![]() . . I . . Premere la grafite su cerchi in cancrena: non so più a cosa porti. Se a un male cercato e astratto o se a uno spazio di rilievi, con lo scavo come moto verso l’amore, come modo di avvicinarlo. Profondamente all’esterno, intanto, si scende nelle situazioni, nelle depressioni del terreno; la gente, i suoi gesti vivi se inascoltati sono fossili subito. . . . . . . II . Un io-altri – ancora. Se penso a scisma penso a una vena fondata nell’occhio dall’occidente, da secoli. Per ogni frazione, nell’esserci con forza e senza l’espediente di dire noi, in due disanimare la dipendenza dal due. . |
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| Davide Castiglione, Per ogni frazione, Campanotto Editore, 2010 | |
“La vera alterità fatta di delicati contatti,/ di meravigliose compensazioni con il / mondo, non poteva realizzarsi / con un / solo termine, alla mano tesa doveva / corrispondere un’altra mano da fuori, / dall’altro.”
Lungo questi versi di J. Cortázar posti in apertura di libro (Davide Castiglione, Per ogni frazione), mi vengono incontro le particelle della poesia ARCHEOLOGIE, non a caso inserita nella sezione “Nel due”, perché se è nel due, nella corrispondenza sè- altro fuori da sé, che si realizza la “vera alterità”, allora è necessario indagarne e ritrovarne le tracce, le frazioni – rimanenze, comprese quelle del distacco originario, della sua fondazione, anche in forma di scritture. Continua a leggere »



Madre che stai dentro le mie tasche

































