pas des amants désunis…

Antonio Carnemolla e “Il Prossimo Inverno”

Antonio Carnemolla vince al festival del cinema con “Il Prossimo Inverno” dedicando il premio al nonno recentemente scomparso.

 

Il 3 agosto a Pordenone nel corso della serata verde del Festival FilmMakers si è aggiudicato il premio come migliore opera della Sezione Ambiente (nata dalla collaborazione tra la Mediateca Pordenone di Cinemazero e l’Arpa/LaRea, il laboratorio regionale di educazione ambientale del Friuli Venezia Giulia) il giovane regista ragusano (di Mazzarelli), Antonio Carnemolla, ha vinto il premio del pubblico “Miglior Corto Cinemambiente” con il suo lavoro  “Il Prossimo Inverno” scritto a quattro mani con la sorella Dolores, consolidando l’escalation di successi che l’aveva già visto vincitore l’anno precedente al Festival Internazionale del Cinema di Frontiera di Marzamemi. Una perla di memoria storica che protegge il ricordo di una Mazzarelli fagocitata nel cemento dal progresso. I protagonisti della storia sono gli abitanti del luogo, coloro che rappresentano l’anima vecchia del mare, tra questi il nonno di Antonio, Carmelo Di Mazzarelli, a cui il premio è dedicato, il suo ricordo commuove le parole: “in certi pomeriggi d’inverno” ha ricordato il regista “guardavamo il mare, lui da pescatore e io da sognatore, consapevoli che a breve tempo tutto quello che ci stava intorno sarebbe scomparso”. Il pubblico ha premiato il pensiero poetante del mare, lo scudo che difende la memoria storica di un piccolo borgo del sud della Sicilia caso particolare e a un tempo metafora universale delle vicende dell’uomo. Un’opera eterna questa, che incide il cuore con lo sguardo semplice di un oltre, di là dal mare, dove la malinconia si muta in gaiezza, dove il ricordo abbraccia la carezza, dove il succube vince al torto, difendendo la storia di un tempo di pescatori che dopo tutto ci ha reso uomini, gettando le reti fino in cielo a interrogare da dietro l’ombra il vero.

Paola Pluchino

Il profumo della violetta nell’aria

 

( Donna con abito a fiori – Angelo Landi )

Il  profumo della violetta nell’aria.

Quand’ero una ragazzina di quindici anni non mi piaceva il mio corpo secco e acerbo e nemmeno il mio modo di camminare, sempre un pò con le spalle curve, come per nascondere quel piccolo seno che stava spuntando timido e insipido come me. Una volta la settimana, al pomeriggio, frequentavo il corso di pianoforte e, abitando fuori città, in quell’occasione andavo a pranzo a casa della zia Lina.
Eravamo ancora nell’ingresso che lei mi diceva, battendomi le spalle : ” Stai dritta! Vuoi diventare una bella signorina o una brutta paperina?” – che poi era proprio come mi sentivo io. Mia zia Lina a settant’anni suonati aveva ancora uno splendido corpo e un portamento da “signora”, nonostante nella vita avesse fatto sempre lavori molto umili e avesse indossato, negli anni più duri, cappotti rivoltati e scarpe risuolate più volte. More

“Mam nonga Afrique” di Federica Iezzi Edizioni Onirica

Ci vuole la generosità, l’abnegazione, il coraggio dei vent’anni per affrontare da sola, come ha fatto Federica Iezzi, oggi trentenne medico cardiochirurgo a Roma, un viaggio per il Burkin Faso, nell’estate del 2000, e una full immersion di tre mesi nell’inferno e nel paradiso di questo Paese, un tempo chiamato dagli occidentali Alto Volta.

Ma ci vuole anche, già prepotente, una vocazione per la professione medica, che le difficoltà e le prove da superare confermeranno pienamente, anziché scoraggiare, in quella ragazza determinata che è soltanto alla fine del suo primo anno di Medicina.

 Che immense differenze! Qui mi considerano quasi un medico mentre in Italia sono considerata soltanto come uno dei tanti studenti in Medicina. (pag.15) More

un gatto ha sette vite

 

testo e opera video  Maria Korporal 

Sotto l’abete interrogo il discepolo:
Il maestro è partito in cerca di semplici,
Per di là, in fondo alla montagna.
Nuvole folte: non si sa più dove…
Chia Tao (779-843)

Il video è basato su una serie di fotomontaggi digitali realizzati utilizzando diverse componenti: fotografie vecchie e nuove nonché scansioni di materiali quali corde, incisioni su plexiglas, pellicola e foglie. Le immagini sono state elaborate con varie tecniche di animazione digitale. More

Dopo la tempesta

Dopo la tempesta, Aisha ha bevuto, il gatto ha danzato
il garage è scoperchiato, l’asfalto
cosparso con rami d’albero e fiori

cicale al buio, merli ai miei piedi e grilli al sole
zufolano, raccontano strane storie… More

Curzio Malaparte: “Mamma marcia”, 1959

Curzio Malaparte

Tra onirismo ed espressionismo si apre questo romanzo – confessione, uscito postumo, a cura di Enrico Falqui, due anni dopo la morte dell’autore (al secolo Kurt Erich Suckert – Prato, 9 giugno 1898 – Roma, 19 luglio 1957).

La confessione consiste nel ripercorrere la sua vita con le gioie e le delusioni che l’hanno contraddistinta. La madre sta morendo, il figlio è accorso al suo capezzale. La madre sa che è la prima volta che il figlio si apre a qualcuno ed è felice che lo faccia con lei. Qualche volta si appisola penetrata a poco a poco dalla morte, ma l’autore non si arresta, non fa pause. Davanti a quella morte avverte la necessità di fare il bilancio anche della sua vita. Troveremo scritto più avanti che un uomo comincia a morire soltanto quando muore sua madre.

Il titolo viene da questa frase: “L’Europa è ormai una mamma marcia”.
È l’Europa del dopo guerra, percorsa dalle oniriche farfalle nere e dalle formiche rosse che divorano i cadaveri. L’Europa dove sottoterra stanno le donne morte incinte che generano figli: “basta il peso del nostro passo sulle macerie dell’Europa, per far uscire dall’utero di questi cadaveri incinti i feti della gioventù.More

due poesie di LUCIANO ERBA

poesia da IL MALE MINORE

DAL DOTTOR K
( con tre glosse e una variante)

Si sciolga si stenda si rilassi
e associ le immagini del sogno
il sottogola dei preti
la pancia dei tonni
le prugne
le prugne bianche di Boemia ( 1)
associ! è difficile More

“Segreta” di Daniela Cattani Rusich

 Una poesia che avvolge, coinvolge, ferisce e accarezza: anzitutto per il ritmo, l’armonia intrinseca dei versi, la forza del lessico, l’uso sapiente dell’allitterazione, delle metafore, dei registri linguistici alterni e complementari, la sintassi fluida o franta. Poi, per le tematiche: varie, ampie, profonde.

Se ne deduce la passione di vivere, che nemmeno le esperienze più dolorose hanno potuto abbattere, rendendola semmai  più consapevole e matura, come nella bellissima lirica dedicata alla figlia, Mia viandante senza tempo:

Eppure ho il tuo sorriso sulla pelle/come un destino ricamato a mano,/l’istinto a vivere –languida carezza -/unica arma che possiedo, in pace e in guerra. More

Michele Caccamo

Nato a Taurianova (RC) il 21.12.1959, Michele Caccamo vive a Gioia Tauro, dove svolge l’attività di imprenditore ed è stato  assistente parlamentare alla Camera dei Deputati. Nel 2003 ha pubblicato il testo teatrale “Incoronato come le rose” , nel 2005 “La stessa vertigine, la stessa bocca”,  Manni editore, prefazione di Raffaele La Capria (poesie), nel 2005 “Il segreto delle fragole” (antologia),  Lietocolle editore (poesie), nel 2006 More

Il paese delle prugne verdi – Herta Muller

Un nonno dice: Le mie forbici da viticcio. Di giorno in giorno divento più vecchio e più basso e più magro. Ma le mie unghie crescono più veloci e più  grosse. Si taglia le unghie con le forbici da viticcio. Una bambina non si lascia tagliare le unghie. Fa male, dice la bambina. La madre lega la bambina alla sedia con la cintura dei suoi vestiti. La bambina ha occhi cupi e grida.” 

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Charles Simic: quando la quotidianità si fa arte – due poesie

(Andrew Wyeth – masterbedroom)

La meraviglia della quotidianità che si fa arte, bagliore di conoscenza e comprensione come per un bambino la fantasia che nasce dalla pura osservazione del mondo ancora da scoprire.

Charles Simic rende poesia la trivialità dei gesti coniugali, dei rumori più comuni e degli umori vitali.

Osservazione e penetrazione di fatti e gesti che conducono a metafisiche divagazioni che, da una fase empirica e quasi tattile, sfociano in uno stato di attonita meditazione sul significato più “essenziale” dell’effetto e dell’interazione tra le cose, gli oggetti e l’uomo. More

PRIMAVERA MARINA -di Lucetta Frisa( inedito)

 

Tutto è sponda:eterno il richiamo del mare(G.Benn).

Torno a traversare la spiaggia riascolto
i suoni del mare. Affondo i piedi
nella sabbia fredda, ci teniamo per mano.
Da quanto tempo mi ero congedata da lui?
Il sole mi feriva sono rimasta pallida
per anni, ferma a lontane estati.
L’incantesimo è condizione della pietra More

QUEI CALICI PURPUREI di Villa Dominica Balbinot

Davanti a un cristo
crudelmente incoronato
la polvere delle parole cadeva,
come da disegni smagnetizzati

Dunque tutto era crudo e diffidente,
in quell’immensa rimembranza della morte, More

“Felicetta” di Antonio Giordano

http://www.eventiesagre.it/images/upload/image/concorsi/concorsi_culturali/villa_petriolo_gaia_mensa.jpg
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Fa caldo. Prima di morire mia madre mi aveva sussurrato stringendomi la mano con una forza insolita. ”Non mi lasciare tutta sola con quel buio…”. Le avevo giurato che non lo avrei fatto e adesso ogni settimana vado al cimitero prima di pranzo perché c’è pace ed è difficile incontrare qualcuno. Le porto un po’ di fiori e le parlo delle mie vicende quotidiane. Ho bevuto un aperitivo che, al momento, mi aveva dato refrigerio ma che adesso mi fa sudare. Mi metto all’ombra di una cappella e mi trovo di fronte una lapide. “Famiglia Pasta” e, più giù, “A Franco con amore dalla sua Felicetta Mollica”. Che strano. Guardo, attirato non so da che cosa. Mia madre aspetta ma a me cominciano a venire dei capogiri vorticosi, come una giostra. “Pasta…mollica…felicetta…mollica… pasta…felicetta…”. Poi una voce profonda e querula mi fascia il cervello. More

DONNE IN OPERA:BANDO 2010

Donne in Opera: bando 2010

Donne in opera 2010 è un concorso organizzato dalla consulta per le pari opportunità della Valle d’Aosta, giunto alla sesta edizione e che ogni anno vede un numero di partecipanti sempre crescente su base nazionale. Annualmente viene scelto un tema sul quale i partecipanti sono chiamati ad esprimersi mediante la scrittura, le immagini, la poesia, la fumettistica. Il tema del concorso di quest’anno sarà “Il corpo racconta” e la partecipazione deve avere come format unico la cartolina postale. More

Please read me again that fable

( illustrazione di Paola Garilesi )

The adventures of Billy Biscuit

In una torrida serata di luglio a Parma passeggiavo per Via D’Azeglio divenuta per l’occasione galleria notturna all’aperto per giovani artisti, che lungo tutta la strada esponevano le loro opere. Nei pressi dei portici dell’Ospedale Vecchio aveva allestito il suo spazio una ragazza ; sorrideva timidamente ai passanti. Davanti a lei un banchetto con alcuni biglietti da visita e alcuni libri. Su un cavalletto alla sua destra alcune sue illustrazioni per l’infanzia, tenere e delicate come il mondo dei bambini . Mi fermai, salutai : “ Posso? “ – e presi fra le mani un piccolo gioiello, una perla nera.

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Strage alla stazione di Bologna – 30° anniversario

 

La strage della stazione
“Io non dimentico”
Le lettere del 2 agosto

Alle 10.25 del 2 agosto 1980 una bomba esplode nella sala d’aspetto di seconda classe della stazione di Bologna: 85 morti e 218 feriti. Trent’anni dopo Repubblica chiede ai lettori di contribuire al ricordo inviando la propria testimonianza. Le lettere che qui potete leggere integralmente saranno presto raccolte in un volume.

Trent’anni dopo la strage, Bologna s’interroga e si aggrappa al valore della memoria. Repubblica ha rivolto una domanda ai suoi lettori: “Chi ricorda cosa?”. In pochi giorni hanno risposto centinaia di persone: i ferrovieri che erano in servizio in stazione, i medici e gli infermieri rientrati dalle ferie per soccorrere i feriti, i militari, i poliziotti e i vigili chiamati a estrarre i corpi dalle macerie, i viaggiatori di passaggio, chi perse la coincidenza e per questo si salvò la vita, chi ebbe paura per i suoi cari, chi perse un amico, chi cercò con la propria auto di essere di aiuto, chi non era ancora nato, ma ha conosciuto l’orrore attraverso le parole dei genitori… Quello che esce è un ritratto vivido, collettivo e commovente (Le testimonianze integrali) che sarà presto pubblicato in un volume. Di seguito alcuni frammenti. More

Un “Futuro semplice”? la parola a Gianni Montieri

La raccolta di poesie che qui presento, credo sia stata la più recensita del 2010, e leggendone la sincerità del verso e la verità del “narrato”, non sorprenderà nessuno la “fortuna” di questo splendido percorso di vita, così attuale, così terrenamente invitante alla riscoperta di un “futuro semplice”.

Vi invito quindi alla lettura di alcune poesie espunte dal libro ed accompagnate da una selezione di letture che diversi autori (tra cui me medesima, sottoscritta) hanno dedicato alle pagine di Futuro semplice. - buon futuro, dunque, e che sia: semplice.

nc

Futuro semplice, di Gianni Montieri

AVANZI
.
Il gesto dell’apparecchiare possiede grazia
così come la mano che chiede alla rosa
di non sentir paura mentre l’altra pota
è un rituale, una funzione
non c’è spavento dentro l’abitudine
conoscere l’azione successiva induce calma
riporre il libro sulla stessa traccia di scaffale
annusare il caffè prima di berlo lo certifica
.
la casa non sta nelle pareti colorate
sta nelle mani dove la testa appoggia
quando duole per la gravità del giorno
-per il troppo vento-
.
***

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Rose

di Ilaria Seclì

Ho scordato le rose sul treno. C’era una musica lenta e aspra, di limoni inaciditi e di sansa. Porto sul vestito a fiori il sorriso e la serenità di mia nonna, i fazzoletti neri sulla  testa, i grani del rosario, le litanie, le monetine di qualche città a cui ho dato i passi e il sorriso, l’odore di uva e di botti tra via Siena e via Tripoli, prima di andare a salutare i miei vecchi, all’ombra di una rimessa con le volte a botte dove sedevano nella pace del pomeriggio, fino a sera tardi. Mia madre con ago a cucire nei silenzi primaverili o estivi, mentre giocavo a vendere stoffe, convincendo immaginari acquirenti e mercanteggiando sul prezzo, o cantando con microfoni invisibili di fronte alle piante del giardino. Sui prati di Parigi ci sono ragazzi sdraiati, beati, aperti come girasoli. More

Guido Gozzano: “Fiabe e novelline”, 1909 – 1914

Il poeta (1883-1916) de La signorina Felicita ovvero la Felicità fu anche un ottimo e delicato narratore. Lo vedremo in questa piccola raccolta di fiabe e novelline.Guido Gozzano

Si comincia con I tre talismani, i quali sono una borsa, una tovaglia e un mantello magici. Li lascia un vecchio padre ai tre figli: Cassandrino, poeta, Sansonetto, contadino e Oddo, mercante. Il protagonista è Cassandrino, che viene derubato da una principessa del suo talismano e poi di quelli dei due fratelli. Riesce a recuperarli grazie alla sua astuzia, e ricaverà dall’avventura la lezione che è meglio vivere una vita semplice.

Siamo in pieno nella fiaba tradizionale; la struttura è semplicissima, e i colpi di scena si susseguono secondo le regole consuete. C’è l’oggetto magico, lo si esibisce, si è ingannati, lo si recupera traendone una morale.

Già da questa fiaba ci avvediamo che Gozzano si inserisce egregiamente nella tradizione europea, che ha nei fratelli Grimm e in Andersen i maggiori rappresentanti. Ciò per la leggerezza e l’incanto che permeano la sua scrittura.

Non vi è dubbio che Gozzano aveva ben presente questa tradizione nonché le opere dei tre grandi favolisti, e le sue composizioni ne assimilano lo spirito fantastico e stupefacente. Anche se va ricordato che l’Europa deve molto alla fiaba e alla novella italiane a partire dal Basile e dallo Straparola. More

Mark Strand: La metafisica dell’assenza – due poesie

Mark Strand
Mark Strand

Moon, Mark Strand

Open the book of evening to the page
where the moon, always the moon appears

between two clouds, moving so slowly that hours
will seem to have passed before you reach the next page

where the moon, now brighter, lowers a path
to lead you away from what you have known

into those places where what you had wished for happens,
its lone syllable like a sentence poised

at the edge of sense, waiting for you to say its name
once more as you lift your eyes from the page

close the book, still feeling what it was like
to dwell in that light, that sudden paradise of sound.

*

Luna

Apri il libro della sera alla pagina
in cui la luna, sempre la luna, ancora appare

lì tra due nuvole, muovendosi piano, così piano che sembrerà
siano trascorse ore prima che possa voltare alla pagina seguente

lì dove la luna, più luminosa ora, fa approdare un sentiero
che ti conduca via da ciò che hai appreso

dentro i luoghi in cui tutto quello che avevi sperato si avvera,
la sua sillaba solitaria come un bisbiglio penzoloni

al margine del senso, ad aspettare che sia tu a pronunziarne il nome
ancora una volta staccando lo sguardo dalla pagina

chiudendo il libro, ancora sentendolo così com’era
quel sospendersi nella sua luce, quell’inatteso paradiso del suono.

* More

Simpliciter & Complicatibus

Nato a Caserta nel 1964, Giovanni Campi è il papà di Simpliciter & Complicatibus, due personaggi alieni e surreali, quasi beckettiani (mi si perdoni l’irriverente accostamento, ma questo signore, pur non essendo irlandese, ha talento da vendere), che dialogano ininterrottamente giocando con e sulle parole e portandoci ad un teatrino dell’assurdo geniale ed esilarante.  Teqnofobico Chiocciola  (il nostro Giovanni Campi  in rete) ha due valentissimi collaboratori* in Nevio Gambula   ( http://www.neviogambula.it/ ), attore, poeta, insegnante di recitazione e autore di saggi sul teatro e di critica culturale  e Orsola Puecher  della quale non si hanno notizie biografiche, ma si sa soltanto quanto è brava.  Basta fare una capatina nel suo sito,  http://orsola-puecher.tumblr.com/  o guardare un filmato su youtube in cui lei e gli altri due artisti di cui sopra danno prova della loro genialità.      (* Passatemi il termine , perchè questi due artisti sono molto,  molto più che collaboratori … )

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Dal bacio alla morte – viaggio attraverso un quadro

È il primo bacio, quel magico contatto di labbra a dare le risposte all’attesa amorosa: un gesto semplice, carico d’aspettative, denso di delizie, ma anche naturale, arcano, intimamente istintivo: le labbra si sfiorano, assaporano la pelle dell’amato/a parlano e rispondono al mistero della passione, della fame e dell’amore.

Freud diceva che “il bacio è, per animali ed esseri umani, portatore di cibo: se non baciamo chi amiamo, a livello simbolico gli togliamo un nutrimento fondamentale, il nutrimento dell’anima”. Secondo la sua teoria impariamo l’arte del bacio appena nati, al primo contatto col seno materno, alla prima suzione, e quest’arte si affina, si arricchisce nell’esperienza del nutrimento. Per quanto poco poetico possa apparire, anche gli uomini svezzavano i loro cuccioli nutrendoli attraverso il contatto delle loro bocche. Quando non esistevano pappette preconfezionate, omogeneizzati e liofilizzati, le mamme svezzavano i pargoli passando loro il cibo da bocca a bocca, così come nella migliore tradizione animale. L’atto della “suzione” e del “tastare” con la lingua il capezzolo materno durante l’allattamento corrispondono dunque esattamente al reciproco nutrirsi degli amanti nell’atto di baciarsi.

Il bacio acquista quindi un ulteriore senso carico di ancestrali valenze: esso è “nutrimento” di cui fruire e da donare all’altro, offrendosi nella morbidezza delle labbra congiunte, ma anche abbandonandosi consapevolmente vulnerabili ai denti ed alle fauci dell’altro in segno di fiducia e reciproco scambio. More

THE INFINITE JEST di David Foster Wallace

Lenz indossa un cappotto di lana pettinata e i pantaloni scuri e i mocassini Brasiliani lucidati al massimo e una parrucca che lo fa assomigliare a un Andy Wharol abbronzato. Bruce Green indossa una brutta giacca di scadente pelle dura che scricchiola quando respira.  ” E’ come quando , amico, è come quando capisci qual è il tuo vero carattere, è come quando uno la punta contro di te e qualcuno, un Portoricano del cazzo con gli occhi di fuori, è a cinque metri da te e te la punta contro, e io stranamente io divento proprio calmo, capisci,e dicevo, io dicevo, ehi Pepito, dicevo, ehi Pepito amico vai avanti e fai quello che devi fare, amico, spara, More

TERRA DI RISULTA di Mia Lecomte

MIA LECOMTE

TERRA DI RISULTA (Milano, La Vita Felice,2009).

Nota critica di Gabriela Fantato

Pagg.84

Prezzo:euro 10

                            

Scrive Gabriela Fantato nella nota critica  intitolata  Una parola tra pathos e distanza che introduce il libro : Terra di risulta è un titolo indubbiamente insolito per una raccolta di poesia, in quanto il termine è specificamente usato in ambito di ingegneria edile, anche in campo tecnico-ecologico e, talvolta, per scavi archeologici, in quanto indica i vari materiali scaturiti dall’attività di scavo e allude a tutto ciò che resta o si ricava, un misto di terra e detriti, pietre e residuato fossile, non assimilabile ai rifiuti, ma che può essere riutilizzato, dopo un’ulteriore cernita. In effetti, il tono e l’atmosfera che attraversa questo nuovo libro di Mia Lecomte- è proprio una poetica in re: la poesia parte dalle cose, per inoltrarsi poi in uno scavo che riveli il senso. More

“Paradigma” di Francesco De Girolamo

Francesco De Girolamo è un poeta che va assaporato lentamente, poesia dopo poesia, verso dopo verso, lasciandosi andare al vortice continuo della sua forma circolare, musicale eppure priva di facili morbidezze e manierismi banali; perchè ci si accorge subito che, sostanziale a questa forma, e nel contempo speculare ed intrecciato ad essa, vive un dialogo interiore sofferto, una volontà lacerante di svelare se stesso e il mondo.

Di conseguenza, De Girolamo è anche un artista che, per essere compreso a fondo, va seguito nel suo percorso poetico ed esistenziale sondando le sue variabili tematiche ed i suoi sviluppi estetici, ma anche la coerenza della sua scrittura e del suo “essere uomo” attraverso il tempo; quale migliore occasione per conoscerlo come merita, quindi, se non leggere questo volume, uscito nell’elegante presentazione editoriale di Lietocolle con il titolo di “Paradigma”, che unisce un’antologia personale e testi inediti dal 1997 al 2009? More

Enzo Campi – Ipotesi corpo

 

Enzo Campi

 ipotesi corpo

 

Edizioni Smasher – Messina

 

 

Il poemetto, presentato per i tipi delle Edizioni Smasher, da Enzo Campi, viene incontro alla fame di buone letture. Non si tratta di lezioni educate di ‘bello scrivere’, ma di una vera conversione totale alla scrittura/lettura come scelta di vita, di gioia e sofferenza ad un tempo. I versi scorrono in un rapido e nervoso abbraccio, trasmettono perciò una magia, che è la stessa della nascita della vita, cruciale e bellissima ora dell’uomo. L’autore non crea d’impulso, ma ritrae l’intima natura dell’impulso stesso, lo modula, perciò nessuna parola è casuale, piuttosto si presenta come dotata di “corpo”, da qui il titolo originale. More

Antonio Steffenoni: “Meglio andare lontano”

Meglio andare lontano

Carte Scoperte Editore, 2010

Non so molto di questo scrittore, se non le poche notizie che appaiono nel risvolto di copertina. Leggo che la sua famiglia è di origine ispano-cubana e che ha pubblicato con Rizzoli due libri: “Una sola paura” e “Un’ora d’aria”, un altro libro con Einaudi, “Vally cresce e suo papà pure”. Gli ultimi libri, come questo, sono pubblicati da Carte scoperte.
Dunque un narratore per me tutto da scoprire. Da qui nascono grande interesse e grande curiosità. More

J’aime le brouillard

J’aime le brouillard, tu le sais
Ses épaisseurs lumineuses
Ses taches de mort calme dans l’antre du jour

Et tu sais aussi que j’aime le brouillard parce qu’il ressemble
A ce regret qui est en moi
Entre l’heure et la mémoire
Quand j’ai la vertu de regarder ma mort
Les claires ruines et tout l’après
Où je n’aurai plus de structure
Où il n’y aura plus de langage, plus de formes même ombreuses
Plus d’arête aucune catégorie dans le vide
Aucun vide du vide
J’aime le brouillard de m’y faire réfléchir
S’il ressemble tant soi peu à ce destin défaisant mon heure
Dans le voeu de l’instant et du rien

(tiré du livre de poèmes “Les élégies de Yorick”)

Jacques Chessez

* * *

Amo la nebbia

Amo la nebbia, lo sai,
la sua densità luminosa
le sue chiazze di morte calma nell’antro del giorno

E sai anche che amo la nebbia perchè somiglia
a questo rimpianto che è in me
tra l’ora e la memoria
quando ho la virtù di guardare la mia morte
le chiare rovine e tutto il dopo
in cui non avrò più struttura
in cui non ci sarà più linguaggio, più forme anche ombrose
più sosta per nessuna categoria nel vuoto
nessun vuoto del vuoto
Amo la nebbia per il suo farmi riflettere
se somigli tanto o poco a questo destino che disfa la mia ora

nella promessa dell’istante e del nulla.

(tratto dalle ‘Elegie di Yorick’)

Dialoghi con Nessuno – sulla poesia – Natalia Castaldi

Beinecke Rare Book and Manuscript library - Yale University

Vedi, mio caro Nessuno,

Rose is a rose, is a rose, is a rose, diceva quella gran marpiona di Gertrude Stein … cosa credi volesse dire con questa semplice ripetizione di un significante sulla cosa referente?

che le cose sono quello che sono ed una rosa è solo una rosa, sembra volesse dire questo, sì, ma se strappi la parola “rosa” al suo ramo e la osservi come immagine foriera di significato, noterai subito che un’infinita gamma di interpretazioni e sensi, simultaneamente, dalla pronuncia del suo nome alla sua immagine vermiglia, andranno a ripescare i tuoi archetipi emotivi più nascosti, sussurrandoti menzogne su improbabili passioni, amori, dolori, sanguigni tormenti, etc.

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Intervista alla scrittrice irpina Licia Giaquinto

a cura di Antonietta Gnerre

Licia Giaquinto è nata in Irpinia, dove ha trascorso l’infanzia e l’adolescenza. Laureata in lingue, si è trasferita a Parigi, dove ha vissuto facendo diversi lavori. Oggi vive fra Bologna ed Amalfi.  Ha scritto poesie, testi teatrali, ha pubblicato racconti in diverse antologie e i romanzi : “ Fa così anche il lupo” Feltrinelli, 1993;  “ E’ successo così”  Teoria 2000 ; “ Cuore di Nebbia”  Flaccovio, 2007. Il 21 aprile 2010 è uscito il suo ultimo capolavoro “ La ianara” Adelphi.  Una scrittrice che  affascina con un linguaggio che avvolge il lettore in una magia cromatica.  More

Il poeta e lo scrittore visti da José Saramago

 

Lo scrittore  e premio Nobel José Saramago è morto il 18 giugno scorso.
Un lutto che colpisce duramente non solo la letteratura portoghese ma la cultura in generale.
Il caso voleva che proprio in quei giorni stessi completando la lettura di  “I quaderni di Lanzarote”, il diario che lo scrittore ha tenuto per cinque anni dal 1993 al 1997, nel quale tratta di brevi momenti della sua vita quotidiana, ma pure, e soprattutto, di libri,  scrittura, filosofia, poesia, cultura…
Ed è in queste pagine, a tratti tenere e affettuose, a volte dure e caustiche nelle considerazioni, che ho trovato alcune  riflessioni sul poeta e sul ruolo dello scrittore.
Può essere utile proporle alla riflessione comune.

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E ALLA FINE POI VI FU di Villa Dominica Balbinot

Alla fine poi vi fu,
quella macerazione,
con quei suoi deliquescenti eccessi…

Nella mente si sfaceva,
smoriva come in una prateria sommersa,
in quelle paludi dei cipressi,
nelle stagnanti acque.
Tutto era divenuto elusivamente grande, More

Poesie di Ugo Magnanti

 

oh lettere da svolgere fra i denti

come se stanchi

scendessimo dai monti

così ci accoglie dei poeti

il dire senza intenti. More

Isola delle storie

Parole che si rincorrono per raccontare storie, autori esordienti da scoprire, scrittori affermati che si ha la curiosità e il piacere di ascoltare. Stessa isola, stesso luogo nascosto fra montagne antiche, stesso desiderio, mai sopito, di condividere una passione, quella per i libri e la letteratura, spesso vissuta come un piacere solitario. More

Silvia Rosa: Di sole voci

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Silvia Rosa, Di sole voci
Prefazione di Alessandra Pigliaru, Nota di Enzo Campi
Immagini fotografiche di Giusy Calia
Faloppio (CO), LietoColle Libri, 2010
______________________________

 

Prefazione

Poesia è, sì, lotta con la carne, relazione intima con essa
che dal peccato – “la follia del corpo” – conduce alla carità.
Carità, amore per la carne propria e altrui.

(Maria Zambrano)

È il martirio della lucidità ciò di cui si nutre il poeta, secondo Maria Zambrano. Quella contraddizione che non si vuole annientare bensì rendere visibile, come una cicatrice portata da un eterno innamorato. C’è una bellezza tutta da soffrire, nel giorno ghermito dall’ombra, in quel fare puntellato che si aggrappa all’esistere. C’è una bellezza dotata di senso, poi, ché a cercarla sembra difendersi dalla tempesta del mondo. Un modo speciale di r-esistere lo ha trovato Silvia Rosa nel suo esordio poetico che riferisce del tentativo inesauribile di rimanere appigliata a terrestri radici di senso / incerta nostalgia di un Altrove, More

Ulisse di James Joyce, lettura

Questo qui parte alla ricerca di un padre, a suo tempo si faceva vendere una nave ma oggi è nella stanza degli uomini e discorre con loro prima di partire.

Non compra niente ma procederà per mare diverso fino al garbuglio dell’incontro. Saranno 24 ore secche, n’importa, lui ama discutere, è uomo di mondo, sa comportarsi e conosce le leggi dell’ospitalità. Del padre sapremo strada facendo, uno che prova a piazzare un articoletto sul giornale, uno buffo, ebreo, per ogni osteria frequentata ce lo ripeterà che è ebreo, di razza eletto, perseguitato.

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“Come mi batte forte il tuo cuore” di Benedetta Tobagi

Un inno all’amore e alla verità è quello che innalza  Benedetta Tobagi nel suo Come mi batte forte il tuo cuore Edizioni Einaudi.

 Dunque ci sei?

Dritto all’attimo ancora socchiuso?

La rete aveva solo un buco, e tu se proprio lì’

Non c’è fine al mi stupore, al mio tacere.

Ascolta

come mi batte forte il tuo cuore. More

Maurizio Maggiani: “Meccanica celeste”, Feltrinelli, 2010

Maurizio MaggianiMaggiani è lo straordinario autore de “Il coraggio del pettirosso”, il romanzo che vinse nello stesso anno di uscita, il 1995, il premio Viareggio e il premio Campiello. Tre premi, li vincerà anche con il romanzo del 2005 “Il viaggiatore notturno”: il premio Strega, il premio Hemingway, il premio della Maiella.

Un narratore che, in una conferenza a Lucca, disse di sé di sentirsi un raccontatore nato, capace di narrare su tutto, cresciuto com’è alla scuola del nonno.

E infatti del narratore ha la curiosità, la facilità del comunicare, lo svolgimento quieto di chi ha tutto il tempo per farlo.

Questo romanzo mi ha incuriosito perché è ambientato in Garfagnana, quella terra splendida ed aspra ad un tempo che ha trovato nel nativo Vincenzo Pardini il suo più alto cantore. Maggiani vi ha abitato per qualche tempo. Da ciò l’interesse, mio ed immagino anche del lettore, a conoscere la sua reazione davanti ad un paesaggio e ad un ambiente dal fascino indiscutibile, insieme primitivo e misterioso.

L’incipit è un omaggio alla sacralità della scrittura. Maggiani ne conosce misticismo e profezia. Come se si segnasse con la croce. Poi va, e ci immerge nella sua avventura. More

Lietocolle pubblica una raccolta inedita di Assunta Finiguerra

Finiguerra Assunta – “FANFARIJE”
ISBN: 978-88-7848-581-5
Prezzo: €15,00
Anno: 2010
PAGG 200 78 inediti, Rescidde e Solije

…si tratta di qualcosa di più disperante e travolgente d’una passione carnale: sono gridi dal fondo di un pozzo senza uscite, sono lamenti a volte imploranti a volte blasfemi spesso autoflagellanti di chi è faccia a faccia con la morte. … una specie di premonizione apocalittica non meno struggente…. More

Una poesia di Marco Scalabrino

C’È . . .

C’è tanfu di morti e scrusciu di guerra.

C’è in giru arrè pi st’Europa lasca
crozzi abbirmati cu li manu a l’aria. More

Terre di mezzo

(Albrecht Dürer (German, 1471-1528), Sechs Kissen (Six Pillows), 1493, ink on paper, 276 x 202 cm.)

Terre di mezzo

Siamo spiriti sospesi
nelle terre di mezzo
Non  più carne,
aria non ancora
Siamo ricordi appesi
ai chiodi della mente
Qualcuno, fune sfilacciata
resistente allo strappo,
si aggroviglia caparbio
alla vita, insistentemente
Altri, polvere di parola,
sostano sugli oggetti cari
Brevemente,
nell’attesa del cencio
che li spazza via.
Lasciateci così.
Senza umida terra
né sigillo in cemento.
Sospesi, liberi nel tempo.

Sara Ferraglia

Riflettendo su “Acciaio”

 Un sapore acre nel palato: questa la sensazione che provo dopo l’ultima pagina di Acciaio di Silvia Avallone, Edizioni Rizzoli, il romanzo sostenuto da un battage pubblicitario intenso e da una fascetta di copertina che definisce l’autrice una nuova straordinaria scrittrice italiana. Che la Avallone sia una scrittrice non c’è dubbio: riesce a tenere avvinto il lettore alle sue pagine, intreccia con perizia le (dis)avventure dei  personaggi, ne penetra i turbamenti e i drammi, sfiora toni epici nel racconto della morte bianca, usa un lessico che va dal triviale al sublime (mi ha colpito nella descrizione di Francesca l’espressione lucore lattile che ricorda D’Annunzio). More

Da CICLOTIMIE di Fiorella D’Errico

La liberté guidant le peuple©Gerard Rancinan

Ho una casa in affitto
alla sabbia.
Tutto intorno scava il mare
i muri stanno su per un miracolo
affine alla sindone
- scompaiono, riappaiono-
devi crederci di trovarli ancora
quando si torna
e, persino, li desideri.

*

Qui, con i miei quattro libri More

“China” di Maria Pia Quintavalla

Mercoledì 23 giugno 2010, ore 18.00

Auditorium dell’Umanitaria

ingresso da via San Barnaba 48 – Milano

Ciclo “A tu per tu con l’Autore”

Da “Selected poems” a “China”:

il cammino poetico di Maria Pia Quintavalla

More

La nuova raccolta di Marina Minet “So di mio padre, me”


So di mio padre, me di Marina Minet
Prima edizione, giugno 2010
©ClepsydraEdizioni
(collana e-book di poesia a cura di Sebastiano Aglieco,  Federico Federici, Annamaria Ferramosca, Abele Longo, Ivano Mugnaini  Daniela Raimondi, Anila Resuli)

Un grano di rubino”, così complesso e prezioso, così singolare è il tema di questa raccolta di Marina Minet, una poetessa che certo arrotonda le immagini in versi semplici, scorrevoli come fossero naturali. La raccolta, divisa in due parti, nella prima prima “Tenere rovineMore

L’ANTICAMERA DELL’IMPOSSIBILE di Costantino Simonelli

L’ANTICAMERA DELL’IMPOSSIBILE.

(Anche le nuvole fanno la coda)

Nel cielo quelle nuvole
reclutano e disegnano
pensieri
mai detti, forse,
o appena appena pensati,
forse, appena appena
pronunciati
con la balbuzie
timida ed introversa
degli uomini di buona creanza. More

ADDIO allo scrittore Josè SARAMAGO

“Don Giovanni, quinto del nome nella successione dei re, andrà questa notte in camera di sua moglie, donna Maria Anna Giuseppa, che è giunta da più di due anni dall’Austria per dare infanti alla corona portoghese e fino a oggi non ce l’ha fatta a ingravidare. Già si mormora a corte , dentro e fuori del palazzo, che la regina probabilmente ha il grembo sterile, insinuazione molto ben difesa da orecchie e bocche delatrici e che solo tra intimi si confida: che la colpa ricada sul re, neppure pensarlo, More

Sull’indolenza e altre odi di John Keats

E’ con molto piacere che segnalo ai lettori e alle lettrici di Viadellebelledonne, la recente pubblicazione per le Edizioni Il Labirinto di un prezioso libretto “Sull’indolenza e altre odi” di John Keats, nella bella e precisa traduzione di Francesco Dalessandro.

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Corpo-Spazio-Tempo di Federica Gonnelli

CORPO-SPAZIO-TEMPO si propone come estensione del corpo, ed è costituita dall’unione di vari componenti (suoni, immagini ed oggetti) disposti tra spazio-tempo (memoria), un ambiente composto da più elementi, tra presenza ed assenza del corpo stesso attraverso l’utilizzo del video che sottolinea l’assenza reale del corpo, ma la presenza virtuale di un corpo (un corpo generico dell’artista o dello spettatore). Un corpo tra presenza-assenza e identità-apparenza, superficie, specchio. continua qui More

Fuoriprogramma – divertissement (Ve lo vedete Giacomo)

Ve lo vedete Giacomo
con la gobbetta e il frac
che sale sul palco tremulo e l’infinito recita?
Oppure attacca stante con la sua Silvia morta
con gli occhi fuggitivi e che più non rimembra?
Sale sul palco e zoppica, inciampa nell’impiantito e cade
tenta una rimonta inutile
afferra l’altoparlante e il mix
ma caracolla e frana
andandosi a scontrare con il sembiante
(che sempre fuggitivo è ma a lui lampeggia)
della sua amata Aspasia.
Così rifugge egli
fugge da quella calca
si asconde dietro un telo
giurando al solitario passero
che mai più sarà presente
a queste gare nuove che i giovani poeti
sogliono chiamare slam.

Papaveri

 

maggio semina i prati
di raso in stracci squillanti – papaveri
foglie di follia sgusciata dal buio
penetrate nell’anima
 
hanno succhiato l’inverno,
forato cumuli, sterpaglie, le retrovie
 dei treni squallidi, campi felici
pettinati in larghe onde di attesa
laghi d’erba giovane, il mais
non ancora spuntato

tempio di fumo dopo la pioggia
un respiro di flauto rauco

PAROLE IN CIRCOLO! Bologna – Rassegna Poetico / Letteraria, Performativa e Multimediale

Riceviamo da viadepoeti e volentieri segnaliamo:

PAROLE IN CIRCOLO !

Rassegna Poetico / Letteraria, Performativa e Multimediale 

Intervieni come Autore ed Artista, Sostienici come Spettatore ! More

Achille Maccapani: “Bacchetta in levare”

Bacchetta in levareMarco Valerio Editore, 2010
A distanza di un anno dal bel romanzo “Confessioni di un evirato cantore” esce con l’editore Marco Valerio di Torino questo libro che ha a che fare ancora con la musica, e il lettore si aspetta dal suo autore – nato a Rho nel 1964, vive e lavora a Ventimiglia – un esito altrettanto felice. Vediamo.

Il direttore d’orchestra Enrico Liverani è un uomo solo che patisce la solitudine ed è stanco del proprio lavoro. Deve andare in onda l’ultimo atto della Traviata ed egli è rinchiuso nel suo camerino, assediato dai pensieri. Ci troviamo a Salisburgo.

Un incipit molto bello ed efficace ci trascina da subito nel mondo della musica lirica. Passo per passo, in compagnia delle emozioni. Maccapani ha una scrittura suadente, limpida, con una intrinseca vocazione musicale. Scorre come uno spartito. More

Alessandra Paganardi – Frontiere apparenti

ALESSANDRA PAGANARDI – FRONTIERE APPARENTI, PUNTOACAPO EDITRICE 2009

In questa silloge di Alessandra Paganardi, vincitrice del “Premio Astrolabio” 2008, la parola poetica coincide con l’approssimarsi dello sguardo e del pensiero alla realtà circostante per coglierne il moto segreto, quel destino a cui è chiamata e che in qualche modo ci chiama, in quanto noi stessi ne facciamo parte.
Ciò nasce da un’esigenza di consapevolezza, da un desiderio di conoscenza che scaturisce non solo dall’interrogazione del limite e della finitezza, ma anche dalla volontà (o dalla necessità) di More

Tetti di Parigi

Non tutte le città hanno il fascino di Parigi.

 

Non tutti coloro che osservano  una città dall’alto hanno  la sensibilità  di vedere non solo tetti.

Fabrice Moireau  e Carl Norac in “ Tetti di Parigi” , l’uno con i tratti delicati dei suoi acquerelli, l’altro con i suoi testi e le sue poesie, offrono un’insolita  prospettiva della città.
Come in una film d’animazione, le case respirano dal tetto, la neve esita a posarsi quasi per paura di non rispettare l’ondulazione delle cose, la Senna “si stira come un gatto su un letto”.
Appaiono improvvisamente, come dal nulla, il camminatore sui tetti, i poeti nelle loro mansarde, il popolo dei colori.
Viene naturale sfogliare le pagine del libro con delicatezza, quasi con il timore che il tocco dei polpastrelli  possa stingere  tutta quella vita sui tetti e fra i tetti .
In realtà ciò che rimane sulla dita, come polvere colorata e  impalpabile, è la sensazione di aver compiuto un viaggio esclusivo , un volo sulla città, con la voce fuori campo della Poesia che ci fa da guida .

( Sara Ferraglia) More

Poetarum Silva – Il libro – A.A.V.V. ed. Samiszdat

Economia – Domenico Lombardini

Prefazione di Francesco Marotta

 

Una poetica dell’incontro

     La cifra peculiare della scrittura poetica di Domenico Lombardini, il filo rosso che unisce in una trama unitaria le varie tappe del suo ancora breve ma già significativo percorso, condotto sempre con profonda discrezione e rigorosa attenzione ai presupposti e ai risvolti teorici del lavoro in fieri, è da ricercarsi nella presa d’atto dello snodo traumatico che la nostra epoca rappresenta, tanto sul piano etico che su quello culturale ed estetico, e nella piena consapevolezza, da cui la sua ricerca in gran parte si origina e si dispiega, che sia possibile trovare un punto di sintesi tra il rigore, le ragioni e la semplificazione ordinatrice tipica della scienza, e l’insondabile, ontologica, metamorfica refrattarietà che l’arte, in modo particolare la poesia, apparentemente le oppone.         More

“Un biancore lontano” di Adriana Gloria Marigo

Un biancore lontano è il titolo dell’opera prima di Adriana Gloria Marigo, edito nel 2009 da Lietocolle. Un libro che sta tutto nel titolo scelto dall’autrice perché il bianco e la sua chiarità percorrono, e insieme scaturiscono, dai versi di questa raccolta.
More

il colpo di fulmine bugiardo

su Romanza di Zurigo di Francesca Mazzucato 

Scrivere. Non è un caso parlare di scrittura in un romanzo di viaggio, se si intende lo scrivere come Francesca Mazzucato. O più che intendere la scrittura, ne si è vittima, come si sia vittima di un nomadismo di dentro e di fuori, che non ti fa stare nelle cose, se non scrivendone.
A voler forzare una definizione, scrivere può essere questo nomadismo deteriore e assillante, che espone a continui colpi di fulmine bugiardi (per usare un’espressione della stessa Mazzucato) che mimano l’assoluto, More

Pigmenti di Antonietta Gnerre

Nota di commento a “Pigmenti”, Edizioni L’arca Felice, Salerno 2010, pp.16

Antonietta Gnerre in questa nuova raccolta rilancia l’amo nelle profondità inoltranti dell’essere dove l’inòpia di vìveri di una dinamica conforme alla ragione s’inquadra, con religioso credo, nella curiosità inquisitiva-insinuante di capire e afferrare il mondo. La costruzione distillata dei versi insiste su un costellato terrapieno verbale estatico e simbolico, eletto, concinno e resinoso che compone la dicotomìa tra tradizione e modernità nell’ampio respiro onìrico di una poesia ravvisatamene comunicativa pur intarsiata di mistero a raggi: More

Premio Internazionale di poesia giovanile “Ut pictura Poiesis” 2010

Art. 1°) L’associazione L’ESPRESSIONE LATINA d’Italia (col patrocinio del Ministero dell’Istruzione Università Ricerca) , al fine di promuovere la creatività giovanile nell’area linguistica neo‑latina, secondo quanto previsto dal proprio STATUTO all’art. 2, lettera b., bandisce il Concorso di poesia inedita “Ut pictura poesis” riservato a giovani di età compresa tra i 18 e i 30 anni da compiersi entro il 20 settembre 2010.

Questa II^ edizione è riservata a concorrenti delle seguenti lingue: italiana, francese e ladina. More

L’importante è pareggiare

Il comitato “Pari o Dispare”, è nato nel gennaio 2010 come osservatorio sulle discriminazioni nei confronti delle donne e per promuovere le pari opportunità di carriera, di merito, per contrastare gli stereotipi femminili diffusi dai media che influenzano le scelte professionali e l’accesso al mondo del lavoro oltre che la cultura e l’educazione. More

Parma Poesia Festival 2010

( Parco Ducale – Parma )

Però peccato …
Hanno aperto i Giardini
Ma non per la Poesia
Li hanno aperti a Bob Dylan
Spalancato i cancelli
Per Attila
Ma gli alberi secolari e gli uccelli
preferivano forse i bambini
e la Poesia
Non la folla  sul prato.
Peccato.

Detto questo:

Il Parma Poesia Festival, in calendario dal 15 al 19 giugno,  torna con una programmazione sempre all’insegna dell’eccellenza artistica, a riconferma del ruolo di spicco della nostra città sul piano culturale internazionale.

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La bambina del fiume

Nicoletta Ceccoli

C’era una volta una bambina che amava un fiume. Il suo non era un amore qualunque, ma uno di quegli amori che ti scelgono all’improvviso e che fanno dell’altro un essere assolutamente speciale, unico al mondo.
E quello che la bambina voleva era essere del fiume. E il modo in cui aveva pensato di realizzarlo era correre con lui, al suo fianco, fino al mare, dove lo avrebbe riconosciuto, proprio nell’attimo della sua sparizione, l’avrebbe visto e riconosciuto. More

In palcoscenico la memoria prende “forma di festival”

Non siamo nella Romagna felix della ricerca teatrale anni Ottanta e Novanta, ma nel cuore della provincia (e della campagna) veneta. E qui il teatro contemporaneo “in forma di festival” diventa protagonista con l’ottava edizione del progetto che ogni estate la compagnia Anagoor inventa tra Castelfranco e la ex conigliera a Castelminio di Resana divenuta luogo di produzione culturale.

Il mini-festival (nell’alveo di Operaestate) quest’anno ha come titolo “You are here” e ha il respiro di una riflessione sulla memoria senza rivolgersi alla tradizione. E dopo aver ospitato gli anni scorsi alcuni dei nomi più interessanti della scena italiana, tra il 10 giugno e l’1 luglio convoca cinque compagnie ad affrontare il tema della memoria con azioni polimorfe. continua qui    o   qui

http://www.anagoor.com/home.htm

http://www.informadifestival.com/

NELL’AZZURRA FIORITURA di Villa Dominica Balbinot

Nell’azzurra fioritura del suo recesso
(meraviglia vi era stata
- all’inizio-,
dell’ immacolata bellezza)
i fiori erano ormai scuri per l’ombra della notte,
come alghe viola le ombre stesse.
Le parole dunque scritte More

Omaggio a Beppe Costa

Il guardiano del grano di Alberto Pestelli – Ferrari editore

Mario, dopo quattro anni di assenza, si reca con la moglie nella Valle del Mugnone (a nord-est di Firenze), suo amato luogo di origine, per ritrovare persone e luoghi sempre vivi nel cuore, nonostante lui abiti ormai da tanto tempo all’estero. Il viaggio, che viene affrontato evitando le comode autostrade allo scopo di passare da luoghi sempre suggestivi, e’ in realta’ uno spunto narrativo efficace per narrare di un altro viaggio, quello della memoria, che in questo caso si addentra in una delle pagine piu’ intense della nostra storia, quella degli ultimi mesi che precedono la fine della seconda guerra mondiale e la Liberazione. Alberto More

Il cantiere delle parvenze di Marina Pizzi

Marina allo specchio

 

Marina Pizzi

Il cantiere delle parvenze
2010

Marina Pizzi

Il cantiere delle parvenze
2010

1.
la mia sciarpa è un tragitto lontano
uno scalmanato talamo di nebbia
dove è agreste il cielo e logica la tana
di perdere la vita.
rotta anemia della città calva
senza nidi di cuccioli cantanti
né elemosine badanti il veritiero
abbraccio. s’intani il mio straccio
che non vede né attende nulla.
la maestria dell’alba bada a non
gridar di troppo le rondini bambine. More

Non vendere i tuoi sogni, mai

Il movimento del ’77 in due memorie storiche-auto-biografiche di Umberto Lucarelli.

Conobbi Umberto Lucarelli sui vagoni di un treno mattutino che veloce si recava a Milano, recando con sé le sbattute schiere di lavoratori senza senso. Rimasi subito affascinato dal suo idealismo. Non è facile ritrovarne in un uomo che «nel mezzo del cammin di nostra vita», si ritrova nella «selva oscura» della società contemporanea. Quella tempra straordinaria, forte, nobile, di una generazione quasi ingenerata, la lessi pari pari nelle sue opere, permeate da quello stesso «spirto guerrier», ruggente, da quella sana rabbia interiore che in quegli anni ‘70 voleva cambiare il mondo. More

fluSSidiverSi 2010

Poesia e poeti di Alpe Adria

Caorle (VE)

28 – 30 maggio 2010, III edizione

Flussidiversi, il festival di poesia nato nel 2007 a Caorle si ripropone dal 28 al 30 maggio nella cittadina veneziana.
Nella tre giorni, infiniti “semi di poesia” voleranno sulle acque della Laguna e sui campielli dell’antico centro di Caorle, innalzati nelle sette lingue di in cui si esprimono i poeti di fluSSidiverSi. Sono le lingue che si parlano nelle nazioni e regioni aderenti alla Comunità Alpe Adria. continua…

Dino Terra: “Una storia meravigliosa”, 1964

Dino Terra

Il suo vero nome era Armando Simonetti (Roma, 13 ottobre 1903 – Firenze, 8 febbraio 1995), la sua città d’azione Lucca, da cui proveniva sua madre, e dove è sepolto in un piccolo cimitero nelle colline circostanti. A Lucca donò tutti i suoi libri e a Lucca ha la sua sede la Fondazione a lui intitolata.
Trasferitasi, lui ancora piccolo, la sua famiglia a Parigi, respirò l’aria dei movimenti artistici che vi facevano le nuove esperienze sia nella pittura che nella letteratura. Affascinato in special modo dal Futurismo ebbe interesse per le avanguardie, sotto la cui influenza compose i suoi primi scritti: “L’amico dell’angelo”, 1927 e “Ioni”, 1929. Se ne allontanò nel 1933 con il romanzo “Metamorfosi”. Attirò su di sé l’attenzione di critici e artisti come Marinetti, Tilgher, Ungaretti, Bassani, Pampaloni, More

“Malta Femmina” recensione di Nadia Bettini

Un castello sul mare:
qui inizia un viaggio
profondo nei misteri
dell’animo femminile
di Nadia Bettini
Zona editrice presenta un coinvolgente romanzo corale, che scava
nei sentimenti delle donne, sullo sfondo di uno scenario surreale

“Malta” è lo pseudonimo dietro al quale si ritrovano quindici donne che da anni collaborano attraverso l’etere, realizzando lavori a più mani, unite dalla passione per la scrittura. Una miscela di personalità che, coordinate da Anna Maria Fabiano, si sono cimentate questa volta nell’impresa ardua ed affascinante di un romanzo corale al femminile, dando vita a Malta Femmina (Zona editrice, pp. 226, € 19,00). More

POESIARTE MILANO – ‘FINESTRE’

VII RASSEGNA

POESIARTE MILANO

 ‘FINESTRE’

 7-8  giugno 2010

 Questo settimo appuntamento di Poesiarte Milano dal titolo “Finestre” prende spunto dal nuovo luogo di Quintocortile  in cui si svolgerà la prossima Rassegna: sotto le finestre della casbah di viale Bligny 42. More

“Bestia di gioia” di Mariangela Gualtieri

E’ appena uscita, pubblicata da Einaudi, la raccolta “Bestia di gioia” di Mariangela Gualtieri. Il libro è diviso in cinque ben distinte sezioni ( come i cinque atti del teatro antico ) strettamente legate fra di loro.  Definito da più parti il libro della maturità e dei frutti migliori di tutte le raccolte poetiche della Gualtieri.

“Naturale sconosciuto”

Tutto davanti al volto si rivolta

nulla sta fermo nella rotazione.

Il moto della terra

avvicenda le vite

alle vite, sbenda il pulcino

dal suo guscio e lo conduce becchettando

fino alla sua forma piena

fino alla matrice, alla riproduzione

fino al rosso  vivo della cresta.

*** More

Quanto l’anima abbia da temere

immagine Federico Federici  

su L’anima tema di Federico Federici

 

Se un catalogo servisse a mostrare ciò che l’anima debba temere, racconterebbe forse la storia della degenerazione di una stella. Nella relatività generale un buco nero è una singolarità nello spazio-tempo, causata dal collasso gravitazionale di una stella di una certa massa, che non lascia sfuggire più nulla al proprio orizzonte degli eventi. Si può azzardare allora che un buco nero, sia una stella, un’entità celeste visibile, che per via di un dato evento, prosciuga il suo corpo, iniziandosi alla sua scomparsa. Ciò sembra accadere ad alcune stelle di grande superficie, che a un dato punto della loro esistenza, come ubbidendo a un’intima galvanizzazione, si contraggono, per via dell’attrazione che ogni loro singola particella attua verso le altre se stesse, che insieme fanno l’astro. More

Il cimitero dell’isola

la presenza degli alberi 
abbracciava ogni pietra, ogni nome inciso
sprofondare di sassi, ossa senza nome
stridori di motoseghe nel cimitero ebraico
e quell’uomo, in alto, che gridava scostatevi
viene giù, crolla il ramo grande More

“SETTE” di Silvia Bove

In un suo verso Silvia Bove dice “sono acqua senza argini” e mi sembra che questa immagine renda bene il suo essere donna e poeta.

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Ho nidificato

Silvano Braido

Con ferocia ho nidificato
dentro una casa piena di rughe
di rune ruscelli piccoli laghi
storie di navi che salpano
portandosi via un volto una voce More

Poetry di Lee Chang-dong – Film in concorso Cannes 2010 – ovvero che cos’è la poesia

Preseentato a Cannes 2010 Poetry è un film del coreano Lee Lee Chang-Dong regista premiato nel 2002 alla Mostra del Cinema di Venezia con Oasis. L’attrice protagonista è Yoon Hee-Jeong,  amata in Sud Corea e assente dalle scene da quasi 16 anni. Così il regista dice del suo film: “Una storia profonda di una donna anziana in cerca della poesia nella sua vita. Oltre ad essere stata condannata alla malattia dell’Alzheimer, subisce un altro dilemma quando il nipote adolescente, che è sotto la sua cura, è risultato essere uno degli assalitori di una ragazza della sua scuola media che si è suicidata“.
Il regista prosegue affermando che ha voluto utilizzare la poesia e la bellezza in un momento difficile e drammatico come quello che sta vivendo la protagonista. More

INFERNO O PARADISO ? di Sara Ferraglia

Inferno o paradiso?

“Prego, avanti un altro”- ed ora tocca all’Albina, che è la prima di una lunga fila.
Avanza di due passi e varca la soglia.
Il ragazzo che ha parlato è bello e sorride proprio come quel ballerino che c’è sempre in televisione dalla De Filippi.
“ Prego, s’accomodi “- indica una poltroncina di pelle rosso fuoco.
“ Allora signora…”
“ Pasoni Albina detta Bina “- risponde lei, sistemandosi come sull’attenti pur stando seduta: busto eretto, ginocchia unite e mani sudate, che tormentano una borsetta di finta pelle spelacchiata.
“ Signora Albina immagino che lei, come tutti gli altri, sia qui per entrare a far parte del nostro staff”- sorride ancora.
“ Mi scusi, staff, cosa vuol dire? E’ una parola a metà? ”
Il ragazzo batte le mani sulla scrivania ed esplode in un’improvvisa risata, eccessiva e sguaiata.
“ Staff, collaboratori, in questo caso intendo anche comunità o gruppo”.
“ Ah ben…se intende questo, allora sì, io sono venuta qui con quell’intenzione” e annuisce vistosamente. More

L’ ALTRA CITTA’: UN LIBRO QUASI FILM

Di “cartonati” belli ne abbiamo visti tanti. Ma questo merita una particolare attenzione. Ci mostra una città con i suoi abitanti, quella che non vediamo subito o che fingiamo di non vedere, forse perché ci irrita e spiazza un po’, eppure è sotto i nostri occhi tutti i giorni. L’Altracittà, scritto da Mia Lecomte e illustrato da Andrea Rivola (Sinnos editrice, Roma, collana Fiabalandia 2010) è un cartonato non a caso di formato orizzontale More

RUSSIE!

Arte russa del ’900 dalle collezioni Morgante e Sandretti

Ca’ Foscari esposizioni  – Dorsoduro 3246 Venezia – 22 aprile 25 luglio

Cento anni d’arte, dallo Zar a Stalin, a Putin. Tre Russie: dall’Impero all’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche alla nuova Federazione.

Le mette in mostra, ed è un evento per molti versi eccezionale, l’Università Ca’ Foscari Venezia, dal 22 aprile al 25 luglio a Ca’ Foscari Esposizioni. Curatori della rassegna: Giuseppe Barbieri e Silvia Burini. More

Cultura in lutto: è morto EDOARDO SANGUINETI

Poeta, scrittore, insegnante universitario, critico, teorico del gruppo di avanguardia 63, sperimentatore a tutto tondo, intellettuale e letterato.


 

Ti esploro, mia carne, mio oro, corpo mio, che ti spio, mia cruda carta nuda,
che ti segno, che ti sogno, con i miei seri, severi semi neri, con i miei teoremi,
i miei emblemi, che ti batto e ti sbatto, e ti ribatto, denso e duro, tra le tue fratte,
con il mio oscuro, puro latte, con le mie lente vacche, tritamente, che ti accendo,
se ti prendo, con i miei pampani di ruggine, mia fuliggine, che ti aspiro, ti respiro More

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