25 aprile Festa della Liberazione

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Guttus got 1

La Resistenza, la guerra di Liberazione, i partigiani in montagna,
le battaglie, i massacri e le stragi naziste, hanno ispirato, negli anni,
una grandiosa epopea lirica e dolorosa che ha coinvolto, come tutti sappiamo,
la letteratura, il romanzo, la poesia, la pittura, il cinema, la scultura, la grafica,
la musica colta e quella popolare delle canzoni e degli inni, l’incisione,
la cartellonistica e il disegno. Non c’è che l’imbarazzo della scelta.
Per questo 25 aprile pubblichiamo, ancora una volta, una serie di liriche
dei grandi poeti italiani anche se bisogna subito aggiungere che sono migliaia
le poesie, gli aforismi e le tiritere, scritte dagli stessi partigiani. Abbiamo scelto
le poesie di Franco Fortini, Giorgio Bassani, Giuseppe Ungaretti, Gianni Rodari,
Salvatore Quasimodo, Cesare Pavese, Pier Paolo Pasolini, Davide Lajolo “Ulisse”,
Primo Levi, Corrado Govoni, Elena Bono e anche alcune delle celebri epigrafi
dettate da Piero Calamandrei.
Epigrafi che poi furono riportate sui monumenti e sulle lapidi. Celeberrima quella
dettata in risposta a Kesselring il comandante nazista in Italia il quale,
in una intervista aveva, sfrontatamente e vergognosamente, affermato che gli
“italiani avrebbero dovuto erigergli un monumento per l’aiuto che aveva dato
al nostro Paese durante la guerra”.
Per quanto riguarda i canti resistenziali, le canzoni popolari note e meno note
sui partigiani, vogliamo ricordare i due libri pubblicati alcuni anni fa dal titolo:
“Canti della Resistenza italiana”
a cura di Roberto Leydi e
“Canti politici italiani”
a cura di Lamberto Mercuri e Carlo Tuzzi.
Per quanto riguarda la pittura abbiamo scelto alcuni capolavori del grande
Renato Guttuso. Fanno parte della serie “
Gott mit Uns”, disegni e acquerelli che il maestro di Bagheria, iniziò a dipingere nel 1944, quando ancora la guerra di Liberazione non si era conclusa. Con un segno forte, di grandissimo realismo e capacità evocativa. Guttuso ha rappresentato i torturati, i fucilati, i civili impiccati e passati per le armi insieme ai “ragazzi della montagna”,
i soldati delle stragi, la rivolta degli uomini liberi. Il “segno” di Guttuso, come
in tutte le notissime opere successive, rende davvero inconfondibile e straordinaria
tutta la ricerca realista del maestro. L’intera serie dei lavori del “Gott mit Uns”
venne pubblicata in un libro del Saggiatore che ebbe, per anni, un grande successo.
“Gott mit Uns” significa, in tedesco,“Dio è con noi” ed era la scritta incisa sulla
fibbia d’acciaio dei soldati nazisti e delle SS. Migliaia di combattenti della libertà
in tutta Europa, poterono leggerla pochi istanti prima di essere ammazzati.
I pittori che hanno “raccontato” la Resistenza sono tantissimi e tutti molto bravi.
Quasi nessuno si è lasciato prendere dalla retorica fine a se stessa, ma ha soltanto
dipinto il dramma asciutto e terribile di tante tragedie. Il più noto tra loro rimane,
appunto, Renato Guttuso. Ecco perché, dopo le liriche, pubblichiamo le sue tavole.
patria indipendente
lguttuso got2
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Bando Astrolabio 2014

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Premio “Astrolabio 2014”

Premio Internazionale di Poesia, Fiaba e Racconti per bambini e ragazzi inedite
(6 ª edizione del Terzo Millennio)
presieduto e diretto da Valeria Serofilli
dedicato alla memoria di Renata Giambene Continua a leggere

“La vita in dissolvenza” di Lucianna Argentino

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Fotografia di Davide Simiele

Fotografia di Davide Simiele

LA VITA IN DISSOLVENZA

“Non occorre aver detto di sì al male
per esserne posseduto. Mentre il bene
prende l’anima solo quando essa è consenziente”.
(Simone Weil)

 

da “Madre”

 

La sento, sai la sento la forza che ci plasma
plasmare te nel mio utero
fatto di nuovo nido, fatto culla d’acqua
e tu, grappolo di vita, mora succosa,
aggrappato alla mia carne
fatta falda di sangue per le tue radici. Radice io pure
eppure io albero da frutto, ponte da te edificato
dalla tua voce chimica inturgidita.
In me ti seppellisci, in me sprofondi
e mi faccio pasto, focaccia Continua a leggere

Fernando Della Posta

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Quattro Inediti

Gli aloni del vapore d’inverno

Gli aloni del vapore d’inverno
che anima le bocche degli amanti
sono i veli pieni e lampeggianti
degli aquiloni in volo spinta a spinta:
follia che ci sostiene sopra i rami:
e ogni fiato si rimescola nel bacio
della vita che si agita nel mondo
difesa o tocco e di rimando
che sia di morso o lingua a lingua. Continua a leggere

CONCORSO “LA VITA IN PROSA”

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LA VITA IN PROSA

Concorso Nazionale di Narrativa

Terza edizione, 2014

- scadenza 31 maggio 2014 -
NORME DI PARTECIPAZIONE
Il Concorso prevede la selezione di scritti inediti in prosa (racconti, lettere, considerazioni, brani di diario e qualsiasi altro testo creativo scritto in prosa). Continua a leggere

ISOLE

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isola capovolta gianniLe “Isole” di Gianluigi Castelli

 Portoferraio (Isola d’Elba)

Sala della Gran Guardia

 12-18 aprile

    La prima impressione che si trae dalle opere (su supporti vari, quali carte pregiate, cartoni, tele e a tecnica mista, acrilici e collages) di Gianluigi Castelli, artista milanese, elbano d’adozione, è, sul piano dei contenuti, una percezione problematica delle isole. .

All’opposto dello stereotipo che le vede oasi di esclusività ed emblema di privilegio, le isole di Gianni appaiono realtà naturali prigioniere tra cielo e mare, esposte al capriccio degli elementi e al rischio dell’emarginazione, talvolta “sottosopra”, per variabili impazzite e incontrollabili, e per questo bisognose di una colomba che le rassicuri quando il mare si fa d’inchiostro e la salvezza problematica. Continua a leggere

Daniela Casarini: “Mi sento nonna”

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Victor Nizovtsev_Goodnight Moon

 

Mi sento nonna

mi sento come il diametro di una casseruola
chiusa in un cerchio che mi rimette al fuoco
ai debiti, ai debitori, all’ora in cui
la sedia mi direbbe fermati -o meglio
accomodati, prendi un caffè
riprendi fiato, prenditi il tempo Continua a leggere

“L’Undicesimo Maestro” di Antonia Serranò

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  undicesimo maestroNediel è un ragazzo di tredici anni, un giovane abitante della Terra di Niquam, una splendida regione circondata dai meravigliosi Monti Sorgente e da una profonda lingua di mare ancora inesplorata. Un giorno, mentre accompagna la carovana del padre, il suo villaggio viene attaccato dai Primitivi, entità mostruose che si nutrono della forza vitale degli esseri umani. Durante lo scontro, Nediel assiste al prodigio: un uomo, incurante del pericolo, riesce ad assorbire quelle creature terrificanti grazie all’utilizzo di una pietra luminosa. Continua a leggere

«Margutte», non-rivista online di letteratura e altro

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Logo-Margutte-296x300

Disegno di Damiano Gentili

 
 
 
 

Cari amici di «Viadellebelledonne»,
è per me un vero piacere segnalarvi il bel sito culturale «Margutte», che sta già riscuotendo notevoli consensi e del quale riporto qui di seguito il manifesto di intenti, nonché l’elenco completo dei vari redattori e collaboratori.

Pietro Pancamo

 
 

IL MANIFESTO DI «MARGUTTE»
Perché «Margutte» come titolo di un sito web di letteratura e arte?
Margutte è un gigante nano, scudiero del Morgante di Luigi Pulci, a sua volta al servizio del paladino per eccellenza, Orlando. I due cantari ove esso appare, stampati al tempo anche in maniera autonoma, probabilmente come fogli volanti, prendono il nome di Marguttino.
Pulci, scrittore della cerchia medicea, compone l’opera nel 1478 e avvia con essa la tradizione rinascimentale italiana del poema eroicomico. Tra le prime opere fiorentine dell’era della stampa, il Morgante ripropone, in chiave burlesca, l’ideale stesso di Lorenzo de’ Medici, il “chi vuole esser lieto, sia,/ di doman non c’è certezza”, l’edonismo colto e raffinato del primo Rinascimento fiorentino, che esprime la nuova centralità dell’uomo dell’età moderna. Continua a leggere

“Macchie di leopardo” di Elyangela Giannoni Ed. Vertigo

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A briglia sciolta, in una sequenza apparentemente casuale come le macchie sul manto di un leopardo, così Elyangela Giannoni lascia scivolare la penna. Non c’è altra regola che quella di comunicare, di trasmettere dei concetti. Identificarli e decodificarli sarà, invece, compito del lettore. A volte in prosa, a volte in versi, tutto ciò che cattura l’attenzione dell’autrice viene preso, trasformato e restituito in una forma più preziosa, più sfaccettata, interessante ed affascinante. Divisa in cinque parti tematiche. Continua a leggere

PREMIO PER LA CRITICA IRLP – I Edizione, 2014


banner-premio-IRLPIn realtà, la poesia indice la prima edizione del “Premio per la Critica IRLP”, il cui unico obiettivo è promuovere ed incentivare il lavoro in ambito critico attraverso un riconoscimento serio ed esplicito che ne premi l’eccellenza: un contratto editoriale per la pubblicazione di un libro di critica che si avvale dei mezzi, della disponibilità e della professionalità delle Edizioni Prufrock SPAdi Nicola Cavallaro e Luca Rizzatello (vd. punto 8 della sezione A e la sezione C).

A – BANDO DEL PREMIO

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Prose buie di Marco Ercolani

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prose-buie

 

 

“Avere visioni non basta. Chi ha visioni, che scelga come stare rispetto all’energia che sprigionano.  La posizione, è tutto. Il come sentirle.”[1], scrive Marco Ercolani in una delle sue Prose buie, indicando lo stare e il come elementi per una fissazione, non solo rispetto al movimento della visione  (nella fugacità che essa assume e all’invisibile  che vi preme…), ma rispetto alle forme che, appunto, la possono fissare: “Sedere su un sasso, al bordo di un’oasi, e gettare pietre contro la propria ombra: ecco l’arte[2]  (anche se l’arte che ne può provenire  “è solo una forma delicata di esasperazione, di sgretolamento” e “il lavoro poetico è rigorosa dilapidazione”).

Il buio stesso, Continua a leggere

su “DEI DISFATTI COLORI”- note di FULVIO SGUERSO

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Le alte, luminose, cupe, icastiche e impervie visioni poetiche di Dominica Villa Balbinot (leggibili nel sito online “Viadellebelledonne” ma nella totalità delle poesie da lei composte sul suo blog personale “inconcretifurori”) presentano caratteri simili a quelli che il teologo Rudolf Otto attribuisce al “numinoso” (la pura sacralità), cioè il mysterium tremendum ma anche fascinans , che è all’origine oscura e irrazionale del sentimento religioso e della stessa categoria del sacro (e, potremmo aggiungere, della grande arte).
“Il contenuto qualitativo del numinoso (a cui il misterioso dà forma) è da un lato il momento già citato e respingente del tremendum con la majestas. Ma dall’altro è chiaramente anche qualcosa di particolarmente attraente, seducente, affascinante, che con il momento respingente del tremendum viene a formare una strana armonia di contrasti. Continua a leggere

Viaggio di primavera

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dolce-morte
Hai cominciato il districato tratto
verso l’ignoto passo, dove i sogni
diventano colori sfatti ed ombre
di luci fioche, come albe remote
e le forme si stemperano in corpi
astratti, elementari e arcani,
come disegni di bambini al colmo Continua a leggere

“L’ombra di Lupo Grigio” di Piero Piazzolla

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lupo-grigio

Il giornalista Peter Larsten è ossessionato dai ricordi. Non riesce a
liberarsi dell’immagine oscura di Thomas Cornwell, “Lupo grigio” come era
chiamato dagli abitanti di Absarokee quando Peter era solo un bambino. Continua a leggere

L’ispirazione secondo Wislawa Szymborska

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Ispirazione

Ispirazione

ll poeta odierno è scettico e diffidente anche – e forse soprattutto – nei confronti di se stesso. Malvolentieri dichiara in pubblico di essere poeta – quasi se ne vergognasse un po’. Ma nella nostra epoca chiassosa è molto più facile ammettere i propri difetti, se si presentano bene, e molto più difficile le proprie qualità, perché sono più nascoste, e noi stessi non ne siamo convinti fino in fondo… Continua a leggere

BELLA INIZIATIVA DI RADIO 3 per la giornata mondiale della Poesia


Oh, che io, sincero in amore, sinceramente scriva” (Sonetto 21) SHAKESPEARE

TUTTI I SONETTI A RADIO3

Tutti i sonetti di William Shakespeare interpretati dai migliori attori inglesi e italiani A partire dal 21 marzo, Giornata Mondiale della Poesia e fino al 23 aprile Giornata Unesco del Libro, Radio3 proporrà la lettura di tutti i 154 sonetti del grande drammaturgo, di cui si celebra quest’anno il 450° anniversario della nascita

( segnalo questa bella interessante iniziativa, in attesa della proposta a cura di Marina Torossi Tevini programmata per domani)

CARLA DE ANGELIS-note di lettura di Narda Fattori

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carla de angelis

Carla De Angelis, I giorni e le strade, Fara editore

Perché si scrivono poesie, atti in perdita finanziaria , che chiedono attenzione, tempo, impongono di sciorinare l’interno dolore, di perdere pudori, di perdere i percorsi sicuri, di abbandonare i salvagente, i corrimani,…?
Credo che nessuno abbia mai risposto in modo esaustivo e convincente a questa domanda; un poeta scrive come l’innamorato ama e non c’è ragione, non esiste nessun paradigma logico, filosofico, sintattico,…., ma l’uomo da millenni sceglie parole per dire di sé e del mondo, dei fatti e delle percezioni, e ha scritto tomi teoretici, ha raffinato la retorica, ha sgravato di oneri i poeti coronandoli di onori. Altri tempi, altri costumi… Continua a leggere

“Canzoni di Galilea” di Naim Araidi (Edizioni Seam)

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Amiamo la letteratura

Abbiamo tristezza sufficiente per una e mille canzoni
abbastanza rossore per la nostra pelle orientale
una parte per la guerra,
una per sconfitte e inganni
una dolce madreterra è dentro di noi
noi, duplici, pigri, miraggio nel deserto
siamo un rebus!
Tristezza non abbatterci, nati da sanguisughe
camminiamo tuttavia dolcemente sulla sabbia
dormendo su tappeti in terre deserte Continua a leggere

Ora, la Bellezza

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“I want to feel both the beauty and the pain of the age we are living in. I want to survive my life without becoming numb. I want to speak and comprehend words of wounding without having these words become the landscape where I dwell. I want to possess a light touch that can elevate darkness to the realm of stars.”

 “Voglio sentire sia la Bellezza che il Dolore dell’età in cui viviamo. Voglio sopravvivere alla mia vita senza diventare insensibile. Voglio parlare e comprendere parole di ferite senza che esse diventino il paesaggio in cui abito. Voglio possedere un tocco di luce che possa elevare l’oscurità  al regno delle stelle.”

Terry Tempest Williams (trad. Federica Galetto)

arthurhacker

Arthur Hacker – Imprisoned Spring

In un tempo che mi appartiene forse più di ogni altro in questa fase dell’esistenza, ho sentito scuotersi dentro me il fruscio del risveglio e dell’abbandono. In un tempo che mi appartiene eppure mi è così distante, ho voluto cercare di afferrare con forza ogni più piccola vibrazione e farla diventare parte di me. Il filo conduttore di questi mesi invernali bui e lunghi è stata la Bellezza, che come spesso mi accade rastrella la mia vita senza curarsi se ancora vi sia spazio dentro me per accoglierla, ma anche il dolore, la bruttura atroce di certe crudeltà, la malevolenza dell’umanità, la guerra, i morti, le speranze volate via. Ogni frammento ha finito per costituire una strana forma di Bellezza. Una Bellezza cieca e sorda. Ho ascoltato senza sentire, ho guardato senza vedere, ho scritto senza posare le dita sulla tastiera, ho dipinto senza colori, ho amato senza amore, ho vissuto senza respiro. In ogni momento in cui cercavo la via per emergere non trovavo altro che silenzio, o meglio un ostacolo invisibile che mi impediva di esternare un’emozione, una parola, una linea sulla tela. Ma sentivo, vedevo, scrivevo, dipingevo tutto. E Continua a leggere

Riguardo il brano TRAIETTORIE di Lucetta Frisa


Come certo i numerosi lettori dell’articolo TRAIETTORIE di Lucetta Frisa si saranno accorti al momento della lettura per misteriosi malfunzionamenti della piattaforma wordpress non è comparso il modulo relativo alla possibilità di commentare.
Non essendo venuta a capo in alcun modo della problematica in questione , ho pensato di risolvere pubblicando questo specifico post che permetterà ai lettori interessati di potere commentare e alla stessa Lucetta Frisa di potere ringraziare chi ha apprezzato il testo.
Ringrazio per l’attenzione.

VILLA DOMINICA BALBINOT ( per la redazione)

“L’urto della sensibilità”, una silloge poetica di Alberto Barina

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ImmaginePalpitatio, fotografia digitale di Ernesto Romano ©

 
 

Il poeta, modello di viaggiatore continuo, strenuo ed apposito: è un esploratore che perquisisce i confini del mondo, scrivendo uni-versi; è un temerario che s’inoltra in terre “cangianti”, inospitali come il miraggio e feroci a tal punto, che in esse ogni cosa perde l’aspetto reale (o, per l’esattezza, consueto), mentre le certezze quotidiane cessano di avere contorni precisi: tanto che si rovesciano in nuove prospettive, rivelando che persino la luce può essere a volte, o quasi sempre, un gioco di ombre (ed il buio, addirittura un riflesso). Continua a leggere

Una poesia


di Elia Belculfinè

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I Luoghi Parlano Di Chi Li Abita,
Molti Sono Passati Di Qui

Lasciando Cappelli Chiavi
Pacchetti Di Sigarette, Portapillole,
Sono Frattali Armonici Nel Mio Cervello Tutti e gli
ombrelli, gli scialli, pacchetti
di fiammiferi vuoti

Motivetti _Appena Continua a leggere

TRAIETTORIE di Lucetta Frisa

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No, non aspetta niente e nessuno. Anche se il mutamento è nell’aria, l’aria che tutti respiriamo, tranne i minerali o i cyborg. Lo nota osservando allo specchio il suo occhio destro. Che non guarda più davanti a sé ma di lato. Da quel momento rivolge un’estrema attenzione agli occhi della gente – in particolare delle donne, che si dice siano più sensibili e ricettive – non tanto alla loro forma quanto alla direzione dello sguardo. Forse anche il suo occhio si è impercettibilmente spostato. Impercettibilmente occhio e sguardo si sottraggono alla frontalità. Non fece così anche Perseo per evitare lo sguardo mortale di Medusa?

Non si tratta di abbassamento della vista, di nessuna particolare anomalia o malattia del nervo ottico che può manifestarsi sia di colpo che molto lentamente. E allora? È il progredire dell’età che obbliga l’occhio a deviare lo sguardo? Dove guarda adesso ? E che cosa? Tutte le mattine, cerca di truccarlo come l’altro, ma sempre la direzione diverge, esce dai contorni della faccia, come una freccia segnaletica di cui sia incomprensibile la lettura. Poi si consola pensando alla bellezza di Venere.

Si chiede se l’occhio non abbia relazione col piede e la sua andatura (infatti, se occhio e piede non vanno in sintonia c’è il rischio di cadere). Tempo prima era caduta, fratturandosi un piede. Teseo non aveva perduto il suo sandalo all’Inferno? Anche Edipo si era azzoppato,viaggiando. E Filottete, abbandonato col piede ferito ? Quanti zoppi ci sono nella mitologia e nelle leggende! Sempre qualcosa di sinistro vi aleggia intorno. Già: chi tocca la profondità ne rimane segnato indelebilmente. Chi zoppica ha avuto rapporti con il basso e non potrà più negarne l’esistenza: il basso seduce irresistibilmente il piede. Anche Don Giovanni è sprofondato all’inferno. In particolare questa seduzione esercita il suo potere verso chi non crede in nulla, né al Paradiso né all’Inferno. Chi sa che, se sale o soltanto provasse a salire, l’alto lo ricaccerebbe in basso, con una lieve spinta, come un palloncino. Se la tensione ascensionale è innata nell’uomo, altrettanto gli corrisponde il rimbalzo in giù. In fin dei conti, le elevazioni sono mediocri e frustranti perché durano poco, illudono. Lo zoppo deve rassegnarsi al suo piede zoppo che gli ricorda che la terra è, per lui, l’unico luogo in cui stare. In musica non esiste il basso continuo? Il basso ostinato, il ground? Non si può mai prescindere dalla terra, dal nostro ostinato e fatale legame con lei.

Gli africani, gli orientali danzano con i piedi aggrappati alla terra, quasi incurvati, sembrano voler frenare la sua corsa invisibile sotto le unghie, e mimano l’andatura degli animali. Battendo il tamburo evocano la pulsazione planetaria, insieme a quella del cuore di ogni singola creatura terrestre. Non perdono, cioè, il contatto profondo con la terra. Se ciò accadesse, sanno che lei si vendicherebbe in modo mortale. Tutti gli spiriti vengono dalla terra e ci ritornano. Vanno e vengono. L’estasi procurata attraverso il corpo non è che un’uscita dal tempo presente,una passeggiata al piano di sopra delle loro capanne, colline o rupi. Ma mai dalla terra.

Interpellerà un chirurgo plastico. Se ancora è impossibile non invecchiare è invece possibile mostrarsi più giovane. Ingannare l’occhio dell’altro. Chiederà al chirurgo se c’è il rischio che l’occhio, una volta raddrizzato, possa di nuovo ostinarsi a divergere, a scegliere una via laterale, volersene andare da un’altra parte, oppure tornare, come un fiume una volta deviato, sul letto del suo antico corso. La vecchiaia è maligna, spudorata. Vuole la giovinezza a tutti i costi, non vede quello che non vuole vedere, non sente quello che non vuole sentire e per questo è anche capace di qualunque cosa: ingannare e ingannarsi. Ma poi è obbligata alla verità, che ritorna trionfante sui suoi passi. Ricade dentro il suo abisso mettendo fine per sempre agli inganni.

Per quell’occhio che non guarda più qui ma da un’altra parte, prova angoscia e confusione. Non solo consulta il chirurgo, ma il neurologo e poi lo psicologo. Quell’occhio indica semplicemente che anche lei si trova a un bivio: raccogliere tutte le energie e fare quanto fino a quel momento non è riuscita a fare, in una sorta di parossismo voluttuoso, oppure lasciarsi portare dalla sua traiettoria laterale, abbandonandosi al mistero del nuovo percorso, nuova direzione che, alla fine, avrebbe dovuto fatalmente seguire. Prima o poi. L’occhio può sempre chiuderlo, ma mai totalmente dato che la deviazione laterale comprende una fessura. Una fessura che lascia passare uno spiffero… La colonna di Persefone? Da dove soffia quell’aria infera non vuole saperlo. Gli Antichi si, loro sapevano dare risposte. Per questo avrebbe voluto nascere in un secolo molto antico. Aggrapparsi al detto evangelico: “Lo spirito soffia dove vuole”. Allora si tratta semplicemente di convincersi che non c’è nulla da temere e lasciarsi andare nella direzione indicata dallo spirito…

Lasciarsi andare è scoprire qualcosa di diverso, è penetrare in un territorio sconosciuto, cogliere dei dettagli che prima non notava,a cui non aveva mai dato importanza. Ed ecco che il percorso quotidiano non è più lo stesso. Come attraversare una seconda città quasi sempre più affascinante della prima. Come osservare un quadro noto e scoprire altri personaggi, nuove luci, nuove prospettive. E’ come rinascere a una seconda vita, grazie a queste rivelazioni laterali.

C’è gente il cui occhio – destro o sinistro – assume una fissità aliena. Guarda davanti a sé immobile, quasi senza battito di ciglia, ma la pupilla è dura. Se l’esterno dell’occhio esprime l’interno, l’interno deve essersi bruciato, inaridito, oppure quella cornea difende, attraverso la rigidità della sua scorza, una fragilità, una sensibilità accumulata nel tempo che è meglio mascherare. Chi guarda con un occhio così è morto a metà. Oppure è un giudice, un teologo, un ideologo, qualcuno che si crede molto vicino a Dio. Il corpo sceglie per conto suo il momento di atrofizzarsi, rifiutarsi. Come dominare il corpo, convincerlo ad andare contro la propria natura, impedirgli di dire la verità?

Il cammino dell’uomo è costellato di cadute e di improvvisi squarci visionari se non profetici. Tre le cadute più significative: la prima con Darwin, la seconda con Galileo, la terza con Freud. Non siamo stati più al centro di noi stessi e quindi di nulla. Zoppica l’uomo, zoppica la terra, zoppica l’Io. Si procede sempre più obliquamente, malfermi, sorretti da protesi di vario genere. Anche la terra ha preso una brutta andatura…Anche i suoi assi si spostano. Dove andrà a finire? Ma continua a camminare e noi insieme a lei. Pur sprofondando in preda alle vertigini ci risolleviamo sempre. Tra una caduta e l’altra, una frattura e l’altra, una frana e un terremoto,ci curiamo pazientemente la zoppia,i dolori, i cataclismi,le ferite oculari.

Ero Maddalena

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      Nei versi di Cinzia Demi la Maddalena neotestamentaria e quella leggendaria si fondono con la Maddalena di oggi, divenendo summa e paradigma della femminilità tormentata e violata nei secoli, ma anche della sua straordinaria potenzialità di riscatto, di redenzione e di autoaffermazione. Continua a leggere

ALTA SUL FREDDO VERSANTE

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Si attorcono,
quelle prime note della desolazione
- e nell’olocausto della pioggia…

Seguendo le contrazioni,
le disquisizioni biologiche
su la teoretica base,
tra i bestiari e la angelologia tomista
- la resurrectio -
in una astrazione di traiettorie
deturbata dalle uccisioni, Continua a leggere

Alive di Lisa Sammarco

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fondale marino

Che ne sarà di noi: Alive Poets Society

Dicevamo che sarebbe bastato non mentire.
Qualcuno, sottobanco, mormorava tesi
sull’esatto numero delle stelle, perché oltre quello
ogni parola sarebbe stata solo caos
a cui nessuno avrebbe mai creduto.
Qualcun’altro cercava una sintesi dell’intero universo,
una sorta di taccuino, da consultare
quando in cielo si accalcavano le nubi
e la pioggia disfaceva i contorni. Continua a leggere

Entropie

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entropie

testi di Rosemily Paticchio
illustrati da Sara Giantin

Potere marginale

Rende lasciti ad orizzonti paralleli
s’incurva e inclina il disco a raggiera
ma non tramonta mai davvero
piuttosto fa ballare i corpuscoli
suoi congiunti Astri oltre criniera
imbastisce fasti sui padiglioni ad occidente
e non so se per legge che infiltra
e innerva l’intero Sistema
per anarchia di governo
o per un atto di abilità assoluta Continua a leggere

Le molte case dei miei ritorni di Gabriella Valera

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“Le molte case dei miei ritorni/ hanno tutte un solo balcone/ che guarda verso il mare” scrive Gabriella Valera in questa sua terza raccolta di poesie che segue, a distanza di quasi una decina di anni, Gente della mia vita e le parole “casa e ritorno” compaiono molte poesie della raccolta “ad indicare un certo nomadismo dell’animo per cui al contempo ci si può sentire a casa propria in ogni parte del mondo e in nessun luogo”. Continua a leggere

“SOSPESI” poesia di EMILIA BARBATO

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Confermo, nelle stanze
scarsamente illuminate d’ospedale,
la miseria della condizione umana
e imparo l’intero ecosistema
meccanico che vi si adopera,
puntuale nel silenzio
umano a regolare l’energia
rimasta ai corpi, così, lo sbuffo
della pompa di monitoraggio Continua a leggere

“Sinfonia del mare”. Poesie di Armando Romano

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Chiunque ristagni anima e bagagli (ovviamente mai fatti) nel brutto vizio di non muoversi e basta –nemmeno d’un passo– dalla propria vita, non può che avere pensieri statici, inevitabilmente dediti (è il minimo!) ad una paralisi plenaria e preconcetta. Invece Armando Romano –uomo “caratterizzato” di sicuro da un’esistenza tutt’altro che incolore o indolore, e votata anzi (mi sembra di capire) a viaggi instancabili attraverso i più vari e assortiti panorami geografico-mentali– preferisce il moto fantasioso e perpetuo della curiosità, bravissima in ogni occasione a rivelarsi per ciò che è realmente: un casto desiderio di libertà. La stessa –di sogno e parola– con cui Romano descrive (nel giro di un’intera, piccola silloge) Continua a leggere

Inaugurazione

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marta ajò

Inaugurazione della
BIBLIOTECA DEI LIBRI SALVATI DI ALLERONA – VIETNAM E STORIA CONTEMPORANEA
Allerona (Terni), ore 10.00, via del Poggetto, 22 febbraio 2014

Biblioteca Pino Tagliazucchi

La “Biblioteca dei libri salvati”, progetto realizzato dall’associazione Intra (Iniziative Trasversali),  iniziativa “maturata dalla convinzione che la base tematica e multilingue sulla quale sono impostate queste biblioteche sia uno strumento di attrazione per un turismo qualificato, di lunga permanenza nelle quattro stagioni”,  inaugura una nuova area culturale dedicata a Việt Nam e storia contemporanea. Continua a leggere

“Lungo è stato il giorno” di Edoardo Penoncini Ed.Ibiskos-Ulivieri

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I versi di “Lungo è stato il giorno”, con prefazione di Matteo Bianchi, libro vincitore della XVI edizione del Premio Città di Empoli Domenico Rea, confermano l’intento già manifestato e messo in pratica con coerenza da Edoardo Penoncini nella sua produzione letteraria: fare argine, al tempo, all’effimera inconsistenza dell’epoca che viviamo, alle incongruenze e alle ferite. Continua a leggere

Il cielo buio d’aprile – Poesie inedite di Federica Galetto

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Anke Merzbach

Quando si scrive in una lingua che non è la propria lingua madre si verificano curiosi mutamenti nella scrittura. Queste poesie, scritte in lingua inglese e poi da me tradotte in italiano, ne sono la prova. Inspiegabilmente, le percezioni assumono contorni altri e nelle parole si accendono nuovi percorsi di ricerca semantica e sintattica.  La grammatica della lingua di partenza (inglese) spinge obbligatoriamente a giocare con fonologia e morfologia aggiungendo sempre nuovi squarci di significato ed espressione ai testi. Non credo avrei mai potuto scrivere questi stessi testi se fossi partita dalla lingua italiana. Mi sorprende sempre il risultato, ed è come se dentro me convivessero due diverse voci che si comprendono, si ascoltano, si completano. Dell’altra me amo l’asciuttezza, la risoluta affermazione di complessi stati d’animo riassunti in due sole parole, il disincanto e la sfumatura di una nota narrativa permanente. Insomma, se dovessi “leggermi” con un altro nome, mi leggerei. E credo imparerei di certo qualcosa. In realtà la scrittura insegna sempre; e un’altra lingua rende questo insegnamento ancora più prezioso.

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La lingua in cui scrivo volta a volta è una sola, mentre la mia esperienza sonora logica associativa è certamente quella di molti popoli e riflettibile in molte lingue.

Amelia Rosselli

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The gloomy sky of april

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It’s the light of a few fireflies in a row

sadly hiding in a lost summer

The roaring voice of the cattle

Subsiding

Somehow collapses a gesture Continua a leggere

Quando la poesia si fa dono

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Narda Fattori

Un testamento spirituale, a questo ho pensato nel leggere i magnifici versi di Narda Fattori: un lascito particolare, talvolta sofferto, eppure mai dolente, prezioso di immagini e tessiture in cui la natura è cardine ai ricordi, lo spirito traghettatore dalla mente al cuore.

Spazia e sorvola lo sguardo della poetessa, appunta i suoi dettagli di vita e di emozioni, e ce ne rende partecipi.

Non dimenticare, sembra suggerire, l’attimo lucente che ha portato un fiorire di parole, Continua a leggere

Rita Pacilio: La poesia come impegno contro tutte le forme di violenza – la trilogia dei corpi offesi

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  1. ‘Non camminare scalzo’ – Edilet Edilazio Letteraria, 2011

Non camminare scalzo è l’incontro con la sofferenza propria e dell’altro. Lo sguardo è centralizzato sullo spazio interno del proprio vissuto e la dimensione parola poetica permette di esprimere il senso di alcuni momenti della vita come esigenza di mettere a fuoco meccanismi interlocutori, seppur intimistici, per portare a nuove vie di unione concrete e sociali. L’altro diventa l’allarme di una comunicazione difficile con se stessi o che non avviene più … (dall’introduzione dell’autrice)

 

 

La memoria si fida di me ed io stringo i limiti, ritrovo

l’imbroglio, sento il tradimento.

Si arresta il dormiveglia, l’anima

superba beve birra e ammutolisce.

Nessuno chiede verso dove, verso quando,

 verso chi lasciare cadere

queste mele marce. Il vento. Il vento asciuga

il sangue dal naso. Cosa ti porto? Continua a leggere

La Repubblica Romana e Cristina Trivulzio Belgioioso

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La Repubblica Romana del 1849 (nota anche con la denominazione di Seconda Repubblica Romana, per non confonderla con quella di epoca napoleonica) fu uno stato repubblicano sorto in Italia durante il Risorgimento a seguito di una rivolta interna che nei territori dello Stato Pontificio estromise Papa Pio IX dai suoi poteri temporali. Fu governata da un triumvirato composto da Carlo Armellini, Giuseppe Mazzini ed Aurelio Saffi.

La piccola repubblica, nata nel febbraio 1849 a seguito dei grandi moti del 1848, che coinvolsero tutta Europa, ebbe, come questi ultimi vita breve (5 mesi, dal 9 febbraio al 4 luglio) a causa dell’intervento militare della Francia di Napoleone III, che per convenienza politica ristabilì l’ordinamento pontificio, in deroga ad un articolo della costituzione francese. Tuttavia quella della Repubblica Romana fu un’esperienza significativa nella storia dell’unificazione italiana (che rappresentava l’obiettivo della Repubblica), vide l’incontro e il confronto di molte figure di primo piano del Risorgimento accorse da tutta la Penisola, fra cui Giuseppe Garibaldi e Goffredo Mameli. In quei pochi mesi Roma passò dalla condizione di stato tra i più arretrati d’Europa a banco di prova di nuove idee democratiche, ispirate principalmente al mazzinianesimo, fondando la sua vita politica e civile su principi (quali, in primis, il suffragio universale maschile; il suffragio femminile in realtà non era vietato dalla Costituzione, ma le donne ne restarono escluse per consuetudine; l’abolizione della pena di morte e la libertà di culto), che sarebbero diventate realtà in Europa solo un secolo dopo. Continua a leggere

“CLAUSTROFONIA”di Doris Emilia Bragagnini

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doris emilia
*

il muro tace, non risponde più
si lascia guardare angolandosi
in riproduzioni lessicali nei passi
o sfarfallii – armati – sottoluce

ogni tanto un urto di temperatura
differente, a porte chiuse ] tolte le dita Continua a leggere

Ambraverde di Marina Silvestri

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Silvestri_AmbraverdeMolte scrittrici negli ultimi decenni si sono dedicate a ricostruire, sulla base delle poche tracce rimaste, la vita di donne vissute nei secoli passati contribuendo così a creare quel patrimonio di memorie femminili di cui la storia è così parca, ma il libro Ambraverde di Marina Silvestri (Palombi 2013, pp 159,€ 12) si distingue per la capacità dell’autrice di unire un’indagine meticolosa alla fantasia narrativa che ci fa immaginare scene e vicende, sentire i profumi, godere della bellezza dei luoghi. Continua a leggere

XXVIII PREMIO di POESIA LORENZO MONTANO


La rivista di ricerca letteraria “Anterem” promuove per il 2014 la XXVIII edizione del Premio di Poesia Lorenzo Montano.
Il Premio si articola in cinque sezioni: “Raccolta inedita”, “Opera edita”, “Una poesia inedita”, “Una prosa inedita”, “Opere scelte”.
I poeti vincitori, finalisti e segnalati leggeranno i propri testi nel corso di un Forum che coinvolgerà musicisti, editori di poesia, critici Continua a leggere

“Magazzino 18″ di Simone Cristicchi

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Al Porto Vecchio di Trieste c’è un “luogo della memoria” particolarmente toccante. Racconta di una pagina dolorosissima della storia d’Italia, di una vicenda complessa e mai abbastanza conosciuta del nostro Novecento. Ed è ancor più straziante perché affida questa “memoria” non a un imponente monumento o a una documentazione impressionante, ma a tante piccole, umili testimonianze che appartengono alla quotidianità.

Una sedia, accatastata assieme a molte altre, porta un nome, una sigla, un numero e la scritta “Servizio Esodo”. Simile la catalogazione per un armadio, e poi materassi, letti, stoviglie, fotografie, poveri giocattoli, altri oggetti, altri numeri, altri nomi… Oggetti comuni che accompagnano lo scorrere di tante vite: uno scorrere improvvisamente interrotto dalla Storia, dall’esodo. Continua a leggere

“Passaggi d’età. Scritture e rappresentazioni” a cura di Annamaria Crispino e Monica Longo Iacobelli editore

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passaggi di età

    Questo volume è il risultato  del XII Seminario estivo residenziale  della Sii (Società Italiana  delle Letterate).
Il lavoro di raccolta è a cura di Annamaria Crispino, giornalista  culturale, consulente editoriale, ideatrice e direttora della rivista letteraria “Leggendaria. Libri Letture Linguaggi”,  tra le fondatrici della Società italiana delle letterate {Sii) e di Monica Luongo,  giornalista culturale, esperta di donne e sviluppo e osservatrice elettorale, della redazione della rivista  “Leggendaria.  Libri Letture Linguaggi “e attualmente presidente dell’ Associazione Dea (www.donnealtri.it). E  stata presidente della Sii. Continua a leggere

In libreria la sceneggiatura per il cinema “L’enigma delle anime gemelle”

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Lucia Gilli

Intervista a Lucia Gilli

L’enigma delle anime gemelle di Lucia Gilli, pubblicato da Edizioni Progetto Cultura, è un thriller del quale non si può raccontare quasi nulla, per non togliere la suspense, se non che è «la storia di due artisti di successo divisi da un piano diabolico». Ma il dettaglio sorprendente è un altro: il volume non è un romanzo, ma una sceneggiatura. Che arriva in libreria con l’intento di far appassionare i lettori e magari attirare l’attenzione di un produttore che possa portarla sul grande schermo. Continua a leggere

Giornata della Memoria: “Scarpette rosse”

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scarpette rosse

C’è un paio di scarpette rosse

numero ventiquattro
quasi nuove:
sulla suola interna si vede
ancora la marca di fabbrica
Schulze Monaco;
c’è un paio di scarpette rosse
in cima a un mucchio
di scarpette infantili
a Buchenwald
più in là c’è un mucchio di riccioli biondi
di ciocche nere e castane
a Buchenwald
servivano a far coperte per i soldati
non si sprecava nulla e i bimbi li spogliavano e li radevano
prima di spingerli nelle camere a gas
c’è un paio di scarpette rosse
di scarpette rosse per la domenica
a Buchenwald. Erano di un bimbo di tre anni
forse di tre anni e mezzo
chissà di che colore erano gli occhi
bruciati nei forni
ma il suo pianto
lo possiamo immaginare
si sa come piangono i bambini
anche i suoi piedini
li possiamo immaginare
scarpa numero ventiquattro
per l’eternità
perchè i piedini dei bambini morti
non crescono
c’è un paio di scarpette rosse
a Buchenwald
quasi nuove
perchè i piedini dei bambini morti
non consumano le suole.

Joyce Lussu

 

 

I Quaderni dell’Ussero – Valeria Serofilli di Ivano Mugnaini

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La raccolta inedita “Dai tempi” di Valeria Serofilli pubblicata all’interno del volume appartenente alla collana “I Quaderni dell’Ussero” da lei curata, è un ulteriore e coerente tessera del mosaico espressivo dell’autrice. Il termine mutuato dalle arti figurative appare consono e coerente nel contesto specifico del libro per varie ragioni. In primo luogo per la natura composita del volume, costituito da differenti componenti: poesia, narrativa, testi con traduzione a fronte, note critiche e varianti di uno stesso testo, proposto nelle diverse redazioni, in un mutamento progressivo che conduce alla versione definitiva. Continua a leggere

La poesia e il mondo contemporaneo

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neve

“Il mondo contemporaneo è certa­mente il più inadatto dei mondi possibili per la poesia, perché è il mondo della chiacchiera, del frastuono, dello svilimento in­calzante del senso” sosteneva negli anni Novanta Giancarlo Pontiggia, osservando il divario che si era creato tra i poeti, che molto spesso tendevano ad arroccarsi in piccole consorterie, e il pubblico nel senso più lato. Eppure, se percorriamo la letteratura del Novecento, ci accorgiamo che proprio alla poesia è stato affidato il compito di esprimere i punti nevralgici della nostra scombinata esistenza, assieme ai temi che da sempre sono stati appannaggio dell’uomo nella sua dimensione spirituale: il tempo, il senso dell’esistere, gli affetti. Sono stati proprio i grandi poeti del secolo breve a delineare l’uomo moderno più di quanto lo abbia fatto la narrativa. Continua a leggere

Malos Mannaia: Illusionismi di stato (di bisogno)

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Odilon_Redon

Giovanni suda copiosamente e un po’ gli trema anche la voce mentre porge al rigattiere il numerino elimina-code.

– Buongiorno. Sono qui per mio figlio, Giacomino.

Il rigattiere allo sportello studia sia l’uomo che il ragazzo con fare professionale. Sono due classici esemplari di ceto medio: vestiti in modo dignitoso, ma con la camicia lisa sul colletto e sui polsini. Lo sguardo del padre è vuoto quanto la dispensa in tempi di crisi e l’angolo degli occhi tende al rosso conto in banca: probabile che abbia pianto in silenzio poco prima di accompagnare il figlio al monte dei pegni. Giacomino avrà circa tredici anni e il padre sa che tra qualche mese non potrà più trascinarlo in giro a proprio piacimento: Continua a leggere

“Monologhi di vetro” di Liliana Arena

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Sognatori di sogni senza eco.
Esseri di carne
nello stagno degli emarginati.
Sognatori di spazi senza peso.
Esseri d’anima
nella morsa dell’utopia.
Questi i poeti.

Questi versi, brevi e incisivi, con i quali si conclude il libro “Monologhi di vetro” di Liliana Arena (Edizioni Seam, 2013) mi sembra possano essere un ottimo punto di partenza dal quale iniziare per addentrarci nella sua poetica, in quanto ci dicono cosa per lei è un poeta e soprattutto perché le poesie del suo libro sono coerenti con quanto in questi versi è espresso. Continua a leggere