Davide Castiglione: “Per ogni frazione”

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I
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Premere
la grafite su cerchi in cancrena:
non so più a cosa porti.
Se a un male cercato e astratto
o se a uno spazio di rilievi,
con lo scavo
come moto verso l’amore,
come modo di avvicinarlo.
Profondamente all’esterno, intanto,
si scende nelle situazioni, nelle depressioni
del terreno; la gente, i suoi gesti vivi
se inascoltati
sono fossili subito.
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II
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Un io-altri
– ancora. Se penso a scisma penso
a una vena fondata nell’occhio
dall’occidente, da secoli.
Per ogni frazione, nell’esserci
con forza e senza l’espediente
di dire noi, in due
disanimare la dipendenza dal due.
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Davide Castiglione, Per ogni frazione, Campanotto Editore, 2010

“La vera alterità fatta di delicati contatti,/ di meravigliose compensazioni con il / mondo, non poteva realizzarsi / con un / solo termine, alla mano tesa doveva / corrispondere un’altra mano da fuori, / dall’altro.”

Lungo questi versi di J. Cortázar posti in apertura di libro (Davide Castiglione, Per ogni frazione), mi vengono incontro le particelle della poesia ARCHEOLOGIE, non a caso inserita nella sezione “Nel due”, perché se è nel due, nella corrispondenza sè- altro fuori da sé, che si realizza la “vera alterità”, allora è necessario indagarne e ritrovarne le tracce, le frazioni – rimanenze, comprese quelle del distacco originario, della sua fondazione, anche in forma di scritture. Continua a leggere »

Loredana Semantica: stanotte ho sognato


Stanotte ho sognato che stavo male
appoggiavo sulla guancia il dorso
della mano e la sentivo calda
nel sogno pensavo ho la febbre
non posso andare a lavorare.

Dicono che i sogni si realizzino al contrario
che esprimano un timore
un desiderio inconfessato
forse mi preparo al licenziamento Continua a leggere »

Libri di poesia: Kamikaze, G. M. Annovi più CD Featured Creatures, J. Keckler

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per la tua anidride purissima
il male/la storia
il moto precipiziale
della goccia
della faccia liquido
fatta
fatto quasi perfetto

se non fosse per questo
restare del resto

(che il respiro non passa) Continua a leggere »

ALA D’AQUILA SI STENDE di Giulio Viano

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ALA D’AQUILA SI STENDE  di Giulio Viano

(Genovainedita cultura,2010)
Nota di lettura di Lucetta Frisa

Ci sono poeti – e sono rari – che pongono la percezione  come centro  radiante della loro poesia. Ci sono poeti attuali – intendo viventi oggi, giovani e meno giovani – che sono perfettamente inattuali. Per loro la visione è un impulso primario che li costringe a mettersi alla scrivania tentando di tradurla in versi.  Peccano  (si fa per dire) di raffinatezza. Peccano ( si fa sempre  per dire) di leggerezza – non intesa come superficialità di senso ma come levità d’accento.  Sanno creare un “mondo altro”, un altrove  indefinibile  che gravita nella sfera del mistico. Perché questi poeti sono suggestionati e guidati dall’Antico, dal Sacro, dal Mito, dalla Fiaba, dall’esoterismo, dalle antiche tradizioni, dalla magia. Continua a leggere »

Doppio d’autore, la poesia incontra l’arte – Prossima scadenza


Scade il 31 maggio il termine per la partecipazione al concorso organizzato dall’associazione culturale The Artship. Premio pubblicazione. Il bando completo si può leggere qui

Concept/L’idea

Da sempre legate da controverse vicende, che sancivano il primato dell’una sull’altra, l’arte e la parola si mosse insieme nel corso dei secoli, legandosi in un destino fondente.  Strutturare il pensiero, erigendo il sublime sotto l’egida del bello ha sempre prodotto complessità, nella scelta del media attraverso cui esprimere l’anima complessa delle forme.
“L’essenziale è invisibile all’occhio”, “solo l’immagine ha in sé il vocabolario dell’anima”: a chi dare il primato dell’umanesimo?
Dalla volontà di una strutturazione ermeneutica, creatrice degli infiniti cromatismi della mente, nasce l’idea di indire un  concorso che sia fucina di raffinati talenti, affilate penne che, come pennelli astratti o materici esperimenti, sanciscano l’opera come immagine, la parola come corpus d’arte.
8 opere per 8 artisti che hanno chiamato in causa l’occhio per potersi fare mondo, essenza generatrice di pensieri in sintesi visiva e stante.
Così, anche la poesia, nei suoi versi stringe il pensiero legandolo, parola a parola al fulcro primo dell’ideale, l’alto occhio con cui la creazione a l’uomo si mostra.
Al poeta il compito di rileggere e interpretarne una, lasciandosi ispirare dai colori, dalle forme o dai sentimenti, incatenando al suo vicino e intimo fratello  artista, il suono interiore che esso ha prodotto.
Doppio d’autore, come doppio è lo specchio in cui riflettere il verso, come doppio è il gioco di rimandi tra il visto e il detto, l’immagine che l’espressione imprime.

QUALE TREMENDO – E BELLISSIMO

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Nel lungo tramonto blu
del deserto blu
il loro grido sembrava nascere dalla notte stessa
quale tremendo e bellissimo
- come il carnivoro fiore…

In questo scorticatoio
- e tra i flegmi, Continua a leggere »

Giancarlo Locarno: poeti cinesi

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Si appaia come stupidi e in questo stato si portino a termine i propri giorni.

……………………………………………………………………………….Bai Yuchan

Da millenni la società  cinese insegue come per un destino la realizzazione del confucianesimo: l’uomo è naturalmente buono e il suo senso è concretizzato nella collaborazione per il bene e lo sviluppo della società, il proprio posto nella comunità ha un valore etico assoluto, che si manifesta come  rispetto per la gerarchia.

I poeti cinesi invece volgono lo sguardo dall’altra parte, sono asociali, rincorrono il lato oscuro del Dao, ricercano l’accordo non con la gerarchia dello stato ma  con l’equilibrio che si ottiene abbandonandosi alle forze cosmiche della natura.

Questa frattura agisce da millenni come motore nella cultura cinese, ed è evidente nella vita e nell’arte di  tutti  i poeti che qui presento in ordine cronologico, per ciascuno di essi  riporto la mia libera traduzione di una poesia. Continua a leggere »

Funamboli part time di Marina Torossi Tevini

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mancano gli appigli qualche volta
per questo funambolico contatto
tu volteggi
e io tento lo slancio,
ma la fune esile sui bordi
di libellule e di parole scadute
geme impacciata Continua a leggere »

Donna

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……….spazio
……….poi un altro spazio
di doppie assenze
messo da parte ogni progetto
non c’è alcun luogo per i suoi germogli
ridisegnata a china è fatica d’esistere
……….in sordina
dimenticata la policromia degli astri
……….solo la luna
fotografarla quasi di nascosto.

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ALTERNI PRESAGI di Monica Martinelli

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Una luce di crepuscolo serale si stende sulle poesie di “Alterni presagi” (Altrimedia edizioni) di Monica Martinelli autrice che i lettori di Viadellebelledonne  conoscono essendomi occupata già della sua poesia parlando del suo primo libro “Poesie e Ombre”. Continua a leggere »

Dormi come visibile, l’eBook

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Dormi come visibile è il frutto di un progetto lungamente meditato. Il punto di partenza sono state 9 opere di Mirco Marcacci. L’ipotesi di lavoro è stata quella che da queste opere potesse farsi poesia, potesse secondo due distinte sensibilità, quella di Paolo Fichera e la mia, avverarsi una traduzione che dall’immagine virasse alla parola. Si è proceduto autonomamente a due scritture che solo in un secondo momento si sono confrontate per mutarsi di poco. Mirco Marcacci, dopo la lettura delle poesie, ha consegnato all’opera una copertina originale e Maria Korporal ne ha curato il progetto grafico. vs

clic sulla copertina per leggere l’eBook

Renata Viganò: “L’Agnese va a morire”, Einaudi, 1949

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Chi si ricorda di Renata Viganò? Nata a Bologna il 17 giugno 1900, vi morì il 23 aprile 1976; fu scrittrice precoce. Quando aveva 13 anni pubblicò “Ginestra in fiore”, una raccolta di poesie e nel 1916 “Piccola fiamma”. I suoi studi, per ragioni economiche, si fermarono al liceo ela Viganò si impiegò come infermiera negli ospedali della sua città, non mancando però di coltivare la sua passione per la letteratura. Collaborò a molti giornali. Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, militò nella Resistenza come staffetta e infermiera (è lei la “Contessa” alla quale Agnese porterà uno dei suoi messaggi) e da questa esperienza trasse lo spunto per il romanzo di cui ci occuperemo, che nello stesso anno vinse il premio Viareggio. Dal libro fu tratto un film dal titolo omonimo, con la regia di Giuliano Montaldo. Continua a leggere »

FENOMENOLOGIA DELLA SOMIGLIANZA. EVAN PENNY E LA SFIDA AL REALE (The Artship)


Paola Pluchino. Sculture in silicone, resina, plastilina, a volte con inserti di capelli umani. Imponenti nella presentazione, perturbanti nella resa, talmente reali e concreti sembrano questi alti busti, questi autoritratti, questi corpi seri ed enigmatici che si prestano allo spirito voyeuristico dello spettatore. Avvicinandosi alle opere di Evan Penny si coglie il fascino della maniera accademica, il pedissequo perfezionismo nella resa dei volti, l’ espressività di queste nuove e ri – create maschere. Nella linea che congiunge il totemico al virtuale, l’artista genera delle sculture che possiedono contemporaneamente reminescenze naif (capelli) e materiali di sintesi della civiltà dell’oggi, aprendo alla più fumosa instabilità e corto circuitazione del tempo. Un fare innovativo che imperversa e seduce l’occhio del pubblico svelando come l’artificialità può essere più reale del mondo vivente. Un’opera che permetterebbe molteplici variazioni sul tema, dalla medicina declinando chirurgia estetica e clonazione, fino alle teorie mass mediali, tra finzione e società dello spettacolo (per dirla con un celebre saggio dello studioso Guy Debord[1]). Continua a leggere »

L’azzurro della speranza, di Giorgio Bàrberi Squarotti (Samuele Editore, 2012)


L’azzurro della speranza, di Giorgio Bàrberi Squarotti (Samuele Editore, 2012) 

Per una sintetica web-introduzione alla poetica di Giorgiò Bàrberi Squarotti

(di Riccardo Raimondo)


«Io non/ vedo nulla, vecchia anima talpa che così poco scava dentro di sé, e/ preferisce le voci d’altri i libri d’altri i cataloghi degli archivi» – scriveva così Giorgio Bàrberi Squarotti in Tre soli anni, una poesia del 1974, pubblicata nella silloge La quarta triade (Milano, 2000).

E c’è tutta una dichiarazione di poetica in questi pochi versi, c’è il segno di un orientamento.

La vista è il senso cruciale per comprendere a fondo la poesia di Squarotti, la vista più che la voce, la «voce/ vuota nell’ombra di un cespuglio debole» (Le vane nevi, Verona, 2002).

Seguiamo, potremmo dire, attraverso tutto il percorso poetico, il dipanarsi di un’intricatissima sfiducia nella voce, nella Parola – o meglio nel «vero/ mondo da sempre, povero di esistere,/ incapace di udire la parola,/ cieco, fra i fiori solari, il tremare/ delle acque illimpidite, la purezza/ dei corpi intatti che la luce accendono».

Ecco, questi corpi di luce, che si mostrano alla vista, sono il fuoco dell’obbiettivo poetico di Squarotti, sono le epifanie che salvano la voce dal farsi grido. Testimoniano allo stesso tempo una «vacanza e l’attesa o la nostalgia di un pieno» – così Franco Pappalardo La Rosa nella sua prefazione a Le Langhe e i sogni (2003) descrive l’universo di Squarotti «da cui traspare una concezione dominata dall’angoscia del sospetto che l’essere, la realtà, la storia non abbiano significato», per questo «egli usa la scrittura poetica per dare – o per ridare – un senso all’universo». Continua a leggere »

La notte dell’armonia

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Un video di Maria Korporal tratto dall’omonima poesia di

Marcia Theophilo

Nella foresta esistono
più occhi che foglie
più cuori che pietre
è la notte dell’armonia
una notte soltanto
una notte dell’anno
e non si sa quale
i cuori di tutti gli animali
si accendono luminosi
scompaiono i corpi
e tante luci vagano nel bosco
quante le stelle nel cielo
è la notte dell’armonia
non si divorano, né si conoscono
si incontrano il giaguaro e il tapiro
il coccodrillo e il pirarucù
il tucano e l’anaconda
la farfalla e l’iguana
il falco reale e il macaco
è la notte dell’armonia
per una notte soltanto
nella foresta esistono
più occhi che foglie
più cuori che pietre.

“One day’s dance, La danza al Museo attraverso il tempo” – galleria fotografica di Sergio Zanone

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ONE DAY’S DANCE

DURATIONAL DANCE

La danza al Museo attraverso il tempo

Bassano del Grappa, 29 aprile 2012

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Foto di Sergio Zanone  – Altre foto, sempre di Sergio Zanone,  disponibili nella galleria sul sito www.apuntozeta.name

per altri riferimenti vedi anche il Comunicato stampa dell’iniziativa pubblicato sul sito del Comune di Bassano, sul quale, fra le altre cose, si legge:

“[...] E il concetto di “Durational Dance” al quale si ispira il progetto 2012 di questa giornata speciale, ha una diretta derivazione proprio dalla concezione della danza connaturata alle civiltà più antiche. La danza, prima espressione artistica inventata dall’uomo, che certamente  non nasce come intrattenimento, ma atteneva ai riti e ai culti e rivestiva il ruolo e l’importanza di un’espressione che si avvale insieme del tempo e dello spazio. Ed è dunque il concetto di tempo che viene portato in prima linea da questo particolare progetto dove gli artisti ininterrottamente proporranno le loro performance sfidando il nostro abituale modello di consumo culturale, che destina un tempo limitato sia al  performer che allo spettatore.[...]“

VIOLA AMARELLI- note di lettura di Narda Fattori

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Viola Amarelli, Le nudecrude cose e le altre faccende, L’Arcolaio

Appartata, silenziosa, al di fuori di ogni mena o bega critica, schiva nel porgersi, anche nei versi, ho incontrato Viola Amarelli sul suo ultimo libro, che ha come titolo uno spaccato della personalità dell’autrice e della personale visione che ha delle vicende della vita, censite con uno sguardo selettivo e privo di ogni forma di pathos che non fosse connaturato all’evento stesso. Continua a leggere »

Rami Saàri: poesie (tradotte da Arnold de Vos)

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………………………….Gypsy Caravan on a Journey to Heaven

On the second deck of the steamer from Finland to Sweden
in the bunk beneath mine a Gypsy of twenty sprawls.
Tino is his name (five foot eleven, hair smooth and black,
eyes toasted almonds, shoe size ten and a half –
one of my favorite numbers). He and his tribe
crammed into the cabin are delighted to find I’m a Hebrew and try to convince me of the family ties that bind
God and Jesus, but I’m off to my love who’s in Greece.
Meanwhile my gaze lingers on Tino’s tan fingers.
Once a week they strum the strings of the Trembling Spirit
at the Pentecostal Church in the Swedish capital’s heart.
Beautiful fingers, of Indian origin, but what in fact does it matter.
On journeys there’s always beauty, and the way is passed along.

(From Men at the Crossroad, 1991)
Translated from the Hebrew by Vivian Eden

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…………………………..Carovana di zingari in un viaggio al cielo

Al secondo ponte del piroscafo tra Finlandia e Svezia
uno zingaro di vent’anni si dimena nella cuccetta sotto la mia.
Tino si chiama (1.80 m di altezza, capelli lisci neri,
occhi di mandorla tostata, 41 di scarpe –
uno dei miei numeri preferiti). Lui e la sua tribù
stipati nella cabina sono felici di scoprire che io sia ebreo e cercano di convincermi
dei rapporti di famiglia tra
Dio e Gesù, ma sono già partito per il mio amore che sta in Grecia.
Nel frattempo il mio sguardo si ferma sulle dita brune di Tino.
Una volta alla settimana strimpellano le corde dello Spirito Fremente
della Chiesa Pentecostale nel cuore della capitale svedese.
Belle dita, d’origine indiana, ma che differenza fa.
In viaggio le bellezze sono tante, mentre la strada passa oltre.

(Da Uomini all’incrocio, 1991)
Tradotto dall’inglese da Arnold de Vos
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Il mito nel Novecento letterario

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Il mito analizzato nella letteratura contemporanea è il lavoro curato dal prof. Antonio Melillo, che per le edizioni Limina Mentis dà vita al volume “Il mito nel Novecento letterario”. I contributi sono di autori diversi impegnati nella docenza e nella ricerca e nella poesia e nella critica Continua a leggere »

Tre poesie d’amore di Giovanna Sicari

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un’energia assoluta e dettagliata della materia di fronte a cui soccombeva qualsiasi congegno narrativo. dalla prefazione Roberto Deidier

Tre poesie d’amore da “Il giorno fu pieno di lampi”

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Vorrei prenderti e chiederti e avere
come si chiede alla morte di parlare
avere ancora calore ancora guardare il taglio
dei tuoi occhi bellissimi, guardarlo per sempre
come si fissa uno sguardo che non vuoi che svanisca Continua a leggere »

Le campanelle

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Quante campanelle
ho sentito suonare
nella mia vita!

Quella di casa
dei miei genitori:
terminava con una molla
che vibrava quando
uno da fuori
l’azionava.

Din don
era il medico, il fattore
il postino, la sarta,
il questuante,
il venditore ambulante,
i bambini che venivano
a ripetizione da mamma
e i perdigiorno
che ci facevano affacciare
dalle finestre. Continua a leggere »

La ragazza terza

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da La creatura che non ti sono somigliante, incipit

testo: viviana scarinci, immagini: alessandro provenzano, voci: daria manetta, angelo zito, viviana scarinci

Troppo crescevano, denudato il nome, le cose

l’evo diaccio del viaggiatore finiva in bruma

l’ultimo ovale. Tra noce e gheriglio e piccole

incommestibili punte, compariva Terza

nel disegno del mondo, comandata dalla maceria

e mondata all’estremo di ogni spuntare

se ne stava in ascolto: archi, getti,

averi solitari e corde di metro invernale

sconfinavano e affacciava una ragazza

che teneva il nascere capofitto nell’ordine. Continua a leggere »

da «Gatti come angeli. L’eros nella poesia femminile di lingua inglese» (trad. L. Magazzeni e A.Sirotti)

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I gatti come gli angeli
(Marge Piercy – USA)

I gatti come gli angeli dovrebbero essere magri;
i maiali e i cherubini dovrebbero essere grassi.
La gente sta di solito nel mezzo, un nodo
d’osso che sporge dal ginocchio che vorresti
imbottire, un rotolo di ciccia che s’affaccia
alla cintura. Ti autopunisci,
una di quelle palle di gomma che hanno i bambini
che rimbalzano sempre sulla
paletta, ripicchiando sulla stessa superficie.
Vorresti essere snella e liscia
come una saetta.
Quando ero giovane
amavo uomini spinosi con ghigni ascetici
tutti gomiti e parole e cartilagini
costoluti come chiglie grigio-nebbia sulla riva,
facce taglienti che accecano
come lame lucenti, menti
rivolti al saccheggio come prore Egee. Continua a leggere »

Memorie di un turista tedesco all’Isola d’Elba nel 1930

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Sfogliando le Pagine elbane curate da Sandro Foresi, del 1932, dal sottotitolo Memorie, aspetti e coste dell’isola d’Elba, mi sono imbattuta nella traduzione di un articolo, definito interessantissimo, tratto dalla rivista tedesca Besondere Beilage del 31 gennaio 1930. Ne è autore un certo dott. Alfred Schroth, che, avendo trascorso l’estate precedente all’Isola d’Elba, vuole rendere partecipi i suoi connazionali di quest’esperienza.

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Viaggi a due nell’Europa di questi anni di Marina Torossi Tevini

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Viaggi a due nell’Europa di questi anni di Marina Torossi Tevini
lettura di Roberta Marsi

“Ogni viaggio è in un certo senso un percorso dell’anima. Obbliga a mettere in discussione ciò che davamo per scontato. In ogni luogo dove arriviamo – e già ce l’eravamo prefigurato presuntuosamente – troviamo sempre una realtà diversa che ci sorprende” scrive Marina Torossi Tevini, scrittrice italiana di origine triestina, nel suo “Viaggio a due nell’Europa di questi anni”– edito dalla casa editrice Campanotto. Continua a leggere »

I DECADUTI

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Giuseppe Aletti – I DECADUTI – Ed. ALETTI 2011
Recensione
di M.Carmen Lama

 

Forse sono state applicate delle ruote gigantesche a questo nostro mondo, a giudicare da come siamo trasportati, giorno e notte, a velocità impensabili fino a solo qualche decennio fa.
Forse le parole hanno smesso di funzionare come caratteristica peculiare e mezzo di comunicazione tra “umani” per assumere l’aspetto di stiletti, pronti all’uso, da scagliare indiscriminatamente contro chiunque pensi (ma si tratta di pensiero?) diversamente da noi. Continua a leggere »

“La scalinata del Forte Falcone” di Sandra Palombo

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La scalinata del Forte Falcone
Se il cielo sarà chiaro
e il vento dormirà
e il suo respiro sarà brezza
e la pietra sarà tiepida
salite ragazzi la scalinata
che porta al Falcone.
Salite senza fretta
che l’affanno subentra
in chi prima e in chi poi.

Fermatevi a tre quarti
dalla cima, sotto al verde Continua a leggere »

Un pensiero per TONINO GUERRA

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murales di Flavio Nicolini

I Poeti di Santarcangelo

Fra sinapsi contuse e tappeti meticci
come monili vi raduno – poeti
della mia terra – della mia lingua-
poeti nati da questi sfarinati tempi
che molto produssero in merci molti i poeti
Raffaello Tonino Nino Giuliana Gianni
come gli abiti appesi alle mie grucce
io vi ri-conosco
siete tuniche di lino sciarpe di seta. Continua a leggere »

“Immagina una piazza” di Anna Maria Fabiano – Ed.Ferrari

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 La protagonista di questo romanzo/confessione è una ragazza sempre dipendente da qualcuno o da qualcosa, che non riesce a trovare l’equilibrio necessario a vivere accettabilmente la propria esistenza.

I personaggi da cui dipende affettivamente, senza però riuscire a instaurare con loro appaganti corrispondenze d’amorosi sensi sono i familiari che non la capiscono, l’Avvocato che la sfrutta senza scrupoli ma in maniera accattivante o Madame, che lei ama di un amore che sente innocente ma che è inopportuno per gli altri. Continua a leggere »

The Artship – Sommario # 4


SOMMARIO ULTIMO NUMERO

“I treni della felicità”, 1945-1952

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In questo 25 aprile 2012,  è importante ricordare anche le piccole storie che ci hanno fatto e ci fanno grandi.
Perché, come ha detto Luciana Viviani, Croce al Merito di guerra, “Questo è un Paese che ogni tanto ha bisogno di ricordarsi che ha fatto delle cose bellissime. Perché noi siamo un po’ contro noi stessi: ci diciamo tutto quello che facciamo di male, ma ci diciamo troppo poco quello che facciamo di buono.”

Nel bagaglio di questa  memoria, è venuta a mancare una parte importante di storia  di forte tradizione popolare del nostro Paese, che è densa di episodi meno noti, sconosciuti o dimenticati ma che ci onorano; iniziative incredibili e dimenticate come quella dei “Treni della felicità”. Continua a leggere »

Michael Krüger, poesie da «Poco prima del temporale»

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Un attimo prima del temporale
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una pioggia lieve, ed il cedro,
ricamato nella sera con mille
e un punto, perde il suo contegno.
Perfino le pietre si mettono in cammino
per cercare una sponda. Solo i corvi
dai volti spogli e biancastri
decidono di rimanere. Strappano
il velo, che nasconde le cose,
come se ci fosse qualcosa da mostrare.
Ogni cosa ancora visibile richiama
l’invisibile, che resta per sempre
e in eterno invisibile, quando si abbatte
il temporale.

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È vietato sporgersi dal finestrino
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Anche l’ultimo treno pieno zeppo,
come se gli uomini dovessero fuggire.
Il controllore chiede di passare. Continua a leggere »

Portoferraio vista da Alberto Moravia

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Camminando per le vecchie vie del  mio paese, talvolta, mi viene da pensare alla descrizione  che ne fece Alberto Moravia  nell’ articolo/racconto Una notte all’Elba,  pubblicato sul settimanale di attualità politica e letteraria Omnibus nel lontano  1939.
Moravia vi narra  il viaggio da Piombino all’Elba su un piroscafo della Navigazione Toscana che beccheggiava
Entrati nel canale di Piombino calò una notte nera, umida e  ventosa come una bocca cariata; un beccheggio più forte, come un colpo di stecca che fa ruzzolare la palla sopra il biliardo, Continua a leggere »

Fiammetta Giugni: “Carmina flammulae” – nota di Arnold de Vos

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è il luogo
da cui torno a nominare:
l’incontro del piano con il suo primo gradino

è il luogo dove la valle si acquieta
dopo il lavorìo dell’erosione
e il viandante si accetta
prima di cominciare a risalire

pensando che il mondo finisca qui
che sia tutto un discendere del monte
dalla cima al piede
e che è tutto un principio tremante
di ascesa

qui posso scegliere
per quale sentiero avviarmi
a quale nome rispondere
se inoltrarmi in cassandre
o costeggiare l’aprico
se espormi o nascondermi

oppure restare
nello sguscio aggettante di tenerezza
che trattiene l’ascendere
che trattiene il discendere
e li assomma
e comprende

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Nel caso di Fiammetta Giugni poeta sublime della montagna, che sublima la montagna con le regole della trascendenza che non ha regola ma si fa “punta della lingua nuda” (p. 38) nella sua bocca, Continua a leggere »

Chissà se poi davvero

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che sembrerai più giovane
in quel preciso essere lieve
quasi fossi un soffione
un pensiero parziale

emergeranno dalle antiche forme
i ragazzi del vento
correvano_________ricordi?
anzi volavano Continua a leggere »

Márcia Theóphilo e Maria Korporal presentano “La notte dell’armonia”

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sabato 21 aprile alle 18,00
L’Associazione PoEtica
ospita
Márcia Theóphilo
nell’ambito della presentazione del video
di Maria Korporal “La notte dell’armonia”

  Introduzione a cura di

Viviana Scarinci 

L’evento avrà luogo presso La Libreria Libra

Via San Michele, 63 Morlupo RM tel 069071120

 °

 

Márcia Theóphilo, poeta ed antropologa, è nata a Fortaleza in Brasile. Rappresenta l’Unione Brasiliana di Scrittori in Italia.
Fra i numerosi premi ricevuti: “Nactional de Contos Editoria, 1969”; “Minerva, ‘83”; “Città di Roma, ‘92”; “Premio Fregene per la Poesia, ‘96”; “Nuove Sant’Egidio 2000”; Continua a leggere »

DE GLI “INCONCRETI FURORI”- note di AUGUSTO BENEMEGLIO

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Dominique Villa

INCONCRETI FURORI

NOTE DI LETTURA
DI AUGUSTO BENEMEGLIO

1.L’arte suprema della parola

Quando leggiamo i versi cupi tenebrosi angosciosi dolorosi malinconici( “la malinconia è la vera scienza del dolore e dell’angoscia”)versi funebri, grotteschi, satanici , apocalittici , talora arcaicizzanti ( “Prima di tutto sopraggiunse la ruina” , “Tutto, tutto affonda” , “Inconcreti furori”, “Nei freddi tramonti azzurri” ) di Dominique Villa dobbiamo oscillare tra il medioevo( i ritmi le scansioni e le rapide scariche elettriche di un Cavalcanti)e il nostro tempo, Continua a leggere »

Veglia: gli orsi e i Balcani

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Veglia: gli orsi e i Balcani

 Anche quest’anno non resistiamo al fascino della Dalmazia in primavera. Passiamo il ponte, e siamo a Veglia. “Sai che per questo ponte sono passati gli orsi?” dice il consorte. Anch’io avevo letto che alcuni orsi, di norma stanziati  nell’entroterra dell’Istria, erano scesi durante l’inverno sul mare.  L’avevano avvistato dal Monte Maggiore e avevano detto: “Ci mangiamo una cena di  pesciolini?” Così, attraversando l’avveniristico ponte, erano arrivati sull’isola. C’è anche una Konoba all’orso. Probabilmente in qualche stagione lo serviranno nel piatto. Ci è già capitato a Lubiana di vederlo mangiare. Continua a leggere »

Mario Lattes: “Il borghese di ventura” (1975)

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Lo scrittore torinese, nato nel 1923 e scomparso nel 2001, è nel novero di quegli autori che hanno cercato di rappresentare attraverso l’arte le contraddizioni e le umiliazioni della vita e l’anelito dell’uomo all’affrancamento e alla libertà.

Dopo la prima raccolta di racconti, “Le notti nere”, del 1958, l’anno successivo esordì nel romanzo con “La stanza dei giochi”, al quale fecero seguito più tardi i due romanzi maggiori: “Il borghese di ventura”, del 1975 e “L’incendio del Regio”, del 1976, entrambi pubblicati da Einaudi. Alcuni suoi articoli apparvero su “Il mondo” di Mario Pannunzio, nel 1957. Continua a leggere »

LA PAROLA E LO SPESSORE di Giovanni Nuscis

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Giovanni Nuscis, La parola e lo spessore, puntoacapo  Editrice,  2010

Questo libretto  intende proporsi come analisi critica di tutta l’opera fin qui prodotta da Giovanni Nuscis ; la cura è di Gianmario Lucini, attento critico e fine poeta egli stesso.

L’opera vuole dunque fissare un punto di vista analitico ed esaustivo sulla poetica nel suo affinarsi nel tempo e , contemporaneamente, restare incompiuta così come deve restare per un poeta parco di opere ma ancora giovane e con una voce fertile in grado ogni volta di ri-generarsi. Continua a leggere »

Madrid, dopotutto

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la poesia italiana è fuori, dopotutto | 2 giugno 2012

LETTURA POETICA

A MADRID

Il 2 giugno 2012, dopotutto [d|t] organizza una lettura di poesia in collaborazione con Italiana_madrid allo scopo di dare visibilità agli autori italiani che risiedono nella penisola iberica.

Chiunque volesse partecipare alla serata, è invitato a mandare una mail con in allegato una selezione di propri testi poetici (min. 5 max. 10 in versione .doc o .pdf) e una breve nota bio-bibliografica per valutazione, entro il 5 maggio 2012, all’indirizzo:

info.dopotutto@gmail.com

riferimento al sito  [d|t]  e alla rivista all’indirizzo http://dopotuttonet.wordpress.com/

Ricordare Primo Levi a 25 anni dalla scomparsa

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”Ci toglieranno anche il nome: e se vorremo conservarlo, dovremo trovare in noi la forza di farlo, di fare sì che dietro al nome, qualcosa ancora di noi, di noi quali eravamo, rimanga.”


Primo Levi (Torino, 31 luglio 1919 – Torino, 11 aprile 1987)

A 25 anni dalla scomparsa del grande scrittore vi proponiamo un prezioso contributo video di Primo Levi.
La pagina you tube di RAICultura, inoltre, raccoglie anche altre interviste a questo autore altrettanto necessarie e importanti.

Presentazione della rivista L’Ulisse 15. “La forma del poema”

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Venerdì 13 Aprile 2012, ore 21

Libreria Popolare, via Tadino 18, Milano

Alessandro Broggi, Stefano Salvi e Italo Testa

presentano “La forma del poema” Quindicesima uscita

de L’Ulisse – Rivista di poesia, arti e scritture

www.lietocolle.com/ulisse

Saranno presenti, con interventi critici e letture di testi, propri e di autori tradotti:

Lisa Cadamuro, Anna Maria Carpi, Tommaso Di Dio, Federico Federici, Francesco Filia, Giuseppe Fonte, Vincenzo Frungillo, Paolo Giovannetti, Antonio Loreto, Rosaria Lo Russo,Luca Minola, Viviana Scarinci, Luca Stefanelli